Segui i nostri social

Cultura

“La disfida di Barletta/A.d. 1503 scacco ai francesi” libro a 4 mani di Orazio e Valerio Ferrara

Direttore

Pubblicato

-

Per i tipi D’Amico Editore è stato recentemente pubblicato il libro “La Disfida di Barletta / Anno Domini 1503 scacco ai francesi” di Orazio e Valerio Ferrara.

Orazio Ferrara, uno dei nostri più stimati e prolifici autori che arricchisce di pregiata cultura la nostra testata giornalistica con contributi su Pantelleria, torna in libreria con una nuova opera, realizzata a quattro mani con il figlio Valerio, che di lettere e letteratura è decisamente un esperto.
Unendo le loro menti illuminate, ecco che si lanciano nella stesura di “La disfida di Barletta…”, dove si parla di cavalieri, armi ed eroi.

Così dalla 4ª di copertina, la

sinossi

Il libro è un omaggio al Beau Geste, al bel gesto cavalleresco di uomini d’arme italiani che hanno onorato il loro nome e quello dell’Italia nel corso dei secoli. Della schiera di quest’ultimi fanno certamente parte quei tredici eroici cavalieri italiani, che a Barletta, nell’Anno Domini 1503, ricacciarono in gola ad altrettanti orgogliosi cavalieri francesi la loro oltraggiosa offesa di codardia nei confronti degli uomini d’arme della nostra Nazione.

Personaggi estremamente fascinosi quei tredici cavalieri italiani, immessi dal proprio destino sulle scene del crepuscolo fiammeggiante del mondo della cavalleria. E si comportarono da par loro, non sfigurando affatto. Uomini d’arme e del “vivere pericolosamente” furono dei veri protagonisti del pittoresco e magico mondo de “i cavalier, l’arme, gli amori, le cortesie, l’audaci imprese“. Non si può non provare ammirazione per quello smisurato senso di lealtà che intrideva ogni loro comportamento, anche a rischio della vita.

Erano dei nostri, di cui si può dunque essere fieri, carne e sangue della storia della nostra comunità di popolo. Onore dunque al Beau Geste, al coraggio.

“La Disfida di Barletta / Anno Domini 1503 scacco ai francesi” di Orazio e Valerio Ferrara – D’Amico Editore, ill., pp. 144, € 12.

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Spettacolo

“Canzoni al vento” il nuovo brano di Firelight è già sulle piattaforme

Direttore

Pubblicato

il

Dopo “Vita in frantumi”, Firelight torna con un nuovo brano pronto a farvi ballare per tutta l’estate, s’intitola “Canzoni al vento” ed è stato prodotto quest’ultimo ancora dal producer Etrusko in collaborazione sempre con “Orangle Records” di Milano.

La canzone parla di quante relazioni possono nascere senza un vero motivo effettivo, che possono essere definite “al vento” e terminano subito, un po’ come le canzoni che iniziamo ad ascoltare, che ci entrano in testa e poi le accantoniamo con il tempo senza dargli più importanza. Il motto è “più amore e sostanza, meno sfruttamento di sentimenti”.

L’amore, l’uomo sono i fili conduttori delle trame delle canzoni del giovanissimo cantautore aretino Riccardo Ricci, in arte Firelight.
Il ritmo leggero, il testo orecchiabile, tipici delle canzoni estive, “Canzoni al vento” ha tutto il potenziale per il successo.

Leggi la notizia

Attualità

Pantelleria, vendesi grande dammuso a San Vito. Antica dimora di Don Cola Busetta

Redazione

Pubblicato

il

Antico DAMMUSO “a Cévusa Bianca”, storica dimora appartenuta al mecenate Don Cola di Pantelleria, restaurata nel pieno rispetto dell’architettura tradizionale pantesca e pronta per essere abitata.


Il mecenate, che aveva fatto costruire un teatro, in questa proprietà ospitava e faceva fare le prove alle compagnie teatrali.

Disposizione della proprietà
La proprietà si compone di una struttura principale con 10 posti letto, affiancata da 3 dependance esterne contenenti altrettanti posti letto, per cui la ricettività complessiva è di 20 persone.
Il complesso dispone di 3 cucine attrezzate, 3 bagni, 4 docce interne e una doccia esterna circondata dal verde.
Sono presenti 2 ampie cisterne, ed anche il collegamento con l’acquedotto. Il riscaldamento è garantito da un impianto con termosifoni nuovi nella struttura principale e da una stufa a legna di recente installazione in una dependance.
Tutte le unità abitative sono completamente arredate e dotate di elettrodomestici, pronte all’uso sia per residenza privata sia per attività ricettiva.
All’esterno, un barbecue antico in pietra rappresenta un elemento affascinante ed utile per la convivialità.
La proprietà è immersa in un ettaro di terreno, dove trovano spazio un autentico giardino pantesco con agrumi produttivi, due laghetti e una ricca varietà di piante ornamentali e alberi da frutto. Gli ampi spazi aperti offrono scenari ideali per momenti di relax, eventi e attività di gruppo; in particolare, la caratteristica “aira” pantesca circolare si presta anche come spazio per attività teatrali e musicali.
Due accessi carrabili indipendenti, su strade parallele, garantiscono massima comodità e privacy, con ampia disponibilità di parcheggio per numerose vetture.

