Cultura
La cannella, la spezia mutlitasking: istruzioni d’uso
Proprietà e usi della cannella, la spezia ricca di gusto e benefici
Alla scoperta dei molteplici usi e dei benefici della cannella, una spezia versatile di Filomena Fotia da Meteoweb.eu
La cannella è nota per i suoi molteplici benefici per la salute. È apprezzata per le sue proprietà antiossidanti, che possono aiutare a combattere lo stress ossidativo e ridurre il rischio di malattie croniche. Può supportare il controllo dei livelli di zuccheri nel sangue, favorendo una migliore sensibilità all’insulina e regolando i livelli di glucosio. Inoltre, può avere effetti antinfiammatori, contribuendo a ridurre l’infiammazione nel corpo. La cannella è stata collegata anche a benefici per la salute cardiaca, poiché può aiutare ad abbassare il colesterolo LDL (“cattivo”) e la pressione sanguigna. Alcune ricerche suggeriscono che potrebbe avere effetti positivi sulla funzione cerebrale, migliorando la memoria e l’attenzione. Inoltre, le sue proprietà antimicrobiche potrebbero contribuire a combattere le infezioni. È importante notare la cannella offre diversi vantaggi per la salute, ma è consigliabile consultare un medico per dubbi specifici sul suo utilizzo, soprattutto in caso di condizioni mediche preesistenti o interazioni con farmaci.
Scopriamo quindi, in dettaglio, quali sono benefici, proprietà ed eventuali controindicazioni di questa spezia, tante curiosità e info utili.
Cos’è la cannella
La cannella è una spezia pregiata ottenuta dalla corteccia interna di alberi appartenenti al genere Cinnamomum. Questi alberi appartengono alla famiglia delle Lauraceae e sono originari delle regioni tropicali dell’Asia, come Sri Lanka, Indonesia e India. La pianta è un sempreverde, che può raggiungere un’altezza variabile dai 5 ai 15 metri. I suoi rami e foglie giovani hanno un colore verde brillante, ma è la corteccia interna, di colore marrone scuro, che viene raccolta per produrre la spezia.
La coltivazione della pianta di cannella richiede un clima caldo e umido, spesso in aree tropicali o subtropicali. Le piante preferiscono suoli ben drenati e possono essere coltivate sia in piantagioni dedicate che in modo selvatico. La raccolta della corteccia avviene solitamente quando la pianta ha raggiunto una maturità sufficiente, generalmente dopo 2-3 anni di crescita.
Per produrre la spezia, gli agricoltori staccano con cura strisce sottili di corteccia dai rami della pianta. Questa corteccia viene poi lasciata ad asciugare al sole, durante il processo di essiccazione le strisce si arricciano e assumono la forma a “bastoncino”. Dopo l’essiccazione, la corteccia viene lavorata ulteriormente: le strisce possono essere arrotolate per formare i classici bastoncini o macinate per ottenere la cannella in polvere.
L’aroma e il sapore distintivo della cannella sono dovuti a composti aromatici come il cinnamaldeide. Questi composti conferiscono alla cannella il suo profumo caldo e dolce, insieme a un tocco leggermente piccante. Grazie alle sue caratteristiche sensoriali uniche, la cannella è ampiamente utilizzata in cucina per aromatizzare dolci, bevande calde, piatti salati e persino profumi.
Benefici e proprietà della cannella
La cannella vanta una serie di benefici e proprietà per la salute:
Antiossidante: è ricca di composti antiossidanti che aiutano a combattere lo stress ossidativo nel corpo, riducendo il rischio di danni cellulari e malattie croniche;
Controllo del glucosio: può migliorare la sensibilità all’insulina e aiutare a regolare i livelli di zuccheri nel sangue, contribuendo al controllo dei livelli di glucosio, particolarmente utile per le persone con diabete di tipo 2;
Anti-infiammatorio: contiene agenti antinfiammatori naturali che possono aiutare a ridurre l’infiammazione nel corpo, fornendo un supporto generale alla salute;
Salute cardiaca: alcune ricerche suggeriscono che possa abbassare i livelli di colesterolo LDL (“cattivo”) e trigliceridi, contribuendo a migliorare la salute del cuore e delle arterie;
Effetti antimicrobici: contiene composti che hanno dimostrato di avere proprietà antimicrobiche, aiutando a combattere batteri, funghi e infezioni;
Miglioramento cognitivo: alcuni studi indicano che i composti della cannella possono migliorare la funzione cerebrale, inclusa la memoria, l’attenzione e la capacità di apprendimento;
Riduzione del rischio di malattie neurodegenerative: gli antiossidanti presenti nella cannella possono svolgere un ruolo protettivo contro malattie come l’Alzheimer e il Parkinson;
Regolazione dell’appetito: può contribuire a controllare l’appetito, stabilizzando i livelli di zuccheri nel sangue e promuovendo una sensazione di sazietà;
Supporto digestivo: può aiutare a migliorare la digestione, ridurre il gonfiore e favorire la regolarità intestinale;
Potenziale anti-cancro: alcuni studi preliminari suggeriscono che i composti della cannella possano avere effetti inibitori sulla crescita delle cellule tumorali, anche se, però, sono necessarie ulteriori ricerche.
