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Trapani Comix & Games 2024: un weekend tra fumetti, giochi, content creator, cosplay e area kids

Redazione

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Trapani, 23 maggio 2024 – Il Trapani Comix & Games 2024 presenta il suo programma. L’evento, che si terrà dal 24 al 26 maggio, alla Villa Margherita, a Trapani, si preannuncia come un punto di riferimento per gli appassionati di fumetti, giochi da tavolo, videogiochi e molto altro ancora. Attraverso un’ampia gamma di attività, spettacoli e conferenze, il festival celebra la diversità e la creatività in tutte le sue forme.
Il programma del Trapani Comix & Games 2024 include una vasta selezione di attività pensate per soddisfare le diverse passioni dei partecipanti:
* Conferenze e workshop dedicati ai fumetti, ai giochi da tavolo e ai videogiochi.
* Sessioni di gioco di ruolo tematiche, tra cui spiccano Baldur’s Gate 3 e Dungeons & Dragons.
* Esibizioni dal vivo, che comprendono spettacoli musicali, performance di spade laser e cosplay.
* Incontri con ospiti speciali, tra cui artisti, illustratori, doppiatori e creatori di contenuti.
* Tornei di videogiochi, con giochi come Rocket League, Tekken 8 e Fortnite.
* Mostre d’arte, tra cui una speciale dedicata ai 75 anni di Tex Willer e un’esposizione sulle opere di Cammamoro.
I partecipanti avranno l’ opportunità di incontrare e ottenere autografi da alcuni dei loro idoli del mondo dell’intrattenimento. Da Giuseppe Camuncoli, storico disegnatore di Spider – Man e ora al lavoro su Batman, al doppiatore di Robert Downey Jr., Angelo Maggi, ci saranno numerose occasioni per entrare in contatto con i talenti più famosi e scoprire nuovi e affascinanti artisti.
Il 24 maggio presso la cosiddetta sala conferenze “A. Castelli”, si terrà un corso di formazione promosso dall’Ordine dei giornalisti di Sicilia, focalizzato sull’uso dei fumetti come strumenti di didattica e denuncia. L’evento vedrà la partecipazione di esperti del settore, tra cui Marco Rizzo, Emanuele Virzì, Alberto Catalanotti, Francesco Tarantino e Giancarlo Caruso, presidente della sottosezione di Trapani della ANM. La giornata inizierà alle 11:00, nella cosiddetta “Tana del Tritone”, con una conferenza di apertura e la presentazione dell’Area Games, con interventi di Marco Asarisi, Nicola Ferrantello ed Enrico Peduzzi.
Contemporaneamente, sempre alle 11:00, nella twitch zone si terrà una giocata di ruolo dal titolo “I figli di Baal”, basata su Baldur’s Gate 3 e utilizzando il sistema di gioco di D&D 5ª edizione. Sul palco dell’hanami stage si svolgerà il “Pretty Guardian Opening Show”.
Alle 11:30, il TP C&G Theatre ospiterà un incontro con il gruppo NoName, ispirato dal K-pop, che sarà presente per tutta la durata del Trapani Comix & Games. Le attività del TP C&G Theatre inizieranno ufficialmente alla stessa ora, accompagnate dagli host dell’evento.
A mezzogiorno, nella “Tana del Tritone”, Federico Punzi e Fabio Lentini discuteranno della nuova aggregazione multitematica “Da Fuori Tema a WizarDream”. Sul palco dell’hanami stage, VoxDive condurrà “Guess the Opening”, una gara basata sulle sigle più famose degli ultimi anni.

Nel pomeriggio, alle 13:00 nella Tana del Tritone, Dario Mandarà e Nicola Ferrantello terranno un workshop su “Come creare mondi fantastici: da Gotham City ai Forgotten Realms”. Alle 14:00, sempre nella Tana del Tritone, Nicola Ferrantello e William Vizzini parleranno della storia di Dungeon & Dragons, celebrando i 50 anni del gioco di ruolo. Alle 13:30, nella twitch zone, Ricky03 discuterà il tema “Sim Racing: Videogiocatore o Pilota?”.

