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Salute

Gangi, 5 novembre open day della prevenzione sui camper dell’ASP. Ecco quali patologie

Redazione

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GANGI, MARTEDI’ 5 NOVEMBRE OPEN DAY DELLA PREVENZIONE, I CAMPER DELL’ASP IN PIAZZA SAN PAOLO

Gangi, 29 Ottobre 2024

A Gangi martedì prossimo, 5 novembre, dalle ore 10 alle 17, “Open day della prevenzione” in piazza San Paolo con i camper dell’Asp di Palermo. Uno screening sanitario per la popolazione dell’Asp di Palermo in collaborazione con il comune di Gangi e Lions Club Madonie.

 I cittadini avranno la possibilità di effettuare gratuitamente e con accesso diretto visite ed esami grazie agli ambulatori mobili che offriranno le seguenti prestazioni:

prevenzione cardiovascolare (visita, Ecg ed eventuale approfondimento ecografico, rivolto a persone tra 50 e 65 anni); screening delle malattie infettive sessualmente trasmesse (Epatite C, Sifilide e HIV); screening del tumore della mammella (riservato a donne tra 50 e 69 anni); screening del tumore del collo dell’utero (pap test e hpv test (screening del cervicocarcinoma per donne tra 25 e 64 anni); Distribuzione sof test (screening del tumore del colon retto, riservato a persone tra 50 e 69 anni); vaccinazioni antinfluenzale e tradizionali; screening visivo pediatrico 3-8 anni, screening logopedico pediatrico 3-8 anni; screening oculistico per over 18 (prevenzione glaucoma, retinopatia diabetica e maculopatia) e screening audometrico.

Ci sarà a disposizione degli utenti anche uno sportello amministrativo per il cambio del medico, rilascio tessera sanitaria o esenzione ticket per reddito. Spazio anche al servizio veterinario per impiantare gratuitamente i microchip e prevenire il randagismo. Basterà presentarsi muniti di documento di identità e tessera sanitaria. Per eventuali informazioni: openday@asppalermo.org.

“Un ampio ventaglio di prestazioni che va incontro alle esigenze e ai bisogni di salute dei cittadini invertendo il percorso della prevenzione – ha detto il sindaco Giuseppe Ferrarello – invito la popolazione a usufruire di questo servizio gratuito messo a disposizione dell’Asp di Palermo, uno screening rivolto sia a giovani, anziani e bambini, ringrazio il direttore generale dell’Asp Daniela Faraoni e il direttore sanitario Antonio Levita e tutti i dirigenti sanitari ma anche i medici per aver scelto il nostro comune per questa importante giornata di prevenzione sanitaria”.

Salute

Pantelleria – Ripristino Punto Nascita, Sindaco promuove azione giudiziaria contro Ministero Salute

Redazione

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Promozione di azione giudiziaria innanzi al Tribunale Civile di Palermo per la
richiesta di ripristino del punto nascita dell’Isola di Pantelleria presso l’Ospedale “Bernardo
Nagar”. Conferimento incarico legale all’Avv. Michele D’Anca a titolo gratuito

Il Sindaco, Fabrizio D’Ancona, comunica che, a seguito di un’attenta valutazione e di un lungo approfondito esame giuridico della vicenda, condotto dal legale incaricato, l’Amministrazione comunale di Pantelleria, nell’esercizio delle proprie funzioni istituzionali e a tutela dell’interesse pubblico primario della comunità isolana, ha deliberato di promuovere un’azione giudiziaria innanzi al Tribunale Civile di Palermo nei confronti del Ministero della Salute, finalizzata ad ottenere il ripristino del Punto Nascita dell’Isola di Pantelleria presso l’Ospedale “Bernardo Nagar”.

L’azione giudiziaria che il Comune intende intraprendere in sede civile si fonda sulla tutela dei
diritti costituzionalmente garantiti, anche alla luce degli articoli 2, 3, 32 e 117 della Costituzione,
ponendo al centro la salvaguardia della salute quale diritto fondamentale dell’individuo e interesse
della collettività, il rispetto dei livelli essenziali delle prestazioni e il superamento delle
disuguaglianze sostanziali derivanti dalla condizione di insularità.

L’Amministrazione è consapevole che l’iniziativa giudiziaria intrapresa non comporta alcuna
garanzia di esito favorevole, trattandosi di un percorso complesso e rimesso alla valutazione
dell’Autorità competente. Tuttavia, essa rappresenta uno spiraglio giuridico che l’Ente ritiene
doveroso percorrere, nell’interesse della comunità, al fine di verificare ogni possibile tutela dei
diritti coinvolti, senza creare aspettative improprie e nel rispetto dei principi di correttezza e
trasparenza istituzionale.

La chiusura del punto nascita presso l’Ospedale “Bernardo Nagar” ha infatti determinato rilevanti
ricadute di natura sociale, sanitaria e organizzativa, incidendo su diritti fondamentali delle gestanti e dei nascituri e aggravando i disagi a carico delle famiglie residenti, in contrasto con l’esigenza di
garantire servizi sanitari essenziali in condizioni di prossimità, continuità ed effettiva accessibilità.
L’Amministrazione comunale ha preso atto della disponibilità manifestata dall’Avv. Michele
D’Anca, del Foro di Palermo, già legale del “Comitato Pantelleria Vuole Nascere”, a rappresentare
e difendere il Comune di Pantelleria nel giudizio innanzi al Tribunale Civile di Palermo, unitamente
al Comitato, a titolo totalmente gratuito. Il conferimento dell’incarico non comporta alcun onere
economico per l’Ente, né con riferimento agli onorari professionali né alle spese legali.

L’adesione del Comune all’azione giudiziaria proposta risponde ai principi di buona
amministrazione e di risultato, consentendo di assicurare una difesa tecnica qualificata su temi di
rilevanza costituzionale, con un risparmio di spesa certificabile per l’Ente.
Il Sindaco comunica inoltre il proprio ringraziamento all’Assessore al Diritto alla Salute,
professoressa Adele Pineda, per aver seguito con attenzione e continuità il percorso istruttorio e
istituzionale connesso a questa iniziativa, contribuendo allo sviluppo e alla definizione dell’azione
intrapresa dall’Amministrazione comunale.
Per ulteriori approfondimenti, si informa la cittadinanza che la deliberazione adottata dalla Giunta
comunale in data odierna è consultabile presso l’Albo Pretorio del Comune di Pantelleria.

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Salute

SANITÀ, ON. IDA CARMINA (M5S): “SICILIA AL COLLASSO, SISTEMA FALLITO E CITTADINI ABBANDONATI”

Marilu Giacalone

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“La sanità siciliana è precipitata in uno stato di emergenza permanente.
Ospedali allo stremo, pronto soccorso paralizzati, pazienti ammassati sulle barelle per
ore e ore, personale insufficiente e allo stremo. In Sicilia anche una normale influenza
è ormai sufficiente a far saltare un sistema sanitario inerme, fragile e mal gestito.
Nelle province di Trapani e Agrigento il collasso è quotidiano e ignorato da anni.
Palermo, oggi al centro dell’attenzione nazionale, non rappresenta un’eccezione ma
la prova definitiva del fallimento della sanità regionale: ciò che esplode oggi sotto i
riflettori è da tempo la regola in tutta l’Isola.
Ho depositato un’interrogazione parlamentare al ministro della Salute per denunciare
una situazione gravissima e ormai fuori controllo. I pronto soccorso siciliani non sono
più presidi di emergenza ma luoghi di abbandono, trasformati in reparti improvvisati
senza posti letto, senza personale e senza risposte.
Questo è il risultato di una programmazione sanitaria regionale assente,
irresponsabile e fallimentare. L’amministrazione Schifani porta una responsabilità
politica piena e diretta. La sanità siciliana è stata lasciata senza una strategia, senza
investimenti strutturali, senza alcuna capacità di prevenire e gestire emergenze che
non sono più imprevedibili ma sistematiche. Non si tratta di fatalità: è il frutto di
scelte politiche sbagliate e colpevoli. A questo disastro si aggiunge la responsabilità
del governo Meloni, che continua a tollerare una sanità a due velocità, accettando che
in Sicilia i diritti valgano meno che altrove. È inaccettabile che milioni di persone
vengano trattate come cittadini di serie B, sacrificate sull’altare delle disuguaglianze
territoriali. Se oggi il sistema sanitario siciliano non è già crollato definitivamente, lo
si deve solo allo straordinario senso del dovere del personale medico, infermieristico
e sanitario, costretto ogni giorno a lavorare in condizioni indegne, tappando le falle di
un’organizzazione allo sbando.
A loro va il mio ringraziamento e la mia solidarietà.

