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Cultura

11 novembre festa di San Martino. A Pantelleria spinci e gaddru chinu

Redazione

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Lunedì 11 novembre ricorre la Festa di San Martino.

Oltre ad essere considerato il Protettore dei pellegrini, dei camionisti, dei soldati ed essere il Patrono dell’Arma della Fanteria dell’Esercito Italiano, la tradizione vuole che sia anche il Santo dei cornuti.

Tutta Italia in qualche modo ha le sue tradizioni per onorare il vescovo e confessore francese e Pantelleria non è da meno.

Se per miracolo, sull’isola, il bel tempo si riproponesse, la festa di San Martino potrebbe certamente godere della famosa espressione che solitamente l’accompagna.

Ma, nonostante le previsioni avverse, l’evento, religioso e profano insieme, non vuole arrendersi al transito di perturbazioni atmosferiche irrilevanti, per riproporre e mantenere salda la tradizione cultural-gastronomica legata al Santo. “Gaddru chinu, sfinci e vino”: per riscoprire l’atavico rapporto tra cibo e uomo; per continuare la tradizione della svinatura che, si sa, favorisce i banchetti; per prendere coscienza delle nostre radici rituffandoci nell’antico tempo della circolarità delle stagioni”, come i panteschi sono soliti fare.

Cibi semplici, genuini, elementari, ‘alla portata’ dei periodi più poveri dei nostri padri. Piatti, oggi, magari fin troppo elaborati, che sanno comunque ricondurci all’iniziale messaggio del Santo, che non esitò un momento nel dividere in due il proprio mantello permettendo al povero mendicante che si riscaldasse, mentre la stagione volgeva ai rigori dell’inverno. Medesimo cerimoniale che caratterizza le pause alimentari delle faccende agricole isolane, con la proposta di cibi speciali ed esclusivi. Sempre fondamentale il raduno familiare ed amicale, con il ripetersi – oggi forse un po’ meno – di attività primitive che hanno il sapore di una calorosa ospitalità: la “furnata” di pane e la “cunzata” con olio nuovo, acciughe e pepe; “muffuletti cu li frittuli”; teglie di pizza pantesca; funghi “ravulionzi chini e rustuti”; spezzatino di cacciagione e funghi; naturalmente, vino nuovo e “spinci” senza fine.

Una festa paesana che vuol essere familiarità e condivisione. Che vuol significare stare insieme con gioia; perché il cibo ha sempre rappresentato di più, molto di più rispetto alla necessaria sussistenza: è la custodia più marcata della mappa alimentare della nostra terra, quella capace di farci riscoprire tesori lontani ma sempre vicini e preziosi.

Cultura

Via Crucis al Colosseo, sarà papa Leone a portare la croce per tutte le stazioni

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Il Pontefice ai giornalisti: “Cristo è crocifisso ancora oggi. Essere portatori di pace e non di odio” Sarà papa Leone XIV a portare la Croce, durante tutte le stazioni della tradizionale Via Crucis al Venerdì Santo al Colosseo.

La scelta del Pontefice “Sarà un segno importante, perché per quello che rappresenta il Papa, un leader spirituale oggi nel mondo, è dire: Cristo ancora soffre. E porto tutta questa sofferenza anch’io nella mia preghiera”. Papa Leone XIV ha spiegato ieri sera ai giornalisti che lo hanno intercettato a Castel Gandolfo la scelta di portare di persona la croce per tutte le 14 stazioni della Via Crucis al Colosseo, venerdì 3 aprile. “Vorrei invitare tutte le persone di buona volontà, persone di fede, tutti i cristiani a camminare insieme – ha spiegato il Papa – a camminare con Cristo che ha sofferto per noi per darci la salvezza, la vita, e cercare come anche noi possiamo essere portatori di pace e non di odio”.

