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Cultura

U’ panillaru, storia del venditore di panelle

Redazione

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I primi panillari svolgevano la loro attività in posti angusti.
La preparazione di questo prodotto, avveniva la sera precedente: cuoceva in una capiente pentola una certa quantità di farina di ceci sciolta in acqua con alcune foglie di prezzemolo e con un poco di sale. Durante la cottura, ogni tanto, con un grosso cucchiaio di legno la “arriminata” (mescolata) finchè diventava semifluida. Versava quindi il prodotto in apposite formelle, anch’esse di legno, nelle quali assumeva la forgia desiderata. Il mattino successivo liberava le formelle, ormai raffreddate, si avevano così le “panelle“ nella forma desiderata: tonde, semicircolari, ovali, quadrate i rettangolari, e venivano deposte in grandi contenitori anch’essi di legno. A questo punto in un’ampia padella si faceva bollire l’olio. Per saggiare il grado di bollitura dell’olio, “ ‘u panillaru“ con una mano bagnata spruzzava qualche goccia d’acqua sull’olio finchè avvertiva un intenso scoppiettìo. Con un grande mestolo metallico circolare con il fondo a rete, versava le “panelle“ nell’olio bollente e le lasciava friggere sino a che assumevano un colore dorato.

Usando nuovamente il mestolo metallico, prelevava le “panelle“ e le disponeva sopra un piano inclinato di metallo, provvisto di molti piccoli fori, in modo da far defluire l’olio fritto in eccesso. Con il passare degli anni, si ebbero anche i “panellari ambulanti“ che si piazzavano nei punti nevralgici della città, in prossimità dei mercati, uffici o scuole, usando un carrettino trainato da un somarello oppure trainato a mano. Un lusso che concedeva a se stesso ed ai clienti, era una tettoia di pezza o di legno. Allora le “panelle” erano il cibo più economico, quindi, molto richiesto da studenti, operai, popolani e gente di passaggio. Anche “i panillari” come la maggior parte dei commercianti, “abbannìavanu“ ( declamavano ) il loro prodotto gridando: C’è ‘u panillaru!!; “Accattativi i panelli cavuri cavuri !! (C’è il panellaro! Comprate le panelle calde calde!!). Con l’avvento del progresso, agli asinelli si sostuì la “ Lapa o il Lapino “. L’ultimo panellaro ambulante che usava un carretto trainato da “‘u sceccu” (somarello), lavorava tra la via Oreto e la Stazione Centrale. Era a sua volta figlio e nipote di “panillari” che per tanti anni esercitarono questa professione. (Santi Gnoffo, Ambulanti e voci della strada)

Sante Gnoffo
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Cultura

Istituzione della Giornata Nazionale del Paesaggio Vitivinicolo e partecipazione di Pantelleria alla BIT Milano

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Programmazione Iter Vitis Italia

La recente istituzione della Giornata Nazionale del Paesaggio Vitivinicolo, che si celebrerà il prossimo 20 ottobre, rappresenta un riconoscimento di straordinaria importanza per tutti i territori che custodiscono e valorizzano la cultura della vite e del vino quale patrimonio identitario, storico e paesaggistico.

Il Sindaco Fabrizio D0Ancona comunica che Pantelleria accoglie con orgoglio questa iniziativa nazionale, consapevole del valore unico del proprio paesaggio vitivinicolo.

In questo contesto si inserisce la partecipazione alla BIT – Borsa Internazionale del Turismo di Milano, che ha rappresentato un’importante occasione di confronto operativo e programmatico nell’ambito delle attività di Iter Vitis – Italia, Itinerario Culturale riconosciuto dal Consiglio d’Europa.

La presenza di Pantelleria, con la partecipazione della Vicesindaco Adele Pineda, insieme ai rappresentanti dell’Associazione Internazionale Iter Vitis e a territori simbolo dell’eccellenza vitivinicola italiana come Barolo, conferma la volontà dell’Amministrazione di rafforzare relazioni istituzionali e visioni comuni tra Nord e Sud, tra grandi denominazioni e territori identitari.

Il confronto ha segnato l’avvio di una fase di programmazione condivisa finalizzata a promuovere scambi culturali, reti territoriali e progettualità capaci di valorizzare il patrimonio della vite e del vino quale elemento di coesione, sviluppo sostenibile e diplomazia culturale nella cornice dell’identità europea.

Pantelleria intende essere protagonista attiva di questo percorso, consolidando il proprio ruolo nei circuiti culturali e turistici nazionali e internazionali, nella consapevolezza che il paesaggio vitivinicolo rappresenta non solo un’eredità da tutelare, ma una leva strategica per il futuro del territorio.

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Cultura

Pantelleria – Carnevale 2026, rinviato evento di domani 17 febbraio

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L’evento organizzato dall’Associazione Culturale “La Mulattiera APS” di Pantelleria, previsto per il giorno 17 febbraio 2026, è stato rinviato al giorno 22 febbraio 2026, dalle ore 14.30 alle ore 24.00.

Le avverse condizioni meteo previste anche per la giornata di domani hanno determinato la decisione di fare slittare di una settimana la grande manifestazione carnevalesca, che porterà in Piazza Cavour tante attività e animazione.

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Cultura

Kazzen Oro di Pantelleria torna al Taste di Firenze: un successo che si rinnova ogni volta

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Anche quest’anno Pantelleria è stata presente a Taste, la fiera del cibo che si tiene a Firenze, grazie e con Kazzen Oro di Pantelleria di Alessandro D’Ancona e la moglie Marilena.

Alla sua 19ª edizione, Taste Firenze ha celebrato il gusto mondiale gli scorsi 7, 8 e 9 febbraio.
Si tratta del principale salone internazionale dedicato alle eccellenze dell’alta gastronomia italiana, organizzato da Pitti Immagine presso la Fortezza da Basso a Firenze: espositori e operatori del settore food&beverage, riuniti nella monumentale città, con un focus sul “mangiare bene” e il “vivere bene”

Kazzen Oro di Pantelleria, presente da diversi anni, ha portato la sua selezione di prodotti unici per qualità e provenienza, che sono stati apprezzati da compratori italiani ed esteri ed ancora una volta l’isola “Figlia del Vento” è stata la vera protagonista con i suoi capperi e lo zibibbo .

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