È importante notare che, nonostante la cannella offra diversi benefici, è necessario consultare un medico se si sta considerando l’assunzione di quantità elevate o se hanno condizioni mediche preesistenti.
Le controindicazioni
Il consumo di cannella è generalmente considerato sicuro se avviene in quantità moderate, come quelle utilizzate per aromatizzare cibi e bevande. Tuttavia, ci sono alcune controindicazioni da tenere a mente:
Allergie: alcune persone possono essere allergiche e manifestare reazioni allergiche come prurito, gonfiore o eruzione cutanea. È importante prestare attenzione a qualsiasi segno di reazione allergica dopo l’assunzione;
Irritazione gastrointestinale: l’olio di cannella o grandi quantità di cannella in polvere possono irritare lo stomaco e l’intestino, causando disagio, bruciore di stomaco o nausea;
Interazioni farmacologiche: può interagire con alcuni farmaci, in particolare quelli che influenzano i livelli di zuccheri nel sangue o la coagulazione del sangue. Le persone che assumono farmaci dovrebbero consultare un medico prima di utilizzare supplementi di cannella;
Livelli di cumarina: la cannella di tipo cassia, spesso utilizzata in cucina, può contenere livelli significativi di cumarina, una sostanza che in quantità elevate può essere tossica per il fegato. Le persone con problemi epatici o che consumano grandi quantità di cannella dovrebbero fare attenzione a questa sostanza;
Gravidanza e allattamento: l’uso di grandi quantità di questa spezia durante la gravidanza e l’allattamento potrebbe comportare rischi, poiché contiene composti che potrebbero avere effetti sul corpo. È meglio consultare un medico prima di farne un uso eccessivo;
Sensibilità cutanea: l’applicazione diretta di olio essenziale di cannella sulla pelle può causare irritazione o reazioni allergiche. L’olio è molto concentrato e deve essere usato con cautela e diluito adeguatamente;
Problemi di coagulazione: a causa delle proprietà anticoagulanti, chiunque abbia problemi di coagulazione del sangue o stia assumendo farmaci anticoagulanti dovrebbe evitare grandi quantità di questa spezia;
Malattie autoimmuni: alcuni studi suggeriscono che la cannella potrebbe influenzare il sistema immunitario, quindi le persone con malattie autoimmuni dovrebbero consultare un medico prima di utilizzare la spezia in quantità elevate.
È sempre consigliabile parlare con un professionista medico prima di apportare modifiche significative alla tua dieta o di utilizzare grandi quantità di cannella, specialmente se hai condizioni mediche preesistenti o stai assumendo farmaci.
E’ vero che la cannella fa male al cuore?
La cannella non è generalmente dannosa per il cuore se consumata moderatamente. Studi suggeriscono benefici antiossidanti e antinfiammatori. Tuttavia, alcune varietà di cannella possono contenere cumarina, che in quantità elevate può essere dannosa per il fegato. Chi ha condizioni mediche o assume farmaci dovrebbe consultare un medico. La cannella può influenzare livelli di zuccheri nel sangue, quindi chi ha diabete dovrebbe fare attenzione. Reazioni allergiche sono rare ma possibili. Insomma, consumata con moderazione come parte di una dieta equilibrata, la cannella di solito non rappresenta un rischio per il cuore.
