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I sindaci delle isole minori siciliane hanno sollecitato un incontro urgente con il governo regionale per discutere dei rincari delle tariffe per il trasporto di materiale infiammabile. Un aumento dei prezzi che si sta ripercuotendo negativamente sulla stagione turistica in corso e sullโeconomia delle isole.
Nella nota, inviata al governatore della Sicilia Renato Schifani e allโassessore delle Infrastrutture e della Mobilitร Alessandro Aricรฒ, โsi manifesta, ancora una volta, preoccupazione per lโattuale situazione dei collegamenti marittimi integrativi sovvenzionati dalla Regione passati, per la prima volta negli ultimi decenni, ad armatoria libera con un notevole incremento tariffario, segnalato da tutti gli operatori del settore, riguardante il trasporto degli infiammabiliโ.
โTale aumento, nonostante ci sia in corso una interlocuzione tra gli operatori commerciali del settore e la Societร Siremar – Caronte e Tourist Isole Minori per ciรฒ che concerne le tariffe riguardanti il trasporto del gasolio, il cui aumento si attesterebbe a poco meno del raddoppio delle tariffe precedenti con rimborso della somma pagata in piรน, che riguarda anche benzina, gas, ossigeno – sottolineano i sindaci delle isole minori – si ripercuote pesantemente nellโeconomia turistica e su tutte le famiglieโ.
La nota si conclude con la richiesta di convocazione di una riunione urgente per affrontare prioritariamente il problema e individuare adeguate soluzioni.
L’istanza รจ stata sottoscritta dal sindaco di Favignana โ Isole Egadi Francesco Forgione, il sindaco di Santa Marina Salina Domenico Arabia, il sindaco di Pantelleria Fabrizio DโAncona, il sindaco di Lipari Riccardo Gullo, il sindaco di Lampedusa e Linosa Filippo Mannino, il sindaco di Ustica Salvatore Militello, il sindaco di Leni Giacomo Montecristo e il sindaco di Malfa Clara Rametta.
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Pantelleria, “Escursioni di Primavera 2026”: oggi un gran finale a Gelkamar
Partecipanti all’uscita: Gelkamar registra l’en plein con 52 curiosi e sportivi. Commenti entusiastici
Nella mattinata di oggi, 19 aprile, si รจ svolta l’annunciata ultima “Escursione di Primavera” 2026.
Ben 52 persone hanno preso parte alla passeggiata tra storia e natura incantata, organizzata da ย rassegna รจ organizzata dallโAssociazone Barbacane, dalย Centro Culturale Vito Giamporcaro, dallโAss.ย Aereonautica Militareย e dallโEnte Parco di Pantelleria.
L’escursione rientra nella rassegna dell’archeologia bellica, materia che รจ stata motivo di grande soddisfazione per gli organizzatori.

A caldo, cosรฌ il Presidente della Barbacane Carmine Acierno “L’uscita di oggi รจ stata un successo: per le persone รจ stata un sorpresa sia per le postazioni belliche sia per la vista.
“Sono soddisfatto di quello che abbiamo fatto nel rendere fruibili le postazioni e con questa visita ci sentiamo ancora piรน incentivati ad andare avanti nei progetti che ci siamo prefissati.”
Immagine realizzata con Intelligenza Artificiale
Sempre a caldo, Giovanni Bonomo per il Centro Giamporcaro: “Raggiunto Gelkamar, ci siamo uniti al Com. Acierno che ci ha fatto visitare le batterie che sono vermanete in buono stato di conservazione. Le batterie sono posizionate sull’orlo del cratere che รจ rimasta intatta anche dopo le eruzioni. Il sentiero per raggiungerla รจ perfettamente percorribile, grazie alla cura dell’associazione Barbacane. Poi ci siamo spostati ad un altro punto del Gelmรฌkamar che presenta una visula di buona parte dell’isola.
“Si concludono cosรฌ le uscite primaverili con una giornata splendida di sole e un’isola ancora tutta da vedere e scoprire.”


