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Cultura

Ragusa, “Raccontami di te” al Castello di Donnafugata 4ª edizione del premio letterario

Redazione

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Il suggestivo castello di Ragusa ospiterà, il 23 agosto 2025, la quarta edizione dell’evento “Raccontami di Te…”, un’iniziativa che fonde l’arte dello scrivere con quella figurativa. Organizzato dall’associazione Malia, l’evento si svolgerà in un nuovo spazio più ampio e incantevole, promettendo un’esperienza indimenticabile per il pubblico.

Quest’anno, “Raccontami di Te…” vedrà la partecipazione di numerosi scrittori e pittori, creando un’alchimia di emozioni attraverso la combinazione di musica, pittura, scrittura, teatro e letteratura. Tra gli ospiti d’onore, ci sarà il Presidente dell’Accademia delle Prefi Salvatore Battaglia, che contribuirà con la sua esperienza e il suo talento.

Gli ideatori dell’evento, Debhorah Di Rosa e Salvo Garipoli, spiegano che il progetto è nato con l’obiettivo di stimolare una partecipazione attiva delle persone. “Ciascuno di noi porta nel cuore il ricordo di una persona speciale: un bene prezioso che vorremmo non perdere mai. Il progetto ‘Raccontami di tè nasce proprio dalla volontà di dare sostanza a queste emozioni, sentirle e renderle immortali, attraverso il potere magico delle parole e dei colori”, affermano.

A dare voce alle storie di Raccontami di te 4 sarà quest’anno Giulia Guastella, attrice e autrice che ha scritto e interpretato “Idonea ma non ammessa”, “Artemisia, la pittora”, spettacolo vincitore di diversi premi come il prestigioso premio Giulietta masina e “ Il modo giusto (per sbagliare)”, andato in scena allo Zelig di Milano.

In attesa della magica notte, il prossimo 23 agosto, l’associazione Malia e lieta di annunciare che vi sarà una nuova forma d’arte quest’anno a Raccontami di te. Sul palco al Castello di Donnafugata le creazioni di Mariella D’Angelo: una collezione che parte dal passato e giunge ad oggi, unendo la tradizione alla modernità.

Abiti che sapranno vestire la nostra notte e ci avvolgeranno di meraviglia.
Tra le opere presentate, spicca un racconto “UN RICORDO… UNA SERATA DI MAGGIO IN COMPAGNIA DI MIO NONNO TURIDDU…”. L’autore descrive nel primo racconto una storia che parla della Sicilia di un tempo vista con gli occhi di un uomo, il nonno dell’autore, quando ci si capiva con poche parole o, meglio ancora, con uno sguardo. Per l’Evento è stato assegnato il racconto ad una artista che han interpretato e raffigurato ciò che il racconto la ha ispirato. Il quadro a la firma di Ilenia Madaro.
“Raccontami di Te…” non è solo un evento, ma un viaggio nelle emozioni e nei ricordi. Come per le edizioni precedenti, il pubblico sarà rapito dalla magia che si crea quando diverse forme d’arte si incontrano al tramonto. Un’esperienza unica, che lascia senza fiato e che continua a crescere in bellezza e intensità anno dopo anno.
Appuntamento quindi al 23 agosto al castello di Ragusa per un evento che promette di toccare il cuore di tutti i partecipanti, rendendo immortali le emozioni attraverso l’arte.

Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

Epifania: i Re Magi forse erano tre, forse erano re, forse erano dei maghi…

Redazione

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Solo il vangelo di Matteo li cita, e piuttosto brevemente. Non si sa da dove venissero, ma sappiamo dove sono finiti: a Milano Intanto chi erano. Seguendo il racconto che ne fa il Vangelo di Matteo, tredici giorni dopo la nascita di Gesù (ma guarda un po’, dal 25 dicembre si arriva precisi al 6 gennaio), arrivarono a Betlemme alcuni «magi d’Oriente», guidati da una stella, portando in dono al bambino oro, incenso e mirra.

