Politica
Dichiarazioni Iacono, Pisano “Niente lezioni da chi ha votato contro il futuro della sua terra”
“Rimango stupito dalle dichiarazioni rilasciate qualche ora fa dalla collega deputata Giovanna Iacono.
Nel mio comunicato di ieri ho preannunciato l’intenzione di volere presentare, a mia firma e come deputato facente parte della maggioranza di governo (mi tocca ricordare alla collega che lei è all’opposizione, perché ha perso le elezioni), un emendamento mirante a dichiarare monumento nazionale alcuni teatri della provincia, tra cui il Luigi Pirandello di Agrigento, non escludendo, in esso, che altri deputati avessero potuto porre in essere iniziative analoghe alla mia, evidentemente l’on. Iacono o è distratta (lei si) o ha qualche problema con gli occhiali e non ha letto bene.
Per quanto riguarda le rassicurazioni provenienti dalla stessa Giovanna Iacono, mi permetta la collega, ma non mi lasciano per niente tranquillo, come credo non lascino tranquilli neanche gli agrigentini.
Firmare un emendamento, per poi votare no all’approvazione dell’atto legislativo finale che lo contiene, come la deputata Iacono ha fatto in passato, è una incomprensibile mera contraddizione.
L’on. Iacono, ad esempio, pur avendone sottoscritto l’emendamento, ha votato no al decreto legge Sud contenente l’articolo 8 bis che prevede la possibilità di realizzare un aeroporto ad Agrigento, come, in verità, ha votato no al decreto Milleproroghe che prevede la possibilità di stabilizzare i precari negli Enti locali siciliani.
Questi sono fatti inconfutabili, attestati dagli atti documentali facilmente reperibili sul sito della Camera dei Deputati.
Se vi è dunque solo una possibilità di realizzare l’aeroporto ad Agrigento o se i lavoratori precari dei comuni agrigentini hanno la possibilità di essere finalmente definitivamente stabilizzati non è certo per merito dell’on. Giovanna Iacono che, appunto votando no, ha evidentemente preferito gli interessi di partito a quelli della comunità che l’ha eletta.
Per quanto mi riguarda, rivendico il mio impegno e le mie battaglie, aeroporto e stabilizzazione dei precari in particolare, e respingo a qualsiasi mittente il tentativo di annacquarlo, saranno gli agrigentini a giudicare il mio operato, non certamente chi ha votato contro al futuro della sua terra”.
Elezioni
Referendum Giustizia: vince il NO. Ecco i SI e i NO a Pantelleria
Resi pubblici i dati definitivi dell’affluenza al voto sul referendum: sono state scrutinate 61.533 sezioni su 61.533, l’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,93%.
L’Emilia-Romagna è la regione dove si è votato di più, mentre la Sicilia fanalino di coda per affluenza al referendum sulla giustizia, ultima tra le regioni con circa il 46,1% e Lampedusa il comune meno presente alle urne: solamente il 26,93% della popolazione dell’arcipelago delle Pelagie.
Vince il NO a livello nazionale con il 53%.
I numeri a Pantelleria
Per quanto riguarda Pantelleria, il SI è portato dal 46.12% della popolazione votante, che viene schiacciato dal 53.88%.
Questi i risultati, per una complessiva affluenza alle urbe pari al 34.86%.
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Politica
Pantelleria – Referendum Giustizia, affluenza alle urne nella prima giornata del 22 marzo
Ecco la contrada con maggiori elettori al referendum
Questa mattina alle ore 7,00 si sono aperti i sei seggi elettorali, per votare al Referendum sulla Giustizia – 2026.
Fino alle 22,00 di oggi e dalle ore 7 fino alle 14.00 di domani lunedì 23 marzo sarà ancora possibile esprimere la propria opinione sul referendum con un SI o con un NO.
Nella provincia di Trapani, l’affluenza: Alle ore 12.00 l’8,88 e alle ore 19.00 il 28.15.
Ma vediamo, attraverso il sito del Ministero degli Interni, le affluenze dei cittadini abili al voto alle
| ore 12 | ore 19 |
| Pantelleria: 6.57 | 17.78 |
| SEZIONE 1 – Centro: 7,02 | 17.05 |
| SEZIONE 2 – Centro: 6,85 | 16.83 |
| SEZIONE 3 . Centro: 5,29 | 15.51 |
| SEZIONE 4 – Centro: 6,43 | 17.74 |
| SEZIONE 5 – Scauri: 5,72 | 16.34 |
| SEZIONE 6 – Bukkuram: 7,49 | 24.70 |
| SEZIONE 7 – Khamma: 7,46 | 19.19 |
Per sapere tutti gli aggiornamenti sull’affluenza degli elettori al Referendum della Giustizia, resta connesso con il nostro canale WhatsApp
Politica
Referendum 22 – 23 marzo 2026, La Francesca (PD) “Le mie ragioni per il NO”
In queste settimane non sono voluto entrare appositamente nella bagarre politica tra destra e sinistra sul referendum ma, ma dopo essermi informato e confrontato, dopo aver riflettuto ed ascoltato trovo giusto esternare le ragioni che mi spingono a votare NO su questa riforma della giustizia che non mi convince, non mi piace e che in qualche modo mi fa anche paura. Ci troviamo di fronte a una riforma imposta dal governo, riforma nata senza nessun passaggio parlamentare, che non migliora in alcun modo la vita dei cittadini né tanto meno il sistema giudiziario.
Una riforma che non affronta nemmeno uno dei problemi della giustizia come la lunghezza dei processi e la mancanza della certezza della pena, temi questi su cui occorre veramente intervenire per rendere la giustizia più giusta e veloce. Io sto dalla parte della Costituzione Italiana, che nasce dopo un ventennio terribile contraddistinto da abusi di potere e guerra; una Costituzione che amo profondamente e che ha creato un giusto equilibrio nella separazione dei poteri, mentre invece con questa riforma si va verso l’indebolimento della magistratura.
Voglio continuare a rimanere dalla parte della costituzione italiana che già prevede una magistratura libera e indipendente, se si vuole una vera separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici basta una semplice legge e non una riforma della costituzione. Inoltre nessun organismo che si rispetti sceglie i propri rappresentanti per sorteggio. Ho deciso di votare NO inoltre perché non ho nessuna fiducia in questo governo che ha fortemente voluto questa riforma, mentre ho sinceramente più fiducia in chi ha scritto settantanove anni fa la nostra costituzione. Il mio dunque è un invito, soprattutto ai più giovani, ad andare a votare convintamente per il NO per difendere la nostra costituzione da una riforma che non serve ai cittadini e non serve in alcun modo a migliorare la giustizia.
Giuseppe La Francesca
Segretario Circolo PD Pantelleria
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