Alle 15:00, nella Tana del Tritone, le dottoresse Elisa Viscuso e Silvia Vespertino esploreranno “l’impatto psicologico positivo del gaming”. Nella twitch zone, Marco Merrino terrà un talk dove risponderà a tutte le curiosità del pubblico. Sull’hanami stage, Marco Albiero parteciperà a “Paynto Talk” durante la Manga Week, e sempre alle 15:00, nel TP C&G Theatre, si svolgerà il quiz game “WannabeNERD?”.

Alle 16:00, nella Tana del Tritone, si terrà un incontro con la Lightsaber Academy, con Guido D’Aleo, seguito alle 17:00 da “La Locanda delle Storie” con Fabio Di Fina di Laberna APS. Nella twitch zone, MissHatred e Cerbero Podcast discuteranno dei confini tra serie TV, film e videogiochi, e alle 17:00, i diEFFE parleranno della loro esperienza come youtuber. Nel TP C&G Theatre, sempre alle 16:00, i diEFFE si racconteranno al pubblico.

Nell’area kids, alle 15:30 inizieranno le attività di animazione per i più piccoli, seguite alle 16:00 da una lezione di disegno su Spider-Man con Rob di Salvo. Nella Sala conferenze “A. Castelli”, Giancarlo Zaccarini, Marco Rizzo e Giulia Adragna parleranno dei fumetti per sensibilizzare sulla donazione del sangue, con un collegamento di Teresa Cherubini alle 17:00.

Sempre nella Sala conferenze “A. Castelli”, alle 17:00, Dario Bressanini e Tito Faraci presenteranno “Le Avventure del Dr. Newtron”. Alle 18:00, nella Tana del Tritone, Monnie Night sarà ospite per una sessione di gioco di D&D 5ª edizione. Nella twitch zone, Luca Panzieri terrà una discussione sull’evoluzione del cosplay e degli show ad esso dedicati, mentre sull’hanami stage, VoxDive offrirà un music show, seguito alle 18:30 da un meet & greet con i diEFFE.

Alle 17:00, nel TP C&G Theatre, Marco Merrino racconterà la sua vita da creator, seguito alle 18:00 da un incontro con Cerbero Podcast. Alle 17:00, nell’area kids, Laura Tramuto insegnerà a disegnare Monster High, seguita alle 18:00 da uno spettacolo di bolle di sapone. Nella Sala conferenze “A. Castelli”, Matteo Belfiore, Laura Piazza e Marco Rizzo discuteranno delle mostre del Trapani Comix in occasione dei 75 anni di Tex.

Alle 19:00, Monnie Night tornerà nella Tana del Tritone per un’altra sessione di gioco di D&D 5ª edizione. Nella twitch zone, Alex Mucci parlerà del lavoro da content creator, mentre nel TP C&G Theatre, Don Alemanno presenterà “Alla Balla Spaziale”. La giornata si concluderà alle 20:00 con uno spettacolo di spade laser e matite dal vivo con la Lightsaber Academy e Giuseppe Camuncoli, seguito alle 21:00 da un emozionante Disney Tribute Show curato dall’Associazione Art Factory. La giornata del sabato 25 maggio al Trapani Comix & Games sarà ricca di eventi per tutti i partecipanti.

Presso la Sala conferenze “A. Castelli”, dalle 10:30, si terrà una discussione sulla professione di autore di fumetti, con la partecipazione di Tito Faraci, Emanuele Gizzi, la Scuola del Fumetto di Palermo, Marco Albiero, Wallie e Marco Rizzo.

Nella Tana del Tritone, alle 11:30, gli appassionati potranno esplorare le mostre del Trapani Comix con Cammamoro e Marco Rizzo. Contemporaneamente, nella twitch zone, dalle 11:00, verrà presentata Queen Edizioni da Anisa Gjikdhima e Paolo Costa.

Per gli amanti dei giochi di ruolo, ci sarà l’opportunità di partecipare a una giocata a tema Winx con “L’incanto di Alfea” nella Tana del Tritone, mentre all’hanami stage, sarà possibile approfondire la conoscenza sulle Maid vestite alla marinara nel “Pretty Guardian Cafè”.