Cura, passione, lungimiranza e “devozione” degli organizzatori verso il territorio, la sua storia, la sua cultura e, ancora di piรน la sua gente. Questi gli ingredienti del successo di questa giornata e delle precedenti uscite esplorative di una Pantelleria che ha sempre piรน da offrire; un’isola che si offre ma rimane riservata, quasi introversa. Ma quando entri nelle sue corde รจ solo meraviglia e scoperta ogni giorni, ogniย scoglio, ogni umore.ย
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Di un viaggio ad Algeri e di una truvatura a Bonsulton / 2
Nel frattempo la tempesta andava rapidamente diminuendo e presto si fece bonaccia
Intanto patron Vito, come mi confidรฒ in seguito, era tormentato dai dubbi: avrebbe potuto buttare quel carico pericoloso a mare, ma il suo codice d’onore glielo impediva. Sebbene fosse stato ingannato, aveva dato la parola per quel trasporto a quel pezzo grosso di Palermo, che girava spesso in quel porto, riverito e forse temuto da tutti. E subito una scintilla lโilluminรฒ: quellโuomo doveva essere un alto funzionario dei servizi segreti italiani, che avevano deciso di fornire armi ai ribelli indipendentisti algerini in modo da creare problemi alla sempre amica-nemica Francia. E poi se gettava quei fucili e munizioni in mare, doveva subito tornare indietro, perchรฉ chi li aspettava ad Algeri non avrebbe certo perdonato la cosa a lui e ai suoi uomini. E quella era gente dal taglio di gola facile e che non scherzava affatto. Decise di giocare il tutto per tutto e quindi di proseguire. Lโalba non era ancora sole ed eravamo a poche miglia dalla costa di Algeri, quando dalle ombre sbucรฒ, a luci spente, una galiotta. Gli uomini del nostro equipaggio si allarmarono grandemente, credendo che la stessa potesse abbordarci. Dโaltronde contrabbandieri disperati e predoni di mare ancora infestavano in quei tempi quel tratto di mare.
Ma capitan Vito gridรฒ a tutti di non temere. Il trasbordo delle casse fu rapido e silenzioso perchรฉ non una sola parola fu scambiata. Presto la galiotta scomparve tra le brume dellโalba. Solo allora don Vito emise un lungo e profondo sospiro di sollievo, e il viso si rasserenรฒ. Quando ormeggiammo nel porto di Algeri, la colonia dei panteschi era giร lรฌ ad aspettarci. Fu una festa di lacrime e abbracci. Tutti chiedevano notizie dei loro parenti e amici, lasciati nellโisola tanto tempo prima. Algeri sembrรฒ meno straniera quel giorno, riscaldato dai ricordi e dal passito di Pantelleria. A Dio piacendo, giunse il momento di mollare gli ormeggi e di far rotta di ritorno, verso Pantelleria.
In navigazione, ad un dato momento, il capitano mi trasse in disparte e mi disse โFaremo nuovamente sosta a Biserta. Il vecchio mi aveva sussurrato di tornareโ. Cosรฌ rivarcammo quel portone azzurro e Malek stava lรฌ ad aspettarci su un vecchio sofร , evidentemente lo avevano avvertito fin da quando il ‘Madonna di Trapani’ era comparso allโorizzonte. โBenvenuto, patrune โ disse cerimonioso โ Aveva ragione lโeffendi di Palermo che eravate lโuomo adatto a portare a compimento lโincarico, perchรฉ avete coraggio e fortuna. Eh, la fortuna ha la sua parte, non
secondaria, nella vita di un uomo. Lโeffendi mi ha detto di consegnarvi questa. Apritela quando sarete nella vostra isolaโ. E consegnรฒ a don Vito una piccola borsa di cuoio, scurita dallo scorrere degli anni e chiusa con dello spago sigillato con della ceralacca.
Mentre il veliero puntava la prua verso il profilo nero eppure bello della sua Pantelleria, Vito sentรฌ il legno vibrare sotto i piedi. Era solido, era forte. Aveva rischiato di farlo diventare un relitto per mano francese, ma la fortuna, ancora una volta, era stata dalla sua e adesso tornava a casa portando grano per la sua gente. E quella misteriosa borsaโฆ La sera, come convenuto, ci vedemmo nel dammuso di don Vito. Al lume di una candela, il capitano aprรฌ la borsa. Eravamo entrambi emozionati. Ne estrasse prima un biglietto di data recente, senza firma, con la scritta โNon so se la carta รจ veritieraโ, poi una pergamena ingiallita, corrosa dal sale e dalla vecchiaia. Non era una carta nautica.
Non cโerano rotte, ma il profilo inconfondibile di una caletta con unโampia zona del suo retroterra. Sotto il disegno della caletta la scritta โdonde el agua del mar hierveโ (dove l’acqua del mare bolle). Dalla caletta un lungo tratteggio sโinoltrava nellโinterno e cโera segnato โsendero del viรฑedo del diabloโ (sentiero del vigneto del diavolo).
Al termine del tratteggio un disegno che sembrava essere un dammuso con una croce e la scritta vicina โescondidoโ (nascosto). Doveva trattarsi di una mappa di una truvatura di un tesoro del tempo (โ500/โ600) della guarnigione spagnola acquartierata nel castello di Pantelleria, come facevano chiaramente intendere le scritte in quella lingua.
