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Politica

Una piazza per l’Europa, anche a Palermo

Matteo Ferrandes

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 Per l’Europa dei cittadini e delle cittadine
Un gruppo di associazioni siciliane impegnate a favorire la partecipazione dei giovani siciliani ai programmi comunitari e ad ospitare giovani europei in Sicilia ha fatto proprio l’appello dello scrittore Michele Serra, per una manifestazione apartitica di cittadini e cittadine che si sentono europei, legati ai valori di pace, dignità umana, libertà, democrazia, uguaglianza e diritti umani.

Attraverso le nostre azioni e progetti, promuoviamo ogni giorno il dialogo e l’incontro fra le persone e le culture, la pace, uno sviluppo sostenibile e la lotta contro l’esclusione sociale e la discriminazione, rispettando la ricchezza della diversità culturale. 

Questa iniziativa è promossa da: CEIPES, Centro Tau, Cesie, Circo Pace e Bene, ESN – Erasmus Student Network, Fondazione MondoAltro, InformaGiovani ETS, Inventare Insieme, Legambiente Sicilia, Palma Nana, Per Esempio, San Giovanni Apostolo ONLUS, Strauss APS, TTT
 
 
 
Se anche tu vuoi che l’Europa sia quella dei suoi fondatori, dei suoi cittadini e delle sue cittadine, per affermare i suoi Valori, ti aspettiamo Sabato 15 marzo dalle 16 a Piazza Verdi a Palermo
 
 
 
L’appello di Michele Serra

 

Il mondo sta cambiando con una velocità imprevista, la storia galoppa e non concede requie nemmeno ai più disattenti e ai più pigri. Il disorientamento, e anche un livello non ordinario di paura, sono stati d’animo diffusi: ognuno di noi può percepirli nelle conversazioni quotidiane. Non serve un politologo o un filosofo, basta un amico al bar per sapere che si guarda al presente con sconcerto, e al futuro con apprensione.

Esiste ancora il concetto politico-strategico di “Occidente” nel quale sono cresciute le ultime generazioni di — appunto — occidentali? Che fine farà l’Europa, che oggi ci appare il classico vaso di coccio tra due vasi di ferro, per giunta ricolmi di bombe atomiche? Sopravviverà la way of life europea a questa stretta, che mette in discussione ciò che banalmente chiamiamo democrazia?

E se le autocrazie parlano semplice e parlano chiaro (e parlano falso a loro piacimento, grazie alla costante contraffazione tecnologica della realtà), quale linguaggio dovrà adottare l’Europa perché la sua voce non solo sia udibile, ma anche forte, convincente, seducente almeno quanto la voce dei suoi nemici?

Mi è capitato di rispondere a queste domande nel modo più istintivo. Forse, anche, nel modo più “sentimentale” — ma le emozioni esistono, e a farne senza poi si vive male. Mi sono domandato perché non si organizza una grande manifestazione di cittadini per l’Europa, la sua unità e la sua libertà. Con zero bandiere di partito, solo bandiere europee. Qualcosa che dica, con la sintesi a volte implacabile degli slogan: “qui o si fa l’Europa o si muore”.

La quantità di mail e di messaggi traducibili con “io ci sto, io ci sarò, ditemi solo dove e quando” è stata semplicemente impressionante. È come se mi fossi affacciato dalle due finestrelle di cui dispongo per vedere se giù in strada c’era qualcuno con cui scambiare quattro chiacchiere, e avessi trovato una piazza già piena. Non convocata, non organizzata, ma con una volontà di esserci che non è nemmeno un desiderio: è proprio una necessità. E mi sono detto che forse è il caso di insistere. Anche perché le omissioni, in una fase così grave e convulsa della storia, sono imperdonabili.

Io non ho idea di come si organizzi una manifestazione. Non è il mio mestiere. Non so nemmeno dirvi a che cosa serva esattamente, in questo nuovo evo, una manifestazione di persone in carne e ossa: se sia un rito arcaico e pedestre di fronte al dilagare fulminante delle adunate algoritmiche; se sia un moto generoso ma destinato poi a disperdersi nelle ovvie difficoltà politiche.