Nel pomeriggio, nella Sala conferenze “A. Castelli”, dalle 15:00, verranno presentati i corsi di fumetto e illustrazione di Abapa da Emanuele Gizzi, Leandra La Rosa, Renato Galasso e Marco Rizzo. Alla stessa ora, nella Tana del Tritone, Dario Mandarà, Nicola Ferrantello di Phantasya Project e Salvatore D’Anna del Covo del Goblin discuteranno dell’evoluzione del GDR.

Per i fan di Fallout, saranno organizzate due sessioni a tema “The tale of Big Iron” con Miss Hatred presso la Tana del Tritone, mentre all’hanami stage, si potrà partecipare al “Toriyama Tenkaichi Quiz” condotto da VoxDive.

Nel tardo pomeriggio, alle 17:00, nel TP C&G Theatre, ci sarà un’intervista e doppiaggio live con Angelo Maggi, seguita alle 18:30 da una conferenza sul collezionismo con Dario Moccia e Mario Sturniolo nella twitch zone.

La serata si concluderà con uno spettacolo musicale dal vivo nel TP C&G Theatre, a cura del NoName Group, e con la presentazione di uno spettacolo originale di Star Wars dalla Lightsaber Academy alle 20:00. Infine, alle 21:00, ci sarà una festa a tema “MAI DIRE GOKU: Cartoon Live Party” per tutti i fan dell’animazione giapponese.
Domenica 26 maggio sarà una giornata ricca di attività per tutte le età e per ogni gusto.

L’azione inizia alle 10:00 presso l’area kids, dove i più piccoli potranno divertirsi con giochi e attività pensate appositamente per loro. Nel frattempo, sul palco dell’Hanami Stage e del TP C&G Theatre, si terranno spettacoli mozzafiato che coinvolgeranno il pubblico di tutte le età.

Per gli appassionati di fumetti, la Sala conferenze “A. Castelli” ospiterà dibattiti su temi attuali del mondo del fumetto, mentre presso la Tana del Tritone si potranno imparare tecniche di disegno con esperti del settore.

Gli amanti dei giochi di ruolo avranno l’opportunità di partecipare a sessioni emozionanti come “La Marcia dei Modroni” e “Pokémon Mystery Dungeon”, mentre chi preferisce la musica potrà godersi esibizioni dal vivo e spettacoli di danza.

Non mancheranno inoltre workshop e incontri con professionisti del settore, come il “Paynto Talk con Epicos raccontano Il Mondo del Cosplay” e il “Workshop – Come costruire un GDR”.

La giornata culminerà con il tanto atteso “Cosplay Contest by EPICOS”, dove i partecipanti potranno mostrare le proprie creazioni e competere per la qualificazione alla Cosplay Italian Cup.

Infine, per gli appassionati di videogiochi, ci saranno tornei emozionanti come il “Torneo 2v2 di EA Sports FC24” e “LEAGUE OF LEGENDS” 

Il Trapani Comix $ Games è organizzato dai Nerd Attack in collaborazione con l’ Ente Luglio Musicale Trapanese, con il patrocinio del Comune di Trapani, il patrocinio dell’Assessorato Turismo, Sport, Spettacolo della Regione Siciliana e il supporto di istituzioni, aziende e media partner.

Trapani Comix fa parte di RIFF, la Rete nazionale costituita dai Festival italiani di Fumetto che hanno come obiettivo la valorizzazione della nona arte in ogni sua declinazione.
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Cultura

I racconti del vecchio marinaio pantesco ‘U raisi schiavo dei barbareschi

Orazio Ferrara

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“Chistu è nu cunto vìecchiu assai – si fermò pensoso e tirò due boccate dalla pipa, poi riprese – si tramanda da generazioni, di padre in figlio, nella mia famiglia. Me l’ha raccontato mio padre, che l’ha saputo dal padre, mio nonno. È la storia di un mio trisavolo, Nicolò, che venne fatto schiavo dai turchi barbareschi e poi liberato dal raisi Vito Lucchio. Tanto e tanto tempo fa questo mio avo Nicolò si trovava alla marina di Suvaki a prendere rizzu quando dal mare arrivò una barca longa nivura come pici. Dalla barca scesero cinque o sei pirati barbareschi, che lo presero, lo legarono con grosse funi e lo portarono poi a bordo di uno sciabecco, che subito fece rotta verso Tunisi.

