Cultura
Egadi-Scuola, Ok alla DAD per condizioni meteo-marina avverse. Lagalla accoglie la richiesta del Comune
Nota del Comune di Favignana
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ย Lโassessorato regionale dellโIstruzione e della Formazione Professionale ha accolto la richiesta avanzata dallโamministrazione comunale di applicazione dellaย #dadย in caso di condizioni meteo-marine che impediscano agli studenti residenti nelle isole di Favignana, Levanzo e Marettimo di raggiungere la cittร diย #Trapani, dove frequentano le scuole secondarie di secondo grado.
ย Richiesta avanzata tramite una lettera inviata allโassessoreย Roberto Lagallaย e alla dirigente dellโUfficio scolastico regionale in Provincia di Trapani, Tiziana Catenazzo, dallโassessora allโIstruzioneย Dafne Borgiaย lo scorso 13 dicembre.
โท ยซ๐
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ย Lโassessore regionale Lagalla ha anche dato piena disponibilitร ad un incontro dedicato al diritto allo studio nelle isole minori
Cultura
Arriva โMizzica!โ, il podcast che racconta la Sicilia gastronomica dalla A alla Z
Nel primo episodio, disponibile dalle 14,00 di giovedรฌ 28 maggio, ospite di Francesco Lauricella lo chef Ciccio Sultano
Giovedรฌ 28 maggio alle ore 14,00 debutta ufficialmenteโMizzica!โ,il nuovo podcast ideato e condotto da Francesco Lauricella,che vuoleraccontare la Sicilia gastronomica dalla A alla Z.Il primo episodio vedrร come ospite dโeccezione lo chef,due stelle Michelin,Ciccio Sultano, delristorante Duomo di Ragusa Ibla, voce autorevole della cucina siciliana contemporanea.
โMizzica!โsarร disponibile in formato video e audio su YouTube e su Spotify e sulle principalipiattaforme podcast, per offrire agli ascoltatori e agli spettatori unโesperienza immersiva eaccessibile.โLa Sicilia si puรฒ raccontare anche attraverso il cibo, le tradizioni, la memoria e lโidentitร gastronomica. Da questa ideaโspiega Francesco Lauricella-nasceโMizzica!โ,il nuovo vodcastdedicato alla cultura gastronomica siciliana e alle storie che si nascondono dietro ingredienti,ricette e storie di successoโ.
โMizzica!โaccompagnerร gli ascoltatori in un viaggio dentro la Sicilia del gusto, raccontandolaparola per parola, attraversotestimonianze aneddoti e racconti dei protagonisti della scenagastronomica dellโisola.Non un semplice podcast di cucina, ma uno spazio narrativo in cui il cibo diventa strumento perparlare di territorio, identitร , memoria collettiva e cultura popolare.Ogni episodio partirร dallastoria professionale e personale dellโospite perarrivare aduna riflessione piรน ampia sul rapporto tracucina e comunitร .Con uno stile diretto e autentico, Francesco Lauricella costruisce un racconto che uniscedivulgazione, competenza e passione per la Sicilia, dando voce a chef, produttori, artigiani custodidi antichi saperi ed interpreti del gusto siciliano contemporaneo.
Fra gli ospiti ci saranno Corrado Assenza del Caffรจ Sicilia di Noto; Roy Paci, musicista e grande appassionato di cibi; Tony Lo Coco, del ristorante una stella Michelin I Pupi di Bagheria e Presidente de La Sicilia di Ulisse; Pierpaolo Rutadi Antica Dolceria Bonajuto e tantialtricheraccontano la Sicilia come luogo che parla, cambia, resiste, non come unโetichetta ma come unvalore.—Mizzica! Podcast รจ realizzato da Distribuzioni Pellegrino;riprese video e montaggio sono diGiovanni Pellegrino.https://distribuzionipellegrino.comhttps://www.instagram.com/qpellegrino/—
