Segui i nostri social

Ambiente

Bonifica della Senna: quali sono i risultati, i rischi e l’energia utilizzata per realizzarla?

Matteo Ferrandes

Pubblicato

-

Le Olimpiadi di Parigi 2024 sono iniziate, e la pulizia della Senna è stata una delle sfide più grandi per garantire la sicurezza delle gare di nuoto in acque libere e del triathlon, sia dal punto di vista logistico che energetico. Tuttavia, nonostante gli sforzi, la qualità dell’acqua resta problematica.

Il progetto e la realizzazione
Le Olimpiadi di Parigi 2024 si prefiggono di dimostrare come i grandi eventi possano essere organizzati in modo sostenibile, concentrandosi sulla riduzione delle emissioni di CO2, l’uso di energie rinnovabili e l’efficienza energetica.  

Tra i progetti implementati, la pulizia della Senna è stato sicuramente non banale: la qualità dell’acqua è infatti compromessa da tempo da alti livelli di batteri come Escherichia Coli ed enterococchi, principalmente dovuti a forti piogge che sovraccaricano il sistema fognario di Parigi e che, insieme alle acque reflue, confluiscono nella Senna causandone l’inquinamento. 

Per affrontare questo problema e rendere balneabili le acque del fiume parigino è stato costruito un nuovo bacino idrico ad Austerlitz, capace di contenere quasi 5 milioni di litri d’acqua ed è stato implementato lo Stormwater Treatment Plant (Sdep), un impianto di trattamento delle acque meteoriche progettato per gestire e purificare l’acqua piovana, rimuovendo contaminanti come sedimenti, metalli pesanti, nutrienti e batteri prima che venga rilasciata nei corpi idrici. Attraverso queste procedure l’acqua della Senna dovrebbe essere abbastanza pulita e balneabile per effettuarvi le gare olimpiche.

Gli organizzatori delle Olimpiadi stanno attuando misure rigorose per monitorare la qualità dell’acqua con test giornalieri. In caso di risultati negativi, gli eventi possono essere posticipati di qualche giorno. Questa strategia mira a garantire che le gare si svolgano in condizioni di sicurezza ottimali.

Il primo test e le complicazioni: il tuffo del triathlon feminile
Il triathlon femminile è stato il primo evento, dopo diversi rivinvii, a testare la balneabilità della Senna. 

La gara ha rappresentato un banco di prova cruciale per valutare l’efficacia delle misure di pulizia implementate. Nonostante la relizzazione del progetto e i controlli, Claire Michel, un’atleta belga, è stata ricoverata dopo la gara per dolori addominali, presumibilmente causati da un’infezione di Escherichia coli, riaccendendo le polemiche sulla qualità dell’acqua.

Un progetto dispendioso di energia elettrica e risorse 
La bonifica ha richiesto un grande dispendio energetico e finanziario: sono stati investiti circa 1,5 miliardi di euro in infrastrutture, come il bacino di Austerlitz, e in sistemi di trattamento delle acque reflue e l’introduzione dell Stormwater Treatment Plants (Sdep), per gestire e purificare l’acqua piovana prima che venga rilasciata nel fiume in modo energeticamente efficiente. Questi impianti utilizzano una combinazione di processi fisici, chimici e biologici per rimuovere contaminanti come sedimenti, metalli pesanti, nutrienti e batteri, richiedendo un significativo consumo di energia per il loro funzionamento e manutenzione.

La purificazione della Senna ha dunque implicato un elevato dispendio energetico per diverse ragioni:

Costruzione di infrastrutture: la costruzione di serbatoi di stoccaggio sotterranei, impianti di trattamento delle acque e sistemi di pompaggio richiede una grande quantità di energia. Questo include il trasporto di materiali, il funzionamento delle macchine e l’installazione delle strutture.
Funzionamento degli impianti: una volta costruite, queste infrastrutture necessitano di energia per funzionare continuamente. Ad esempio, i serbatoi di stoccaggio devono pompare e trattare l’acqua, riducendo i livelli di batteri fecali.
Monitoraggio e manutenzione: il monitoraggio costante della qualità dell’acqua e la manutenzione delle infrastrutture implica costi energetici.

Inoltre, le pompe e i sistemi di distribuzione necessari per movimentare l’acqua attraverso le varie fasi del trattamento aggiungono ulteriori costi energetici​.