Ma penso che una manifestazione di sole bandiere europee, che abbia come unico obiettivo (non importa quanto alla portata: conta la visione, conta il valore) la libertà e l’unità dei popoli europei, avrebbe un significato profondo e rasserenante per chi la fa, e si sentirebbe meno solo e meno impotente di fronte agli eventi. E sarebbe un segnale non trascurabile, forse addirittura un segnale importante, per chi poi maneggia le agende politiche; e non potrebbe ignorare che in campo c’è anche un’identità europea “dal basso”, un progetto politico innovativo e rivoluzionario che non si rivolge al passato, ma parla del domani. Parla dei figli e dei nipoti.

Il mio sassolino nello stagno l’ho lanciato, speriamo che piovano pietre.

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Cultura

Leali per Pantelleria – Capitale del Mare: Lampedusa corre, la nostra amministrazione rincorre

Redazione

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Capitale del Mare: Lampedusa corre, la nostra amministrazione rincorre. Ma c’è ancora tempo per farcela

Il Governo ha emanato il bando “Capitale del Mare”, che mette in palio 1 milione di euro per il Comune costiero che riuscirà a salire sul podio. Un’occasione importante, strategica, capace di generare sviluppo, turismo, immagine e nuove opportunità per i territori insulari.

Mentre il Comune di Lampedusa, con grande tempestività e in pompa magna, ha già annunciato ufficialmente la propria partecipazione e condiviso il progetto con le associazioni dell’isola la nostra amministrazione è in evidente ritardo.

Solo in questi giorni, infatti, è stato pubblicato un avviso pubblico per raccogliere manifestazioni di interesse e proposte, con scadenza fissata al 12 gennaio, a pochi giorni dal termine ultimo del bando nazionale previsto per il 20 gennaio.
Nell’avviso pubblico emanato dal nostro comune si legge che la nostra amministrazione stia valutando di promuovere una partecipazione ampia.

Una vera e propria corsa contro il tempo, che si poteva certamente evitare.

Detto questo, non vogliamo limitarci alla polemica. Vogliamo invece lanciare un messaggio chiaro e positivo: questa è un’occasione che vale la pena cogliere, anche all’ultimo miglio. Le associazioni, le realtà culturali, sociali ed economiche del territorio hanno competenze, idee e visione. Partecipare significa non solo provare a vincere il bando, ma anche costruire sinergie, generare fermento culturale e rafforzare il senso di comunità.

Se dovessimo riuscire a ottenere questo riconoscimento, il beneficio sarebbe enorme: rilancio dell’immagine dell’isola, nuovo impulso al turismo, valorizzazione del mare come risorsa identitaria e strategica.

Alla nostra amministrazione agli assessori di competenza chiediamo ora un cambio di passo immediato: più azione.
Il tempo è poco, bisogna correre, si crei una task force, si raccolgano intorno ad un tavolo le migliori energie dell’isola.

Leali per Pantelleria

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Politica

Maria Pia Gabriele prende le distanze dal gruppo Pantelleria 2050

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Caro Direttore,
dichiaro pubblicamente la mia distanza dal gruppo Pantelleria 2050, con il quale mi ero candidata alle scorse elezioni amministrative del 2023.

A seguito delle recenti dichiarazioni apparse sulla stampa in merito alla questione delle tariffe idriche e alle posizioni poco condivisibili espresse da questo gruppo, che non mi rappresentano né nei contenuti né nei toni, mi sembra doveroso chiarire la mia totale non appartenenza a questa compagine politica. Gradirei poter comunicare chiaramente questo breve concetto alla comunità pantesca.
La ringrazio in anticipo per lo spazio che vorrà concedermi.

Maria Pia Gabriele

Per approfondirePantelleria 2050: tariffe idriche, la verità è negli atti e non nella propaganda politica

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Politica

Pantelleria 2050: tariffe idriche, la verità è negli atti e non nella propaganda politica

Redazione

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Il gruppo politico replica alla Giunta Comunale sulla Delibera 424/2025: “Atto del 2023 tecnico e legittimo, infatti l’attuale amministrazione ha applicato quelle tariffe per tre anni”

Il gruppo politico Pantelleria 2050 interviene con una nota ufficiale in merito alla recente comunicazione diffusa dal Sindaco di Pantelleria relativa alla deliberazione di Giunta n. 424 del 23 dicembre 2025. L’intervento si rende necessario per imporre una risposta ferma, circostanziata e fondata esclusivamente sugli atti ufficiali, rigettando ricostruzioni politiche che non trovano riscontro nella realtà documentale.

