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Cultura

La tumma: regina degli antipasti di Pantelleria

Redazione

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Fra le mille espressioni gastronomiche di Pantelleria, non è una sorpresa scoprirne l’indole pastorizia delle origini, che ha prodotto, nel tempo, un’arte casearia dai sapori impareggiabili. Con la sua armoniosa formosità, la ‘tumma’ si è pertanto meritata un posto in prima fila nelle tavole ‘massare’ pantesche.

Regina degli antipasti, oggi presente in buona parte dei piatti orgogliosamente esibiti come alimenti nobili, non rinnega, tuttavia, l’umiltà delle sue radici, il tempo in cui, in quasi tutti i dammusi dell’isola, non mancavano le stalle di ricovero degli animali – vacche, maiali, galline – che collaboravano alla sussistenza quotidiana, quando il consumo di carne si limitava al pranzo delle feste.

Immagini paesaggistiche odierne ci testimoniano e confermano i connotati di una Pantelleria che, ancora oggi, aderisce in pieno ad un modo di vivere rusticale che ha saputo riproporsi gradualmente con formidabile dignità, capovolgendo le asperità passate in orgogliose opportunità di agiata diversificazione delle sue istanze culinarie.

Tanta fatica primitiva per ‘poter campare e tirare avanti.

Altrettanta fierezza nell’adesione alle orme della memoria dei più anziani, i quali ci ripresentano, stavolta con sorriso entusiasmante, le forme di quel mondo tuttora operante attraverso i loro figli e nipoti che, ‘picciutteddri’, oltre ad alimentarsi del latte appena munto nello stabbio, partecipavano attivamente al recupero del caglio animale.

Veniva così prodotta la ‘cagghìata’, per ridurla in pezzetti e versarla, aiutati da un mestolo, in quei cestini tondi reticolati che ogni famiglia ancora possiede, facendo spurgare per bene il siero rimanente e trasformando il contenuto in morbido e corposo alimento dalle innegabili qualità; aspettavano però contenti il compenso della scodella ripiena di fiocchi preziosissimi di una parte dei coaguli, da consumare per la cena insieme ai ‘viscutteddri’.

Acciughe, capperi, olive e pomodori secchi faranno poi il loro dovere nel presentare questa bellezza alimentare nei suoi profili più gustosi ed attraenti.

Cultura

Il Parco Nazionale di Pantelleria nella Giornata del Ricordo

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Nella Giornata del Ricordo, il Parco Nazionale Isola di Pantelleria si unisce al momento di memoria dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo forzato delle popolazioni giuliano- dalmate nel secondo dopoguerra. La ricorrenza nasce per ricordare una delle pagine più dolorose e a lungo taciute della storia del Novecento: le violenze avvenute tra il 1943 e il 1947 e la deportazione, uccisione e fuga di migliaia di italiani dall’Istria, da Fiume e dalla Dalmazia in seguito ai mutamenti dei confini sancito dal Trattato di Pace di Parigi del 10 febbraio 1947. In questa giornata il Parco Nazionale Isola di Pantelleria esprime profonda vicinanza e rispetto alle vittime, agli esuli e alle loro famiglie, rendendo omaggio a chi ha sofferto e a chi ha perso la vita. Ricordare vuol dire custodire la memoria e ribadire l’impegno collettivo affinché nulla venga cancellato o dimenticato nella consapevolezza che la storia, anche nelle sue pagine più tragiche, continua a insegnare valori fondamentali di una società civile e democratica: valori della dignità, della pace e della convivenza tra popoli diversi.

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Cultura

Morto Antonino Zichichi, il fisico nucleare aveva 96 anni

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Si è spento all’età di 96 anni Antonino Zichichi, uno dei più celebri fisici italiani e grande volto della divulgazione scientifica in tv. Zichichi ha lasciando un’impronta indelebile nel mondo della scienza e nella comunicazione soprattutto perché ha sempre parlato al grande pubblico.

La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo accademico e tra gli spettatori che lo hanno seguito per decenni. Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, Zichichi è stato un protagonista assoluto della fisica moderna, con una carriera che ha toccato le più importanti frontiere della ricerca scientifica. Professore emerito di Fisica Superiore presso l’Università di Bologna, il suo lavoro ha spaziato dalla fisica subnucleare alla promozione di una cultura scientifica accessibile a tutti.

Nel corso degli anni, Zichichi è riuscito a rendere comprensibili concetti complessi e questo gli ha permesso di parlare di anche sul piccolo schermo. Per i telespettatori italiani è stato un punto di riferimento: un maestro capace di coniugare competenza accademica e comunicazione, rendendo affascinanti temi che spesso rimangono confinati nei laboratori. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca per chi considerava la divulgazione scientifica un ponte tra il sapere specialistico e l’immaginario collettivo. Ad oggi la figura di Zichichi rimane un simbolo curiosità e impegno culturale.

La carriera di Zichichi è caratterizzata da importanti risultati scientifici e di riconoscimenti nazionali e internazionali. Come fisico, ha contribuito allo sviluppo della fisica delle particelle e ha collaborato con istituzioni scientifiche di rilievo mondiali. Autore di oltre 1.100 articoli scientifici e direttore di numerosi esperimenti innovativi, Zichichi era noto per la sua forte fede cattolica, sostenendo spesso che non vi fosse alcun conflitto intrinseco tra scienza e religione. Questa posizione, insieme al suo aperto scetticismo nei confronti dell’evoluzione darwiniana e di alcuni modelli di cambiamento climatico, lo pose spesso al centro di accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica. È noto che definisse l’astrologia e la superstizione come una “Hiroshima culturale”.

Salvatore Battaglia

Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

La comunità di Pantelleria si unisce al resto della Nazione nel Giorno del Ricordo

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10 febbraio, la nostra Comunità si unisce al resto della Nazione nella solenne commemorazione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano- dalmata. Il Sindaco comunica che questa ricorrenza rappresenta un momento di memoria condivisa, di raccoglimento e di riflessione profonda su una delle pagine più dolorose della storia italiana del Novecento. Ricordare significa rendere omaggio a quanti persero la vita in circostanze tragiche e a tutte le famiglie che furono costrette ad abbandonare le proprie terre, portando con sé sofferenza, dignità e speranza. La memoria non deve essere motivo di divisione, ma occasione di consapevolezza storica e di unità nazionale. Pantelleria, terra di confine e di identità forti, conosce il valore delle radici e il peso della storia. Per questo motivo, l’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza a osservare un momento di raccoglimento, affinché il ricordo diventi impegno concreto per la pace, il rispetto tra i popoli e la tutela della dignità umana. Coltivare la memoria significa educare le nuove generazioni alla responsabilità, alla verità storica e al rifiuto di ogni forma di odio e violenza. Solo attraverso la conoscenza e il dialogo possiamo costruire un futuro fondato sulla convivenza civile e sulla solidarietà. Pantelleria si stringe idealmente alle famiglie delle vittime e rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria come patrimonio collettivo della Repubblica.

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