Per info e contatti: Prof. Nuccia Farina – +39 338 291 5126

……………………………………..
Seguiteci sul nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Cultura

Sebastiano Amenta, il giovane solarinese caduto a Misilmeri durante la Rivolta del Sette e Mezzo

Laura Liistro

Pubblicato

il

Dopo 160 anni la storia restituisce un volto e una memoria a uno dei figli di Solarino caduti nei drammatici giorni dell’insurrezione siciliana del 1866

SOLARINO – Tra le pagine spesso dimenticate della storia dell’Italia postunitaria emerge la vicenda di Sebastiano Amenta, giovane Carabiniere Reale nato a Solarino il giorno della Conversione di San Paolo, il 25 gennaio 1846, caduto a Misilmeri durante la Rivolta del Sette e Mezzo, una delle più violente insurrezioni popolari che interessarono la Sicilia nel XIX secolo.

Nel settembre del 1866 Palermo e numerosi comuni del suo hinterland furono travolti da una sollevazione che affondava le proprie radici nel malcontento sociale, nella crisi economica, nella leva obbligatoria e nella crescente distanza tra il nuovo Stato unitario e una parte significativa della popolazione siciliana.

Per sette giorni e mezzo, dal 15 al 22 settembre, migliaia di insorti occuparono centri abitati, attaccarono caserme e sedi istituzionali, dando vita a una rivolta che sarebbe stata repressa con l’intervento di decine di migliaia di soldati.

Tra gli episodi più tragici vi fu quello di Misilmeri. Qui i Carabinieri Reali furono chiamati a fronteggiare una situazione ormai fuori controllo. Dopo ore di combattimenti e di strenua resistenza, i militari vennero circondati e sopraffatti. Tra il 17 e il 18 settembre 1866 si consumò una delle pagine più drammatiche della rivolta: numerosi carabinieri furono uccisi dalla furia degli insorti. Tra loro vi era anche il giovane Sebastiano Amenta, che non aveva ancora compiuto ventuno anni.

La sua morte rappresenta una delle tante storie individuali travolte dagli eventi di un periodo complesso e controverso della storia nazionale. Da una parte il malessere di una popolazione che vedeva disattese molte aspettative nate con l’Unità d’Italia, dall’altra uomini in uniforme chiamati a garantire l’ordine pubblico in un contesto segnato da tensioni politiche e sociali estreme.

Per lungo tempo il nome di Sebastiano Amenta è rimasto custodito soltanto negli archivi militari, nei registri storici e nei monumenti dedicati ai caduti. Oggi, a distanza di circa 160 anni da quei fatti, un lavoro di ricerca storica consente di riportare alla luce la sua vicenda umana e professionale.

L’obiettivo non è riaprire antiche contrapposizioni ideologiche, ma restituire dignità alla memoria di un giovane solarinese che perse la vita nell’adempimento del proprio servizio.

La sua storia è parte integrante della storia di Solarino, della Sicilia e dell’Italia dell’Ottocento.

La futura commemorazione dedicata a Sebastiano Amenta, promossa in collaborazione tra le istituzioni dello Stato, l’Arma dei Carabinieri e la comunità locale, assume un significato che va oltre il semplice ricordo storico. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere omaggio a un giovane solarinese caduto nell’adempimento del proprio dovere, ma anche di trasmettere alle nuove generazioni i valori del senso civico, della legalità, del rispetto delle istituzioni e della memoria condivisa.

Ricordare Sebastiano Amenta significa infatti riflettere su una stagione complessa della storia nazionale, riconoscendo il sacrificio di uomini che operarono in un contesto difficile e spesso drammatico. La commemorazione vuole essere un momento di incontro tra storia e cittadinanza, capace di trasformare il ricordo in occasione di crescita civile e culturale per l’intera comunità.

Per la prima volta, dopo quasi 160 anni, il suo paese natale potrà ricordarlo non soltanto come un nome inciso negli elenchi dei caduti, ma come un proprio concittadino, un giovane che lasciò Solarino per servire nell’Arma dei Carabinieri Reali e che trovò la morte nei tragici giorni della Rivolta del Sette e Mezzo.

Dopo oltre un secolo e mezzo, la ricerca storica restituisce così identità e memoria a Sebastiano Amenta. Un Carabiniere Reale, un siciliano, un solarinese. Un uomo che la storia locale ha il dovere di ricordare e tramandare alle nuove generazioni.

Il suo sacrificio, insieme a quello dei suoi commilitoni, appartiene oggi non soltanto alla memoria dell’Arma, ma anche a quella della comunità solarinese, che si appresta finalmente a rendergli il dovuto omaggio, riaffermando il valore della memoria storica come strumento di educazione, consapevolezza civica e partecipazione democratica.

Laura Liistro


In copertina immagine dal catalogo generale Arma dei Carabinieri

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza