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Cultura

Gaetano Lino Responsabile Gruppo subacqueo di BCsicilia nuovo Ispettore Onorario per i Beni culturali sommersi della Provincia di Palermo

Redazione

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Gaetano Lino, Responsabile del Gruppo subacqueo di BCsicilia è stato nominato dall’Assessore Regionale ai Beni Culturali e I. S. “Ispettore Onorario per i Beni culturali sommersi della Provincia di Palermo” a seguito di formale richiesta della Soprintendenza del Mare. Il mandato è triennale e durerà dall’aprile del 2021 all’aprile del 2024. L’Assessore Alberto Samonà ha conferito l’incarico “per la professionalità e competenza nel settore dei Beni Culturali”. Gaetano Lino, in servizio per circa un decennio presso l’Ufficio del Genio Civile di Palermo con la qualifica di Dirigente tecnico ingegnere, è passato successivamente alla Soprintendenza del Mare dove è stato per molti anni Dirigente tecnico. Coordinatore in diverse operazioni di ricerca e rilievo tra cui la missione archeologica italiana presso l’isola di Ojika in Giappone, la missione siciliana in Libia presso Ra’s Al-Hilal nelle acque della cirenaica, ancora a Bomba e Tobruk, ad Alessandria d’Egitto, nelle fredde acque del mare Baltico presso Vyborg, ed infine responsabile di innumerevoli attività di ricerca e recupero nei mari di Sicilia. Il Soprintendente del Mare, Valeria Li Vigni “esprimo vivo compiacimento per il prestigioso incarico che sancisce il giusto riconoscimento di un costante continuo rapporto di collaborazione, interazione ed informazione con la Soprintendenza. La nomina di Ispettore Onorario rappresenta il nostro “presidio avanzato” nel settore marino affidatogli e sono sicura che l’ingegnere Lino con la sua lunga esperienza, maturata sul campo a fianco di Sebastiano Tusa, rappresenterà un valore aggiunto al gruppo dei valenti subacquei della SopMare arricchendolo con le sue competenze tecniche”. “Siamo compiaciuti – dichiara Alfonso Lo Cascio, Presidente regionale di BCsicilia – per l’importante nomina conferita a Gaetano Lino che guida con passione, capacità e indiscussa competenza il Gruppo Subacqueo dell’Associazione BCsicilia, straordinario punto di riferimento dei sommozzatori della Sezione. Siamo certi che Gaetano svolgerà il compito assegnato con grande professionalità, serietà e impegno, come ha dimostrato nei lunghi anni a servizio delle istituzioni regionali e come volontario a tutela e valorizzazione dei nostri beni culturali sommersi”.

Spettacolo

Casting comparse Makari 5 23 e 24 gennaio

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CASTING COMPARSE MAKARI 5

Stiamo cercando Uomini e Donne tra i 18 e gli 80 anni di età, residenti in provincia di Trapani

Luogo e date:
23 GENNAIO: Uffici Movie Sicily – Via Giuseppe Cesarò 99/B Erice Casa Santa (Tp)
24 GENNAIO: San Vito Lo Capo – Teatro Comunale

La produzione comunica che saranno esclusi dalla selezione i dipendenti della pubblica amministrazione e le categorie di pensionati non abilitati al lavoro dipendente ( Es: Quota 100)

Le riprese avranno luogo da Febbraio a Giugno 2026 in provincia di Trapani
Le responsabili del Casting figurazioni saranno Erika e Valeria di Talè Casting

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Cultura

Si alza il sipario su Gibellina Capitale Arte Contemporanea: 2026 calendario ricco di appuntamenti ed eventi

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Gibellina, 15 gennaio 2026. Prende il via oggi, giovedì 15 gennaio 2026, Gibellina – Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026, alla presenza del Ministro della Cultura Alessandro Giulie delle più alte autorità nazionali, regionali e locali. “Portami il futuro” è il titolo del programma annuale della manifestazione promossa dalla Direzione Generale Creatività Contemporanea del Ministero della Cultura, che per tutto il 2026 riconosce in Gibellina un luogo strategico di produzione culturale, riflessione critica e sperimentazione artistica, chiamato a interrogare il ruolo dell’arte contemporanea nella vita civile del Paese.

