Cultura
Custonaci, ha preso il via la “Festa dei Mari”
L’evento, in programma fino al 3 settembre, unisce la promozione culturale, la valorizzazione del territorio, il sostegno all’economia locale e l’intrattenimento trasformando tutto in un gesto di solidarietà.
L’apertura del Villaggio dei Mari, con un’area espositiva e un’area food con prodotti enogastronomici, ha creato ieri un’atmosfera vibrante già dalle 18:30. Successivamente, alle 21:00, un talk show moderato da Vanessa Galipoli ha visto la partecipazione di Maria Pia Zichichi, Assessore alle Politiche Sociali del Comune di Custonaci, e Tonino Fileccia, Presidente del Coro Trentapiedi. Il momento clou indiscusso è stato la presentazione del libro “La parte più buia della notte” di Marco Gallipoli. Un romanzo che racconta la fuga a piedi dall’Ucraina di Marco Gallipoli con i suoi bambini, Aurora e Flavio, di 7 e 9 anni, per metterli in salvo durante l’inizio della guerra. Il libro offre uno sguardo carico di apprensione, compassione e speranza, raccontando la situazione con gli occhi di Marco Gallipoli, un fotografo italiano che ha sviluppato un legame con l’Ucraina grazie al suo rapporto con sua moglie Ustyna e ha imparato a conoscere i valori della cultura locale.
La serata è poi proseguita con il concerto del “Coro Trentapiedi” alle 22:00, organizzato dall’Associazione SONOS, acronimo di Sorrisi, Note e Solidarietà e dall’Istituto Comprensivo “G. Mazzini” di Erice. I bambini e i ragazzi del coro hanno incantato e soprattutto fatto divertire il numeroso pubblico presente con le musiche di ieri e di oggi. Non solo musica, ma un tripudio di luci e colori sul palco: le luci, le immagini e soprattutto il colorato outfit dei bambini e dei ragazzi. Il tutto si è concluso con la disco music di Giovanni Pace, che ha trasformato il centro storico in una discoteca a cielo aperto.
Il ricavato della serata è stato interamente devoluto all’Assessorato alle Politiche Sociali del Comune di Custonaci.
Si continuerà con il programma della Festa dei Mari: oggi, sabato 2 settembre, alle ore 19.00 con la presentazione del libro “Una è la forma, molti sono i nomi” del Prof. Ignazio E. Buttitta, esplorando il legame tra la sacralità femminile e le tradizioni popolari in Sicilia e a Creta. Seguirà uno show cooking alle 20.30 con lo chef Peppe Buffa e un talk show alle 21.00 con gli organizzatori dell’evento e ospiti. Gli “Opera 80” suoneranno alle 22.30, seguiti da un DJ set.
Domenica 3 settembre, alle 20.30, ci sarà un talk show con l’assessore al Turismo del Comune di Custonaci, Nicola Santoro, e Stefania Evangelista, che si è aggiudicata il titolo di Miss Sorriso Sicilia con accesso diretto alle prefinali nazionali di Miss Italia 2023. A seguire un’asta benefica con gadget delle squadre di serie A, organizzata dalla no-profit Live Onlus. Sarà consegnato un defibrillatore al Comune di Custonaci. La serata si concluderà alle 22.00 con il Music Live Show “Radio Time 90” che riproporrà successi degli anni ’90.
Tutti gli eventi sono presentati con professionalità e dedizione da Vanessa Galipoli, madrina dell’evento.
Tutti i giorni a partire dalle ore 18.30 nel corso principale di Custonaci il Villaggio dei Mari metterà in primo piano birra, prodotti di tonnara, olio, primi piatti e secondi a base di pesce, e dolci tipici come protagonisti dell’evento. Una varietà di elementi culinari e culturali che offrirà un’esperienza ricca e diversificata.
“Festa dei Mari è un evento che incarna i valori fondamentali della nostra comunità. Questo evento non solo celebra la nostra ricca cultura, l’enogastronomia e il nostro magnifico territorio, ma promuove le imprese locali e rafforza il senso di solidarietà tra i nostri cittadini. Siamo orgogliosi di essere parte di questa iniziativa che riflette il meglio di ciò che Custonaci rappresenta” – queste le parole di Fabrizio Fonte, sindaco del Comune di Custonaci.
La manifestazione è ideata e organizzata dall’azienda “Birra Dei Mari”, con il patrocinio e il supporto del Comune di Custonaci ed in collaborazione con associazioni, media ed aziende del territorio. L’azienda Mare Puro è main sponsor. L’evento è inserito all’interno del Circuito dei “Borghi dei Tesori Fest”.
