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Alcamo, al via domani rassegna “Sicilian Wine Weekend
DA VENERDI’ 16 AL 18 DICEMBRE WINE TASTING, COOKING SHOW, VISITE ALLE CANTINE E INIZIATIVE PER I BAMBINI
Prende il via domani, venerdì 16 dicembre, ad Alcamo, Sicilian Wine Weekend, la rassegna dedicata alle migliori produzioni enologiche della Sicilia Occidentale finanziata dall’Assessorato regionale alle Attività Produttive e promossa dal Comune di Alcamo con l’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale e la collaborazione dell’agenzia Feedback.
Fino a domenica 18 dicembre spazio a tanti appuntamenti tra wine tasting, assaggi e cooking show al Castello dei Conti di Modica e al Collegio dei Gesuiti di Alcamo. In programma anche momenti di approfondimento, appuntamenti rivolti ai più piccoli e alla presentazione di libri in abbinamento ad etichette. A condurre tutti gli appuntamenti sarà lo chef Andrea Lo Cicero, il “Barone” del Gambero Rosso.
“Tre giorni dedicati a valorizzare il vino e le eccellenze enogastronomiche del nostro territorio con la manifestazione Sicilian Wine Week promossa da Feedback, ha spiegato Domenico Surdi, sindaco di Alcamo- un’opportunità unica che abbiamo organizzato insieme all’Enoteca Regionale della Sicilia occidentale, – con un finanziamento dell’assessorato regionale alle attività produttive che ringrazio – per coniugare degustazioni, wine and food tasting con chef stellati, presentazioni di libri, laboratori per bambini, musica dal vivo. Il collegio dei Gesuiti e il Castello dei Conti di Modica le location degli appuntamenti che prendono il via domani, venerdì 16 dicembre. Vi aspettiamo per degustare insieme e per farvi apprezzare il nostro centro storico addobbato a festa”.
Il programma di domani, venerdì 16 dicembre
Si comincia domani, venerdì 16 dicembre, alle ore 16 al Castello dei Conti di Modica con il talk “La Sicilia del vino” al quale interverranno, tra gli altri, Domenico Surdi, sindaco di Alcamo, Tommaso Stellino, vice presidente dell’Enoteca regionale della Sicilia occidentale, Annapaola Cipolla, dell’Associazione nazionale Le Donne del vino e Giovanni Cucchiara, vice responsabile regionale di Slow Wine. Si prosegue alle ore 18 con la presentazione del libro “L’anima in spalla” (Palindromo) in cui l’autore Piergiorgio Di Cara dialogherà con Vito Lanzarone. Dalle ore 18 alle ore 23 domani e per tutti i giorni fino a domenica al Porticato del Collegio dei Gesuiti, apre il wine bar dedicato ai visitatori della rassegna che potranno compiere un “viaggio” tra le migliori etichette dell’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale.
Il ticket ha il costo di 10 euro e prevede 4 degustazioni di vino a scelta tra quelli proposti al wine bar. Il programma di domani si chiude alle 21 al Teatro Cielo d’Alcamo con il concerto di Natale “Abbiamo visto la sua stella” con esibizioni di canzoni tradizionali, spiritual e il gospel di Margherita Asta.
Il programma del week-end
I wine tour
In occasione della manifestazione una selezione di cantine del territorio (Azienda Agricola Adamo, Candido, Cantine Duca di Salaparuta, Cantine Florio, Caruso & Minini, De Gregorio, Quattrocieli e Val di Bella) aprirà le porte ai visitatori per fare conoscere i loro stabilimenti produttivi e degustare alcune delle migliori etichette. Info e prenotazioni contattando le cantine.
Le wine experience
Ogni sera, dalle ore 18 alle ore 23, al Porticato del Collegio dei Gesuiti, i visitatori della rassegna potranno compiere un “viaggio” tra le migliori etichette dell’Enoteca Regionale della Sicilia Occidentale. Il ticket ha il costo di 10 euro e prevede 4 degustazioni di vino a scelta tra quelli proposti al wine bar.