L’uso in cucina
La cannella è una spezia versatile in cucina. Aggiungetela a dolci come torte, biscotti e yogurt per un tocco caldo e dolce. Mettetene un pizzico su cappuccino, cioccolata calda o latte per un aroma avvolgente. Mescolatela nella farina d’avena o nei cereali per arricchirne il sapore. Aggiungete una punta di cannella alle salse per carni arrosto o piatti a base di curry per una profondità di gusto.
Combinata con zucchero o miele, crea condimenti aromatizzati per pancake o frutta. Sperimentate con moderazione, poiché il suo sapore è intenso. Oltre ai dolci, provate ad accostarla anche a piatti salati per un gusto unico.
Cultura
L’Ulivo degli Iblei, Solarino salotto di Memoria e Comunità aprendo Terra Tempus
Rassegna Terra Tempus – Prima Edizione: Sapori, Memorie e Identità del Sud
Si apre domani, venerdì 27 febbraio 2026, la prima edizione della rassegna Terra Tempus – La Via di Demetra, ideata dalla Galleria EtnoAntropologica, con il patrocinio gratuito del Comune di Solarino e della Regione Siciliana, con la collaborazione tecnico-scientifica del circuito Honos, e con la diretta collaborazione dell’Amministrazione Comunale guidata dal Sindaco Tiziano Spada e della comunità solarinese.
L’iniziativa nasce per valorizzare l’identità popolare e il patrimonio materiale e immateriale del Sud Italia, con particolare attenzione al territorio degli Iblei.
La conferenza inaugurale, intitolata “L’ulivo come patrimonio degli Iblei tra archeologia, cultura materiale e memoria”, si terrà alle ore 17:00 nell’Aula Consiliare di Solarino. L’evento rappresenta un momento unico in cui archeologia ed etnoantropologia si incontrano, tracciando la prospettiva futura del progetto sociale “La Via di Demetra”, volto a riportare le antiche tradizioni agricole e artigianali nella vita quotidiana e nella comunità locale.
La conferenza vedrà i saluti istituzionali dell’On. Tiziano Spada, Sindaco di Solarino e interverranno illustri relatori: Lorenzo Guzzardi, dirigente archeologo dell’Amministrazione dei Beni Culturali della Regione Siciliana, con l’approfondimento “L’olio nel Mediterraneo antico”, Rosario Acquaviva, fondatore e direttore scientifico dell’Ecomuseo “I luoghi del lavoro contadino” di Buscemi, con “L’olivo: mito, storia e cultura materiale” e Laura Liistro, storico e promotrice sociale dei percorsi Honos, che racconterà “Le Vie di Demetra: il vecchio frantoio di Solarino e l’arte della molitura come memoria viva del territorio”. L’incontro sarà a cura di Maria Antonietta Liistro, curatrice del progetto e ideatrice del percorso culturale.
La rassegna proseguirà fino a maggio 2026 con un ricco calendario di eventi:
Marzo 2026
• 14 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare – Inaugurazione “Banca della Nostra Memoria Solarino”
• 21 marzo, ore 20:00, Chiesa Madre San Paolo Apostolo – CRUX FIDELIS, III edizione “Vuci antichi”: Il Mistero della Passione con Carlo Faiello e i Lamentatori di Marianopol
• 22 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare – CRUX FIDELIS: inaugurazione mostra fotografica e conferenza sui riti pasquali in Sicilia e tradizioni arberesche
• 27 marzo, ore 17:00, Aula Consiliare – Convegno “Padre Serafino Gozzo: Fede, Cultura e Impegno nella Storia del Territorio”
Aprile 2026
• 18 aprile, ore 17:00, Aula Consiliare – Convegno nazionale “I de Requesens e il Mediterraneo”, II edizione, I sessione
• 19 aprile, ore 17:00, Aula Consiliare – II sessione dello stesso convegno
• 24 aprile, ore 17:00 – Presentazione del libro “Requesens: Potere e Destino tra Spagna e Italia” di Salvatore La Monica e Vittorio Ricci, prefazione di Laura Liistro, con corteo storico rievocativo della fondazione di Solarino
Maggio 2026
• 16/17 maggio, Solarino, Vecchio Frantoio – “Un fine Settimana tra Sapori e Identità Mediterranea”, dedicata all’olivo, carrubbo, mandorlo e grano, con degustazioni guidate, stands dei produttori locali e percorsi sensoriali
La rassegna crea un ponte tra passato e futuro: tutela della memoria storica delle comunità agricole iblee, valorizzazione delle tradizioni locali e promozione di strumenti partecipativi e digitali come il progetto “La Via di Demetra”, che mette in rete produttori e tradizioni agroalimentari.