Ma il sacrificio degli operatori non può e non deve più coprire l’incapacità della
politica. La sanità pubblica è un diritto costituzionale, non una concessione variabile
in base al territorio.
Non sono più tollerabili silenzi, rinvii e scaricabarile istituzionali. Il governo
nazionale intervenga immediatamente per garantire i Livelli Essenziali di Assistenza
anche ai cittadini siciliani, che stanno pagando queste discriminazioni con la propria
salute e, troppo spesso, con la propria vita”.

Lo scrive in una nota Ida Carmina, deputata siciliana del Movimento 5 Stelle.

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Salute

Giuliano (UGL): “Pronto soccorso sotto pressione, rafforzare sanità territoriale e uso appropriato dei servizi”

caterina murana

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Il sovraffollamento dei pronto soccorso che si sta registrando in queste settimane in tutta Italia, da Nord a Sud, rappresenta un segnale chiaro delle difficoltà strutturali e organizzative del sistema sanitario, messe ulteriormente sotto pressione dai picchi stagionali delle sindromi influenzali. Situazioni come quelle segnalate in Sicilia, Sardegna e nei principali ospedali pediatrici confermano che non si tratta di un’emergenza episodica, ma di una criticità ricorrente che va affrontata con interventi mirati e condivisi. Su questo tema interviene il segretario nazionale della UGL Salute, Gianluca Giuliano: “I pronto soccorso sono oggi il punto di raccolta di tutte le fragilità del sistema sanitario. L’aumento degli accessi legati all’influenza evidenzia la necessità di rafforzare l’organizzazione complessiva, senza scaricare responsabilità ma lavorando insieme per soluzioni concrete e durature”. Secondo Giuliano, è fondamentale proseguire e potenziare il percorso di rafforzamento della sanità territoriale: “Servono servizi di prossimità realmente funzionanti, medici di base messi nelle condizioni di rispondere ai bisogni dei cittadini, continuità assistenziale e strutture territoriali capaci di intercettare i casi non urgenti. Solo così si può alleggerire la pressione sui pronto soccorso e garantire risposte adeguate ai casi realmente gravi. Però la medicina di prossimità stenta a decollare. Per l’Agenas le Case di Comunità programmate sono 1.723 ma quelle attive; quindi, in grado di offrire almeno un servizio ai cittadini, sono sotto al 40%.”. Un altro punto centrale riguarda il ruolo dei cittadini: “È necessario avviare una grande campagna di sensibilizzazione sull’uso appropriato del pronto soccorso. Troppe persone vi si rivolgono per problemi che potrebbero essere gestiti sul territorio, contribuendo involontariamente al sovraffollamento e all’allungamento dei tempi di attesa”. Il segretario nazionale della UGL Salute conclude ribadendo la disponibilità del sindacato al confronto: “Come UGL Salute siamo pronti a collaborare con istituzioni e aziende sanitarie per individuare soluzioni pragmatiche che migliorino l’efficienza del sistema e tutelino sia i cittadini sia gli operatori sanitari, che continuano a garantire assistenza nonostante condizioni di lavoro sempre più complesse”.

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