I wine tasting
Al Castello dei Conti di Modica, sia sabato che domenica, la possibilità di partecipare a degustazioni guidate di vini del territorio con la guida del sommelier Claudio Cammarata. Sabato alle ore 13:30 spazio al Grillo, alle 18 al Catarratto, mentre domenica alle ore 18, al Nero d’Avola. Ingresso libero.
I Food and wine
Sia sabato che domenica l’appuntamento con il gusto è al Castello dei Conti di Modica. I visitatori potranno assaggiare le ricette in abbinamento ad etichette siciliane. Sabato alle ore 12 Nino Ferreri del ristorante Lamu di Bagheria (Pa), una stella Michelin, preparerà “Un riso che voleva essere uno sfincione” mentre alle ore 18 Peppe Giuffrè presenterà “Sua maestà la cassata”. Domenica alle ore 13 Andrea Lo Cicero del Gambero Rosso, Francesco Gallo presenteranno “Colori d’inverno: arance, sardine affumicate, finocchio, pane nero”; alle 19:30 Gianfilippo Gatto chef del ristorante A’ Cuncuma a Palermo, preparerà una “Costata di cavolfiore: crema d’aglio rosso di Nubia fermentato, tuma persa, terra al cioccolato cristallizzato d’uva passa e pinoli e finocchietto disidratato”. Ingresso libero fino ad esaurimento dei posti disponibili.
Le Wine conversation
Libri ed etichette siciliane al Collegio dei Gesuiti. Sabato alle ore 17 Giovanni Di Marco parlerà del suo libro “L’avversione di Tonino per i ceci e i polacchi” (Baldini+Castoldi) insieme a Vito Lanzarone. Domenica alle ore 17 spazio alla Guida ai vini 2023 del Giornale di Sicilia e Slow Wine, presentata dal direttore del Giornale di Sicilia, Marco Romano e da Francesco Abate, co-curatore della guida.
I laboratori per i bambini
Sabato e domenica mattina, alle ore 11, alla Biblioteca Civica Sebastiano Bagolino i bambini potranno partecipare a laboratori creativi e didattici sul tema del Natale. Gli appuntamenti sono gratuiti.
Wine Sounds
L’intrattenimento per i visitatori della rassegna prosegue la sera con spettacoli di musica gratuiti. Sabato, in piazza Ciullo, alle ore 21:30 musica con “Il crazy party”, attività del progetto del bilancio partecipato “L’arte riparte”. Domenica sera alle ore 20 si chiude con il concerto di Calandra & Calandra, Gruppo Eco e Comunità Romeni.
Meteo
Clima e global warming, scatta l’allerta per il super El Niño: Italia verso un’estate rovente?
L’aggiornamento ECMWF preoccupa con un El Niño ormai imminente e anomalie record nel Pacifico facendo crescere i timori per i possibili effetti sull’estate 2026
Il nostro modello vede già la fascia tropicale dell’Oceano Pacifico molto calda, ma la situazione potrebbe accentuarsi ulteriormente fra estate e autunno. Si va verso un evento El Niño fra forte ed estremo (mappa ECMWF tratta da Meteored Italia).
6 maggio 2026.- Climatologi e meteorologi seguono da mesi l’evoluzione della fase di El Niño, con modelli previsionali sempre più concordi. Già a inizio aprile le analisi ECMWF, in linea con NOAA e dell’IRI Università di Colombia, indicavano un’alta probabilità di sviluppo, con possibili scenari da “super El Niño”.
Gli ultimi aggiornamenti rafforzano ulteriormente il quadro, El Niño è ormai certo e potrebbe assumere carattere storico, con possibili impatti rilevanti a livello globale e sull’Italia.
