Cultura
ANPI Pantelleria: perplessità su evento “Foibe ed esodo è storia d’Italia. Manifestazione al Cineteatro San Gaetano
Manifestazione al Cineteatro San Gaetano di Scauri: ANPI di Pantelleria esprime perplessità sull’evento “FOIBE ED ESODO È
STORIA D’ITALIA”
La Sezione ANPI dell’Isola di Pantelleria esprime profonda perplessità e preoccupazione in merito all’evento in programma presso il Cineteatro San Gaetano di Scauri, intitolato “FOIBE ED ESODO è STORIA D’ITALIA”, organizzato dal “Comitato 10 febbraio”, “Ambiente è Vita”, il “Parco Nazionale Isola di Pantelleria”, e il “Comune di Pantelleria”, con la presenza del logo della Repubblica Italiana.
L’incontro, che dovrebbe affrontare le tematiche delle Foibe, ha sollevato dubbi e preoccupazioni all’interno della Sezione ANPI di Pantelleria, poiché sembra presentare una visione unilaterale della storia e rischia di manipolare gli eventi storici a fini politici. La Sezione ANPI di Pantelleria si richiama alle dichiarazioni ufficiali dell’ANPI nazionale, in particolare al documento congiunto delle associazioni partigiane di Croazia, Slovenia e Italia del 10 febbraio 2023.
Tale documento sottolinea la necessità di una lettura condivisa degli eventi legati alle tragedie delle Foibe e dell’Esodo, promuovendo la collaborazione e la comprensione tra i popoli coinvolti.
L’ANPI condanna l’uso politico delle tragedie delle Foibe e dell’Esodo, e sottolinea la importanza di una visione sovranazionale e obbiettiva nella ricostruzione storica di tali eventi. Inoltre, la Sezione ANPI di Pantelleria esprime dubbi sull’utilizzo del logo della Repubblica Italiana nell’evento e chiede chiarezza sulla reale collaborazione con le istituzioni nazionali.
La Sezione ANPI di Pantelleria sottolinea con preoccupazione come, in relazione alla giornata della Memoria, non sia stata concessa la stessa attenzione rispetto all’evento sulle Foibe. L’amministrazione comunale, a quanto risulta, sembra essersi limitata a una semplice pubblicazione su Facebook per il Giorno Mondiale di Commemorazione in memoria delle Vittime dell’Olocausto, incurante del fatto che ai piedi del Comune esista una targa intitolata ai fratelli Todros.
L’ANPI di Pantelleria ribadisce il suo impegno per una memoria storica basata sulla verità e sulla tolleranza, promuovendo la cultura del rispetto e dell’integrazione. La storia delle Foibe e dell’Esodo deve essere affrontata con responsabilità e rigore storico, evitando di strumentalizzare tali tragedie per fini politici o nazionalisti. Si ribadisce, in questo senso, l’importanza di un approccio equo e rispettoso alla memoria storica, che eviti la selezione degli eventi da commemorare sulla base di considerazioni politiche o ideologiche.
La Sezione ANPI di Pantelleria invita il “Comitato 10 febbraio”, “Ambiente è Vita”, il “Parco Nazionale Isola di Pantelleria”, e il “Comune di Pantelleria” a considerare la complessità storica degli eventi in discussione e a promuovere un dialogo aperto e inclusivo.
Associazione Nazionale Partigiani d’Italia – Isola di Pantelleria
Pantelleria
Cronaca
Ciclone Harry – La Nike di Giardini Naxos ha resistito alla bufera
Belvedere risucchiato dal mare, ma la statua resiste indefessa
La tempesta che negli ultimi giorni ha investito la costa ionica non ha risparmiato il lungomare di Giardini Naxos. Raffiche di vento e onde alte hanno messo alla prova uno dei simboli più riconoscibili della città: la Nike di Carmelo Mendola. Eppure, ancora una volta, la “signora dei flutti” ha resistito.

La scultura, collocata sul promontorio di lava che domina la baia, è rimasta salda nonostante la violenza del mare. Quello che è stato considerato uno tsunami che ha investito buona parte della Sicilia e delle Isole Minori, si è letteralmente risucchiato, portato via la terrazza belvedere, ma Nike, aggrappata con coraggio e forza alle rocce nere dei Giardini Naxos non ha ceduto di un passo.
Un’immagine che molti residenti hanno interpretato come un segno di continuità e resilienza, in una località che da sempre convive con la forza degli elementi.
Realizzata nel 1966 in occasione del gemellaggio con Kalkis, la Nike è ormai parte integrante dell’identità visiva e culturale di Giardini Naxos. Le sue ali tese contro il vento sembrano quasi dialogare con la natura che la circonda, trasformando ogni burrasca in un nuovo capitolo della sua storia.
Barbara Conti
Cultura
Solarino custode della memoria dello Stato: la medaglia al maresciallo Paolo Bordonaro, pioniere dell’antimafia
Solarino non custodisce solo una storia locale, ma un autentico frammento della storia dello Stato italiano.
È questo il significato più profondo della Medaglia di Rappresentanza del Presidente della Repubblica, conferita nel 2018 in occasione della presentazione del libro “In difesa della giustizia.
La storia del maresciallo maggiore Paolo Bordonaro”.
Un riconoscimento che va oltre l’omaggio formale e che suggella il valore civile e istituzionale di un uomo e della sua terra d’origine.

