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Cultura

Egadi-Scuola, Ok alla DAD per condizioni meteo-marina avverse. Lagalla accoglie la richiesta del Comune

Redazione

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Nota del Comune di Favignana

𝐀𝐩𝐩𝐥𝐢𝐜𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐝𝐚𝐝 𝐢𝐧 𝐜𝐚𝐬𝐨 𝐝𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐝𝐢𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐦𝐞𝐭𝐞𝐨-𝐦𝐚𝐫𝐢𝐧𝐞 𝐚𝐯𝐯𝐞𝐫𝐬𝐞 𝐩𝐞𝐫 𝐠𝐥𝐢 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐢 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐞 𝐄𝐠𝐚𝐝𝐢. 𝐋’𝐚𝐬𝐬𝐞𝐬𝐬𝐨𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐠𝐢𝐨𝐧𝐚𝐥𝐞 𝐋𝐚𝐠𝐚𝐥𝐥𝐚 𝐚𝐜𝐜𝐨𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐥𝐚 𝐫𝐢𝐜𝐡𝐢𝐞𝐬𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐦𝐦𝐢𝐧𝐢𝐬𝐭𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐞. 🔷 L’assessorato regionale dell’Istruzione e della Formazione Professionale ha accolto la richiesta avanzata dall’amministrazione comunale di applicazione della #dad in caso di condizioni meteo-marine che impediscano agli studenti residenti nelle isole di Favignana, Levanzo e Marettimo di raggiungere la città di #Trapani, dove frequentano le scuole secondarie di secondo grado. ✍️ Richiesta avanzata tramite una lettera inviata all’assessore Roberto Lagalla e alla dirigente dell’Ufficio scolastico regionale in Provincia di Trapani, Tiziana Catenazzo, dall’assessora all’Istruzione Dafne Borgia lo scorso 13 dicembre. ▷ «𝑅𝑖𝑛𝑔𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑙’𝑎𝑠𝑠𝑒𝑠𝑠𝑜𝑟𝑒 𝐿𝑎𝑔𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑣𝑒𝑟 𝑎𝑐𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑙𝑎 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑎 𝑟𝑖𝑐ℎ𝑖𝑒𝑠𝑡𝑎. 𝐿’𝑖𝑛𝑠𝑢𝑙𝑎𝑟𝑖𝑡𝑎̀ 𝑛𝑜𝑛 𝑝𝑢𝑜̀ 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑢𝑛 𝑓𝑎𝑡𝑡𝑜𝑟𝑒 𝑑𝑖 𝑝𝑒𝑛𝑎𝑙𝑖𝑧𝑧𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑒 𝑑𝑖 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑑𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑙 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑜 𝑠𝑡𝑢𝑑𝑖𝑜 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑒 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑒 𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑟𝑎𝑔𝑎𝑧𝑧𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑛𝑒𝑐𝑒𝑠𝑠𝑎𝑟𝑖𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑔𝑒𝑟𝑒 𝑇𝑟𝑎𝑝𝑎𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟 𝑎𝑛𝑑𝑎𝑟𝑒 𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑜𝑙𝑎 – ha dichiarato il sindaco del Comune di Favignana-Isole Egadi Francesco Forgione – 𝐼𝑙 𝑑𝑖𝑟𝑖𝑡𝑡𝑜 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑐𝑢𝑙𝑡𝑢𝑟𝑎 𝑒 𝑎𝑙 𝑠𝑎𝑝𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑒𝑖 𝑛𝑜𝑠𝑡𝑟𝑖 𝑔𝑖𝑜𝑣𝑎𝑛𝑖 𝑑𝑒𝑣𝑒 𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑔𝑎𝑟𝑎𝑛𝑡𝑖𝑡𝑜 𝑖𝑛 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑒 𝑙𝑒 𝑓𝑜𝑟𝑚𝑒, 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑎𝑡𝑡𝑟𝑎𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑠𝑡𝑟𝑢𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑙𝑎 𝑑𝑎𝑑 𝑐ℎ𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑒 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑣𝑒𝑛𝑖𝑟𝑒 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑙𝑒 𝑐𝑜𝑛𝑑𝑖𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑚𝑒𝑡𝑒𝑜-𝑚𝑎𝑟𝑖𝑛𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑒𝑑𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑙 𝑟𝑎𝑔𝑔𝑖𝑢𝑛𝑔𝑖𝑚𝑒𝑛𝑡𝑜 𝑑𝑒𝑖 𝑙𝑜𝑟𝑜 𝑖𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑡𝑖. 𝑈𝑛𝑎 𝑏𝑢𝑜𝑛𝑎 𝑐𝑜𝑠𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑙𝑎 𝑅𝑒𝑔𝑖𝑜𝑛𝑒 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎 𝑐𝑜𝑙𝑡𝑜 𝑖𝑙 𝑝𝑟𝑜𝑏𝑙𝑒𝑚𝑎 𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑖, 𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑎𝑚𝑚𝑖𝑛𝑖𝑠𝑡𝑟𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑒, 𝑎𝑏𝑏𝑖𝑎𝑚𝑜 𝑝𝑜𝑠𝑡𝑜». 🔸 L’assessore regionale Lagalla ha anche dato piena disponibilità ad un incontro dedicato al diritto allo studio nelle isole minori