Previsioni di Luca Lombroso, meteorologo di Meteored Italia
El Niño sotto osservazione, ecco cosa prevedono i modelli
Luca Lombroso – ECMWF monitora El Niño attraverso il prodotto “Niño 3.4 SST Anomaly”, basato sui dati del modello ERA5, che analizza la temperatura superficiale del mare nel Pacifico tropicale. Il grafico è rappresentato con un “plume”, cioè un insieme di linee a pennacchio, ogni linea rossa indica una possibile evoluzione (membro Ensemble) nelle quattro aree chiave chiamate Niño 1+2, 3, 3.4 e 4. Quando le linee sono molto vicine tra loro, significa che le previsioni sono più affidabili.
La soglia per definire l’innesco di El Niño è di ±0,5°C rispetto alla norma nell’indice Niño 3.4, mentre tra 0,5 e 1°C si parla di evento debole. L’aggiornamento mensile pubblicato il 5 maggio mostra un segnale particolarmente marcato, considerato sorprendente dagli esperti.
Un “super El Niño” in arrivo? Gli scenari climatici
L’ultimo aggiornamento ECMWF rafforza i segnali già osservati: l’El Niño del 2026 è ormai considerato certo e potrebbe raggiungere anche la soglia di “super El Niño”. Il prodotto Plume indica infatti il superamento stabile di +0,5°C rispetto al periodo 1981-2010 tra maggio e giugno, con una persistenza necessaria di almeno tre mesi che renderebbe probabile l’inizio ufficiale dell’evento tra giugno e luglio.
Le proiezioni successive mostrano un’ulteriore intensificazione, con anomalie tra +1,5 e +2°C tra luglio e agosto, suggerendo un El Niño di forte intensità.
“Ricordiamo che l’evento si definisce Super El Niño quando l’anomalia di temperatura marina supera di almeno 2°C i valori climatici di riferimento per un periodo di almeno 3 mesi.”
Il trend previsto è in forte intensificazione: già da agosto le anomalie nel Pacifico equatoriale saliranno a +2/+2,5°C, mentre tra settembre e novembre la maggior parte degli scenari indica valori tra +2,5 e +3°C, con picchi fino a +4°C. Si tratterebbe di livelli eccezionali, superiori anche ai grandi eventi del 1984, 1997 e 2015.
Impatti globali, cosa potrebbe accadere
La prima conseguenza riguarda un possibile rafforzamento del riscaldamento globale, seguita in autunno da effetti sulla circolazione atmosferica.
“Il 2026 e ancor più il 2027 saranno probabilmente anni da record assoluto, con superamento della soglia +1.5°C prevista dall’accordo di Parigi sul clima o perfino sfiorando i +2°C sull’era preindustriale.”
Negli USA si profila un quadro contrastato: Canada e nord America vedranno scenari più miti e secchi, mentre California e Golfo del Messico potrebbero essere esposti a piogge intense ed eventi estremi. In America centrale e nei Caraibi, l’indebolimento degli Alisei potrebbe ridurre gli uragani atlantici ma aumentare il rischio di siccità, con meno piogge stagionali e fenomeni più intensi ma isolati.
In Sud America si prospetta una forte contrapposizione tra l’Amazzonia, a rischio siccità, e l’area tra Ecuador e Perù, soggetta a piogge torrenziali. Criticità anche per l’Australia, con caldo estremo, siccità e incendi, con possibili effetti sul monsone asiatico.
Gli effetti previsti su Europa e Italia
Le teleconnessioni di El Niño restano ancora in parte incerte: per l’estate 2026 non sono previsti effetti diretti, ma possibili influenze indirette sugli anticicloni delle Azzorre e africano potrebbero accentuare le anomalie di caldo già sempre più frequenti. Indipendentemente da El Niño, le ultime previsioni stagionali ECMWF indicano un’estate ormai quasi certamente più calda della media, con anomalie stimate tra +1 e +2°C.