Ma il difficile era identificare i luoghi schematici della mappa con quelli reali dellโisola. Nellโisola le calette con lโacqua del mare calda erano circoscritte, presso la grotta di Sataria, cala Gadir e cala Nikร . Ma qual era quella giusta?
Facemmo in giro delle domande, senza perรฒ scoprirci troppo, ma non riuscimmo a venire a capo dellโenigma, intanto i giorni passavano.
(2 โ continua)
Orazio Ferrara
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Tra Mediterraneo e storia locale, gli appuntamenti sui De Requesens illuminano le origini della comunitร solarinese
Tra memoria e bellezza, Solarino ritrova la propria anima collettiva
Solarino si prepara a vivere un intenso percorso di riscoperta storica e identitaria con la rassegna โTerra Tempus โ tra memoria, storia e comunitร โ, giunta al suo quinto appuntamento e dedicata, in questa fase, alla traccia storica della famiglia De Requesens e al loro ruolo nel contesto mediterraneo.
Un percorso che, appuntamento dopo appuntamento, sta assumendo una dimensione sempre piรน ampia e partecipata, coinvolgendo studiosi provenienti da diverse parti dโItalia, cittadini attivi e sensibili al valore della memoria, comunitร di qualitร e una diffusa operativitร che si distingue per il forte senso civico.
Un fermento culturale che testimonia come la storia possa diventare motore di consapevolezza e coesione.
Nelle giornate del 18, 19, 24 e 26 aprile 2026, il centro siracusano diventerร teatro di incontri, approfondimenti e rievocazioni che accompagneranno cittadini e visitatori in un viaggio attraverso le origini della comunitร e i processi che ne hanno determinato la nascita.
Promossa dal Comune di Solarino, in collaborazione con la Galleria Etnoantropologica e con la partecipazione delle comunitร Honos, lโiniziativa si inserisce nel quadro delle attivitร sostenute dallโAssessorato ai Beni Culturali e allโIdentitร Siciliana e dalla Regione Siciliana, a conferma di un impegno condiviso nella valorizzazione del patrimonio culturale.
Accanto agli enti promotori, un ruolo significativo รจ svolto anche dalle associazioni del territorio, tra cui lโassociazione Halim Moses, che contribuirร ad arricchire il programma con lโevento artistico โLa via dei Blasoniโ, in programma il 26 aprile come iniziativa parallela al corteo storico.
Lโevento proporrร una rievocazione storica di particolare rilevanza per Solarino, offrendo unโulteriore chiave di lettura simbolica e visiva delle radici nobiliari e identitarie della comunitร .
Ad aprire il calendario sarร , il 18 aprile alle ore 17:30 presso lโAula Falcone Borsellino del Palazzo Comunale, la prima sessione del convegno โI De Requesens ed il Mediterraneoโ, giunto alla sua seconda edizione.
Un appuntamento che coniuga rigore scientifico e divulgazione, arricchito dalla presentazione del saggio storico โLa supplica per il popolamento di San Paolo Solarino e il Senato di Siracusaโ, documento significativo per la comprensione delle dinamiche insediative e politiche dellโepoca.
Il 19 aprile, alla stessa ora, il convegno proseguirร con la seconda sessione, offrendo ulteriori chiavi di lettura sul ruolo della famiglia De Requesens nelle articolate reti di potere e nelle relazioni mediterranee.
Il 24 aprile, alle ore 18:00, sempre presso lโAula Falcone Borsellino, si terrร la conferenza โI De Requesens e la fondazione di Solarino: tra atti ufficiali e dinamiche di potereโ, momento di sintesi e approfondimento che intreccia fonti documentarie e interpretazione storica.
A chiudere la rassegna sarร , il 26 aprile alle ore 16:30, il corteo storico rievocativo lungo Corso Vittorio Emanuele fino a Piazza del Plebiscito.
Lโevento, intitolato โCasate in Corteo, la nascita di San Paolo Solarinoโ e โSupplica al Reโ, restituirร alla comunitร una rappresentazione viva e partecipata delle proprie origini, trasformando lo spazio urbano in un racconto collettivo.
In questo contesto, Solarino sta vivendo un autentico risveglio culturale sulle orme della propria memoria.
La rassegna โTerra Tempusโ si configura come uno spazio dinamico in cui ricerca, partecipazione e identitร si incontrano, contribuendo a rafforzare il legame tra passato e presente.
A guidare simbolicamente questo percorso รจ il motto condiviso da tutti gli operatori coinvolti: โSicily in Solarinoโ, espressione di una visione che pone il territorio al centro di una narrazione piรน ampia, capace di valorizzare la Sicilia attraverso le sue comunitร , la sua storia e il suo patrimonio culturale.
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