“A bordo, nella stiva, c’erano tanti altri prigionieri, uomini e donne, catturati in quei giorni sulle coste del Trapanese. Una figura spiccava su tutti per la sua altezza e per la fierezza dello sguardo. Doveva essere certamente un uomo di mare come testimoniava il suo viso bruciato dal sole e dalla salsedine. Nicolò, avendo solo le mani legate e non anche i piedi, riuscì ad avvicinarsi, sperciando tra quella umanità dolente e impaurita, e gli chiese chi egli fosse. Sono Vito Lucchio, disse semplicemente e si tacque. Tra le genti di mare del Canale di Sicilia quel nome era già famoso e rispettato. Egli era il migliore e più bravo dei rais delle tonnare trapanesi. E quel titolo di rais Vito Lucchio lo meritava al massimo grado, infatti egli era abilissimo nella pesca dei tonni e aveva una straordinaria capacità di comando nonché un’acuta e approfondita conoscenza delle cose di mare. Poi Vito riprese a raccontare di come lui e suo fratello (di cui mi scurdai ‘u nomu) si trovassero a pesca d’altura, quando vennero sorpresi dallo sciabecco barbaresco.

“Erano armati delle sole fiocine e però opposero fiera resistenza, ferendo anche due turchi, ma alla fine vennero resi prigionieri. L’equipaggio voleva impiccarli subito all’albero maestro per la loro accanita esistenza, ma intervenne il capitano dicendo che, per la loro corporatura robusta, quei due avrebbero fruttato un bel sacchetto di piastre al mercato degli schiavi di Tunisi. Poi sottovoce Vito aggiunse, rivolgendosi a Nicolò e agli altri più vicini, di non disperare perché li avrebbe riportati a casa. E giurò solennemente sulla Madonna di Trapani.

“Quando lo sciabecco attraccò nel porto di Tunisi, il mio avo Nicolò, Vito Lucchio e un altro piccolo gruppo, che a prima vista sembravano avere caratteristiche marinaresche, vennero selezionati dagli ufficiali del Bey, che aveva il diritto di scegliere per primo e a cui inoltre era riservata una quota del

bottino. Tutti gli altri, compreso il fratello di Vito e le donne, vennero avviati al triste mercato degli schiavi e lì venduti al miglior offerente. Allora la presenza di schiavi cristiani, di proprietà del Bey, nei cantieri navali (o arsenali) era una componente essenziale e insostituibile del sistema economico e militare della Reggenza barbaresca di Tunisi. Quei cantieri erano il cuore pulsante della potenza marittima corsara o meglio piratesca della Barberia. E così Nicolò, Vito e gli altri andarono a far parte di quella manodopera forzata, essenziale per mantenere efficiente il sistema della guerra da corsa turchesca. Vito Lucchio venne assegnato alla manutenzione e riparazione delle navi, in particolare degli sciabecchi e dei brigantini, che per la loro velocità erano i più amati e usati da quei corsari. Il lavoro era pesante in quanto bisognava tirare in secco i pesanti scafi, ripararli e fare un’accurata manutenzione delle vele e di tutte le altre attrezzature.

“Ancora più pesante il lavoro del mio trisavolo, che fu impiegato per la costruzione e manutenzione dei moli, delle banchine e delle fortificazioni portuali. Il lavoro avveniva sotto la costante vigilanza degli aguzzini di turno, che ad ogni piccola mancanza facevano piombare sulla schiena del malcapitato tutta una serie di nerbate, che piagavano a sangue la pelle. La cura poi con la sola acqua di mare era più dolorosa delle stesse frustate. Uno del gruppo fu particolarmente sfortunato, in quanto un brutto giorno venne prescelto da un capitano barbaresco quale rematore della sua galera. Da quel giorno il suo crudele destino fu quello di restare incatenato al remo, anche quando la galera era in porto. Il cibo era scarso e consisteva in legumi spesso ammuffiti, acqua stagnante di cisterna e tozzoli di pane raffermo. La notte gli schiavi venivano poi rinchiusi in grandi dormitori sorvegliati (i famigerati bagni).