Gli effetti più rilevanti potrebbero però manifestarsi tra autunno e inverno, soprattutto in caso di un “super El Niño”, con possibili ondulazioni della corrente a getto e fasi alternate di blocchi atmosferici e precipitazioni intense. Si tratterebbe di uno scenario da monitorare attentamente, con potenziali impatti meteorologici mai visti in passato su scala globale e continentale.
Per interviste e maggiori informazioni: stampa@ilmeteo.net
L’articolo originale con tendenze per i prossimi giorni:
Allarme super El Niño, Italia verso un’estate 2026 da caldo record?
News
Pantelleria, “Escursioni di Primavera 2026”: oggi un gran finale a Gelkamar
Partecipanti all’uscita: Gelkamar registra l’en plein con 52 curiosi e sportivi. Commenti entusiastici
Nella mattinata di oggi, 19 aprile, si è svolta l’annunciata ultima “Escursione di Primavera” 2026.
Ben 52 persone hanno preso parte alla passeggiata tra storia e natura incantata, organizzata da rassegna è organizzata dall‘Associazone Barbacane, dal Centro Culturale Vito Giamporcaro, dall’Ass. Aereonautica Militare e dall‘Ente Parco di Pantelleria.
L’escursione rientra nella rassegna dell’archeologia bellica, materia che è stata motivo di grande soddisfazione per gli organizzatori.

A caldo, così il Presidente della Barbacane Carmine Acierno “L’uscita di oggi è stata un successo: per le persone è stata un sorpresa sia per le postazioni belliche sia per la vista.
“Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto nel rendere fruibili le postazioni e con questa visita ci sentiamo ancora più incentivati ad andare avanti nei progetti che ci siamo prefissati.”
Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale
Sempre a caldo, Giovanni Bonomo per il Centro Giamporcaro: “Raggiunto Gelkamar, ci siamo uniti al Com. Acierno che ci ha fatto visitare le batterie che sono vermanete in buono stato di conservazione. Le batterie sono posizionate sull’orlo del cratere che è rimasta intatta anche dopo le eruzioni. Il sentiero per raggiungerla è perfettamente percorribile, grazie alla cura dell’associazione Barbacane. Poi ci siamo spostati ad un altro punto del Gelmìkamar che presenta una visula di buona parte dell’isola.
“Si concludono così le uscite primaverili con una giornata splendida di sole e un’isola ancora tutta da vedere e scoprire.”


Cura, passione, lungimiranza e “devozione” degli organizzatori verso il territorio, la sua storia, la sua cultura e, ancora di più la sua gente. Questi gli ingredienti del successo di questa giornata e delle precedenti uscite esplorative di una Pantelleria che ha sempre più da offrire; un’isola che si offre ma rimane riservata, quasi introversa. Ma quando entri nelle sue corde è solo meraviglia e scoperta ogni giorni, ogni scoglio, ogni umore.
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Di un viaggio ad Algeri e di una truvatura a Bonsulton / 2
Nel frattempo la tempesta andava rapidamente diminuendo e presto si fece bonaccia
Intanto patron Vito, come mi confidò in seguito, era tormentato dai dubbi: avrebbe potuto buttare quel carico pericoloso a mare, ma il suo codice d’onore glielo impediva. Sebbene fosse stato ingannato, aveva dato la parola per quel trasporto a quel pezzo grosso di Palermo, che girava spesso in quel porto, riverito e forse temuto da tutti. E subito una scintilla l’illuminò: quell’uomo doveva essere un alto funzionario dei servizi segreti italiani, che avevano deciso di fornire armi ai ribelli indipendentisti algerini in modo da creare problemi alla sempre amica-nemica Francia. E poi se gettava quei fucili e munizioni in mare, doveva subito tornare indietro, perché chi li aspettava ad Algeri non avrebbe certo perdonato la cosa a lui e ai suoi uomini. E quella era gente dal taglio di gola facile e che non scherzava affatto. Decise di giocare il tutto per tutto e quindi di proseguire. L’alba non era ancora sole ed eravamo a poche miglia dalla costa di Algeri, quando dalle ombre sbucò, a luci spente, una galiotta. Gli uomini del nostro equipaggio si allarmarono grandemente, credendo che la stessa potesse abbordarci. D’altronde contrabbandieri disperati e predoni di mare ancora infestavano in quei tempi quel tratto di mare.