La conferenza inaugurale di domani segna un momento storico in cui archeologia, etnoantropologia e prospettiva sociale si incontrano, inaugurando un percorso culturale multidisciplinare unico nel suo genere, con l’obiettivo di restituire valore alle radici identitarie del territorio e coinvolgere attivamente la comunità solarinese.
Ambiente
Pantelleria, al Centro Giamporcaro la conferenza “Ecosistemi funzionali in agricoltura”
Come ricostruire l’ecosistema di vigneti, cappereti, uliveti, con Luigi Rotondo
Venerdì 6 marzo, dalle ore 17.30, presso i locali del Centro Culturale Vito Giamporcaro di Via Manzoni 72 – Pantelleria, si terrà la conferenza di carattere formativo: “Ecosistemi funzionali in agricoltura – Tecniche di biocolutra naturali”.
Una opportunità per sapere come “Ricostruire l’ecosistema di vigneti, cappereti, uliveti” grazie a conoscitori del campo che da sempre si dedicano a questa materia, come l’esperto Luigi Rotondo. Questi molte volte è venuto a Pantelleria per simili impegni, acquisendo una conoscenza del territorio pantesco, specificatamente dal punto di vista dell’ambiente e dell’agricoltura.
Per prenotarsi a partecipare, contattare il Presidente del Giamporcaro, Anna Rita Gabriele al n. 3384792842; oppure Giovanni Bonomo: 3496634786.
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Cultura
Barbara Conti, food blogger per passione: dagli esordi a Giallo Zafferano alla RAI
Intervista a Barbara Conti la food blogger di Giallo Zafferano appassionata di Pantelleria e che conquista i suoi lettori con mestoli, sformati e sorrisi
Lo scorso 20 febbraio il blog di Barbara Conti compiva 8 anni di vita social, quando di social si parlava ancora con diffidenza, con poca comprensione del potenziale. E invece la nostra chef in gonnella ha saputo renderlo uno strumento di condivisione di tradizione e bontà.
da buona siciliana, si è avvicinata ai fornelli all’età di 11 anni, come si faceva un tempo, acquisendo sapori, manualità e soddisfazione in quello che si produce.
Nata in uno dei luoghi più caratteristici della Sicilia, Scicli, la nostra narratrice del gusto ha segnato un percorso per la cucina regionale, fatto di conservazione della tradizione e della storia, unito all’evoluzione indomabile dei tempi attuali.
Il suo sorriso è l’ingrediente maggiore del suo successo, la capacità narrativa è il collante del suo pubblico sempre più vasto, la sua generosità nel condividere i suoi segreti in cucina la chiave di volta.
Seguendo la molteplicità dei suoi impegni in tutta la regione con ospitate televisive, presentazione di festival internazionali, come quello di Taormina e moltissimo altro ancora, siamo rimasti colpiti anche dal suo essere infaticabile. Così abbiamo voluto conoscerla meglio, magari, carpendo anche qualche segreto della sua notorietà.
Anni fa è stata a Pantelleria, in occasione di un evento organizzato dal Parco, che l’ha catturata e affascinata, così da indurla molto spesso a realizzare piatti tipici panteschi, per il suo blog: dai ravioli, alle mustazzola, dall’insalata pantesca, al cous-cous.
Come nasce la sua passione per la cucina? “Nasce dove nascono le cose più vere: in famiglia. La cucina, per me, è sempre stata un alfabeto di profumi e gesti, un modo per dire “ti voglio bene” senza parlare.
“Da bambina guardavo mia madre e mia nonna muoversi tra pentole e farine come due custodi di un sapere antico: ogni movimento aveva un senso, ogni aroma una storia.
E poi c’erano quei giorni speciali, quando arrivava mio zio, che era prete. In casa cambiava l’aria: mia nonna iniziava i preparativi con giorni d’anticipo, tirava fuori il suo taccuino consumato — quello dove annotava solo gli ingredienti e forse le quantità, perché una volta i procedimenti non si scrivevano, vivevano nella memoria delle mani — e cominciava a immaginare il pranzo come si immagina una festa.
