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Comunità

Grande partecipazione al Carnevale Cossyriano 2020. Pantelleria regina dell’Agro Pontino – Video e foto

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C’è stata una grande partecipazione, ieri in Via Cossyra, durante la sfilata dei carri e gruppi mascherati in occasione del Carnevale Cossyriano 2020.

La manifestazione è stata organizzata e ideata dall’Associazione I Giochi di una volta, che ha improntato i temi dei cortei sull’ambiente, la fantasia, l’integrazione e, naturalmente, sulla passione per Pantelleria.

I carri sono stati tutti realizzati dai soci della compagine di Loc. Le Ferriere e il coinvolgimento dei bambini delle scuole dell’infanzia ha portato quella nota di dolcezza e freschezza che a Carnevale è di rigore.

Il corteo ha percorso i 900 metri di Via Cossyra-Via della Cooperativa, per poi tornare indietro fino al circolo.

Ivi un ricco buffet è stato offerto a tutti i partecipanti e ai visitatori esterni, con intrattenimento di musica, divertimento e socialità.

Gli abiti del gruppo delle Cossyriane è stato realizzato tutto dalle mani fatate di alcune sarte volontarie dell’associazione.

Mentre gli abiti delle indiane, sono stati messi a disposizione dalle amiche straniere e naturalizzate sempre della via.

La sera precedente, secondo l’usanza pantesca, dopo la cena, gli abitanti della Little Pantelleria si sono riversati in pista da ballo per scatenarsi in valzer, marzurke e tanta voglia di fare festa.

 

 

 

Non è mancato il teatrino di gioco della morra:

 

 

Insomma la Little Pantelleria dell’Agro Pontino è sempre attiva, creativa e desiderosa di fare, ma sopratutto di dare momenti di spensieratezza e allegria tutta pantesca.

 

 

 

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Pantelleria, oggi seconda tappa del “Un viaggio nella Legalità” con Fiammetta Borsellino

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Nuova giornata nuove emozioni con Fiammetta Borsellino e i ragazzi delle superiori di Pantelleria

Oggi, 28 aprile, sempre presso i locali del Circolo La Tinozza, si è tenuta la seconda giornata del “In nome di Paolo Borsellino: un viaggio nella Legalità”.
Organizzato dall’Istituto Omnicomprensivo Almanza D’Aietti, il progetto prevedeva la partecipazione di tutte le classi dell’Istituo Superiore, i cui studenti si sono dimostrati molto partecipi e interessati dalle prime battute.


Dopo l’introduzione e i saluti dell’ideatrice della manifestazione, la docente Giovanna Drago, gli onori di casa sono spettati al Preside Fortunato Di Bartolo. Questi, nel ricordare che i giovani coinvolti vanno dai tre anni della scuola dell’infanzia fino a quelli delle superiori, ha dato onore al merito all’impegno di tutti gli attori che si sono prodigati per la realizzazione di quegli incontri e reso anche omaggio all’ospite d’onore, Fiammetta Borsellino. Ringraziamenti si sono spesi per le forze dell’ordine oggi rappresentate dal Comandante della Guardia Costiera, Claudio Marrone, e dal vice Comandante dei Carabinieri, Michele Pignatelli.

Di poi, da dirigente di un istituto omnicomprensivo di tutte le scuole dell’isola, ha affrontato l’argomento della legalità sottolineando “In genere si pensa che la legalità riguarda le forze dell’ordine, i magistrati, ed è al di fuori di noi ed è fondamentale per rapportarci con gli altri. Le regole rappresentano una tutela contro i prepotenti, i violenti. Si pensi ad una partita di calcio dove non ci sono regole, sarebbe una cosa assurda. Sono anche una garanzia per i nostri diritti, perchè i diritti devono essere tali e non favori.”
Da qui il Preside ha trovato terreno per agganciarsi agli eventi di cronaca che hanno investito il presso di Santa Chiara con atti di vandalismo e un tentato furto (*).

La conferenza è stata intervallata da pillole musicali a tema come la canzone di De Andrè “Don Rafaè”

Introdotta con tutti gli onori,Fiammetta Borsellino ha rimodulato gli argomenti sulla legalità, sulla mafia e sulla libertà affrontati ieri con gli sutdenti più giovani.


