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Cultura

Erice, all’Auditorium Pagoto due eventi sull’amore

Matteo Ferrandes

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Domani, sabato 25 marzo, alle ore 18.00, negli spazi dell’Auditorium “G. Pagoto” di Erice, una conferenza dal titolo “L’amore…ai tempi del Metaverso – Un viaggio nelle passioni tra virtuale e reale” in compagnia di due esperti: Pierluigi Bartolomei, direttore generale Istituto di Formazione Elis – Roma e Francesco Pira, professore associato di Sociologia all’Università di Messina, dove svolge le funzioni di delegato del Rettore alla Comunicazione e di direttore del master in “Esperti della comunicazione digitale”. Moderatore dell’incontro sarà il giornalista e scrittore Giacomo Pilati.

I rapporti sentimentali del ventunesimo secolo sono cambiati. I rapporti di coppia, soprattutto, dopo gli anni della pandemia Covid sono cambiati. I divorzi e i fidanzamenti in crisi, le storie difficili e travagliate, rappresentano una società che sta cambiando.
Il cambiamento nasce dal timore di avvicinarci agli altri. Questo il focus della conferenza.

L’ingresso è gratuito.

Alle ore 21.00 in scena “I 5 linguaggi dell’Amore nella coppia”, uno spettacolo ideato e interpretato da Pierluigi Bartolomei, liberamente tratto dall’omonimo libro dello psicologo americano Gary Chapman: esilarante ma nel contempo molto denso dei contenuti, è indicato per tutti coloro che intendono migliorare – o impostare bene – la propria relazione di coppia, presente e futura.
L’ingresso è consentito tramite invito. Per informazioni e prenotazioni chiamare il numero 0923 030285. Sarà possibile ritirare gli inviti entro oggi in Via Manzoni n.68, a Trapani o domani al Botteghino dell’auditotium.

Gli eventi sono organizzati da Kyo Commu e Digital Artists Advisor, con il patrocinio del Comune di Erice. Main sponsor: Agenzia  A1Life Trapani – Erice, società indipendente, leader dell’intermediazione assicurativa e Baglio Oro Cantina e Vigneti.

Le donazioni ricevute saranno devolute all’Associazione “L’Isola di Kos”, associazione nazionale per l’educazione e la formazione dei papà, il cui obiettivo è quello di diffondere principi di paternità non penalizzata da pregiudizi e la ricostruzione del rapporto socio affettivo tra i genitori separati e i figli.

Pierluigi Bartolomei e Francesco Pira sono disponibili a ricevere interviste, domani a partire dalle ore 12.00. Per info chianare il nuemro 328 3080 177.

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Cultura

Epifania: i Re Magi forse erano tre, forse erano re, forse erano dei maghi…

Redazione

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Solo il vangelo di Matteo li cita, e piuttosto brevemente. Non si sa da dove venissero, ma sappiamo dove sono finiti: a Milano Intanto chi erano. Seguendo il racconto che ne fa il Vangelo di Matteo, tredici giorni dopo la nascita di Gesù (ma guarda un po’, dal 25 dicembre si arriva precisi al 6 gennaio), arrivarono a Betlemme alcuni «magi d’Oriente», guidati da una stella, portando in dono al bambino oro, incenso e mirra.

Tanto per chiarire subito: Matteo non dice mai quanti erano (dal terzo secolo, forse basandosi sul numero dei doni si cominciò a parlare di tre magi), nel Vangelo non c’è mai scritto che erano Re. E i nomi Gaspare, Melchiorre, Baldassarre saltano fuori solo alcuni secoli dopo. Ma perché quel nome. Magi è la traslitterazione del persiano magūsh, dal greco màgos (μάγος, plurale μάγοι). Venivano chiamati così i sacerdoti dello Zoroastrismo tipici dell’Impero persiano. Scrive Ludolfo di Sassonia nel XIV secolo, nel suo Vita Christi, considerata la prima biografia di Gesù: «I tre re pagani vennero chiamati Magi non perché fossero versati nelle arti magiche, ma per la loro grande competenza nella disciplina dell’astrologia. Erano detti magi dai Persiani coloro che gli Ebrei chiamavano scribi, i Greci filosofi e i latini savi».

Ai nostri giorni
Conclude l’analisi di Matilde Paoli per l’Accademia della Crusca, «il plurale magi è ormai solo riferibile al significato storico legato agli antichi sacerdoti persiani e naturalmente ai personaggi del Vangelo. Per ciò che riguarda il singolare la forma è magio, in quest’ultima accezione, mentre in riferimento alla casta sacerdotale è corretto mago. Per quel che riguarda la questione dell’iniziale maiuscola o minuscola, a meno che non ci si intenda riferire all’etnonimo, sarebbe preferibile usare la lettera minuscola; tanto più che magi è spesso attributo di re e i tre hanno ricevuto ciascuno un nome proprio, che a sua volta ha subito variazione nel corso dei secoli».

Che fine hanno fatto
Questo invece lo sappiamo. Le reliquie sacre dei corpi mortali dei Re Magi sono a Milano. La basilica di Sant’ Eustorgio custodirebbe, secondo la tradizione, frammenti delle ossa dei sapienti Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Questi resti sarebbero rimasti per anni a Costantinopoli, trovati e recuperati da Sant’Elena. Nel 325 Eustorgio, vescovo di Milano, li ebbe in dono dall’ imperatore Costantino.

Dal IV al XII secolo rimasero nella chiesa di Sant’ Eustorgio. Nel 1165,

però, dopo il saccheggio di Milano, Federico Barbarossa li trafugò e li portò a Colonia. Soltanto nel 1904 i milanesi ebbero la restituzione di alcuni frammenti. Cosa ci rimane? L’incanto per questa leggenda millenaria che è stata capace di superare usi, costumi, lingue e civiltà diverse per sfidare il nostro eterno presente tecnologico. È un mito che non ha bisogno di insulsi inglesismi da ignoranti per essere raccontato. Vale la pena continuare a cercarli, con i loro vestiti sgargianti e i doni misteriosi, e sistemarli nel presepe, al giusto tempo.

Salvatore Battaglia

Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

“Da Oriente”, l’Epifania nei versi di Luigia Gabriele

Redazione

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E l’Epifania tutte le feste porta via.
Ecco come la poeta pantesca Luigia Gabriele descrive quel suggestivo momento dell’arrivo dei re Magi a diventar testimoni dell’evento degli eventi.

Da Oriente

Ed erano in tre…
tre magi e una stella,
viaggiando da Oriente
andavano incontro
alla “Buona Novella”
da portare nel mondo, 
nel corpo di un bimbo,
dagli occhi azzurri
e il capo biondo.
– Un pargoletto, – dicevano –
Innocente e piccino, 
dà l’amore di Dio,
perchè l’uomo ritrovi
il migliore destino.
Andiamo a trovare:
prostrati adoriamo
quest’ardore Divino
immenso avvincente,
che si “fonde” nell’uomo
e dà luce ad ogni mente.
Andiamo incontro 
a chi lascia il cielo
e ogni più grande splendore
perché alfin, qui in terra,
sia sconfitto il dolore.

Luigia Gabriele

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Cultura

Pantelleria, calendario delle messe fino al 18 gennaio. Processione bambinello e Battesimo del Signore

Direttore

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La Chiesa Madre di Pantelleria ha reso noto il calendario di tutte le messe fino al 18 gennaio 

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