“Io potevo solo guardare da lontano. Dall’apparecchiare la tavola con le tovaglie di lino fino ad apparecchiare con il servizio “Buono” delle grandi occasioni, era un rito scandito da tempi lenti
Anni dopo, facendo l’agente immobiliare, ho imparato a conoscere il territorio stanza dopo stanza, cucina dopo cucina. Ogni casa aveva un odore diverso, un racconto diverso, un modo unico di preparare il pane, il sugo, la domenica. È lì che ho capito che la mia terra parla attraverso la tavola.
Oggi, quando cucino o scrivo una ricetta, sento di aprire quelle stesse porte: le case che ho visitato, le donne che ho osservato, le memorie che ho respirato.
“La mia passione nasce lì, in quell’intreccio di vita, territorio e amore che continua a lievitare dentro di me.”
Parliamo della sua collaborazione con Giallo Zafferano ”
Nel 2018 ottengo l’attestato ufficiale di food blogger e apro Fantasia in Cucina, entrando nella rete di GialloZafferano.
Da allora il blog diventa il mio laboratorio creativo: uno spazio dedicato alla cucina siciliana, alle ricette di famiglia e alla divulgazione gastronomica.
L’ingresso a Giallo Zafferano consolida la mia presenza digitale, mi permette di raggiungere un pubblico nazionale e di sviluppare competenze avanzate in scrittura editoriale, fotografia food, SEO e storytelling culinario.
“Nel 2018 ricevo l’attestato di food blogger e apro Fantasia in Cucina, il mio primo spazio pubblico di racconto e condivisione. Entrare nella rete di Giallo Zafferano segna un passaggio decisivo: da semplice custode delle ricette di famiglia divento narratrice della mia terra, intrecciando memoria, territorio e quotidianità.
“Il blog cresce con me, trasformandosi in un laboratorio vivo dove sperimento linguaggi, fotografie, storie e sapori. È lì che affino la mia voce, costruisco una comunità e imparo a unire tecnica e sentimento, SEO e tradizione, professionalità e radici. Fantasia in Cucina diventa così il luogo in cui la cucina siciliana non è solo ricetta, ma racconto, identità e incontro.“
L’occasione dei social: come si è presentata e come l’ha accolta? “I social non li ho cercati, li ho incontrati. All’inizio erano un modo per condividere ricette con amici e parenti. Poi ho capito che potevano diventare un ponte: tra me e chi ama la cucina siciliana, tra tradizione e innovazione, tra memoria e contemporaneità.
“Li ho accolti con curiosità, con rispetto e con la consapevolezza che, se usati bene, possono creare comunità e cultura.”
E’ presente in moltissimi eventi in Sicilia, tra i più importanti. Come accoglieva gli inviti? Si sarebbe mai immaginata una tale esplosione di notorietà? ”
Negli ultimi anni la mia presenza agli eventi gastronomici in Sicilia è cresciuta in modo spontaneo, quasi sorprendente. All’inizio accoglievo ogni invito con lo stupore di chi vede aprirsi porte che non aveva mai immaginato.
“Non pensavo che la mia passione, nasco Agente Immobiliare e conoscitrice del territorio, potesse diventare un lavoro e che potesse risuonare così lontano, né che il mio nome potesse diventare un punto di riferimento per tante realtà del territorio.
Dal 2018 entro a far parte, a titolo onorario, dell’APCI – Associazione Provinciale Cuochi e Pasticceri Iblei come food blogger. Con il tempo questo legame si rafforza fino a trasformarsi in un impegno attivo: da tre anni ricopro la carica di Segretario Provinciale APCI e faccio parte del direttivo, contribuendo alla crescita culturale e professionale della comunità culinaria iblea.
“È un ruolo che vivo con responsabilità e gratitudine, perché significa essere parte di una famiglia che custodisce e valorizza la tradizione gastronomica della mia terra.
Quest’anno, dopo un ciclo intenso di eventi che a maggio mi ha portata nei comuni della mia provincia, il mio percorso si è ampliato ancora. Da luglio ho continuato a raccontare la Sicilia attraverso gli appuntamenti di Scily Food Vibes, viaggiando da un capo all’altro dell’isola. Un’esperienza resa possibile grazie alla fiducia del Presidente Regionale dei Cuochi Siciliani, Rosario Seidita che ha creduto nella mia capacità di narrare il territorio con autenticità e passione.