L’obiettivo: un’eredità a lungo termine
Il progetto di purificazione della Senna, come molti altri messi in atto per le Olimpiadi, mira ad essere mantenuto anche nel futuro per migliorare la qualitá della vita parigina. Nonostante le sfide attuali, il sindaco di Parigi, Anne Hidalgo, ha infatti promesso che la pulizia della Senna lascerà un’eredità duratura. Si prevede di aprire il fiume al pubblico per il nuoto entro il 2025, offrendo un’opportunità storica ai cittadini di Parigi di godere di un fiume più pulito e accessibile.

Guardare le Olimpiadi essendo sostenibili e risparmiando in bolletta
Le Olimpiadi 2024 promuovono la sostenibilità, ed è importante che anche chi segue da casa aderisca a questa iniziativa nel modo piú green possibile. 

Innanzitutto, scegliere un fornitore di energia rinnovabile è fondamentale. Optare per energia pulita non solo riduce le emissioni di CO2, ma sostiene anche lo sviluppo di fonti energetiche sostenibili.

Organizzare visioni collettive con amici e familiari può rendere l’esperienza delle Olimpiadi ancora più speciale. Non solo è un modo divertente per godersi le gare insieme, ma permette anche di risparmiare energia rispetto a guardare gli eventi sportivi separatamente in diverse abitazioni.

Seguendo questi semplici suggerimenti, è possibile contribuire alla sostenibilità ambientale e risparmiare sulle spese della bolletta elettrica, specialmente se si scelgono le fasce orarie più economiche per seguire le gare.

Fonte: https://www.prontobolletta.it/news/bonifica-senna-olimpiadi/

Pubblicità
Clicca per commentare

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ambiente

Al via l’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026”, controlli nelle Egadi e a Pantelleria

Redazione

Pubblicato

il

L’attività si concentrerà al Comune di Petrosino, di Alcamo,  Isole Egadi e Pantelleria

Primi interventi e sanzioni

da parte dei militari della Capitaneria di porto di Trapani

In occasione del primo week-end estivo, caratterizzato da favorevoli condizioni meteo- marine, è stata molto intensa l’attività dei militari e dei mezzi navali della Capitaneria di

porto di Trapani, che hanno concentrato la propria attenzione soprattutto lungo le coste dell’arcipelago delle Isole Egadi dove – come prevedibile – si è registrata la maggiore affluenza di bagnanti e diportisti.

La suddetta attività rientra nell’ambito dell’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026”, ossia la campagna nazionale disposta dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di Porto – Guardia Costiera che ha preso via il 16 giugno scorso e che vedrà impegnati quotidianamente uomini, donne e mezzi delle Capitanerie di porto con l’obiettivo di garantire la tutela della vita umana in mare, la sicurezza della navigazione, la vigilanza sulle attività balneari e la difesa dell’ambiente marino fino al prossimo 20 settembre. Nel caso di Trapani, l’attività si concentrerà su tutto il compartimento marittimo, che si estende dai limiti del Comune di Petrosino a quelli del Comune di Alcamo, comprendendo anche le Isole Egadi e Pantelleria.

In particolare, al fine di assicurare una maggiore tutela delle coste di alto pregio ambientale, da quest’anno, il Comando della Capitaneria di porto di Trapani, grazie ad un accordo di collaborazione con il Comune di Favignana, nella qualità di ente gestore dell’Area Marina Protetta delle Isole Egadi, ha dislocato una ulteriore unità navale presso l’Isola di Favignana per tutta la durata dell’operazione “Mare e Laghi Sicuri 2026″. Si tratta della Motovedetta CP 579 che eserciterà una quotidiana attività di controllo e di vigilanza sulle attività diportistiche private e su quelle ad uso commerciale.

Capitaneria di Porto di Trapani TEL.: 0923 543911 Via Ammiraglio Giuseppe Francese, 1 FAX: 0923 26703 – 0923 24429 91100 – Trapani E-MAIL: trapani@guardiacostiera.it I risultati del primo week-end di attività sono risultati alquanto lusinghieri. La sopra citata Motovedetta ha infatti effettuato 97 controlli a natanti ed imbarcazioni, elevando 9 sanzioni amministrative per violazioni in materia di diporto nautico e navigazione in aree vietate, per complessivi 2.200 euro.