Ma capitan Vito gridò a tutti di non temere. Il trasbordo delle casse fu rapido e silenzioso perché non una sola parola fu scambiata. Presto la galiotta scomparve tra le brume dell’alba. Solo allora don Vito emise un lungo e profondo sospiro di sollievo, e il viso si rasserenò. Quando ormeggiammo nel porto di Algeri, la colonia dei panteschi era già lì ad aspettarci. Fu una festa di lacrime e abbracci. Tutti chiedevano notizie dei loro parenti e amici, lasciati nell’isola tanto tempo prima. Algeri sembrò meno straniera quel giorno, riscaldato dai ricordi e dal passito di Pantelleria. A Dio piacendo, giunse il momento di mollare gli ormeggi e di far rotta di ritorno, verso Pantelleria.
In navigazione, ad un dato momento, il capitano mi trasse in disparte e mi disse “Faremo nuovamente sosta a Biserta. Il vecchio mi aveva sussurrato di tornare”. Così rivarcammo quel portone azzurro e Malek stava lì ad aspettarci su un vecchio sofà, evidentemente lo avevano avvertito fin da quando il ‘Madonna di Trapani’ era comparso all’orizzonte. “Benvenuto, patrune – disse cerimonioso – Aveva ragione l’effendi di Palermo che eravate l’uomo adatto a portare a compimento l’incarico, perché avete coraggio e fortuna. Eh, la fortuna ha la sua parte, non
secondaria, nella vita di un uomo. L’effendi mi ha detto di consegnarvi questa. Apritela quando sarete nella vostra isola”. E consegnò a don Vito una piccola borsa di cuoio, scurita dallo scorrere degli anni e chiusa con dello spago sigillato con della ceralacca.
Mentre il veliero puntava la prua verso il profilo nero eppure bello della sua Pantelleria, Vito sentì il legno vibrare sotto i piedi. Era solido, era forte. Aveva rischiato di farlo diventare un relitto per mano francese, ma la fortuna, ancora una volta, era stata dalla sua e adesso tornava a casa portando grano per la sua gente. E quella misteriosa borsa… La sera, come convenuto, ci vedemmo nel dammuso di don Vito. Al lume di una candela, il capitano aprì la borsa. Eravamo entrambi emozionati. Ne estrasse prima un biglietto di data recente, senza firma, con la scritta “Non so se la carta è veritiera”, poi una pergamena ingiallita, corrosa dal sale e dalla vecchiaia. Non era una carta nautica.
Non c’erano rotte, ma il profilo inconfondibile di una caletta con un’ampia zona del suo retroterra. Sotto il disegno della caletta la scritta “donde el agua del mar hierve” (dove l’acqua del mare bolle). Dalla caletta un lungo tratteggio s’inoltrava nell’interno e c’era segnato “sendero del viñedo del diablo” (sentiero del vigneto del diavolo).
Al termine del tratteggio un disegno che sembrava essere un dammuso con una croce e la scritta vicina “escondido” (nascosto). Doveva trattarsi di una mappa di una truvatura di un tesoro del tempo (‘500/’600) della guarnigione spagnola acquartierata nel castello di Pantelleria, come facevano chiaramente intendere le scritte in quella lingua.
Ma il difficile era identificare i luoghi schematici della mappa con quelli reali dell’isola. Nell’isola le calette con l’acqua del mare calda erano circoscritte, presso la grotta di Sataria, cala Gadir e cala Nikà. Ma qual era quella giusta?
Facemmo in giro delle domande, senza però scoprirci troppo, ma non riuscimmo a venire a capo dell’enigma, intanto i giorni passavano.
(2 – continua)
Orazio Ferrara
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