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Cronaca

CATANIA, ESPLOSIONE PER FUGA DI GAS: 4 VIGILI DEL FUOCO FERITI

Redazione

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Intervento dei vigili del fuoco in corso dalle 10:45 per una fuga di gas GPL da una bombola al primo piano di un palazzo a via Carmelo Bene, a Catania. Coinvolti dalla successiva esplosione 4 componenti della squadra intervenuta: feriti in modo non grave, sono stati trasportati in ospedale per accertamenti. Nessuna persona era presente all’interno.

 

Esplosione all’interno di un’abitazione in via Carmelo Abate, 7 a Catania, mentre era in corso un intervento di verifica per fuga di gas da parte della squadra dei Vigili del Fuoco del Distaccamento Nord del Comando Provinciale di Catania.

Quattro vigili sono rimasti coinvolti nella deflagrazione della miscela aria-gas (GPL) ed hanno riportato lievi ustioni, escoriazioni e contusioni.

Due si trovano presso l’Ospedale Garibaldi Centro di Catania e gli altri due presso l’Ospedale Cannizzaro di Catania, per le cure e gli accertamenti del caso.

I due al Cannizzaro hanno riportato ustioni di primo e secondo grado a volto e mani, uno anche un trauma al ginocchio. Entrati in codice giallo, sono stati sottoposti agli approfondimenti e alle medicazioni del caso da parte degli specialisti. In atto, entrambi al Trauma Center.

 

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Cronaca

Mazara del V. – Gaetano Riina, Mons. Giurdanella “Scelta cappellano cimitero incresciosae arbitraria”

Redazione

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MONSIGNOR GIURDANELLA: «SCELTA DEL CAPPELLANO DEL CIMITERO INCRESCIOSA E ARBITRARIA»
[MAZARA DEL VALLO] «A seguito della incresciosa e arbitraria scelta del cappellano del cimitero di Mazara del Vallo, in favore del defunto Gaetano Riina, esponente di rilievo della associazione mafiosa denominata “Cosa nostra”, ribadisco che la posizione della Chiesa nei confronti di suddetta associazione e dei suoi singoli componenti, è chiara ed inequivocabile: l’associazione inconciliabile con il Vangelo e con la fede della Chiesa, tutti coloro che ne fanno parte si autoescludono, direttamente o indirettamente, dalla comunità ecclesiale. In riferimento al defunto Gaetano Riina, le autorità competenti della provincia di Trapani, in data 23 febbraio 2024, hanno decretato e notificato al Vescovo, la sepoltura privata, senza alcuna celebrazione liturgica ma solo una eventuale benedizione, cosa che è stata puntualmente eseguita. Per il presbitero, che nei giorni successivi alla sepoltura, ha disubbidito alle norme della Chiesa, da tutti conosciute, saranno presi i dovuti provvedimenti disciplinari». Lo dice il Vescovo di Mazara del Vallo monsignor Angelo Giurdanella.

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Economia

Gestione dei Dispositivi in Standby: come tagliare il 20% della bolletta

Redazione

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Il 20% dell’energia consumata annualmente dalle famiglie alimenta dispositivi in standby, un fattore che pesa sulle bollette e sull’ambiente. Tuttavia, è possibile implementare alcune strategie per ridurne l’impatto, dallo scollegamento dei dispositivi non utilizzati all’adozione di soluzioni intelligenti per la gestione energetica domestica.

Quanto incidono i dispositivi in standby sulla bolletta?

In un’epoca in cui l’attenzione verso il consumo energetico e la sostenibilità ambientale si fa sempre più pressante, emerge un dato sorprendente: circa il 20% dell’energia consumata in un anno dalle famiglie serve a mantenere attivi dispositivi in standby, collegati in permanenza alle prese di casa. Questa cifra, che a prima vista può sembrare trascurabile, si traduce in un considerevole impatto economico sulle bollette energetiche e in una non indifferente impronta ambientale.

Perché i dispositivi in standby consumano energia?