Ritiro di patente e sanzioni
In un caso è stata anche ritirata una patente nautica che, all’atto degli accertamenti, risultava scaduta. L’attenzione dei militari della Capitaneria di porto di Trapani, in forza presso l’Ufficio Locale Marittimo di Favignana, è stata poi rivolta anche all’interno del porto di Favignana con la finalità di contrastare le attività che costituiscono ostacolo alla sicurezza delle operazioni di imbarco e sbarco di mezzi e passeggeri, in considerazione della elevata presenza di turisti in transito. Nella circostanza, sono state elevate 23 sanzioni amministrative per un totale di 33.000 euro. Rilevante è risultata anche l’attività in materia di soccorso svolta da mezzi e militari della Guardia Costiera, in occasione del trasferimento di una donna vittima di un grave incidente stradale, da Favignana a Trapani a bordo della motovedetta CP 876, su richiesta del presidio della Guardia Medica presente sull’isola.

La malcapitata ha riportato una frattura alla caviglia e altri traumi che necessitavano di un urgente verifica presso una struttura ospedaliera. Già nello scorso 2025, l’arcipelago delle Egadi, ove insiste l’Area Marina Protetta più vasta di Italia, è stato oggetto di un’efficace azione di controllo da parte dei mezzi navali dalla Capitaneria di porto di Trapani che ha permesso di elevare ben 222 sanzioni amministrative nei confronti di altrettanti conduttori di imbarcazioni e natanti per violazioni alla disciplina sul diporto nautico ed a quelle contenute nelle ordinanze che individuano fasce di mare interdette alla navigazione. A queste vanno aggiunte anche 16 sanzioni irrogate per violazioni al Regolamento della AMP ed al relativo disciplinare integrativo emanato dall’ente gestore.

………………………………………
Connettiti con il canale WhatsApp

Leggi la notizia

Ambiente

Pantelleria, nasce Cossyra Energy: la prima Comunità Energetica di frontiera verso l’indipendenza dai combustibili fossili

Redazione

Pubblicato

il

Si è costituita ufficialmente il 6 giugno a Pantelleria COSSYRA ENERGY, la prima Comunità Energetica Rinnovabile (CER) dell’isola e pioniera nel Sud Italia per quanto riguarda le isole minori non interconnesse (la seconda in Italia). Nata come associazione senza scopo di lucro di prossima iscrizione al RUNTS, la CER segna l’inizio di una trasformazione radicale del sistema energetico locale, puntando alla visione “Pantelleria Zero Emissions”.

Pantelleria, per la sua natura di isola non interconnessa, dipende attualmente per circa il 98% dall’importazione di gasolio per la produzione elettrica. Cossyra Energy nasce “dal basso” grazie all’iniziativa di cittadini, PMI, cantine e associazioni come la UNIPANT, che ha sposato e patrocinato l’iniziativa consentendone l’avvio, e la Pro Loco, per trasformare questa fragilità in un punto di forza.

Il braccio operativo della comunità sarà il progetto “Free Energy Park”, un sistema ibrido tecnologicamente avanzato che prevede un parco fotovoltaico di comunità situato in aree idonee per non impattare sull’ecosistema e l’ambiente pantesco; dei sistemi di accumulo (storage), essenziali per stabilizzare la rete elettrica isolata e gestire i picchi di domanda estiva (peak shaving); e l’integrazione futura di mini-eolico per diversificare la produzione durante le ore notturne e i mesi invernali.

Benefici per il territorio: tutela ambientale e impatto sociale

Cossyra Energy è un progetto tecnologico ed anche uno strumento di coesione territoriale. I benefici per l’isola saranno molteplici come una riduzione della spesa energetica per i soci attraverso la redistribuzione degli incentivi per l’energia condivisa e la creazione di gruppi d’acquisto solidali per tecnologie pulite; la lotta alla povertà energetica tramite un apposito Fondo Sociale destinato al supporto di famiglie vulnerabili per garantire un accesso equo all’energia e al territorio; la riduzione delle emissioni di CO2 e della dipendenza dai combustibili fossili, tutelando l’ecosistema isolano.

Inoltre, grazie alla collaborazione con UNIPANT, la CER promuoverà corsi di formazione professionale per i giovani locali, creando nuove opportunità di lavoro legate alla Green Economy ed evitando lo spopolamento dell’isola.