La deliberazione di Giunta n. 85 del 23 maggio 2023, approvata dall’Amministrazione Campo allora in carica, non ha rappresentato in alcun modo un atto propagandistico né un provvedimento privo di fondamento tecnico. Si è trattato, al contrario, di un atto amministrativo adottato sulla base di una rigorosa istruttoria tecnica, regolarmente corredato dai prescritti pareri favorevoli e inserito in un coerente quadro di programmazione pluriennale del servizio idrico integrato.

In merito al riferimento temporale alle elezioni richiamato dal Sindaco D’Ancona, Pantelleria 2050 chiarisce che tale lettura appare come una allusione politica priva di fondamento piuttosto che una valutazione di natura amministrativa. Nelle sedi istituzionali e durante l’intera campagna elettorale, infatti, non è mai stato fatto alcun riferimento alle tariffe idriche, proprio perché la materia è stata sempre considerata esclusivamente tecnica e mai utilizzata come strumento per la ricerca del consenso.

Il gruppo definisce come particolarmente pretestuoso il tentativo di attribuire oggi alla deliberazione del maggio 2023 un presunto “danno patrimoniale grave”. Tale accusa viene smentita dai fatti: la delibera in questione è stata integralmente applicata dall’attuale Amministrazione D’Ancona per gli anni 2023, 2024 e 2025, costituendo la solida base di tre bilanci di previsione regolarmente approvati. 

A quanto pare, in questo triennio, non sono mai emersi rilievi, riserve o segnalazioni di squilibrio da parte degli uffici competenti, dell’organo di revisione o degli stessi organi politici.

Allora Pantelleria 2050 pone un interrogativo sostanziale: se quell’atto fosse stato realmente errato o causa di squilibri strutturali, perché non è stato contestato immediatamente all’atto dell’insediamento? Perché è stato applicato per tre esercizi finanziari consecutivi e utilizzato come presupposto tecnico-contabile della programmazione finanziaria dell’attuale Giunta?

La verità documentale emerge dalla stessa deliberazione n. 424/2025: l’attuale Giunta ha disposto la rideterminazione delle tariffe non per una presunta illegittimità originaria dell’atto del 2023, ma per il mancato verificarsi di alcune condizioni previsionali e per esigenze sopravvenute di riequilibrio economico-finanziario. Si tratta dunque di una valutazione ex nunc (da ora), e non della rimozione di un atto viziato all’origine.

Ad aggravare il quadro di confusione amministrativa e narrativa che è tipica dell’Amministrazione D’Ancona, si rileva che a soli tre giorni dalla deliberazione n. 424/2025 è stato adottato un atto di indirizzo che introduce una ricostruzione diversa e incoerente con quanto formalmente deliberato poco prima. Questa sequenza di atti non coordinati evidenzia una gestione caotica che non può imputare al passato le proprie attuali incertezze.

Viene inoltre respinta come infondata la tesi secondo cui le tariffe del 2023 non sarebbero state validate da ARERA. L’ARERA non rilascia pareri preventivi sulle delibere tariffarie comunali; gli adempimenti regolatori avvengono a valle e appartengono alla sfera gestionale degli uffici, non a quella dell’organo politico, un Sindaco dovrebbe saperlo. In tal senso, la delibera del maggio 2023 demandava espressamente agli uffici l’adozione di tutti gli atti necessari e conseguenti.

Infine, vogliamo sottolineare come lo squilibrio economico oggi lamentato venga quantificato solo dopo tre anni di applicazione silente, senza precedenti segnali di allarme. Attribuire tale criticità a una scelta del 2023 significa rimuovere le responsabilità di chi ha gestito il servizio negli anni successivi.

Questo approccio richiama quanto già avvenuto per il depuratore e l’acquedotto: scoperte definite “improvvise” su situazioni che erano (o avrebbero dovuto essere) note da tempo.

Pantelleria 2050 respinge pertanto con fermezza le allusioni e le ricostruzioni che, in modo improprio, mettono in discussione l’operato dell’Amministrazione Campo del 2023.

Qualora tali affermazioni dovessero proseguire o assumere toni ulteriormente lesivi, ci si riserva di adire alle autorità competenti per la tutela dell’onorabilità personale e della correttezza dell’azione amministrativa, nelle sedi opportune.

Aggiornare le tariffe può essere una scelta legittima, riscrivere il passato per giustificare le difficoltà del presente no.

Pantelleria2050

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