“Il sovraffollamento e l’assoluta mancanza d’igiene di quest’ultimi davano agio a ricorrenti epidemie, che falcidiavano senza posa quella triste e povera umanità lì rinchiusa. Eppure in tutto questo clima di orrori e di disperazione, in cui molti schiavi si riducevano a mo’ di bestie o peggio di larve, Vito Lucchio restava sempre ‘u raisi, la figura cui far riferimento nei momenti più bui quando anche l’ultima speranza sembrava definitivamente perduta. Niente sembrava abbatterlo, né il duro lavoro, né le frustate, né il poco mangiare, per tutti aveva poi una parola d’incoraggiamento, che era vivida luce in tutto quel nero squallore.

“Erano passati ormai sette mesi, quando una sera Vito riunì Nicolò e gli altri del vecchio gruppo e disse loro con voce ferma: picciotti, si v’affidati a mmia, vi portu tutti ‘n casa. I più si guardarono l’un l’altro increduli, solo il mio avo non nascose il suo entusiasmo e andava dicendo: ‘u raisi Vitu non è un uomo qualsiasi e poi, il giorno in cui fummo presi schiavi, ha giurato sulla Madonna di Trapani di portarci tutti a salvamento e manterrà quella solenne promessa. Così l’entusiasmo e la speranza cominciarono a far breccia pian piano anche nel cuore degli altri.

Vito Lucchio aveva già un suo piano in mente.

“Durante il suo lavoro all’arsenale, aveva visto, al molo vicino, andare e venire una feluca, che al tramonto restava poi attraccata ed era sorvegliata da due mori a bordo per tutta la notte. Consigliò quindi i suoi di tenersi pronti all’azione e una domenica sera, in cui la sorveglianza degli aguzzini era solitamente allentata, il gruppo, capeggiato da Vito, evase dal bagno penale e si avviò al porto, nascondendosi nelle ombre della notte. Impadronirsi della feluca fu più facile del previsto e i due marinai di guardia, che dormivano di grosso, furono presto imbavagliati e legati con grosse funi. Poi a forza di remi si uscì silenziosamente dal porto di Tunisi e subito dopo, per fortuna, s’incappò in un vento favorevole che diede le ali alla feluca.

“Il mio avo Nicolò, per le sue conoscenze nautiche, venne nominato nostromo. In mare aperto il rais Lucchio dimostrò tutte le sue abilità marinaresche, riuscendo a prendere il più flebile vento per dare corsa all’agile feluca. Probabilmente i barbareschi si erano posti all’inseguimento dei fuggitivi, ma solo una volta scorsero delle vele all’orizzonte, ben presto però sparite alla vista. Vito Lucchio aveva intenzione di far sosta a Pantelleria, che si trovava sulla loro rotta alla volta di Mazara, e lì sbarcare il mio avo. Ma i mugugni degli altri membri dicevano chiaramente della loro contrarietà. Fu il mio trisavolo Nicolò a trarre d’impaccio Vito, gli suggerì di passare sotto costa e lui, presso il porto, si sarebbe tuffato e avrebbe raggiunto l’isola a nuoto. Egli come tutti i panteschi era un più che abile nuotatore. E così si fece, quando Vito toccò terra i familiari e i suoi paesani lo accolsero come un redivivo e fecero grandi feste.

“Lo avevano ritenuto già morto, tanto che la giovane moglie aveva indossato il lutto stretto. Anche quando Vito Lucchio e gli altri raggiunsero Mazara, vi furono grandi feste. ‘U raisi si era dimostrato ancora una volta all’altezza della sua fama. Successivamente, sfruttando le usanze dell’epoca relative allo scambio di prigionieri, che stabilivano la liberazione di un siciliano per ogni due prigionieri barbareschi consegnati, Vito utilizzò i due mori, catturati a suo tempo sulla feluca, per ottenere la liberazione del fratello e che aveva saputo trovarsi schiavo in una fattoria dell’entroterra tunisino. Stu cuntu ni dici del coraggio e della perseveranza a non mai arrendersi della gente di mare siciliana ai tempi della guerra da corsa da parte dei pirati e dei corsari della vicina Barberia”.