I magistrati uccisi dalla mafia per il maxiprocesso: Falcone, Borsellino, Chinnici 
Con quel piglio incisivo ma leggero al contempo è stata capace di rendere attuale un fatti di cronaca risalenti al 1992: il 24 maggio – Strage di Capaci – Assassinio di Giovanni Falcone, coniuge Francesca Morvillo e scorta; 19 luglio –  Strage Via D’Amelio – Uccisione di Paolo Borsellino; 29 luglio 1983 –  Omicidio di Rocco Chinnici.
La ricostruzione storica ha portato l’accento sul maxi processo per mafia, conclusosi con una sentenza definitiva di carcere per gli imputati nel 30 gennaio 1992. Era il periodo in cui anche Pantelleria era coinvolta amaramente in quelle vicende giudiziarie, come ricordava la Borsellino.
Dopo gli anni di piombo con le Brigate Rosse, l’Italia visse quelli con la mafia per cui potere significava corruzione, prepotenza, giro di armi e droga. Per queste ultime attività losche, le “famiglie” ingaggiavano i giovani, quelli apparentemente forti ma estremamente fragili e facilmente adescabili con una dose o un ferro (cioè una pistola).


Anche oggi e più che mai oggi, Fiammetta Borsellino è uscita allo scoperto in tutta la sua forza, la sua consapevolezza e il suo essere figlia di un padre magistrato ucciso dalla mafia in maniera atroce.

Eppure, guardando la sua platea giovanissima, era compiaciuta anche di quel momento perchè rappresentava una occasione preziosa per trasmettere tanti valori proprio a quei giovani che il padre tanto amava e con cui si intratteneva appena possibile.

Agnese Borsellino, i giovani e la visione del ravvedimento
Tenera è stata la lettura di un brano di Agnese Borsellino tratto dal libro “Ti racconterò le storie che potrò”, dove l’immagine del compianto magistrato era quella di un papà comune, appassionato di letteratura, che seguiva i figli anche nei colloqui con i docenti.
Un uomo diventato tale troppo presto, per la perdita del papà, assumendosi la responsabilità di crescere nipoti e fratelli, senza battere ciglio e con grande senso di paterna responsabilità.
A soli 22 anni, si pensi la tempra e la testa, diventava il primo magistrato più giovane d’Italia e da lì tutto il percorso fino al fatidico 19 luglio 1992. Con orgoglio particolare, l’ospite palermitana di Rione La Kalsa, si è soffermata a spiegare che secondo il giudice Borsellino per gli indagati o imputati non si doveva pensare immediatamente alla condanna, alla sua entità, bensì al ravvedimento, comprendendo le cause che avessero spinto quell’individuo malvagio ad agire in un certo modo. Perchè secondo lui, Fiammetta e molti altri, nessuno nasce cattivo.

In tutto questo dire, mai Fiammetta ha ceduto il passo, perchè tale è la ricchezza morale e intellettuale ricevuta che non la fanno mai sentire orfana inconsolabile, al contrario donna risoluta che compie la stessa battaglia del padre, con armi differenti.

Con un percorso simile, così ben architettato e gestito, con figure d’eccellenza come la Dott.ssa Borsellino, i privilegiati giovani di Pantelleria avranno acquisito una prospettiva diversa della vita in genere e di quella in un stato di diritto.

Il programma di domani
Nella giornata di domani mercoledì 29 Aprile 2026 dalle ore 10.00 alle ore 11.00:  MOMENTO MUSICALE FINALE presso il cortile del plesso di Via San Nicola della Scuola Secondaria di primo grado.

(*) Per approfondire: Pantelleria, atti vandalici e tento furto alla Scuola Santa Chiara. La denuncia del Preside Di Bartolo
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Cronaca

Pantelleria, cordoglio del Sindaco D’Ancona per la scomparsa di Battista Greco

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Il Sindaco esprime cordoglio, insieme alla comunità di Pantelleria, per la scomparsa di Battista Greco, venuto a mancare nella giornata di ieri, figura conosciuta e stimata sull’isola per il suo impegno quotidiano, la sua disponibilità e una generosità concreta, sempre espressa con discrezione e senza mai far pesare i propri mezzi. Persona gentile e garbata, profondamente legata al proprio lavoro, ha saputo nel tempo guardare oltre i confini dell’isola, spinto da curiosità e desiderio di fare esperienza, mantenendo sempre un legame autentico con la sua terra.