COMUNICATO STAMPA, VIDEO e FOTO ↓
Interviste a: Fabrizio Fonte, sindaco del Comune di Custonaci;
Cultura
I racconti del vecchio marinaio pantesco. Di un viaggio ad Algeri e di una truvatura a Bonsulton / 1
Quello fu certamente uno dei viaggi più strani e avventurosi nonché pericolosi che mi toccò fare con il veliero “Madonna di Trapani”, sotto il comando di patrun Vito. Era appena l’alba di un lunedì di forte scirocco quando il “Madonna di Trapani” tolse gli ormeggi e rapido uscì dal porto di Pantelleria.
La nostra meta era la lontana Algeri, dove ci attendeva una piccola colonia di panteschi,
le cui famiglie erano colà residenti fin dalla metà dell’Ottocento. Appartenevano alle casate (quelle
che ricordo) Accardi, Bonomo, Cozzo, Mangiapanelli, Trudo.
Alcuni di essi avevano preso anche la
cittadinanza francese.
Il nostro carico consisteva in numerose piccole botti di vino passito e una grossa catasta di cassette
di agrumi. Quest’ultime portate da una tartana palermitana a Pantelleria qualche giorno prima. Al
ritorno dovevamo imbarcare un grosso quantitativo di grano duro, una parte per la nostra isola e la
restante per Trapani.
Capitan Vito, con le mani nodose come radici di cappero, stringeva forte il timone e un sorriso di tanto in tanto gli illuminava il volto abbronzato. Non andava solo per commercio, andava anche per i fratelli panteschi di Algeri, portando loro il “sangue” dell’isola: il passito. Con alcuni di essi aveva stretto forti legami d’amicizia fraterna nei precedenti viaggi. A quell’epoca ero già diventato il marinaio di fiducia del comandante per il saper io tenere sempre la bocca ben cucita. In quel microcosmo di legno, mare, vento e sale, il silenzio valeva, ai suoi occhi, più di mille nodi ben fatti.
Don Vito vedeva come il fumo negli occhi tutte quelle chiacchiere
a vanvera, dalla superstizione al pettegolezzo, cui spesso si abbandonano gli uomini in navigazione,
chiacchiere che poi non poche volte allentano la stessa coesione e disciplina dell’equipaggio. Così,
dopo diverse ore di mare, il comandante mi trasse in disparte e mi disse: “Faremo uno scalo a
Biserta e tu mi accompagnerai. Un pezzo grosso di Palermo mi ha chiesto un favore personale
ovvero di imbarcare un suo carico a Biserta, non ho potuto rifiutare data l’importanza del
personaggio”.
La sosta al porto di Biserta durò diverse ore. Scesi col capitano e subito ci venne incontro un arabo,
che ci fece segno a gesti di seguirlo. Quindi ci inoltrammo, con la nostra guida, nel dedalo di vicoli,
maleodoranti e affollati, della casbah. Dopo un po’ giungemmo in un piccolo slargo, dove si trovava
una casa a due piani di un bianco calce accecante e con un grosso portone in legno, pitturato in un
azzurro tunisino. L’arabo emise un fischio modulato e il portone subito si socchiuse.
Entrammo e ci accolse, nella semioscurità, un arabo dall’età indefinita, che ci parlò, con nostra meraviglia, in un italiano abbastanza comprensibile. Dopo i convenevoli d’uso, Malek, così si chiamava il vecchio, ci disse che l’effendi di Palermo aveva depositato un suo carico di casse di legno, contenenti vomeri d’aratro, che noi dovevamo portare ad Algeri e che non dovevamo preoccuparci dei destinatari, in quanto si sarebbero fatti vivi loro al momento opportuno. Batté le mani e subito una schiera di cenciosi portatori uscì dall’ombra e si caricò sulle spalle le casse. Non passò molto tempo che quest’ultime erano già sistemate nella capace stiva del “Madonna di Trapani”.
Al quel punto venne l’ordine di togliere gli ormeggi. Navigavamo da diverse ore quando il cielo cambiò colore, virando verso un livido viola. Lo scirocco, che fino ad allora aveva gonfiato le vele con alito caldo, diede la stura ad un violento fortunale di mare. Onde alte come palazzotti si abbatterono sullo scafo, che scricchiolava e gemeva in continuazione, ma quel legno di quercia scura resisteva e non cedeva. Un colpo di mare fu abbastanza forte e, nello stesso istante, sentimmo un tonfo sordo nella stiva, evidentemente parte del carico, non ben fissato, si era spostato.
Don Vito, che portava una lanterna accesa, ed io scendemmo quindi nella stiva. Effettivamente le
corde che fissavano l’ultimo carico imbarcato, le casse, s’erano allentate e una cassa era caduta,
fracassando la tavola che la chiudeva. Quando la luce illuminò meglio la cassa rotta. il respiro ci si
mozzò in gola.
Nella cassa, tra la paglia, non c’erano affatto vomeri d’aratro, ma fucili francesi
Lebel modello 1886, residuati bellici della Grande Guerra, ancora unti di grasso. C’era anche il
relativo munizionamento.
