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Egadi, Sindaco Forgione commenta dimissioni consigliere Vaccaro. Rifiuti abbandonati: 20mila euro in più per i contribuenti

Matteo Ferrandes

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𝐃𝐢𝐦𝐢𝐬𝐬𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐬𝐢𝐠𝐥𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐕𝐢𝐭𝐨 𝐕𝐚𝐜𝐜𝐚𝐫𝐨, 𝐅𝐨𝐫𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞: “𝐃𝐞𝐜𝐢𝐬𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐢𝐧𝐜𝐨𝐦𝐩𝐫𝐞𝐧𝐬𝐢𝐛𝐢𝐥𝐞 𝐞 𝐚𝐫𝐠𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐩𝐫𝐞𝐭𝐞𝐬𝐭𝐮𝐨𝐬𝐞”
Il sindaco di Favignana Francesco Forgione esprime sorpresa e sdegno per le affermazioni del consigliere comunale Vito Vaccaro, dimessosi nella giornata di oggi dalla carica.
“Le dimissioni di Vito Vaccaro mi lasciano basito. Sono incomprensibili e le argomentazioni addotte pretestuose, soprattutto se affermate da chi da oltre due anni e sino a due mesi fa ricopriva la carica di assessore all’ambiente e ai rifiuti, ai cimiteri, ai trasporti, oltre a essere vice sindaco. Risponderò alle questioni poste, con dati alla mano, nella sede istituzionale del Consiglio comunale”.
“Su un punto – prosegue il sindaco – mi preme però intervenire sin da ora per chiarire: i rifiuti abbandonati, frutto della barbarie di chi li produce a Marettimo come a Favignana e Levanzo, nei prossimi giorni verranno raccolti in via straordinaria con un costo extra a carico della comunità di circa ventimila euro, cosa già in essere e di cui il consigliere Vaccaro era da giorni a conoscenza. Per il resto – conclude Forgione – mi riservo di rispondere in Consiglio comunale”.

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Ambiente

Pantelleria ex 5 vele – La Francesca (PD) “Legambiente e la strategia dividi e impera”

Redazione

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Pantelleria perde due vele da Legambiente. La reazione politica

E’ di questi giorni la notizia che Pantelleria è stata esclusa dalle 5 vele di Legambiente “a causa di una serie di interventi turistici discutibili e per un eccesso di consumo di suolo”. Questa troppo generica motivazione, non accompagnata da dati, ci fa apparire chiaro come stia continuando quella strategia che da alcuni mesi ormai si sta portando avanti per far credere che Pantelleria sia terra di nessuno e dove tutti possono fare ciò che vogliono in spregio alle leggi e tutto questo per giustificare normative più restrittive, urbanistiche e agricole, che si vorrebbero porre in essere con il nuovo Piano di Gestione del Parco Nazionale Isola di Pantelleria.

Già in passato ho avuto modo di esternare la mia convinzione che l’attuale sistema vincolistico che interessa la nostra isola (vincolo paesaggistico, vincolo idrogeologico, norme sulle zone SIC – ZPS, norme del parco e norme urbanistiche) già fa sì che i nuovi dammusi che ancora si possono realizzare in zona agricola non sono assolutamente decontestualizzati dal paesaggio agrario e questo grazie anche alla sensibilità e professionalità dei tecnici che lavorano nella nostra isola. Per quanto riguarda invece l’aspetto agricolo, visto che si parla sempre più spesso di “agricoltura eroica”, chi ancora oggi con fatica conduce i propri terreni non deve subire vessazioni e limitazioni, ma anzi il lavoro agricolo, specialmente della piccola proprietà fondiaria, va aiutato e incentivato, mirando al recupero del nostro territorio e alla protezione dagli incendi. Si è voluta creare appositamente una grave contraddizione tra chi pensa che il Parco Nazionale sia troppo permissivo e chi invece pensa che sia troppo restrittivo e da questa contraddizione ne esce fuori che a pagarne le spese, oltre al territorio, sono gli attuali vertici del Parco che vengono messi comunque sul banco degli imputati.

E’ chiaro quindi che vi è un disegno di “divide et impera”. Che l’amministrazione comunale, da ciò che leggo, si interfacci con Legambiente per comprendere i motivi che ci hanno fatto perdere due vele poco conta in questo momento. E’ invece di fondamentale importanza comprendere se i nostri amministratori intendono assecondare gli obiettivi strategici di chi mira a dividere per poter tenere nelle proprie mani un determinato potere o se vuole rimanere accanto ai propri concittadini che chiedono che non venga completata l’opera di abbandono della nostra isola e di potersi riappropriare del proprio territorio.

Per concludere e per opportuna chiarezza, rimango e rimaniamo noi democratici assolutamente convinti che il Parco Nazionale Isola di Pantelleria possa rappresentare un’occasione di sviluppo e di tutela per il nostro territorio, ma che per far ciò deve rivolgere lo sguardo e l’attenzione a chi questo Parco lo vive quotidianamente non assecondando quelli che possono essere gli interessi dei pochi.

Giuseppe La Francesca
Vice Segretario Provinciale del Partito Democratico

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Pantelleria da 5 vele a 3. Perchè l’isola ha perso vele per strada, anzi per mare?

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Pantelleria va dalle ostentate e fiere 5 vele alle 3 meno orgogliose e di richiamo.
La notizia è apparsa in prima mandata un paio di giorni fa, su Legambiente che valuta annualmente la qualità del mare.

La motivazione

Pantelleria in particolare perde due vele passando da cinque a tre vessilli a causa di una serie di interventi turistici, bollati da Legambiente come “discutibili” e di un “eccesso di consumo di suolo che sono costati cari all’isola”, annotano gli ambientalisti nel dossier.

Quello di Pantelleria da che rientrava come tra i mari più belli d’Italia a che è stato declassato
Sembrerebbe che la motivazione sia da ricondursi all’eccesso di utilizzo di suolo isolano, ma, mentre si chiariscono le posizioni, le motivazioni, si è generato nel giro di poche ore un parapiglia di critiche che stanno dividendo l’opinione pubblica.

Qualunque sia la motivazione, questa regressione a “mare di Pisa”, come l’ha paragonato un politico locale, è certamente una brutta figura con il “continente” e con l’isola madre, la Sicilia, e brutta faccenda per quegli operatori turistici ed economici che lamentano l’avvio del turismo.
Quest’ultimo è già fortemente messo alla prova dai costi dei collegamenti aerei e marittimi, dei soggiorni, in più l’isola perde anche quel valore da renderla, con le altre caratteristiche proprie unica nel Mediterraneo.

Come avere 5 vele da Legambiente

Legambiente assegna i maggiori voti e le cinque vele per le acque cristalline, i luoghi unici per le loro bellezze paesaggistiche, l’attenzione alla sostenibilità, ma anche alla tutela della biodiversità, che diventa da quest’anno un parametro importante all’interno della guida, anche alla luce del fatto che le tartarughe marine della specie Caretta Caretta
nidificano sempre di più sulle spiagge italiane.

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Pantelleria, derattizzazione di tutto il territorio

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