Cultura

Palermo, lunedì 28 al via il seminario su autonomie locali “Sistema di governo intermedio”

Marilu Giacalone

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DEMS-UNIPA – Seminario: “Il sistema di governo intermedio: Province
regionali, Liberi consorzi, Città metropolitane in Sicilia, alla ricerca di un
nuovo assetto” – Aula Magna “P. Borsellino” – 28.11.22, ore 15

Le vicende delle autonomie territoriali intermedie in Sicilia, e più
specificatamente della loro organizzazione e delle relative funzioni, richiedono un
urgente intervento riformatore – come evidenziato dalla Corte costituzionale, da
ultimo con la pronuncia interpretativa di rigetto n. 240 del 2021, ma anche dalle forze
politiche Рche adesso ̬ affidato al Parlamento Siciliano appena insediato.
Il Giudice delle leggi ha sottolineato quanto la perdurante operatività dei
Liberi consorzi e delle Città metropolitane e l’attribuzione ad esse di determinate
funzioni fondamentali, non di mero coordinamento, renda: “urgente un riassetto degli
organi di queste ultime, risultando del tutto ingiustificato il diverso trattamento riservato agli elettori residenti nel territorio della Città metropolitana rispetto a quello delineato per gli elettori residenti nelle Province”.

Non si tratta, come noto, proprio per la vigenza della legge n. 56 del 2014 e
dei limiti declinati dalla stessa giurisprudenza costituzionale all’esercizio della
competenza legislativa esclusiva, di un orizzonte privo di controverse prospettive.
La normativa statale, infatti, non solo risente della mancata approvazione
del disegno di riforma costituzionale alla quale era strutturalmente connessa, ma reca
altresì l’autoqualificazione di legge contenente principi di grande riforma economica
e sociale (art. 1, comma 5, “I principi della presente legge valgono come principi di grande
riforma economica e sociale per la disciplina di città e aree metropolitane da adottare dalla Regione Sardegna, dalla Regione siciliana e dalla Regione Friuli-Venezia Giulia, in conformità ai rispettivi statuti”) con il chiaro intento di circoscrivere la potestà legislativa primaria regionale.
Proprio al fine di scandagliare il contesto ordinamentale entro il quale potrà
intervenire il legislatore regionale l’Università di Palermo-Dipartimento di Scienze politiche e delle relazioni internazionali ha promosso un seminario di studi, con i saluti del
Direttore Prof. Costantino Visconti, e le relazioni dei Professori Gaetano Armao,
Riccardo Ursi e Roberto Di Maria, per il prossimo 28 di novembre alle ore 15, con
l’obiettivo di offrire un contributo scientifico all’ampio e crescente dibattito pubblico
sugli enti di area vasta.

Il seminario potrà essere seguito anche sulla piattaforma TEAMS nei
termini indicati dall’allegato invito.P
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Cultura

Alla Comunità di Pantelleria il messaggio del Vescovo: “Superare senso di isolamento”

Direttore

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AVVENTO, MESSAGGIO DEL VESCOVO ALLA COMUNITÀ DI PANTELLERIA: «SUPERARE SENSO DI ISOLAMENTO»

AVVENTO, MESSAGGIO DEL VESCOVO ALLA COMUNITÀ DI PANTELLERIA: «SUPERARE SENSO DI ISOLAMENTO»
«Superare il senso di provvisorietà e di isolamento dettato dalla necessità di armonizzare le tante risorse dell’isola per lavorare insieme al servizio del Regno».