La data inaugurale coincide con l’anniversario del terremoto che nel 1968 devastò Gibellina e la Valle del Belìce. Una scelta che assume un valore profondamente simbolico e politico: riaffermare il legame tra arte, memoria e ricostruzione, riconoscendo nella storia di Gibellina un paradigma universale secondo cui la cultura non è ornamento, ma fondamento di rinascita, responsabilità e progetto collettivo.

Sostenuto dalla Regione Siciliana, dal Comune di Gibellina, dal Museo d’Arte Contemporanea “Ludovico Corrao” e dalla Fondazione Orestiadi, il progetto è curato dal Direttore Artistico Andrea Cusumano, con il contributo dei co-curatori Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta e del coordinatore di progetto Antonio Leone. La struttura curatoriale si avvale inoltre di un Comitato curatoriale di supporto, composto da Antonella Corrao, Arianna Catania, Alfio Scuderi e Giuseppe Maiorana, e di un Comitato Scientifico formato da Antonia Alampi, Achille Bonito Oliva, Marco Bazzini, Michele Cometa, Hedwig Fijen, Claudio Gulli, Teresa Macrì e Maurizio Oddo. Un impianto plurale e autorevole, che riflette la complessità del progetto e la sua vocazione dialogica e interdisciplinare.

Le giornate inaugurali di giovedì 15 e venerdì 16 gennaio danno avvio a un programma che attraverserà l’intero 2026, articolato in mostre, residenze d’artista, pratiche performative, progetti educativi, attività di partecipazione e momenti di studio. Un calendario diffuso che declina l’arte contemporanea non soltanto come espressione del presente, ma come arte della presenza, capace di attivare relazioni, produrre conoscenza e generare responsabilità condivisa.

Il titolo di Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea, conferito per la prima volta in Italia, assume a Gibellina un significato strategico e paradigmatico. Fin dalla sua rifondazione dopo il sisma, la città ha scelto di affidare agli artisti un ruolo centrale nel processo civico, facendo dell’arte un motore di sviluppo, un catalizzatore di coesione sociale e uno strumento di memoria collettiva. La scelta di Gibellina non rappresenta dunque soltanto un nuovo slancio per il territorio, ma si propone come laboratorio nazionale e internazionale, chiamato a offrire una riflessione concreta sul ruolo dell’arte contemporanea nella costruzione dello spazio pubblico, della democrazia culturale e della vita comunitaria.

Iniziativa corale, costruita in rete con i comuni della Valle del Belìce, i centri della provincia di Trapani e un ampio partenariato nazionale e internazionale, Portami il futuro mira a fare di Gibellina un epicentro di cultura mediterranea, intesa come luogo di scambio, prossimità e pluralità. Un progetto fondato sul valore della persona, sulla centralità della collettività e sul principio che arte e cultura siano un diritto inalienabile, accessibile e condiviso.

Le mostre inaugurali delineano con chiarezza i temi portanti dell’intero anno. Giovedì 15 gennaio 2026 apre Dal mare. Dialoghi con la città frontale, a cura di Andrea Cusumano, che riunisce le video-installazioni Resto del duo MASBEDO e The Bell Tolls Upon the Waves di Adrian Paci, offrendo una riflessione sul Mediterraneo come orizzonte umano, politico ed esistenziale allestita nel Teatro di Pietro Consagra, opera-manifesto progettata da Pietro Consagra, emblema della visione che ha affidato all’arte un ruolo fondativo nella ricostruzione della città; nella stessa giornata inaugura Colloqui:Carla Accardi, Letizia Battaglia, Renata Boero, Isabella Ducrot, Nanda Vigo, a cura di Cristina Costanzo ed Enzo Fiammetta, mostra che mette in relazione le opere di cinque artiste centrali nella storia culturale di Gibellina e nel panorama dell’arte italiana, riaffermando un’attenzione pionieristica al lavoro delle donne come parte integrante del progetto civico e comunitario della città. Venerdì 16 gennaio 2026 è la volta di Austerlitz di Daniele Franzella, progetto installativo all’interno della Chiesa di Gesù e Maria progettata da Nanda Vigo – luogo di cura, silenzio e rifondazione simbolica dello spazio sacro – parte della mostra collettiva Generazione Sicilia. Collezione Elenk’Art, a cura di Alessandro Pinto e Sergio Troisi, che si sviluppa al MAC – Museo d’Arte Contemporanea Ludovico Corrao, istituzione cardine della storia culturale cittadina, raccontando l’evoluzione di un territorio attraverso una pluralità di linguaggi artistici e riaffermando la territorialità come espressione di una policentricità culturale che rifiuta ogni logica di accentramento.