Francesco Lauricella Cinquantenne siciliano cresciuto alla foce dellโImera meridionale, che divide in due la Sicilia, si รจ innamorato della cucina fin da bambino. Ha coltivato, inoltre, la passione per la politica e laย comunicazione, facendone il suo lavoro. Dopo importanti esperienze politiche, a Palermo e a Roma,ha cominciato ad occuparsi di gastronomia. Con Topic ha pubblicato Mizzica! Dizionario gastronomicosiciliano.
https://linktr.ee/fralauricellahttps://www.instagram.com/fralauricella/https://www.facebook.com/flauricella/https://www.tiktok.com/@francescolauricellahttps://www.linkedin.com/in/francescolauricella/https://x.com/FraLauricella—Mizzica! Podcast AND MOREYouTubehttps://youtu.be/JUOVBWOODh0Spotifyhttps://open.spotify.com/show/033iMOorqudBcgpV6YyLvk?si=2gM-W-UES3yAoRwJVJBc5gโจApple Podcasthttps://podcasts.apple.com/us/podcast/mizzica/id1896765844?itscg=30200&itsct=podcast_box&ls=1&mttnsubad=1896765844 Amazon Musichttps://music.amazon.it/podcasts/17b60dca-066c-4533-b8a2-1c2ae202535c/episodes/b40056c1-8783-4f3f-931f-48ebc96d704a/MIZZICACICCIO-SULTANO-EP-1-MIZZICA-PODCAST-BISOGNA-ESSERE-UN-PO-PICCOLI-E-UN-PO-GRANDI?ref=dm_sh_k05pHMUpeatMSgE3upKsaEDmnFacebookhttps://www.facebook.com/MizzicaNews
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Cultura
Il mare, una chat e un’antica vela: cosรฌ rinasce la lancia pantesca
Dalle parole nasce una barca. Eventi speciali tra Francesco Belvisi e Giovanni Ritunno
Per venti mesi un comandante e un designer si sono scritti, scambiandosi misure, fotografie, regolamenti di classe. Alla fine, da quelle parole, รจ nata una barca. E i due, a oggi, non si sono ancora incontrati.
Marsala, 16 maggio 2026
La lancia non scende in acqua. Il maltempo non lo permette. Il prete la benedice sulla banchina della Lega Navale, qualcuno la bagna con un gesto antico, e per oggi basta cosรฌ.
Cinque metri e quaranta di pino di Svezia e gelso, una vela latina ancora ripiegata, il fasciame chiaro che aspetta il suo Canale.
Sulla fiancata, in dialetto siciliano, un nome: Rusulia. Era Rosalia, la madre del comandante. Era cosรฌ che la chiamava il padre, a Favignana.
Due voci, un linguaggio antico
Giovanni Ritunno, ufficiale Siremar in pensione, per anni ha governato i traghetti sulla rotta Trapani-Pantelleria. Figlio di pescatori, da bambino costruiva barche con le latte del tonno allo stabilimento Florio. Oggi osserva, gira gli scali, raccoglie lance sarde, gozzi campani, passere istriane, lancioni tunisini. Le confronta, le studia.
Francesco Belvisi, yacht designer, vive tra Milano e Pantelleria. Si occupa di stampa 3D applicata alla nautica e di progettazione di sistemi robotici. Ha un laboratorio dove le tecnologie piรน recenti servono a costruire cose vecchie di mille anni.
Nelle loro conversazioni, per venti mesi, una regola tacita: niente nomi propri, sempre “Ingegnere” e “Comandante”. Una forma di rispetto marinaresca che ha dato peso a ogni decisione.