Tra le tante personalità che animano la nostra comunità, Battista Greco rappresentava una presenza originale e riconoscibile, capace di costruire relazioni sincere e di accogliere con attenzione e rispetto chiunque arrivasse a Pantelleria, dai visitatori occasionali agli ospiti abituali. Il Sindaco e l’Amministrazione comunale si uniscono al dolore della famiglia, esprimendo le più sentite condoglianze.

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Sociale

Pantelleria, un viaggio nella legalità con Fiammetta Borsellino nelle scuole, in nome del padre Paolo

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Ha avuto inizio la mattina di oggi, 27 aprile 2026, la tre giorni di “In nome di Paolo Borsellino: un viaggio nella legalità.”

Il progetto ideato e curato dall‘Istituto Omnicomprensivo Almanza D’Aietti, vede la partecipazione di diverse scuole a partire dalla elementari, fino alle superiori. Così, sotto lo sguardo attento del Preside Fortunato Di Bartolo e la regia della docente Giovanna Drago, la prima delle tre giornate si è svolta tra cori, disegni, poesie in rima baciata e racconti, che hanno intrattenuto la gremita sala del Circolo La Tinozza del Capoluogo.
Immediata è stata l’introduzione dell’Assessore alla Cultura, nonchè vicesindaco, Adele Pineda, e la presentazione dell’ospite d’eccezione: Fiammetta Borsellino, che è stata il vero comandante del viaggio nella legalità di questa prima tappa.

Lapidarie le parole della figlia del compianto magistrato, barbaramente ucciso nell’attentato di Via d’Amelio, sull’importanza della legalità, come si insegna, come si coltiva con pazienza e positività. Ha colpito tutti una sua espressione, alla domanda di come avesse vissuto la tragica scomparsa ed ella si è dichiarata felice e fiduciosa.

Borsellino e i giovani
Così, Fiammetta Borsellino ha dato il varo al viaggio “Ringrazio tutta la comunità, l’amministrazione comunale, la docente Giovanna Drago per la passione che mette nel fare le cose: non è tanto importante quello che si fa ma come si fa.” Ma il ringraziamento più sentito l’ha rivolto agli studenti, ai giovani, che sono “i veri protagonisti di queste giornate. Senza dimenticare le famiglie, che sono un anello importantissimo di questo percorso. Le famiglie sono il centro dove si sviluppa la nostra vita, la nostra crescita. I genitori devono lavorare in tandem con la scuola. Perchè così come la lotta alla mafia non può essere delegata soltanto ai magistrati, alle forze dell’ordine, così l’azione educativa non deve essere delegata solo alla scuola. Tra quello che si fa a scuola e quello che si fa in famiglia ci deve essere molta coerenza e quello che si deve fare insieme a comune, regione per un sano sviluppo dei ragazzi”.
Quest’ultimo punto è da riferirsi all’importanza di centri sportivi o di aggregazione spontanea per fare musica, teatro, dove si può coltivare la bellezza, unico strumento per sconfiggere le mafie. Quando si coltiva il sapere ci si oppone all’ingoranza, terreno fertile per la mafia per crescere e andare avanti.

La Palermo di Borsellino e il quartiere La Kalsa
Da qui, la Borsellino, con la sua narrazione squisitamente elegante e affascinante, ha compiuto senza sforzi un escursus nell’infanzia del genitore. Una infanzia per niente facile, in un quartiere per niente accogliente come quello di La Kalsa. Si pensi che La Kalsa (o Calza) è uno dei quartieri più antichi e storici di Palermo, fondato nel X secolo durante la dominazione araba come cittadella fortificata dell’emiro. Esso è situato nel centro storico ed  è un rione ricco di arte, cultura, palazzi nobiliari e botteghe, oggi riqualificato.
Quando il magistrato era bambino, quella zona palermitana era tra le più degradate e povere della città, anche a seguito delle Guerre, dei terremoti. Eppure Borsellino amava quel quartiere proprio per quella bellezza e importanza storica che ancora lo dominano. Tenero il riferimento al nonno farmacista che ci spiegava ancor più l’esigenza di vivere lì. 


