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Politica

Fondazione Isola di Pantelleria un progetto che sembra avere più vite di un gatto

Redazione

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Nata anni fa durante l’amministrazione Gabriele con l’obiettivo di valorizzare le bellezze dell’isola, è rimasta per lungo tempo un’entità evanescente, più incline alla teoria che alla pratica.
Dopo vari tentativi di rilancio, tra cui quello della precedente amministrazione Campo che ha mollato prima di vedere risultati concreti, ora si spera che il vento cambi con l’attuale amministrazione D’Ancona.

I cittadini, però, sembrano non essere stati travolti da questo vento di cambiamento. Anzi, potremmo dire che si sono ben rintanati nei loro rifugi di diffidenza.
Tra chi pensa che “sono tutte chiacchiere” e chi si domanda a cosa servirà questa fondazione oltre a qualche applauso in aula consiliare, l’entusiasmo popolare è rimasto, per così dire, in sordina.
Forse il mancato coinvolgimento iniziale ha lasciato spazio a quel sentimento di sospetto cronico che a Pantelleria è ormai tradizione quanto il cappero.

Va anche detto che il consiglio di amministrazione, nominato un anno e mezzo fa, è rimasto silente fino a oggi. In questo lungo periodo, la fondazione è rimasta più ferma delle barche nel porto in una giornata di bonaccia. Qualcuno si chiede se non sarebbe stato più utile nominare direttamente un “Comitato di Belle Addormentate”.

Un elemento che alimenta il dibattito nei bar è rappresentato dalle indiscrezioni sui futuri membri del consiglio di amministrazione. Voci di corridoio suggeriscono che un dirigente locale del PD potrebbe essere tra i prossimi nomi designati. Una scelta che, se confermata, potrebbe aggiungere ulteriori sfumature politiche a un progetto che mira a coniugare pubblico e privato.
Si mormora che una cordata di operatori turistici abbia già messo piede nella fondazione, evidenziando la rilevanza di questo settore nell’economia isolana. Tuttavia, la partecipazione delle attività commerciali locali sembra essere più limitata, lasciando aperto il dibattito su quanto la fondazione possa effettivamente rappresentare l’intero tessuto economico di Pantelleria.

E così, dopo anni di gestazioni fallite, ora siamo al punto di svolta. O almeno così si mormora.
Nel frattempo, mentre la fondazione prende forma e il tempo ci dirà se sarà l’ennesimo carrozzone o una reale opportunità per l’isola, i panteschi guardano dalla finestra, tra disillusione e ironia.

Perché, alla fine, l’unica certezza a Pantelleria è che il cambiamento é solo un miraggio.

di Taglio Basso

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Politica

Il discorso dell’ANPI Pantelleria alla Cerimonia del 25 Aprile

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Care cittadine, cari cittadini,

 

oggi celebriamo il 25 aprile, la Festa della Liberazione.

Una data che non appartiene solo al passato, ma che continua a parlare al presente e, soprattutto, al futuro del nostro Paese.

Ricordiamo oggi il coraggio di donne e uomini che, in uno dei momenti più bui della nostra storia, scelsero di non voltarsi dall’altra parte.
Scelsero la libertà, spesso a costo della propria vita.
Scelsero la dignità, contro la paura.
Scelsero la responsabilità, contro l’indifferenza.

La Resistenza non è stata solo una pagina di storia: è stata una scelta morale.
E quella scelta continua a interrogarci.

Essere qui oggi, come membri dell’ANPI, significa custodire quella memoria e trasformarla in impegno.
Perché la libertà non è mai definitiva: va difesa, ogni giorno.
La democrazia non è mai garantita una volta per tutte: va praticata, con consapevolezza.

In un tempo in cui le parole possono dividere, in cui la memoria rischia di sbiadire o di essere piegata, il nostro compito è semplice e insieme difficile:
ricordare con onestà, trasmettere con responsabilità, testimoniare con coerenza.

Il 25 aprile non è una celebrazione contro qualcuno, ma è una festa per tutti:
la festa di un’Italia che ha saputo ritrovarsi nei valori fondamentali della libertà, della giustizia, della solidarietà.

Oggi, nel ricordare chi ha combattuto e chi ha sacrificato tutto, rinnoviamo un impegno:
quello di essere cittadini consapevoli, di difendere i principi della nostra Costituzione, di non essere mai indifferenti.

Perché, in fondo, la domanda che ci lascia la Resistenza è ancora questa:
da che parte stiamo?

Buon 25 aprile a tutti.

ANPI Pantelleria

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Politica

Pantelleria – Waterfront, Rizzo (FI) si congratula con il sindaco per intervento in consiglio comunale

Redazione

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Ieri consiglio comunale importante punti all’ordine del giorno approvazione del DUP e del Bilancio il segretario di Forza Italia Comunale Rizzo Gianni si congratula per l’intervento del Sindaco, il quale con toni molto pacati ha spiegato tutto ciò che al momento la nostra isola sta subendo e subirà per via dei lavori del Water Front, lo stesso ci suggerisce di essere parsimoniosi tutti indistintamente sui vari disagi che ci saranno da qui a breve.

Inoltre ha risposto ai dubbi e perplessità sollevate dal gruppo di minoranza, chiarendo tutto ciò che verrà realizzato in tempi brevi sul lungomare anche per  le attività sarà molto impattante e lo stesso ha dichiarato, durante l’assise pubblica, di cercare il modo e la formula per  dare un contributo a tutte quelle attività che sono limitrofe al water Front che stanno subendo delle perdite di vendita

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Elezioni

Referendum Giustizia: vince il NO. Ecco i SI e i NO a Pantelleria

Direttore

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Resi pubblici i dati definitivi dell’affluenza al voto sul referendum: sono state scrutinate 61.533 sezioni su 61.533, l’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,93%.

L’Emilia-Romagna è  la regione dove si è votato di più, mentre la Sicilia fanalino di coda per affluenza al referendum sulla giustizia, ultima tra le regioni con circa il 46,1% e Lampedusa il comune meno presente alle urne: solamente il 26,93% della popolazione dell’arcipelago delle Pelagie.
Vince il NO a livello nazionale con il 53%.

I numeri a Pantelleria
Per quanto riguarda Pantelleria, il SI è portato dal 46.12% della popolazione votante, che viene schiacciato dal 53.88%.
Questi i risultati, per una complessiva affluenza alle urbe pari al 34.86%.

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