Cronaca
Il primo uragano della storia del Mediterraneo sembra colpirà Sicilia e Calabria. Venti a 160 km/h
Le infiltrazioni di aria fresca nel cono d’aria calda che staziona sul tratto di mare tra il Mar Ionio e il Mar Egeo fino al Mar libico, potrebbe formare una struttura ciclonica di particolare violenza che tra oggi e domani 29 settembre potrebbe assumere le caratteristiche di uragano vero e proprio. E’ l’allerta meteo giunta alle ore 11,00 circa di questa mattina dal sito METEO.it. A differenze delle tipiche tempeste “tropicali” che investono talvolta il sud Italia, qui volta siamo di fronte realmente e per la prima volta ad un uragano di categoria 1 o 2, con venti oltre i 160km/h: “esso assumerà caratteristiche ancor più vistose con la presenza di un occhio ben visibile e attorno al quale i corpi nuvolosi ruoteranno in senso antiorario apportando precipitazioni di entità eccezionale. In gergo tecnico, volendo scomodare gli inglesi, tale fenomeno è chiamato “MEDICANE”, dalla buffa unione delle parole MEDIterranean hurriCANE ovvero Urgano del Mediterraneo, ma in sostanza si tratta di un uragano.” (tratto dal sito citato) “Dagli ultimi aggiornamenti sembrerebbe che questa specie di Uragano possa avvicinarsi pericolosamente alla Sicilia, in particolare le province di Siracusa e Catania, e la Calabria Ionica. Una situazione potenzialmente esplosiva tutta da seguire e monitorare ora dopo ora.” Da domenica il Ciclone punterà verso la Grecia: nel tragitto incontrerà ancora aria calda che andrà a potenziare la sua forza quando giungerà su Creta, dove è già in essere l’allerta massima, con folate di vento a 160 km/h e onde alte 12 metri.
Ambiente
Pantelleria, 28 e 29 aprile interruzione energia elettrica a Scauri e Capoluogo. I dettagli
La Società SMEDE rende noto che per inderogabili necessità di servizio
dalle ore 08.30 alle ore 13.30
di Martedì 28 Aprile 2026
Verrà sospesa l’erogazione dell’energia elettrica nelle seguenti zone:
A Scauri
- Scauri Basso
- Scauri Porto
- Via del Cappero
- Salita San Gaetano
- Penna
- Tre Pietre
- Scauri Centro
- Piazza San Gaetano
- Via Dell’autura
dalle ore 07.00 alle ore 09.00
di Mercoledì 29 Aprile 2026
Pantelleria Centro
Verrà sospesa l’erogazione dell’energia elettrica nelle seguenti zone:
- Ospedale
- Via San Leonardo
- Via Firenze, Via Milano, Via Archimede
- Via De Amicis
- Via Silvio Pellico
- Via Santa Rosalia
- Via Villa, Via Sikania
- Via Manzoni Da incrocio Via de Amicis verso il mare
- Via Don Alonzo Errera
- San Leonardo Case popolari, Via Mulini A Vento
- Via Meli, Via Palermo
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Cronaca
Pantelleria, L’Avamposto salva uno splendido falco di palude. 24 aprile la liberazione in Montagna Grande
Il rapace è stato trovato in un giardino privato, stremato e in difficoltà – V I D E O
Liberazione Falco di Palude Venerdì a Montagna Grande Care e cari della redazione e lettori, vi informo che in data 15 aprile l’Associazione L’Avamposto ha recuperato e salvato un bellissimo esemplare femmina di Falco di palude (Circus aeruginosus).
L’esemplare è stato osservato in evidente difficoltà nel giardino dalla nostra amica e socia Fleur Chetwind, che mi ha prontamente chiamato per potere effettuare il recupero, dove ho potuto subito constatarne il grave deperimento fisico, dovuto probabilmente alla fatica della migrazione. Si tratta infatti di una specie di rapace migratrice, presente sull’isola di Pantelleria solo nei periodi primaverili, pre autunnali e autunnali, dove trova un luogo provvisorio per il riposo e la caccia prima di proseguire il viaggio. La nostra associazione da ormai 15 anni operante sull’isola nel recupero dell’avifauna, dall’inizio del nuovo anno ha effettuato il recupero di; un Gufo di Palude, un Cormorano, una Beccaccia, due Piccioni viaggiatori provenienti da Malta, un Gabbiano Reale, un Gheppio e in ultimo il Falco di Palude e la stagione di migrazione primaverile essendo iniziata in ritardo è solo all’inizio.
Il falco di palude che può raggiungere la ragguardevole apertura alare di 1,40 cm, ha un vastissimo areale distributivo, che va dall’Eurasia all’estremo Oriente, compresa l’Australia e la Nuova Zelanda, in Europa è maggiormente presente nelle regioni nord orientali, come Polonia, Russia europea, Bielorussia e Finlandia dalle quali nel periodo di svernamento effettua le migrazioni a medio e lungo raggio verso le più miti regioni mediterranee, dell’Africa e dell’Asia Minore, per poi farvi ritorno nel periodo primaverile come nel nostro caso. In Italia invece è specie sia migratrice, che stanziale nidificante, localizzata permanentemente anche in colonie, soprattutto nelle zone umide della Lombardia, Piemonte, Pianura Padana, Sardegna, Toscana e Adriatico, più rara nelle regioni del sud come Calabria, Puglia e Sicilia. Nonostante in Italia il suo stato di conservazione risulti favorevole, comprendendo circa 400 coppie stabili e circa 3.000 individui stanziali in leggero aumento, presentando quindi un rischio minimo di estinzione, la specie risulta comunque estremamente vulnerabile soprattutto alle minacce
dovute alla sparizione, alle bonifiche e all’inquinamento delle zone acquitrinose, umide e paludose, necessarie alla sua sopravvivenza, alla palificazione eolica selvaggia e all’uso di pesticidi, diserbanti e veleni per la derattizzazione in agricoltura, come del resto ne subiscono gravi conseguenze tutti i rapaci e molte altre specie di uccelli in particolare e di animali in generale.
