Ambiente
A Pantelleria il carrubbo, una delle piante più caratteristiche proviene dall’Arabia
Molte delle piante presenti sono autoctone e non sono reperibili in nessun’altra parte del mondo. Altre, invece, sono state importate spesso da dominazioni conquistatrici di millenni fa.
Una tra queste quella araba, che tanto ha contaminato l’isola sia nella cultura sia nella coltura di piante.
Furono gli arabi, infatti, che portarono nella Perla Nera del Mediterraneo la pianta del carrubbo.
In arabo il suo nome corrisponde a “karat”, che significa carato l’unità di misura
E’ molto diffuso anche in Sicilia e in particolare a Siracusa e Ragusa (dove regna sovrano un esemplare di ben 2000 anni).

Nella contrada Favarotto tra Cave d’Ispica e Rosolini, a Modica, si incontrano carrubeti plurisecolari con centinaia di esemplari tra i 900 e i 1000 anni di età., ma il più grande e il più antico del mondo si trova nella tenuta Caschetto dove svetta un carrubo di ben 2000 anni. Ha una circonferenza di 18 metri ed è alto più di 10 metri.
A Pantelleria è presente in molti giardini e terreni anche per la frescura che si può godere sotto la sua chioma. Esempio per tutti il ristorante La Favarotta di Khamma “sfrutta” il mastodontico e antico albero per riparare i suoi ospiti dall’umidità (foto di copertina).
Ma il carrubo è un legume ricco di fibre, flavonoidi, vitamine e minerali come zinco, potassio, selenio, calcio e fosforo.

In campo alimentare la farina, ricavata dalla polpa o dai semi maturi fatti seccare, tostare e macinare, è considerata un sostituto del cacao, sia per sapore che per colore.
La farina di carrube si usa anche per i dolci, i pani, gli sciroppi, i decotti, i gelati ed ha diversi impieghi anche in cosmetica.
Marina Cozzo
Ambiente
Il Parco di Pantelleria sperimenta un nuovo turismo
Il turismo degli adolescenti
Il Parco Nazionale sperimenta nuove forme di accoglienza e di sinergia sociale Il Parco Nazionale Isola di Pantelleria sperimenta una nuova forma di turismo esperenziale e sostenibile. Quella dedicata a una fascia d’età normalmente poco coinvolta nei circuiti turistici tradizionali: gli adolescenti.
Un risultato diretto e indicatore di successo delle sinergie nate durante il Festival “Pantelleria Asinabile” con Massimo Montanari dell’Asineria di Reggio Emilia, direttore artistico dell’evento. Montanari, insieme a Veronica Bertoletti, entrambi Guide Ambientali escursionistiche e coadiutori dell’asino, hanno coinvolto una ventina di ragazzi tra i 16 e i 18 anni provenienti da tutta Italia (Roma, Reggio Emilia, Firenze, Cremona, Modena, Como, Brescia, Milano) nel programma “Fuori di Zaino”, una settimana a Pantelleria tra i sentieri del Parco Nazionale.
Questa iniziativa traccia una nuova linea strategica per l’isola, orientata a una forma di turismo di nicchia ecocompatibile, rispettoso dell’ambiente e fortemente integrato con il tessuto sociale e associazionistico locale. I ragazzi sono stati coinvolti in giornate di trekking nel cuore naturalistico del Parco Nazionale, attraversando e vivendo i suoi luoghi più iconici: dal Bagno dell’Acqua a Punta Spadillo passando attraverso le principali Contrade alla scoperta della biodiversità e della storia dell’isola.
Il programma originario prevedeva anche l’utilizzo degli asini durante il cammino, ma la tutela del benessere animale ha imposto una rimodulazione delle attività. La presenza di Orgyia riscontrata pochi giorni prima dell’arrivo del gruppo sull’isola e l’intenso caldo che non ne ha permesso l’uso e costretto a rimodulare il programma facendo vivere ai giovani un’esperienza differente focalizzata sull’ospitalità comunitaria, il bivacco responsabile e l’incontro con le realtà associative del territorio stimolando la loro indipendenza e la risposta a nuove dinamiche sociali.
Chi partecipa
Tante le realtà locali che hanno risposto all’appello: dall’Albero Azzurro, all’Associazione Barbacane, da I Giardini di Tanit all’Agorà (Gardino dei Carrubbi) al Circolo Culturale Giamporcaro, all’Ente Paro stesso.
I ragazzi hanno visitato il rifugio della Regione Siciliana a Sibà, incontrando gli asini di
razza pantesca approfondendo il progetto di tutela della razza, per poi proseguire il
trekking a piedi.
A loro è stata dedicata una visita esclusiva al bunker di Bukkuram della Seconda Guerra
Mondiale prima che questo venisse ufficialmente inaugurato.
Grazie alla disponibilità e alla passione dell’Associazione Barbacane e del suo presidente Carmine Acierno, i ragazzi hanno potuto visitare l’interno sostare nell’area esterna recentemente sistemata e resa agibile per la fruizione e il bivacco notturno. “Tale iniziativa” ha detto Carmine Vitale, direttore f.f. dell’Ente Parco “si inquadra nelle attività proposte nel piano di azione CETS volta a potenziare l’offerta turistica sostenibile dell’isola integrando il coinvolgimento di realtà territoriali che possano narrare ai fruitori la propria storia e peculiarità per fare diventare il viaggio una concreta esperienza di vita.”
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Ambiente
Pantelleria, distacco di energia elettrica a Gadir e altre contrade. Ecco quando
La Società SMEDE ha reso noto che, nella giornata di giovedì 2 lugòio 2026, si renderà necessaria l’interruzione di erogazione di energia elettrica a Gadir



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