Dalla prima foto all’ultimo chiodo
Tutto comincia nel settembre 2024 con poche foto di lance sarde mandate via WhatsApp. Si discute della lunghezza, prima 5,20 metri poi 5,40. Si studia il regolamento della vela latina, si guarda al campionato italiano di Porto Santo Stefano.
Il comandante immagina, l’ingegnere disegna e modella.
A ottobre arriva un imprevisto di salute. Il comandante chiede di accantonare tutto. Il progetto rischia di saltare. Belvisi non si arresta davvero: continua a limare i disegni in silenzio. Poco prima di Natale arrivano le forme definitive.
Passano le settimane, e a un certo punto รจ il comandante stesso a decidere di riprendere. A maggio 2025 il cantiere apre.
Intorno ai due si forma una piccola corte di artigiani che attraversa il mare. Salvatore Lapillo costruisce la barca a Marsala. Francesco Bonanno, maestro d’ascia detto il Vikingo, ottantadue anni, fa l’antenna in mezza giornata. Emanuele Martinez, della veleria Zenitram, calcola posizione dell’albero e piano velico. Peppe Frettitta impellicciato la coperta in mogano sapelli, curvata a seguire la barca.
Antonio Enea, nostromo del Paolo Veronese, diventa il corriere marittimo del progetto: il timone parte da Pantelleria, attraversa il Canale custodito a bordo, arriva a Trapani. Una staffetta che le lance pantesche, in fondo, fanno da sempre.
A un certo punto, fra una misura e l’altra, una frase di Belvisi resta sospesa nella chat come una mezza filosofia di vita: “le rifiniture prendono piรน tempo della costruzione.”
Il giorno del varo
Quel sabato di maggio Belvisi รจ bloccato a Pantelleria, sta ancora lavorando al progetto del timone, e un imprevisto lo trattiene sull’isola. Non riesce a imbarcarsi. Scrive: “Un timone ben fatto รจ il modo migliore per salutare la barca e accompagnarla al mare, anche senza esserci.” Il comandante risponde sereno, da isolano a isolano.
Il mare รจ cattivo, la barca non viene calata. Resta a terra, benedetta e bagnata, in attesa del vero varo tecnico. Pochi giorni dopo, finalmente, la Rusulia tocca l’acqua. La linea di galleggiamento รจ quella giusta, l’assetto perfetto. “La barca era progettata bene”, dirร il comandante.
Due uomini che non si sono ancora visti
Ed รจ qui il dettaglio piรน sorprendente di tutta questa storia.
A oggi, comandante e ingegnere non si sono mai incontrati di persona. Belvisi non ha ancora visto la sua barca. Conosce ogni misura del fasciame, ogni grado di curvatura delle ordinate, sa esattamente quanto pesa l’antenna e dove va la scassa dell’albero, ma la Rusulia in carne e legno non l’ha ancora toccata. La conosce solo dai video del comandante e dalle foto dei cantieri.
Una visita a bordo, per la messa a punto e i dettagli, รจ giร fissata nel calendario di entrambi.
Quando arriverร , sarร la prima stretta di mano dopo quasi due anni di chat.
Una seconda lancia, e una scuola
Mentre quella di Marsala riceveva le ultime mani di pittura, a Pantelleria era giร partito il cantiere di una seconda lancia, lunga 5,10 metri, costruita a Natale insieme a un gruppo di studenti dell’isola. Il sogno adesso si allarga: far scendere Lapillo da Marsala per avviare corsi di formazione, fondere in bronzo i bozzelli partendo da modelli stampati in 3D, mantenere bigotte in cipresso e bozzelli in frassino.
Certe cose si fanno come si sono sempre fatte. E quando non si possono fare cosรฌ, si trova il modo di rispettarle lo stesso.
Tre lezioni di una storia di mare
Una barca di legno, nel 2026, non รจ un manufatto: รจ una rete di persone. Togli un nodo, il velaio o il nostromo del traghetto, e non c’รจ piรน.
Il digitale non sostituisce il mestiere, lo accompagna. La macchina a controllo numerico taglia le ordinate disegnate al computer, ma sono la sgorbia e l’occhio del maestro d’ascia a decidere se quella curva รจ giusta.
Le linee giuste non muoiono mai. La lancia pantesca somiglia alla passera istriana, alle lance sarde, ai lancioni di Kerkennah. Cugine. Un’unica grande famiglia di scafi che il Mediterraneo si รจ inventato perchรฉ tengono il mare, perchรฉ sanno come si porta un’antenna al vento.
In fondo รจ bastato questo. Due persone che per quasi due anni si sono scritte senza mai vedersi in faccia. Un nome di donna in dialetto siciliano scritto sulla fiancata.
E una forma antica รจ tornata a galleggiare.
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Cultura
Pantelleria Borgo Genius Loci De.Co.: ieri la consegna del riconoscimento
Tanti gli attori chiamati in causa per mantenere il Genius Loci: tutta la comunitร
Veronelli “L’agricoltura di qualitร e il turismo di qualitร sono le armi per lo sviluppo della nostra patria”
Ieri, 23 maggio 2026, si รจ tenuta la manifestazione di conferimento del riconoscimento di Borgo Genius Loci De.Co, presso gli accoglienti locali dell’Hotel Qalea.
Si รจ trattata di una full immertion nei gusti dell’isola: la mattina con la degustazione di vini di alcune delle cantine locali, del miele e della cucina, aprendo al pubblico gli spaziย
Nella foto, vediamo Marianna la chef de La Conchiglia, che ha preparato i baci panteschi per l’occasione, mentre il buffet รจ stato realizzato dallo chef Silvio Palazzolo.