Orazio Ferrara

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Cultura

Nasce la Banca della Nostra Memoria Sicilia per valorizzare l’identità locale

Redazione

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La Banca della Nostra Memoria Sicilia, per custodire, valorizzare e raccontare le storie, le voci e i gesti che hanno contribuito a costruire l’identità delle comunità siciliane

Solarino, 6 febbraio 2026 – Con grande rilevanza culturale e sociale, nasce a Solarino la Banca della Nostra Memoria Sicilia, con sede comunale, progetto dedicato a custodire, valorizzare e raccontare le storie, le voci e i gesti che hanno contribuito a costruire l’identità delle comunità siciliane.
La nascita dell’iniziativa è stata segnata dalla riunione regionale del direttivo, alla quale hanno partecipato la fondatrice Laura Liistro, i membri del direttivo di fondazione, alcuni referenti regionali tra cui Corleone, Mazzarino e Santo Stefano Quisquina, i rappresentanti legali della Galleria EtnoAntropologica, ente promotore della banca, e i rappresentanti dell’amministrazione comunale di Solarino.
Al termine dell’incontro sono state definite le prime linee guida, che forniranno struttura e visione al progetto condiviso. Il confronto ha permesso di delineare metodi, strumenti e obiettivi, dalla raccolta delle testimonianze alla loro valorizzazione, fino alla restituzione pubblica, trasformando la memoria in patrimonio condiviso della comunità.

La Banca della Nostra Memoria Sicilia si propone come uno spazio partecipativo e inclusivo, volto a coinvolgere cittadini di tutte le età nella raccolta e nella narrazione delle vicende che hanno segnato la storia delle comunità siciliane, preservando le radici culturali e sociali del territorio.
All’iniziativa hanno preso parte numerose autorità e rappresentanti istituzionali, tra cui l’Onorevole Tiziano Spada, Sindaco di Solarino e promotore del progetto, e l’amministrazione comunale, che ha sostenuto l’iniziativa offrendo alla città l’opportunità di far emergere la propria identità insieme ad altre comunità siciliane.
Durante l’inaugurazione della Banca a Santo Stefano Quisquina, la fondatrice Laura Liistro ha affermato:
“Siamo tutti azionisti di questa banca perché siamo tutti responsabili della nostra identità storica. Partecipare con una donazione alla Banca significa lasciare un tassello apparentemente piccolo, ma fondamentale, come filo della trama tessuta, che contribuisce a costruire e tramandare la memoria della nostra comunità.”
La Banca della Nostra Memoria Sicilia rappresenta una preziosa occasione di crescita culturale e sociale per il territorio e le comunità coinvolte.
Il 14 marzo 2026, nell’Aula Consiliare del Comune di Solarino, sarà ufficialmente inaugurato il progetto con la presentazione alla comunità, e saranno consegnati attestati numerati ai primi donatori solarinesi che hanno contribuito alla raccolta e conservazione delle memorie locali.
L’iniziativa offre altresì una straordinaria opportunità di riscoprire e valorizzare l’identità popolare attraverso le piattaforme digitali, creando una rete condivisa che arricchisce le comunità, rafforza il senso di appartenenza e supporta la ricerca storica e culturale, permettendo di conservare memorie autentiche direttamente dalla voce dei cittadini.
 

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Pantelleria al Salone del Libro “Quando un’isola diventa letteratura” dal 14 al 18 maggio 2026

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Pantelleria approda al Salone del Libro “Quando un’isola diventa letteratura”
Dal 14 al 18 maggio 2026, tra i padiglioni del Salone Internazionale del Libro di Torino, soffierà un vento diverso. È il vento di Pantelleria, figlia del vento e Perla Nera del Mediterraneo, che approda a Torino non come semplice luogo geografico, ma come presenza narrativa viva, grazie alla scrittura della prof.ssa Giusy Andaloro.