È questo un passaggio del Messaggio per l’Avvento che il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella ha rivolto alla comunità di Pantelleria. Una settimana fa il Vescovo ha visitato l’isola per la prima volta. «Sono rimasto edificato dall’attenzione che tutta la comunità riserva ai piccoli, ai fragili e alle membra più sofferenti – ha scritto il Vescovo – ho compreso fin dal mattino, nel colloquio cordiale e ricco di contenuti che abbiamo avuto nell’aula consiliare con tutte le istituzioni isolane, per il quale sono molto grato, che l’anello più debole della società pantesca è costituito paradossalmente dai giovani, che si sentono oppressi dalla noia e privati di ogni speranza per il futuro». Monsignor Giurdanella a Pantelleria ha trovato «una comunità viva, dalla fede matura: ragazzi desiderosi di conoscere Gesù e imparare da Lui; giovani pensosi e ben motivati; adulti disponibili a testimoniare l’amore del Signore; anziani pronti a consegnare una fede semplice e genuina; famiglie che tendono ad essere piccole Chiese domestiche; ammalati predisposti ad offrire le loro sofferenze al Signore per il bene della Chiesa».

Il Vescovo, rivolgendosi alla comunità di Pantelleria, ha ribadito che «i nostri ragazzi e i nostri giovani hanno bisogno di incontrare solidi punti di riferimento, che sappiano indicare con l’esempio la via da seguire e i valori da incarnare». Il Vescovo monsignor Angelo Giurdanella, stasera alle 21, nella Cattedrale di Mazara del Vallo presiederà la Veglia d’Avvento.

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Cultura

Pantelleria alla Convention 2022 delle Città del Vino tenutasi nel Friuli

Marilu Giacalone

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Si è svolta nel giorni scorsi l’assemblea dei  “Sindaci del Vino” tenuto in Friuli con grande partecipazione.  Al cento del dibattito il “ Caso Pantelleria” che stimola l’impegno in prima linea dei comuni per le Do-Ig (vino e cibo). Non linea politica o partitica, ma come gestori e garanti dell’uso, tutela, prevenzione, controllo dell’intero territorio produttivo all’interno delle zone vocate alla qualità, soprattutto con le esigenze di no spreco e no abusi di suolo, cambio climatico, situazione idrica, controllo di malattie e infezioni, transizione e tutela ecoambientale. Il vigneto non è avulso da un sistema distrettuale da preservare con prevenzione. Grazie  Ciao gpc

 

CONVENTION 2022  DELLE CITTÀ DEL VINO A DUINO AURISINA 

Il presidente Angelo Radica punta sul coinvolgimento dei comuni in modo sinergico, fare rete per iniziative a sostegno della viticoltura di qualità nei vari comuni italiani associati.  Aderiscono quasi 500 associati. I coordinatori regionali punto di riferimento per tutti i sindaci. i sindaci devono essere custodi e gestori dei distretti delle produzioni DO-IG in dialogo con le funzioni di ogni Regione.

 

 

Pantelleria al centro del dibattito su iniziativa del sindaco Vincenzo Campo: adesione delle Città del Vino. Nel 2023 Menfi (Sicilia) pende il testimone di città italiana simbolo del vino. L’enoturismo al centro dell’agenda.  Giampietro Comolli ha sollecitato una azione politica della associazione per riportare le amministrazioni comunali nell’ambito decisionale delle Regioni per i riconoscimenti Doc-Dop alla luce della transizione ambientale, riuso produzioni, polizia rurale, uso e no spreco del suolo, prevenzione calamità naturali e abusi di ogni genere nelle zone vitate.

 

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Due giorni al Pavilion di Portopiccolo di Sistiana (Trieste) per la Convention d’Autunno 2022 dell’Associazione nazionale Città del Vino che segna anche il passaggio del testimone di “città annuale 2023 del vino” da Duino Aurisina  e Menfi (Agrigento). Saluti di benvenuto e apertura dei due incontri culturali da parte di Igor Gabrovec sindaco di Duino Aurisina – Devin Nabrežina. La prima giornata ha riguardato la presentazione di uno studio sul regolamento intercomunale di Polizia Rurale dell’Università degli studi di Udine per definire le buone pratiche sostenibili all’interno dell’iniziativa Vite FVG 2030. Tiziano Venturini, coordinatore FVG, ha presentato lo studio e sottolineato l’obbligo della corale partecipazione di tutti gli attori;  Luca Iseppi docente a Udine ha presentato il piano di lavoro e gli obiettivi scientifici. Presenti  Stefano Zannier assessore regionale all’agricoltura, Roberto Marcolin del consorzio doc FVG e presidente della doc Friuli Aquileia. E’ seguito il convegno “Innovare in vigna”, incentrato sulle buone pratiche fra cambiamenti climatici, stress viticoli per carenza d’acqua, macchinari innovativi, vita ed età della vite e risposte certe alla necessità di eliminazione degli agro-fitofarmaci in vigna mantenendo alto la stessa qualità dei vini. Hanno partecipato i docenti Francesco Marangon, Paolo Sivilotti, Sandro Sillani dell’Università di Udine, oltre ai tecnici Giovanni Bigot, Demis Ermacora e Diletta Covre. Coinvolti tutti e 32 i comuni del Friuli Venezia Giulia associati alla Città del Vino.  

