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Cultura

Il Giornale di Pantelleria è anche cartaceo. Oggi il lancio con una poesia di Lillo

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Da oggi, la nostra testata giornalistica introduce una ulteriore formula editoriale, quella ormai sempre più in disuso: il cartaceo.

L’intento è quello di divulgare e promuovere il più possibile la nostra isola, anche tra coloro che non si connettono su internet.

Il lancio è avvenuto questa mattina, presso l’antico bar Tikirriki, alla presenza di rappresentati vari di enti e della comunità pantesca, come il Sindaco Vincenzo Campo, il vicesindaco Maurizio Caldo, gli assessori: Angelo Parisi, Antonio M. Gutterez e Francesca Marrucci; ma anche il direttore del Parco Antonio Parrinello, il comandante dell’Aeronautica Militare Francesco Deastis, il Nostromo Paolo Coppa in rappresentanza della Capitaneria di Porto, il Rotary Club di Pantelleria con buona parte dei soci  e con il presidente Massimo Chiarot, il presidente della Croce Rossa Italiana Dip. di Pantelleria Mariano Rodo, il presidente del Comitato I Viddrani Rosanna Gabriele e altro pubblico amico.

E’ stata presentata la redazione tutta della testata, costituita dal direttore, Alessandro Ferrigno, Enzo Bonomo Ferrandes, Federica Lo Pinto e Enza Zona.

Dal primo cittadino sono partite parole di encomio specie per il coraggio nell’intraprendere una simile iniziativa che nell’isola serviva, al punto da esporsi di voler sostenere il progetto come amministrazione.

Sia il comandante Deastis che il nostromo Coppa hanno dato disponibilità per la divulgazione delle notizie e si sono manifestati grati per l’idea.

Il direttore Parrinello, poi preso dall’entusiasmo ha richiesto una rubrica dedicata al Parco di Pantelleria.

Il Rotary Club che tanto fa per l’isola, per voce del vicepresidente Giovanni Palermo (il presidente Chiarot era stato chiamato per una emergenza in ospedale è ed dovuto scappare), ha manifestato il suo compiacimento per l’iniziativa che potrà rappresentare una marcia in più per Pantelleria.

 

 

Il Giornale di Pantelleria, nella nuova forma cartacea sarà un mensile, al momento a distribuzione gratuita.

Sull’isola sarà reperibile presso: in Paese Tikirriki, Agenzia Ustica, tabaccheria Caldo, tabaccheria Brignone; a Khamma alla tabaccheria di Massimo Mura; a Tracino presso il bar La Portella; a Scauri sempre presso la tabaccheria.

 

 

Dopo i vari interventi, Lillo di Bonsulton ha espresso nel suo poetare straordinario il supporto verso il direttore, con queste parole:

Auguri per il giornale

 

Ju l’augurj a stu giurnali, Di Marina vaju a fari, Pirchi essennu jddra d’ellisula, Tantu onuri va’ a purtari,… —————————————— Ju ccj auguru di criscjri, Cu sta’ carta raccamata, Pirchi e meghju du progressu, Di la scenza digitata,!! ———————————— Pirchi a carta cu li manu, Tu la tocchi e’ vaj a strjcari, E ti resta la sustanza, Chi nun tenj u’ cellulari,… ————————————— Percjo’ auguri e tanta gloria, A Marina jemu a fari, Ch’e la nostra Pajsana, E’ chi tutti jemu amari,!!?? ——————————————— L i l lo di bonsulton 16/1/2020

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Sebastiano Amenta, il giovane solarinese caduto a Misilmeri durante la Rivolta del Sette e Mezzo

Laura Liistro

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Dopo 160 anni la storia restituisce un volto e una memoria a uno dei figli di Solarino caduti nei drammatici giorni dell’insurrezione siciliana del 1866

SOLARINO – Tra le pagine spesso dimenticate della storia dell’Italia postunitaria emerge la vicenda di Sebastiano Amenta, giovane Carabiniere Reale nato a Solarino il giorno della Conversione di San Paolo, il 25 gennaio 1846, caduto a Misilmeri durante la Rivolta del Sette e Mezzo, una delle più violente insurrezioni popolari che interessarono la Sicilia nel XIX secolo.

Nel settembre del 1866 Palermo e numerosi comuni del suo hinterland furono travolti da una sollevazione che affondava le proprie radici nel malcontento sociale, nella crisi economica, nella leva obbligatoria e nella crescente distanza tra il nuovo Stato unitario e una parte significativa della popolazione siciliana.

Per sette giorni e mezzo, dal 15 al 22 settembre, migliaia di insorti occuparono centri abitati, attaccarono caserme e sedi istituzionali, dando vita a una rivolta che sarebbe stata repressa con l’intervento di decine di migliaia di soldati.

Tra gli episodi più tragici vi fu quello di Misilmeri. Qui i Carabinieri Reali furono chiamati a fronteggiare una situazione ormai fuori controllo. Dopo ore di combattimenti e di strenua resistenza, i militari vennero circondati e sopraffatti. Tra il 17 e il 18 settembre 1866 si consumò una delle pagine più drammatiche della rivolta: numerosi carabinieri furono uccisi dalla furia degli insorti. Tra loro vi era anche il giovane Sebastiano Amenta, che non aveva ancora compiuto ventuno anni.