Come proteggere la specie
Per tale ragione per proteggere questa specie, come tantissime altre è
necessaria un agricoltura coscienziosa che sappia prendersi cura della
Natura nel suo insieme e quindi degna di essere definita tale, altrimenti
sarebbe meglio definirla sfruttamento della terra e delle risorse.
A questo proposito, viste le nuove allarmanti notizie di ordine giuridico e
scientifico, intendo pubblicare al più presto un articolo dedicato all’uso di
pesticidi, diserbanti e altri veleni largamente usati in agricoltura anche qui
sull’isola di Pantelleria, nel tentativo di fare chiarezza su come spesso le
sconsiderate attività umane si ritorcono inevitabilmente contro di noi.
Ritornando al nostro bellissimo falco, non è facile per me descrivere a
parole le emozioni che provo nel vederlo migliorare e riprendere le forze
di giorno in giorno, nella consapevolezza di avere dato una seconda
possibilità di vita ad una creatura così mistica e speciale.
Già, infatti anche questa specie presenta caratteristiche comportamentali
davvero straordinarie.
“Il Falco di Palude esamina senza sosta il territorio alla ricerca delle sue prede
favorite, roditori, anfibi, rettili e piccoli di uccelli acquatici come le folaghe o le
anatre. Durante il corteggiamento, il maschio per conquistare la femmina
effettua delle spettacolari acrobazie sopra il nido e la zona circostante. Durante
il periodo della nidificazione, il maschio va a caccia e quando riporta la preda
avvisa la femmina con un fischio caratteristico. La femmina allora raggiunge il
maschio e in volo, si posiziona sotto di lui e si gira, portando le zampe verso
l’alto.
A quel punto il maschio lascia la preda che la femmina recupera con le zampe. Il passaggio della preda si svolge sempre in questo modo, e la sincronizzazione dei movimenti della coppia è stupefacente.” (Fonte 1) Inoltre il falco di palude caratterizzato da un accentuato dimorfismo sessuale con differenze nette della colorazione del piumaggio tra maschi e femmine, tipiche negli uccelli rapaci coloniali e utile alla competizione tra i maschi e nella scelta del compagno migliore per le femmine, nel suo caso tale regola e tipicità infrange ogni aspettativa.
E’ stato appurato, infatti, che una percentuale neanche tanto piccola di maschi adulti “indossa” a l’occasione una livrea totalmente femminile. Così facendo, sfuggono alla competizione con altri maschi, non partecipando alla difesa dalla loro intrusione nella colonia, di conseguenza riescono ad accoppiarsi con le femmine migliori della colonia saltando la scala gerarchica. (Fonte 2) Lo straordinario mondo degli animali non finisce mai di meravigliarci, a differenza degli esseri umani, che spesso risultano deludenti, in quanto drammaticamente omologati al comportamento nichilistico di massa e visto i tempi correnti, proiettati verso un inevitabile, quanto funesta auto distruzione.
La liberazione
Sperando sempre in un possibile cambiamento di rotta, in cui la nostra
specie, auto proclamatasi “sapiens sapiens” rinsavisca, intanto vi comunico
che venerdì 24 aprile il nostro fratello o meglio sorella falco di palude,
verrà liberata alle ore 15:00 a Montagna Grande con il supporto del nostro
caro Ispettore Superiore del Corpo Forestale Paolo Landolina.
Ciò che sia di buon auspicio per tutti noi, ma in questo momento
soprattutto per il nostro caro Comandante del Corpo Forestale di
Pantelleria Camillo Matera, a cui auguriamo una pronta guarigione, dopo il
grave incidente motociclistico subito di recente e che ci ha fatto tantissimo
preoccupare.
Ma essendo un uomo dalla forte tempra, ha lottato come un leone per la vita e pochi giorni fa si è svegliato dal coma farmacologico indotto. Per cui invito tutti a fargli sentire la nostra migliore energia di guarigione e fargli sapere nel momento del bisogno che tutta Pantelleria gli è vicina, che gli vogliamo un gran bene e che desideriamo vederlo al più presto qui sulla nostra amata isola per riabbracciarlo e festeggiare insieme. Grazie dell’attenzione e a presto.
Il Presidente dell’Associazione Culturale L’Avamposto
Anselmo Consolo
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Ambiente
Pantelleria – Cambio contatori acqua in Capoluogo. Ecco quando verrà erogata
E’ reso pubblicato su Albo Pretorio del Comune, avviso per i residenti del Capoluogo di Pantelleria circa l’erogazione dell’acqua e che così ercita:
Si avvisano gli utenti di Pantelleria Centro e Zone limitrofe che, al fine di procedere alla sostituzione massiva dei contatori idrici nella suddetta zona, a partire da lunedì 27.04.2026 l’acqua in rete verrà erogata dalle ore 14:00 alle ore 20:00 fino a data da destinarsi.
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