 

La assemblea ha significato il passaggio di testimone dalla città del vino di Duino Aurisina  a Menfi, molto partecipata e ricca di spunti.  Ampia la relazione del presidente Angelo Radica sulle attività in un anno di piena ripresa. Ha elogiato i comitati e coordinatori regionali, in primis quello del Friuli Venezia Giulia, il grande lavoro di chiarezza svolto dal predecessore Floriano Zambon e ha evidenziato  l’importanza di aumentare le adesioni di comuni per fare sistema e avere peso, l’impegno fondamentale delle figure degli ambasciatori per portare progetti, i diversi incontri europei e nazionali con altre associazioni e enti pubblici del settore.

 

Significativi gli interventi del sindaco di Bosa e di Pantelleria improntati sull’importanza della identità territoriale e difesa della denominazione. In particolare Vincenzo Campo, sindaco di Pantelleria, ha illustrato e denunciato come il termine “Zibibbo” sia stato spolpato della sua identità, storia, cultura, origine inserendo la menzione “speciale e distintiva” nella Doc Sicilia, insieme a altri vini di qualità, ma nulla a che fare con l’identità di  un  vino che nasce da millenni sulle rocce vulcaniche e ossidane. Campo ha lanciato un appello all’associazione Città del Vino perché sostenga il territorio pantesco e la difesa della Doc Zibibbo e Pantelleria, nota e apprezzata in tutto il mondo. Con l’estensione a tutta l’isola grande siciliana, tramite il disciplinare della Doc Sicilia, dell’utilizzo del vitigno Zibibbo, si andrà a svalutare la produzione isolana che rischia di diventare marginale, mettendo a rischio la viticoltura pantesca, tutelata dall’UNESCO, l’occupazione generale e l’economia delle cantine, quasi tutte a conduzione familiare con il rischio di abbandono dei giovani agricoltori.

 

Giampietro Comolli, esperto di costituzione e leggi sui consorzi di tutela, portando i saluti alla assemblea del presidente e Cda del Cervim e del presidente onorario Mario Fregoni dell’OIV, sollecitato ad intervenire, ha proposto che una priorità del 2023 dell’associazione sia una proposta di legge che riporti la figura del Sindaco al tavolo decisionale e costituito delle DO-IG, non per motivi politici, ma perché i “cambiamenti e modelli” in atto richiedono la voce del responsabile della gestione del territorio in senso lato, cioè una presenza vincolante nelle Regioni e Province su difesa del suolo, ambiente, no spreco, no abusi.  Comolli ha portato l’esempio della associazione Altamarca Trevigiana, quando dal 2004 al 2014 la sinergia fra 35 sindaci-città e 250 operatori del territorio compreso i Consorzi e Proloco e Gal, garantì una piattaforma unitaria fra produzione, enti pubblici e privati, imprese agricole e turistiche. Oggi una “ rete di distretto” è chiave vincente anche per occupazione e presenza attiva e lavorativa in quei territori difficili montani e di alta collina.   

 

Il presidente Radica ha indirizzato un messaggio chiaro alla neo ministra del turismo Daniela Santanché: “… chiediamo di sostenere il settore enoturistico partendo dai dati e dalle considerazioni dell’osservatorio sul turismo del vino delle Città del Vino, un bagaglio esistente da 20 anni” . Altro messaggio al ministro agricoltura e sovranità alimentare Francesco Lollobrigida: “….chiediamo di far tornare i sindaci protagonisti delle scelte strategiche sulle denominazioni di origine, non in chiave di richieste di nuove Doc, quanto piuttosto a tutela delle Denominazioni stesse. Chiediamo al Governo Meloni di dare più valore ai tavoli ministeriali permanenti  sul tema univoco agro-eno-alimentare-turistico-ambientale coinvolgendo tutti gli attori del Patto di Spello, per una crescita economica virtuosa a vantaggio dei territori rurali”.  Radica, in chiusura di convention difronte a 130 sindaci, ha sottolineato come oggi il ruolo di ogni Sindaco sia centrale anche per il mondo viti-vinicolo in quanto responsabile nella gestione delle problematiche ambientali ed energetiche del territorio. Favorire l’uso di energie alternative, il rispetto suolo, il fattore idrico, i servizi alle imprese, l’occupazione, la protezione civile, la polizia rurale…sono tutte  attività che vedono legami con le imprese agricole, difesa paesaggio, promozione produzioni enogastronomiche di qualità.

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