La sua morte rappresenta una delle tante storie individuali travolte dagli eventi di un periodo complesso e controverso della storia nazionale. Da una parte il malessere di una popolazione che vedeva disattese molte aspettative nate con l’Unità d’Italia, dall’altra uomini in uniforme chiamati a garantire l’ordine pubblico in un contesto segnato da tensioni politiche e sociali estreme.

Per lungo tempo il nome di Sebastiano Amenta è rimasto custodito soltanto negli archivi militari, nei registri storici e nei monumenti dedicati ai caduti. Oggi, a distanza di circa 160 anni da quei fatti, un lavoro di ricerca storica consente di riportare alla luce la sua vicenda umana e professionale.

L’obiettivo non è riaprire antiche contrapposizioni ideologiche, ma restituire dignità alla memoria di un giovane solarinese che perse la vita nell’adempimento del proprio servizio.

La sua storia è parte integrante della storia di Solarino, della Sicilia e dell’Italia dell’Ottocento.

La futura commemorazione dedicata a Sebastiano Amenta, promossa in collaborazione tra le istituzioni dello Stato, l’Arma dei Carabinieri e la comunità locale, assume un significato che va oltre il semplice ricordo storico. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di rendere omaggio a un giovane solarinese caduto nell’adempimento del proprio dovere, ma anche di trasmettere alle nuove generazioni i valori del senso civico, della legalità, del rispetto delle istituzioni e della memoria condivisa.

Ricordare Sebastiano Amenta significa infatti riflettere su una stagione complessa della storia nazionale, riconoscendo il sacrificio di uomini che operarono in un contesto difficile e spesso drammatico. La commemorazione vuole essere un momento di incontro tra storia e cittadinanza, capace di trasformare il ricordo in occasione di crescita civile e culturale per l’intera comunità.

Per la prima volta, dopo quasi 160 anni, il suo paese natale potrà ricordarlo non soltanto come un nome inciso negli elenchi dei caduti, ma come un proprio concittadino, un giovane che lasciò Solarino per servire nell’Arma dei Carabinieri Reali e che trovò la morte nei tragici giorni della Rivolta del Sette e Mezzo.

Dopo oltre un secolo e mezzo, la ricerca storica restituisce così identità e memoria a Sebastiano Amenta. Un Carabiniere Reale, un siciliano, un solarinese. Un uomo che la storia locale ha il dovere di ricordare e tramandare alle nuove generazioni.

Il suo sacrificio, insieme a quello dei suoi commilitoni, appartiene oggi non soltanto alla memoria dell’Arma, ma anche a quella della comunità solarinese, che si appresta finalmente a rendergli il dovuto omaggio, riaffermando il valore della memoria storica come strumento di educazione, consapevolezza civica e partecipazione democratica.

Laura Liistro


In copertina immagine dal catalogo generale Arma dei Carabinieri

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Cultura

SS Pietro e Paolo a Pantelleria con La Mulattiera in Piazza Cavour: 28 giugno giochi musica e degustazioni

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La Mulattiera organizza la Festa Paesana per Ss. Pietro e Paolo, il 28 giugno 2026 in Piazza Cavour di Pantelleria.

L’Associazione, leader nell’isola per gli intrattenimenti di questo genere, ha in serbo un bel programma per onorare i santi tra i più noti e celebrati nel mondo cattolico.


​ IL PROGRAMMA DELLA GIORNATA
Ore 16:30 – Inizio Giochi Tradizionali:

  1. ​Corsa coi sacchi
  2. ​Pignate
  3. ​Spaghettata piccante (chi vincerà la sfida?)
  4. ​Tiro alla fune

​ A seguire: Momento conviviale e premiazione!

  1. ​ Ore 21:30 – Live Band “MADE IN ITALY”
  2. Ore 23:30 – Si balla con DJ CROKKE’

​ INFO & ISCRIZIONI AI GIOCHI
​I posti per i giochi sono limitati! Per iscrivervi o per qualsiasi informazione, contattateci subito ai numeri:
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3206225336
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Cultura

Poste Italiane, annullo filatelico per i 30 anni dell’IGP del Cappero di Pantelleria

Redazione

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Lunedì 22 giugno il timbro, richiesto dalla Coop. Agricola Produttori Capperi

In occasione delle celebrazioni per i 30 anni dal riconoscimento di Indicazione Geografica Protetta del cappero pantesco, Poste Italiane attiverà lunedì 22 giugno un servizio filatelico temporaneo con bollo speciale con la dicitura “30° Anniversario Riconoscimento IGP Cappero di Pantelleria – Cooperativa agricola Produttori Capperi – anni certificazione IGP 1996-2026” richiesto dalla stessa Cooperativa Agricola.

Dalle ore 9 alle 14 sarà possibile timbrare con il bollo speciale le corrispondenze presentate presso la postazione di Poste Italiane allestita all’interno dell’ufficio postale di Trapani Centro, in Piazza Vittorio Veneto.

Eventuali commissioni filateliche potranno essere inoltrate a:
Poste Italiane / Filiale di Trapani. Per qualsiasi informazione o curiosità sugli annulli e su tutto il mondo della filatelia è disponibile il sito filatelia.poste.it.

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