I dispositivi in standby, nonostante appaiano spenti, continuano a consumare energia per rimanere in uno stato di pronta attivazione. Questo significa che un televisore, un computer o una stampante, anche quando non sono in uso attivo, assorbono comunque una quota di energia per poter rispondere immediatamente ai comandi dell’utente. Il consumo energetico in standby può variare significativamente a seconda del tipo di apparecchio e della sua età tecnologica, con alcuni vecchi modelli che si rivelano particolarmente energivori anche quando apparentemente inattivi.

Consigli per ridurre il consumo in standby

Scollegare i dispositivi non utilizzati
Un primo passo semplice ma efficace per ridurre il consumo energetico in standby è quello di scollegare fisicamente dalla presa di corrente i dispositivi che non sono in uso, soprattutto se per lunghi periodi.

Utilizzare multiprese con interruttore
Le multiprese dotate di interruttore permettono di spegnere contemporaneamente più dispositivi, eliminando il consumo in standby con un gesto semplice e rapido.

Scegliere apparecchiature con basso consumo in standby
Quando si acquistano nuovi elettrodomestici o dispositivi elettronici, è importante verificare il loro consumo energetico in standby. Molti produttori ormai forniscono questa informazione, consentendo di optare per modelli più efficienti.

Impostare correttamente i dispositivi
Alcuni dispositivi permettono di regolare le impostazioni di standby o di spegnimento automatico. Sfruttare queste funzionalità può contribuire significativamente al risparmio energetico.

Adottare soluzioni intelligenti
La domotica e i dispositivi smart home offrono soluzioni avanzate per il controllo del consumo energetico, inclusa la gestione ottimizzata degli apparecchi in standby. Attraverso l’uso di app sullo smartphone, è possibile monitorare e gestire l’energia consumata dai dispositivi, spegnendoli o attivandoli a seconda delle effettive necessità.

Ridurre il costo delle bollette gestendo correttamente i dispositivi in standby
In conclusione, il consumo energetico dei dispositivi in standby rappresenta una sfida non trascurabile per l’efficienza energetica domestica e l’ambiente. Tuttavia, attraverso semplici accorgimenti e una maggiore consapevolezza, è possibile ridurre significativamente questo spreco invisibile, contribuendo a una gestione più sostenibile delle risorse energetiche e a una riduzione delle spese in bolletta.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/dispositivi-standby/ 

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Sanità

Sanità, Giuliano (UGL): “Investire sugli operatori per garantire futuro migliore all’Italia”

Matteo Ferrandes

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“Le recenti parole pronunciate dal Ministro della Salute Orazio Schillaci sul futuro del SSN servono ad aprire un’ampia discussione. Restituire attrattività alle professioni sanitarie, su questo concordiamo in maniera assoluta, deve essere lo sforzo prioritario da compiere. E su questo tema crediamo serva un contributo ad ampio raggio che superi barriere ideologiche e pregiudizi. Può sembrare banale ripeterlo ma serve una programmazione finalizzata ad un reclutamento che coinvolga i giovani, altrimenti combattere le carenze degli organici e frenare la fuga di professionisti all’estero sarà una battaglia in cui si parte già sconfitti” dichiara il Segretario Nazionale della UGL Salute Gianluca Giuliano. “Il tema delle retribuzioni non potrà mai essere secondario. I fatti confermano che, oggi, l’Italia non riesce ad allinearsi alla media europea e le condizioni in cui i professionisti operano sono troppo spesso disagevoli. Aggiungiamo il tema della progressione delle carriere e della sicurezza, le aggressioni sono ormai all’ordine del giorno, ed è chiaro perché si fatichi a percorrere una china virtuosa che valorizzi le professioni sanitarie e potenzi in maniera adeguata gli organici. Senza un cambiamento di rotta sarà veramente complicato garantire un’assistenza di qualità ai cittadini. Investire sulla sanità, è bene ricordarlo, significa garantire un futuro migliore all’Italia.” conclude il sindacalista.

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