Durante pomeriggio, invece si รจ dato spazio al convegno vero e proprio, moderato da unaย brillante Francesca Di Giovanni.

Per l’organizzazone dell’attribuzione della De.Co. la regia e l’iniziativa รจ stata del Comune di Pantelleria, con l’attuale amministrazione D’Ancona, che spinge verso l’importanza dell’appartenenza, dell’identitร di un popolo e dell’identificazione dello stesso attraverso le sue peculiaritร che possono spaziare dall’agricolutra, all’alimentazione, all’ambiente.ย

Fondamentale il supporto della ProLoco, rappresentata dal suo presidente Michela Silvia e dai soci Marcello Sparacio e Anna Rita Gabriele, e dell’Ente Parco Isola di Pantelleria che con i suoi tre uomini di punta, Presidente Italo Cucci, direttore Carmine Vitale ed esperto Davide Emma hanno ricostruito l’intera isola partendo dalle tradizione, passando all’ambiente e alla sostenibilitร e mirando all’agricoltura, essenza vitale per l’economia della nostra Figlia del Vento.



Il Vicesindaco Adele Pineda, portando simpaticamente esempi del quotidiano casalingo, ha valorizzato l’essenza dell’agricoltura pantesca e dei piatti, che, come sappiamo, mangiati altrove non hanno lo stesso sapore nรจ lo stesso impatto. L’influenza dell’aria, degli umori della terra, del calore del sole e delle carezze delle stelle, sono cosรฌ determinanti che anche un semplice ortaggio o un vino, degustati fuori dal nostro piccolo e immenso mondo, cambiano.

L’Assessore all’Agricoltura, Massimo Bonรฌ, ha spiegato l’iter che ha portato Pantelleria alla De.Co. e agli approcci con il progetto di Luigi Veronelli (gastronomo, giornalista, editore, conduttore televisivo, filosofo e anarchico italiano) una delle figure centrali proprio nella valorizzazione e nella diffusione del patrimonio enogastronomico nazionale.
Come spiegato piรน nel dettaglio dall’erede ideale, il Presidente Nino Sutera, presente ieri: Pantelleria non รจ tanto legata alla tipicitร , bensรฌ all’unicitร . Solo qui si realizzano certi sapori, certi piccoli miracoli del gusto e questo valore va custodito gelosamente e con cura.

Infatti, attraverso la De.Co. il โprodottoโ del territorio acquista una sua identitร , con il potenziale importante per ilย marketing, oltre a rappresentare una occasione per il recupero e la valorizzazione delle identitร e le unicitร locali.
“La De.Co. รจ โun prodotto del territorioโ (un piatto, un dolce, un sapere, un evento, un lavoro artigianale, etc) con il quale una comunitร si identifica per elementi di unicitร e caratteristiche identitarie.”
Un tassello importante per la comunitร , uno stimolo per la produttivitร , uno spunto per domande emblematiche sul lavoro, sui giovani e sulle sorti dell’isola. A tal proposito, รจ stato mostrato il documentario del Mยฐ Nicola Ferrara “I guardiani della terra”, dove padre e figlio Ferrandes si confrontano raccontando la loro testimonianza di agricoltori che “lottano” per la sopravvivenza della famiglia, dell’agricoltura e della cultura pantesche.
Diversi interventi degli addetti ai lavori, tra Salvatore Murana, Kety D’Ancona e Giampaolo Rampini (Resilea) testimoni del patrimonio straordinario custodito tra le rocce, i muretti a secco e il mare profondo, che ha bisogno, ora piรน che mai, di una spinta energica per uscire dal torpore in cui sta languendo per via dell’abbandono dei terreni, la fuga dei giovani, e altro ancora.
Tra le autoriร era presente il Comandante della Capitaneria di Porto, Claudio Marrone.
La serata prevedeva una chiusura in compagnia, cosรฌ il direttore dell’Hotel Qalea, Alessandro Oddo, ci ha invitati a prendere posto in sala da pranzo, per condividere qualche impressione sulla giornata, un bicchiere di vino locale e l’esperienza di una buona cosa fatta, la De.Co.ย
Di seguito alcune immagini della mattinata.
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