Tanto per chiarire subito: Matteo non dice mai quanti erano (dal terzo secolo, forse basandosi sul numero dei doni si cominciò a parlare di tre magi), nel Vangelo non c’è mai scritto che erano Re. E i nomi Gaspare, Melchiorre, Baldassarre saltano fuori solo alcuni secoli dopo. Ma perché quel nome. Magi è la traslitterazione del persiano magūsh, dal greco màgos (μάγος, plurale μάγοι). Venivano chiamati così i sacerdoti dello Zoroastrismo tipici dell’Impero persiano. Scrive Ludolfo di Sassonia nel XIV secolo, nel suo Vita Christi, considerata la prima biografia di Gesù: «I tre re pagani vennero chiamati Magi non perché fossero versati nelle arti magiche, ma per la loro grande competenza nella disciplina dell’astrologia. Erano detti magi dai Persiani coloro che gli Ebrei chiamavano scribi, i Greci filosofi e i latini savi».

Ai nostri giorni
Conclude l’analisi di Matilde Paoli per l’Accademia della Crusca, «il plurale magi è ormai solo riferibile al significato storico legato agli antichi sacerdoti persiani e naturalmente ai personaggi del Vangelo. Per ciò che riguarda il singolare la forma è magio, in quest’ultima accezione, mentre in riferimento alla casta sacerdotale è corretto mago. Per quel che riguarda la questione dell’iniziale maiuscola o minuscola, a meno che non ci si intenda riferire all’etnonimo, sarebbe preferibile usare la lettera minuscola; tanto più che magi è spesso attributo di re e i tre hanno ricevuto ciascuno un nome proprio, che a sua volta ha subito variazione nel corso dei secoli».

Che fine hanno fatto
Questo invece lo sappiamo. Le reliquie sacre dei corpi mortali dei Re Magi sono a Milano. La basilica di Sant’ Eustorgio custodirebbe, secondo la tradizione, frammenti delle ossa dei sapienti Gaspare, Melchiorre e Baldassarre. Questi resti sarebbero rimasti per anni a Costantinopoli, trovati e recuperati da Sant’Elena. Nel 325 Eustorgio, vescovo di Milano, li ebbe in dono dall’ imperatore Costantino.

Dal IV al XII secolo rimasero nella chiesa di Sant’ Eustorgio. Nel 1165,

però, dopo il saccheggio di Milano, Federico Barbarossa li trafugò e li portò a Colonia. Soltanto nel 1904 i milanesi ebbero la restituzione di alcuni frammenti. Cosa ci rimane? L’incanto per questa leggenda millenaria che è stata capace di superare usi, costumi, lingue e civiltà diverse per sfidare il nostro eterno presente tecnologico. È un mito che non ha bisogno di insulsi inglesismi da ignoranti per essere raccontato. Vale la pena continuare a cercarli, con i loro vestiti sgargianti e i doni misteriosi, e sistemarli nel presepe, al giusto tempo.

Salvatore Battaglia

Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

“Da Oriente”, l’Epifania nei versi di Luigia Gabriele

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E l’Epifania tutte le feste porta via.
Ecco come la poeta pantesca Luigia Gabriele descrive quel suggestivo momento dell’arrivo dei re Magi a diventar testimoni dell’evento degli eventi.

Da Oriente

Ed erano in tre…
tre magi e una stella,
viaggiando da Oriente
andavano incontro
alla “Buona Novella”
da portare nel mondo, 
nel corpo di un bimbo,
dagli occhi azzurri
e il capo biondo.
– Un pargoletto, – dicevano –
Innocente e piccino, 
dà l’amore di Dio,
perchè l’uomo ritrovi
il migliore destino.
Andiamo a trovare:
prostrati adoriamo
quest’ardore Divino
immenso avvincente,
che si “fonde” nell’uomo
e dà luce ad ogni mente.
Andiamo incontro 
a chi lascia il cielo
e ogni più grande splendore
perché alfin, qui in terra,
sia sconfitto il dolore.

Luigia Gabriele

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Cultura

Pantelleria, calendario delle messe fino al 18 gennaio. Processione bambinello e Battesimo del Signore

Direttore

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La Chiesa Madre di Pantelleria ha reso noto il calendario di tutte le messe fino al 18 gennaio 

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