A coronamento delle giornate inaugurali, due concerti gratuiti aperti al pubblico accompagnano l’avvio di Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 come momento di festa e condivisione collettiva. Giovedì 15 gennaio 2026 alle ore 19.30, presso la Sala Agorà, si tiene il concerto della Banda del Sud: un omaggio al Mediterraneo con canti in diverse lingue diretti da Gigi Di Luca e Mario Crispi; venerdì 16 gennaio 2026 alle ore 21.00, in Piazza 15 Gennaio 1968, il concerto di Max Gazzè, accompagnato dalla Calabria Orchestra nel progetto Musicae Loci, celebra insieme alla cittadinanza l’apertura ufficiale di questo anno straordinario.

Rafforzare la comunità, riattivare l’utopia culturale del territorio e orientare lo sguardo verso nuovi orizzonti: Gibellina Capitale Italiana dell’Arte Contemporanea 2026 nasce in questa tensione. Un progetto che non si limita a immaginare il futuro, ma lo assume come responsabilità collettiva, praticandolo attraverso l’arte, la cura, la partecipazione e la costruzione di un nuovo senso di comunità che abbracci le persone, i luoghi, le istituzioni e le relazioni che, nel tempo, rendono possibile una vita culturale aperta, condivisa, inclusiva e duratura.

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Cultura

“Un giornalista d’inchiesta”, il  noir di Fabio Pilato che rende omaggio a Francese e Fava

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Sabato la presentazione a Palermo da Valentina Costanzo atelier con la scrittrice Francesca Maccani e il magistrato Annamaria Picozzi
Sabato 17 gennaio, alle ore 17,30, si inaugura il primo appuntamento letterario del 2026 dello spazio culturale dell’atelier di Valentina Costanzo di via Petrarca, 35 a Palermo, realizzato in collaborazione con la libreria Modus Vivendi, in occasione della presentazione del libro “Un giornalista d’inchiesta” del magistrato e scrittore Fabio Pilato, edito da Linea Edizioni. L’incontro sarà un dialogo a più voci tra letteratura e giustizia, grazie alla partecipazione della docente e scrittrice Francesca Maccani e del magistrato Anna Maria Picozzi, che affiancheranno Pilato nell’approfondimento delle tematiche civili, da una prospettiva femminile. Ingresso libero fino ad esaurimento posti.

Il romanzo “Un giornalista d’inchiesta”

Il romanzo “Un giornalista d’inchiesta” rappresenta l’atteso sequel de “Il magistrato ipocrita” di Fabio Pilato e riporta sulla scena il personaggio di Carlo Lozzi, giornalista d’inchiesta e filosofo di formazione noto come “Platone”. Attraverso una narrazione dal ritmo incalzante che fonde realtà e finzione, Pilato rende un sentito omaggio alle grandi figure del giornalismo siciliano come Mario Francese e Giuseppe Fava. Il protagonista si ritrova immerso in un intreccio pericoloso tra massoneria deviata, poteri occulti e manipolazione dell’informazione, simboleggiata dal misterioso “metodo Kalina”, un sistema capace di accecare la coscienza collettiva attraverso la vanità e il piacere.

In oltre 400 pagine di noir civile, l’autore esplora il confine sottile tra l’etica professionale e la solitudine dell’individuo che cerca la verità a ogni costo. Non si tratta solo di un thriller fatto di inseguimenti e colpi di scena, ma di una riflessione profonda sulla qualità dell’informazione, sul coraggio necessario per restare indipendenti in un’epoca di verità manipolate. La presentazione all’atelier di Valentina Costanzo sarà dunque un’occasione imperdibile per interrogarsi sul prezzo della resistenza, sul valore della parola come strumento di libertà e sul ruolo della donna in questo percorso di verità.

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