Borsellino giocava a pallone in Piazza Maggiore con i figli e nipoti dei mafiosi: erano tutti insieme. Poi, nella crescita, stava ai ragazzi comprendere da che parte stare e tanti come lui, nati in quel contesto, hanno preferito la legalità, in nome della libertà. Quella gioventù aveva capito che Palermo era bellissima, meravigliosa, ma doveva convivere con cose che non vanno bene. E’ lì che in Paolo e il suo amico Giovanni falcone scatta la voglia di fare qualcosa per la loro terra, per liberarla dal cancro della mafia.

Così Borsellino, osservando la sua Palermo all’inizio della sua carriera forense disse “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla, perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.” Borsellino capì bene questo concetto, al punto di pensare di rinunciare alla propria libertà per perseguire un obiettivo: la tutela del bene comune, dei diritti, delle regole.

Dopo l’acuto insegnamento sull’amore, che non è ricevere ma dare, Fiammetta Borsellino così  ha continuato “Mio padre credeva che per combattere il male è investire e dedicarsi ai giovani,” che rappresentano la manovalanza spiccia della cosca. Da qui, prima di concludere la prima parte del suo intervento, la Fiammetta Borsellino ha spiegato che “la mafia è una mentalità sbagliata, che si può annidare in ciascuno di noi nel momento in cui cediamo a comportamenti sbagliati anche verso i compagni, gli amici. Si pensi che non si nasce mafiosi, ma si cresce semplicemente in un contesto dove la violenza è il linguaggio più attraene.”

Il compione ha previsto più di un intervento corale da parte degli alunni della Dante Alighieri e della scuola di Khamma

Inni agli eroi, alla loro determinanzione, al loro rifiuto categorico di accettare un sistema fatto di delinquenza, prepotenza, omertà.

E’ stata nel complesso una mattinata fatta di emozioni, sia per l’ospite, sia per tutto il pubblico. Ricordi, sentimenti, tutti esposti con tatto, umiltà ed eleganza, e questo ha fatto si che ciascuno dei presenti si sentisse vicino alla vittima Paolo Borsellino, come fosse un parte di sè.

Molto spazio si è dedicato anche a coloro che hanno perso la vita per proteggere quella  del magistrato antimafia, poichè ciascuno di loro ha compiuto le stesse rinunce alla libertà personale in nome della stessa libertà collettiva. Uomini e donne che accompagnavano in ogni momento della giornata tutt i membri della famiglia, anche quando spesso venivano a Pantelleria, isola amata da colui che aveva il ruolo di Procuratore della Repubblica di Marsala.

Così, quella piccola grande donna ci ha fatto compiere un ulteriore viaggio nelle passioni del padre, ad iniziare dalla pesca, da Gadir, dalla barca, rendendo sempre più umano un eroe che potrebbe sembrare irraggiungibile e che ha insegnato che tutti noi possiamo diventare eroi contro la mafia.
Ed è con una risposta ad una domanda, sull’esistenza di Fiammetta dopo quel maledetto 19 luglio 1992: “io sono felice“, felice degli insegnamenti del papà che l’hanno strutturata positiva e propositiva e ricca di quel sapere e di quella sensibilità tanto rare quanto preziose.

Programma progetto
Domani il programma prosegue con la seguente scaletta:
 
SECONDA GIORNATA: Martedì  28 Aprile 2026 dalle ore 9.30 alle ore13.00: Primo turno: 9:30-11:00: Istituto di Istruzione Superiore: partecipano le classi del primo biennio di tutti gli indirizzi. Secondo turno: 11:30- 13:00: classi del secondo biennio e del quinto anno di tutti gli indirizzi.

TERZA GIORNATA: Mercoledì 29 Aprile 2026 dalle ore 10.00 alle ore 11.00:  MOMENTO MUSICALE FINALE presso il cortile del plesso di Via San Nicola della Scuola Secondaria di primo grado

Le alunne e gli alunni della Scuola Secondaria di primo grado, guidati dai Docenti di strumento musicale e con la partecipazione delle alunne e degli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria, eseguiranno un saggio musicale, alla presenza della Dott.ssa Fiammetta Borsellino. 

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