Il maresciallo maggiore Paolo Bordonaro, nato a Solarino il 24 ottobre 1886, è oggi riconosciuto come una delle figure più lucide e precoci dell’antimafia siciliana.
Ma questa riscoperta non è stata casuale.
A riportarne alla luce la statura storica sono stati i ricercatori Diego Scarabelli e Laura Liistro, che con un lavoro rigoroso e paziente hanno recuperato documenti, analizzato fonti archivistiche e restituito piena dignità storica a una figura a lungo rimasta ai margini della narrazione ufficiale.
Il loro impegno ha assunto il valore di una vera rivalutazione critica e scientifica, condotta in collaborazione con le istituzioni dello Stato, che ha permesso di comprendere pienamente la portata dell’azione di Bordonaro e di inserirla stabilmente nella storia dell’antimafia italiana.
Il cuore della sua eredità è il processo verbale “Lotta alla mafia siciliana”, redatto nel 1927 e oggi custodito presso il Museo Storico dell’Arma dei Carabinieri.
In quelle pagine Bordonaro descrive la mafia come una organizzazione criminale strutturata, gerarchica e ramificata, anticipando di decenni le moderne interpretazioni investigative e giudiziarie del fenomeno mafioso.
Durante la campagna repressiva guidata dal prefetto Cesare Mori, il maresciallo operò in territori ad altissima densità mafiosa, da Corleone a Villalba, da Sommatino a Canicattì, affrontando cosche potenti e pericolose.
Le sue indagini portarono alla denuncia di 274 affiliati, con 122 condanne definitive, 6 ergastoli e oltre 1.700 anni di carcere complessivi, risultati ottenuti anche superando l’omertà diffusa e le resistenze dei ceti più influenti.

In questo quadro, la medaglia conferita nel 2018 rappresenta il connubio tra l’impegno individuale di Bordonaro e il riconoscimento dello Stato, segnando simbolicamente l’inizio di una nuova fase: una rinascita della sua azione antimafia nella memoria collettiva.
La cerimonia ufficiale si è svolta il 3 marzo 2018 nella sala consiliare del Comune di Solarino, ed è stata organizzata con la collaborazione dell’amministrazione comunale, allora guidata dal sindaco Sebastiano Scorpo, a testimonianza del ruolo attivo delle istituzioni locali nella valorizzazione della memoria storica e civile del territorio. L’evento, promosso da Diego Scarabelli e Laura Liistro insieme al Generale Michele Di Martino, ha rappresentato un momento di alto profilo istituzionale e culturale.
Oggi, 23 gennaio 2026, a 52 anni dalla morte del maresciallo Paolo Bordonaro, Solarino lo ricorda con orgoglio come uno dei suoi figli più illustri, un servitore dello Stato che ha anticipato metodi, analisi e visione dell’antimafia moderna. Un vero padre dell’antimafia, capace di comprendere la mafia come sistema di potere quando ancora veniva negata o minimizzata.
Il suo esempio continua a vivere non solo nei documenti e nelle medaglie, ma nella coscienza civile di una comunità che oggi ne rivendica l’eredità morale.
Solarino, custodendo la sua memoria, custodisce anche un pezzo della storia repubblicana e della lotta per la giustizia.
Ambiente
Pantelleria Capitale del Mare, lunedì 26 presentazione ufficiale candidatura
Durante l’incontro verrà illustrato il percorso COSSYRA 4.0 – La Transizione Blu tra l’eredità archeologica e la maestria nautica
Lunedì 26 gennaio 2026, alle ore 10.30, presso l’Aula Consiliare, si terrà la presentazione ufficiale della candidatura di Pantelleria a Capitale Italiana del Mare 2026.
Durante l’incontro verrà illustrato il percorso COSSYRA 4.0 – La Transizione Blu tra l’eredità archeologica e la maestria nautica, con obiettivi, contenuti e prossimi passaggi della candidatura.
L’invito è rivolto a cittadine e cittadini, associazioni, operatori del mare e del turismo, imprese e realtà del territorio: un momento di condivisione e partecipazione per un progetto che riguarda l’intera comunità.
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