In quel tempo contrabbandare armi, con la gendarmeria francese che pattugliava le coste algerine a
caccia di ribelli nazionalisti e di chi li riforniva d’armi, significava una condanna a morte o marcire
a vita nelle terribili carceri della Cayenna.
“Ci hanno caricato la morte in pancia” disse sottovoce il capitano e aggiunse “Se ci fermano, il veliero ‘Madonna di Trapani’ diventerà facile bersaglio per i cannoni delle torpediniere francesi”. Risalimmo silenziosi in coperta, senza dir nulla agli altri dell’equipaggio.
Orazio Ferrara
(1 – continua)
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Cultura
Pantelleria, dal 24 aprile il via a ciclo di seminari dell’UNIPANT sulla Costituzione Italiana
Pantelleria: il 24 aprile inizia il ciclo di seminari dell’UNIPANT sulla Costituzione Italiana
Cinque incontri gratuiti aperti alla cittadinanza curati dal Prof. Giuseppe Belvisi nell’ambito del progetto Panteschità 3 della Democrazia Partecipata 2025
L’Università Popolare di Pantelleria (UNIPANT), in collaborazione con il Comune di Pantelleria, annuncia l’avvio di un prestigioso ciclo di cinque seminari dal titolo “Sana e Robusta Costituzione”.
L’iniziativa, che si inserisce nel più ampio progetto “Panteschità 3: crescita culturale e inclusione per Pantelleria” legato al programma di Democrazia Partecipata 2025, inizierà il prossimo 24 aprile alle ore 18:00 presso la sede UNIPANT di Via San Nicola 42A.
Il corso, curato dal Prof. Giuseppe Belvisi, si propone di offrire ai cittadini strumenti critici e conoscitivi per approfondire i pilastri fondamentali dell’ordinamento giuridico italiano, promuovendo una cultura della partecipazione e della consapevolezza civile.
Il percorso didattico è stato strutturato per analizzare in modo sistematico l’architettura della Carta Costituzionale, partendo dalle sue radici storiche fino ai dettagli dell’Ordinamento Repubblicano.
Gli incontri, tutti ad ingresso gratuito, rappresentano un’importante occasione di crescita culturale per la comunità pantesca e per i visitatori dell’isola, favorendo l’inclusione sociale attraverso la conoscenza dei diritti e dei doveri fondamentali.
Il programma dettagliato degli incontri prevede il seguente calendario, con inizio alle ore 18.00:
· 24 Aprile: Origini e caratteri della Costituzione
· 30 Aprile: Struttura e principi fondamentali
· 8 Maggio: Diritti e doveri dei cittadini
· 22 Maggio: Ordinamento della Repubblica I: Parlamento e Presidente della Repubblica
· 29 Maggio: Ordinamento della Repubblica II: Governo, Magistratura e Corte Costituzionale
“La conoscenza della nostra Costituzione è la base per una democrazia sana e partecipata,” dichiara il Presidente UNIPANT, Francesca Marrucci, presentando la seconda della ricca serie di proposte incluse nel progetto votato dalla cittadinanza. “Ringraziamo il nostro socio, il Prof. Giuseppe Belvisi, per averci proposto questa serie di incontri di estrema attualità e interesse.
Attraverso questo ciclo di seminari, l’Università Popolare di Pantelleria intende rafforzare il legame tra istituzioni e cittadini, fornendo chiavi di lettura essenziali per comprendere il funzionamento dello Stato e il valore della cittadinanza attiva, sempre in linea con i principi fondativi della cittadinanza attiva e consapevole del programma europeo Erasmus.”
L’evento sottolinea l’impegno di UNIPANT nel valorizzare la formazione continua e il libero accesso alla cultura, elementi cardine del progetto Panteschità 3 e di tutti i progetti UNIPANT, non ultimo quello che da lunedì 13 aprile vedrà l’arrivo del primo gruppo Erasmus di giovani francesi che visiteranno l’isola e apprenderanno i modelli panteschi di agricoltura eroica, tutela del paesaggio ed energie rinnovabili.
Cultura
Pantelleria, sabato 11 aprile tutti insieme per la “Preghiera per la pace”
La Chiesa Madre Ss Salvatore di Pantelleria sta organizzando un incontro collettivo della cittadinanza pantesca per la “Preghiera per la pace”, per sabato 11 aprile, dalle ore 21.
Dopo il periodo pasquale che vede sempre tutti più vicini e partecipativi, l’invito è ad una corale preghiera in questi tempi di conflitti incessanti da quello mondiali a quelli più intimi.
La preghiera è l’elevazione dell’anima, attraverso un pensiero o una espressione rivolti a Dio, e a santi per lodare, ringraziare, chiedere perdono. Può essere vocale, mentale, personale o comunitaria. È considerata un atto di fede, intercessione e un momento di profonda connessione spirituale.
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