“La nostra sfida è dimostrare che anche in un contesto complesso come quello di un’isola minore si può passare da un modello di consumo passivo a una vera cittadinanza energetica,” dichiara il Presidente di Cossyra Energy, Marcello Sparacio. “Il nostro modello è scalabile e replicabile: vogliamo che Pantelleria diventi un laboratorio di innovazione per tutte le isole del Mediterraneo ed europee che presentino caratteristiche simili”.

Come aderire?

Cossyra Energy è un Ente del Terzo Settore (ETS) ed è aperto all’adesione di nuovi soci tra cittadini e imprese con un punto di prelievo (POD) nel territorio di Pantelleria.

Possono diventare soci le persone fisiche (cittadini), ma anche piccole e medie imprese (PMI), autorità locali, enti del terzo settore e altre organizzazioni/associazioni situate nel territorio del Comune di Pantelleria.

Basta scrivere una email a freenpark@gmail.com includendo nella email i dati anagrafici, fiscali, i riferimenti del POD (se si intende partecipare come membro alla condivisione energetica).

L’ammissione come socio non comporta automaticamente l’inserimento immediato nella configurazione energetica, che resta subordinato alle verifiche tecniche del GSE.

La CER si impegna inoltre a facilitare l’accesso anche a famiglie a basso reddito o vulnerabili, prevedendo misure di sostegno e inclusione specifiche attraverso un apposito Fondo Sociale.

Presto sarà disponibile un sito internet con tutte le info e i documenti necessari per aderire. Ricordiamo che per aderire c’è sempre tempo, contribuendo a coniugare la tutela dell’isola ad uno scopo profondamente sociale.
……………………………………………………………
Seguici su WhatsApp 

Leggi la notizia

Ambiente

Riposizionamento delle isole ecologiche e corretto conferimento dei rifiuti. Ecco dove

Redazione

Pubblicato

il

Il Sindaco comunica che è in corso il riposizionamento delle isole ecologiche nelle principali zone di accesso al mare dell’isola, tra cui Bue Marino, Karuscia e Gadir, dove l’installazione sarà completata nei prossimi giorni.

Un’isola ecologica è stata inoltre collocata al Porto Nuovo a servizio delle imbarcazioni da diporto in transito, delle motovedette e degli operatori portuali. L’intervento rappresenta un ulteriore passo verso un’isola più pulita e rispettosa del territorio, dei suoi abitanti e degli ospiti.

Perché sia realmente efficace, è però necessaria la collaborazione di tutti. I contenitori sono destinati esclusivamente ai piccoli rifiuti prodotti mentre ci si trova in strada, al mare o nell’area portuale, come bottiglie, lattine, involucri e carte. Ogni rifiuto deve essere correttamente differenziato e depositato all’interno dell’apposito contenitore, senza lasciare sacchetti o altri materiali all’esterno. Le isole ecologiche non devono essere utilizzate per conferire i rifiuti domestici, che devono continuare a essere smaltiti attraverso il regolare servizio di raccolta differenziata.

Riempire questi contenitori con sacchi provenienti dalle abitazioni ne impedisce l’utilizzo da parte di coloro per i quali sono stati installati e compromette il decoro delle aree più frequentate. Si rinnova inoltre l’invito a non abbandonare rifiuti ingombranti lungo le strade, nei parcheggi o in prossimità delle discese a mare. Il servizio di ritiro è disponibile gratuitamente e può essere richiesto con una semplice telefonata. L’abbandono indiscriminato comporta un danno ambientale e un costo che finisce per ricadere sull’intera comunità.

Un ringraziamento particolare va a Renato Rizzo, che con grande senso civico svolge volontariamente e gratuitamente un prezioso lavoro di pulizia nell’area di Karuscia e in altre zone dell’isola, intervenendo spesso per rimuovere rifiuti abbandonati da altri. L’Amministrazione invita infine i cittadini a segnalare eventuali comportamenti non corretti.

Prendersi cura di Pantelleria significa rispettare gli spazi comuni e contribuire, ogni giorno, a mantenerli puliti.
…………………………………….
Reata connesso con Pantelleria con il nostro canale WhatsApp

Leggi la notizia

Seguici su Facebook!

Cronaca

Cultura

Politica

Meteo

In tendenza