A padre Patton le meditazioni Le meditazioni della Via Crucis sono state affidate, su richiesta del Pontefice, a padre Francesco Patton, francescano, già custode di Terra Santa dal 2016 al 2025, una scelta significativa nel contesto della guerra in Medio Oriente. Si tratta della prima Via Crucis di Leone XIV al Colosseo. Il Papa ha anche invitato “soprattutto tutti i cristiani a vivere questi giorni riconoscendo che Cristo ancora è crocifisso oggi” e a pregare “per le vittime della guerra” perché “ci sia davvero una pace nuova, rinnovata, e che può dare nuova vita a tutti”. L’Accademia delle Prefi coglie l’invito di Papa Leone a camminare insieme come portatori di pace e non di odio.

Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

Aperte le iscirzioni al 17° Concorso Enologico Internazionale del Vino e al 7° del Grappa Award

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Sono aperte le iscrizioni al XXIV Concorso Enologico Internazionale Città del Vino e al VII Grappa Award, prestigiose iniziative dedicate alla valorizzazione dei vini, delle grappe e degli spiriti italiani, i concorsi promossi dall’Associazione Città del Vino.

Per iscrivere i propri prodotti, le aziende possono collegarsi a www.concorsoenologicocittadelvino.it

Date importanti:

19 aprile 2026 – Chiusura iscrizioni online
08 maggio 2026 – termine per la ricezione dei campioni
Oltre ai tradizionali riconoscimenti per i migliori vini, il Concorso propone numerosi premi speciali:

Premio Forum degli Spumanti;
Premio Città del Bio;
Premio Mondo Merlot;
Premio Vini Vulcanici;
Premio “Iter Vitis – Les Chemins de la Vigne”;
Premio Nebbiolo Wordl;
Premio Speciale Oro Rosa.
La novità del 2026 è il Premio PIWI, dedicato ai vitigni resistenti e sostenibili.

GRAPPA AWARD 2026 – NOVITA’

Anche il concorso dedicato ai distillati si arricchisce di nuove categoria: oltre alle grappe sarà possibile iscrivere acquaviti d’uva, brandy italiani e vermouth, ampliando la valorizzazione delle tradizioni distillatorie del territorio.

Si invita a prendere visione dei Regolamenti allegati: 
REG.+ITA

REG.+GRAPPA

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Cultura

Pantelleria nella spettacolare rappresentazizone della Passione di Cristo

Direttore

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Parrocchia San Gaetano e Associazione Crescere Insieme, gli organizzatori 

E’ stata spattacolare, ieri 30 marzo 2026, la rappresentazione della Via Crucis, realizzata a Scauri, in Pantelleria.

Tanti i figuranti che si sono prestati appassionatamente per realizzare uno dei “quadri” più iconici della ritualità cristiana.

Grazie ai mirabili e attenti scatti di Stefano Ruggeri, possiamo vivere i momenti salienti di un spettacolo che ha coinvolto ed emozionato non solo il nutrito pubblico accorso, ma gli stessi protagonisti.

La Via Crucis (o Via Dolorosa) è un rito cattolico che ripercorre le 14 tappe della passione di Gesù, dalla condanna alla deposizione nel sepolcro, spesso recitato durante la Quaresima. È una preghiera meditativa che celebra l’amore di Cristo e la speranza della Risurrezione, talvolta completata dalla Via Lucis. 
In questa svoltasi con il patrocinio del Comune di Pantelleria, grazie all’operato meticoloso e sapiente dell’Associazione Crescere Insieme e alla Parrocchia San Gaetano, il pathos delle varie “stanze” è visibile e vivibile attraverso l’interpretazione dei figuranti e degli attori.


Così lo stesso Stefano Ruggeri 

Intensa e memorabile Via Crucis vivente organizzata come sempre dall’Associazione Crescere Insieme. Rimandata a causa del maltempo finalmente oggi si è potuta realizzare con un’alta partecipazione di pubblico accorso da tutta l’isola e con tanti turisti che in questo periodo sono giunti per le festività pasquali. Un plauso a questi ragazzi che portano sempre in scena i momenti di vita terrena di nostro Signore con un grande pathos e sensibilità. Bravi sempre così!

 

E con questo sorriso collettivo auguriamo ai nostri lettori, Buona Pasqua.

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