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Cultura

E’ ora di pranzo. Facciamoci una saporita ciaki-ciuka, piatto tipico di Pantelleria di origine berbera

Redazione

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Non è uno scioglilingua. Non è un gioco di parole. Non è una formula magica per aprire una caverna e trovare un tesoro. Ma allora…cos’è la ciaki ciuka? Questo nome apparentemente buffo indica un estroso piatto pantesco di origine berbera, molto diffuso nel Nord Africa e solitamente preparato con verdure estive miste. Può essere cucinato al forno o in padella, oppure utilizzando entrambi, e viene servito anche freddo. Gli ingredienti di base per la sua preparazione sono melanzane, zucchine, patate, pomodori, capperi, pangrattato, mandorle, basilico, olio extravergine di oliva e cipolla, ma in alcuni casi sono presenti pure le uova. L’impronta tangibile del passaggio dei berberi sull’isola di Pantelleria è ravvisabile anche nella cucina saporita che hanno lasciato in eredità, di cui la ciaki ciuka è un’ottima rappresentante. Sono numerosi gli aspetti e gli ingredienti condivisi dalle tradizioni culinarie mediterranee, ma sono altrettanto numerose le differenze sviluppatesi nei secoli, e, infatti, di questa ricetta esistono moltissime varianti, ciascuna delle quali richiama la versione del Paese nordafricano da cui ha origine. Il termine berbero ciaki ciuka indica un miscuglio, una miscela o un calderone, e il suo fonema è riconoscibile nel verbo ebraico “leshakshek”, che significa agitare/mescolare. A prima vista il piatto fa pensare a una variazione della classica caponata di melanzane, e rassomiglia vagamente al canazzo siciliano, uno stufato di verdure con cui condivide anche una particolarità semantica, dal momento che in palermitano fare qualcosa “a canazzu” vuol dire farla in una grande confusione, come quella che si crea quando in un piatto vengono mescolati degli ortaggi alla rinfusa. Simbolo della vocazione multietnica della gastronomia pantesca, la ciaki ciuka ha radici in comune con la ratatouille provenzale, la caponada catalana, la skakshuka tunisina, la cianfotta napoletana e il cappon magro ligure.

Nicoletta Natoli

Sociale

Pantelleria, in Gruppo Teatrale Don Bosco porta in scena “Il coraggio di essere liberi”

Redazione

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L’iniziativa dei ragazzi dell’oratorio

L’8 maggio 2026 è andato in scena lo spettacolo dal titolo: “Il coraggio di essere liberi”, allestito  dagli adolescenti che si sono attribuiti il nome “Gruppo Teatrale Don Bosco”.

Lo spettacolo ha affrontato temi profondi e attuali: la libertà intesa come possibilità di essere se stessi, il desiderio di successo, il rapporto con il denaro, la tentazione di “fregarsene degli altri” per fare ciò che si vuole.
Ma soprattutto ci ha invitati a riflettere su cosa significhi davvero essere liberi: vivere senza catene, sì, ma anche comprendere che la vera libertà inizia da dentro, da ciascuno di noi.
Questi giovani attori hanno scelto di raccontarsi e di raccontare il mondo che li circonda con sincerità e coraggio.

Ringraziamo coloro che hanno partecipato allo spettacolo, perché con la vostra presenza, con il vostro sostegno i vostri calorosi applausi avete incoraggiato i ragazzi a credere nelle proprie capacità e a continuare a coltivare le loro passioni per il teatro e il canto.

Solo sostenendoli e incoraggiandoli possiamo aiutare i nostri ragazzi a crescere, a esprimersi e a continuare con entusiasmo questo bellissimo percorso artistico.

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Cultura

Pantelleria, due serate di preghiera con le Suore delle Poverelle

Direttore

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Mercoledì 20 maggio, dalle ore 21.00, e Venerdì 22 maggio, dalle ore 19.00, preso la Chiesa Matrice di Pantelleria, si terranno due serate di preghiera con le Sure delle Poverelle, una vera e propria istituzione nella nostra isola.
La funzione religiosa si concluderà con il con il rinnovo dei voti.

Per chiudere in allegria e armonia, è previsto un rinfresco e una lotteria.

L’occasione è la festa di Don Luigi Palazzolo, fondatore della congregazione, proclamato santo il 15 maggio 2022 da Papa Francesco.
Il vescovo bergamasco, derivante da famiglia ricchissima, ha dedicato la sua vita ai poveri e i bisognosi, quelli rifiutati, cercacndo di fare con essi una famiglia. Era molto vicino ai giovani, accogliendoli e seguendone la crescita spiriturale.
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Cultura

Palermo, dal 23 maggio la mostra “Quattro Acque, Quattro Sante, Genio e una Città

Redazione

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A Palermo, dal 23 maggio al 7 giugno prossimi, presso il Museo Etnografico Siciliano – Giuseppe Pitrè, si terrà la mostra “Quattro Acque, Quattro Sante, Genio e una Città”, con le opere di Pina Castronovo e Massimo Oliveri.

DUEART:
È l’incontro tra due artisti ognuno col suo bagaglio culturale con esperienze di ogni tipo nel campo creativo.
Appartenenti entrambi alla Proloco di Bagheria, dopo un paio di anni di lavori svolti nello stesso laboratorio, pensano di proporsi al pubblico con una collezione pittorica di Divinità sacre in versione Pop.

Una reinterpretazione contemporanea di soggetti classici attraverso il linguaggio visivo della Pop Art, caratterizzata da colori piatti, contrasti accesi e una visione ironica del passato.
Il linguaggio usato è riconoscibile e potente: il Pop Figurativo Sacro è un territorio artistico che unisce tradizione iconica e linguaggio contemporaneo, mescolando memoria collettiva, storia dell’arte e linguaggio popolare.

“DUE ART è l’atto di coniugare due visioni, due storie, due linguaggi in un unico gesto espressivo. È la dimostrazione che l’arte condivisa non è somma, ma esplosione. L’unione delle differenze diventa una forza espressionistica nuova, carica di energia e consapevolezza.”
La collezione di Sante e di fiumi mitologici che ruotano intorno a Piazza Pretoria e i Quattro Canti a Palermo

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