“Gli inviti li ho sempre accolti con gratitudine, quasi con un senso di meraviglia. Ogni evento era una porta che si apriva su un pezzo diverso della mia Sicilia. Dal Festival del Pesce Azzurro e del Tonno in Tonnara a Marzamemi, dove ho avuto il privilegio di dialogare con chef e personalità come Lina Campisi, Massimo Giaquinta, Giovanni Fichera, Maurizio Urso, Bianca Celano e Accursio Craparo, alle serate in cui, sui palchi di paese, facevo preparare la pasta fresca locale con il “pettine” ai sindaci — momenti che sembravano piccole scene di teatro popolare, piene di sorrisi e di umanità.
Poi il Cous Cous Fest, le manifestazioni istituzionali della Federazione Italiana Cuochi, gli incontri con produttori, pescatori, donne di cucina che custodiscono saperi antichi.
“Il primo Gran Galà delle Lady Chef che si sono riunite per la prima volta dalla nascita del comparto a Palermo che ho avuto l’onore e la gioia di presentare. E da ultimo un convegno sulla testa di Turco il dolce identitario di Scicli, città dove vivo che ho raccontato e poi portato anche in tv, sui Rai tre, durante la prima puntata di un nuovo format. Ogni palco è stato un’occasione per raccontare la mia terra, ma anche per ascoltarla attraverso le voci di chi la vive ogni giorno.
Immaginarmi tutto questo? No. Io volevo solo condividere la cucina che amo, quella che profuma di casa e di memoria. Il resto è arrivato come un’onda: forte, bella, sorprendente. Un’onda che non ho mai cercato, ma che ho imparato ad accogliere con il cuore aperto.”
Lei è stata diverse volte in TV, anche ultimamente. Vuole parlarci delle esperienze televisive? “La TV è un mondo diverso: entri in studio e senti subito quell’energia particolare, fatta di luci, tempi serrati, sguardi che si incrociano dietro le telecamere. È un ritmo che ti chiede prontezza, ma che allo stesso tempo ti accende qualcosa dentro.
“Ogni volta che vado in onda porto con me la mia Sicilia: non solo i suoi sapori, ma il modo in cui li raccontiamo, la memoria che custodiamo nei gesti.
La mia prima esperienza, tre anni fa, è stata su RAI 3, con a pasta ca muddica atturrata. Una ricetta semplice, quasi umile, ma capace di parlare di noi, della nostra cucina antispreco, di quella saggezza che nasce nelle case. Presentarla proprio in occasione della Giornata Nazionale di Prevenzione dello Spreco Alimentare è stato un momento che ricordo con emozione: era come dare voce a un’eredità che non voglio si perda.
L’ultima volta, invece, ho portato in diretta la Testa di Turco di Scicli.
“Prepararla lì, davanti a tutti, è stato come aprire una finestra sulla mia città: un privilegio poter raccontare un dolce che non è solo una ricetta, ma un simbolo, un frammento di identità che parla di feste, di tradizioni, di comunità.
La televisione ti mette alla prova, sì, ma ti regala anche la possibilità di far arrivare queste storie lontano, nelle case di chi forse non ha mai sentito parlare di Scicli o della nostra cucina. Per me è questo il senso più profondo: trasformare un piatto in un racconto, e un racconto in un ponte tra la mia terra e chi ascolta”.
Sicuramente lei più nota del sindaco di Scicli — che salutiamo. Che effetto le fa essere popolare nel suo paese? “Mi fa sorridere. Scicli è casa, e a casa non sei mai una “personaggio”: sei Barbara, quella che conoscono da sempre. La popolarità lì assume un sapore diverso, più umano. Le persone ti fermano per raccontarti una ricetta della nonna, per chiederti un consiglio, per condividere un ricordo.
“È la parte più bella del mio lavoro.”
Sua madre che dice? “Mia madre è la mia prima critica, c’è stato un momento in cui ho fatto una campagna pubblicitaria per una nota catena di Supermercati in cui la mia visibiltà è stata massima e lei si rifiutava di accompagnarmi a fare la spesa, poiché all’interno dei supermercati girano i miei video e la gente mi fermava per chiedermi le ricette”.
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