Il suo romanzo “La Porta Dimensionale: Amore e Mistero oltre il Confine” è stato selezionato tra centinaia e centinaia di opere provenienti da tutta Italia, ottenendo l’accesso a uno degli spazi più osservati e vitali del Salone: il padiglione della Libreria dei Self, dedicato agli autori indipendenti. Un riconoscimento che premia non solo la qualità narrativa dell’opera, ma anche la solidità di un progetto letterario capace di trasformare un territorio in protagonista.

Durante il Salone, Giusy Andaloro sarà presente personalmente nel padiglione degli autori indipendenti, portando al pubblico e agli operatori editoriali un thriller del mistero in cui Pantelleria non è semplice scenario, ma personaggio: un’isola che osserva, custodisce segreti, guida i destini. Al centro del romanzo, una storia d’amore intensa che si intreccia con il mistero e il soprannaturale, in uno dei luoghi più affascinanti del Mediterraneo. “La Porta Dimensionale: Amore e Mistero oltre il Confine” è disponibile su Amazon in edizione italiana, in formato ebook e cartaceo. L’edizione inglese è attualmente disponibile in ebook e nei prossimi giorni sarà pubblicata anche in formato cartaceo, completando così il primo passo di un percorso editoriale a vocazione internazionale. Il romanzo fa parte infatti di un progetto multilingue più ampio: sono già in programma le traduzioni in spagnolo, francese e tedesco, con l’obiettivo di portare Pantelleria – protagonista assoluta della narrazione – oltre i confini nazionali.

Dal Salone del Libro di Torino, l’isola inizierà così un viaggio letterario destinato a raggiungere lettori di tutto il mondo. Giusy Andaloro nasce a Milazzo, città di mare e di orizzonti aperti, dove memoria, vento e luce mediterranea plasmano fin dall’infanzia il suo immaginario. Laureata in Lettere e Filosofia, vive oggi tra Milazzo e Pantelleria, isola che ha conquistato il suo cuore e nella quale sente di appartenere profondamente. Dopo gli anni trascorsi a Milano (1999–2013), segnati dall’esperienza del precariato scolastico e da una crescita umana intensa, nel 2013 realizza il sogno di trasferirsi a Pantelleria.

Qui la natura aspra, la roccia lavica, il vento incessante e il silenzio carico di significato diventano un linguaggio quotidiano. Nel 2021 acquista un piccolo dammuso storico nella parte orientale dell’isola, a pochi minuti dall’Arco dell’Elefante: una dimora che è rifugio creativo, luogo di ispirazione, spazio in cui ogni parola nasce dal silenzio e dalla bellezza selvaggia dei paesaggi circostanti. Pantelleria è da anni al centro della sua ricerca poetica e narrativa.

Già nel 2021 le aveva dedicato la silloge poetica “Pantelleria, Fiori d’Ossidiana – Emozioni sospese tra Mare, Cielo e Terra”, dichiarazione d’amore verso un’isola che, nella sua visione, è uno stato dell’anima: luogo in cui il tempo rallenta, il visibile dialoga con l’invisibile e ogni emozione può trovare voce e forma. Per lei scrivere non è mai stato un esercizio stilistico, ma un atto di ascolto profondo: di sé, degli altri, delle emozioni più intime. Con “La Porta Dimensionale: Amore e Mistero oltre il Confine”, la narrativa diventa strumento di trasformazione: l’esperienza vissuta si fa significato condiviso, amore e mistero si intrecciano, e il lettore è invitato a varcare soglie simboliche e interiori.

Al Salone del Libro 2026, nella Libreria dei Self, Pantelleria non sarà soltanto raccontata: sarà vissuta, riconosciuta e portata nel mondo attraverso la forza di una scrittura autentica, radicata e profondamente mediterranea. Nei giorni della manifestazione, l’autrice sarà lieta di incontrare il pubblico, dialogare con i lettori e firmare le copie del romanzo con dedica personalizzata.

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