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Cultura

Piano City Palermo, online il programma degli eventi

Marilu Giacalone

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Dal 7 al 9 ottobre torna PIANO CITY PALERMO, l’atteso festival di pianoforte che trasforma la città in un grande palcoscenico, con talentuosi artisti provenienti dalla Sicilia e da tutto il mondo.

Giunto alla sua 5ª edizione, Piano City Palermo offre concerti pianistici nei luoghi più emblematici del capoluogo siciliano, accompagnando l’ascoltatore in ogni appuntamento musicale, con percorsi tematici e appuntamenti imperdibili.

Tutti gli eventi sono gratuiti con ingresso libero fino a esaurimento posti, a eccezione dei concerti che si terranno presso l’Orto Botanico, ai Giardini del Massimo e a Villa Igiea che sono su prenotazione obbligatoria. Le prenotazioni aprono oggi alle 14.00 su www.pianocitypalermo.it/programma.

Online il programma completo degli eventi: www.pianocitypalermo.it.

Il festival apre con Lambert, ospite internazionale d’eccezione che emoziona e incuriosisce il pubblico con la sua musica e con la sua maschera, che ne cela l’identità. Il concerto inaugurale è previsto per venerdì 7 ottobre alle 21.00 alla scalinata del Teatro Massimo di Palermo.

Sabato sera è protagonista Angelo Trabace, che sabato 8 ottobre alle 21.30 presenta presso Averna Spazio Open ai Cantieri Culturali alla Zisa il concerto dal titolo “Sbarco in cui mixa musica folk, pop d’autore, classica, jazz e improvvisazione. L’evento è in collaborazione con Averna.

Il concerto di chiusura è nelle mani di Demian Dorelli, che con il suo omaggio al pianoforte per i 50 anni dall’uscita di “Pink Moon” di Nick Drake illumina, con la luna piena di quella notte, l’Averna Spazio Open ai Cantieri Culturali alla Zisa. Le musiche pop e rock del chitarrista e cantautore inglese scomparso negli anni ’70 risuonano nell’ex area industriale domenica 9 ottobre alle ore 21.00. L’evento è in collaborazione con Averna.

Piano City Palermo è anche occasione per scoprire i pianisti più giovani agli inizi di brillanti carriere concertistiche, in particolare grazie alla collaborazione con Hermès in sostegno ai talenti.

Alessio MasiPremio “Hermès per i talenti” 2022, apre la programmazione di sabato 8 ottobre alle 10.30 all’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo, misurandosi con Mozart, Brahms e il grandioso Preludio, Corale e Fuga di Franck. 

I concerti all’Orto Botanico dell’Università degli Studi di Palermo proseguono alle 12.00 con Barbara Lo Pinto e composizioni scelte di Debussy, Janáček e Liszt, e nel pomeriggio, alle 16.00, con Enrico Simonetta e musiche di Bach, Mendelssohn, Chopin e Rachmaninov, in collaborazione con il Conservatorio di Musica A. Scarlatti di Palermo. 

Alle 17.30 appuntamento nel Foyer del Teatro Massimo per il primo dei due concerti tenuti dalla pianista ucraina Kateryna Ziabliuk nell’ambito del progetto “Open Doors for Ukraine”, in collaborazione con il Teatro Massimo e con il sostegno del Ministero della Cultura. Il secondo appuntamento è domenica 9 nella Sala Onu del Teatro Massimo alle 17.30. 

La storia della grande musica jazz, da Michel Petrucciani a Bill Evans, viene ripercorsa in note da Saverio Perrone sabato 8 ottobre alle 18.30 a Spazio Tempu. L’evento è in collaborazione con Auto System Volkswagen e Fondazione The Brass Group.

Sempre sabato in Piazza Danisinni alle 19.30 Diego Spitaleri, con un concerto in cui propone le sue composizioni originali.

Il programma di domenica 9 ottobre si apre con il concerto all’alba, imperdibile per il pubblico di Piano City Palermo, con Thomas Umbaca, alle 06.30 alla Tonnara Florio, accompagnando le prime luci della giornata vista mare con un programma di musiche originali create per l’occasione. L’evento è in collaborazione con Casa Florio e Morettino.

A Santa Maria dello Spasimo, Matteo Pierro si esibisce alle 10.00 con musiche di Bach, Liszt, Haydn, Prokofiev, concerto in collaborazione con il Conservatorio di Musica A. Scarlatti di Palermo. Alle 12.30 Tommaso Bruno Lannino propone un programma intitolato “Scoperta di un nuovo mondo di musica – Music for Generation Z” in collaborazione con Fondazione The Brass Group.

Uno dei luoghi più attesi dell’edizione di quest’anno, alla scoperta dei luoghi della storia dei Florio, Villa Igiea, a Rocco Forte Hotel, massima espressione del Liberty palermitano, dove domenica 9 ottobre alle 11.00 Rosamaria Macaluso (già Premio “Hermès per i talenti” 2019) esegue musiche di Bach, Schumann e Brahms.

 A seguire alle 12.00 i giovani pianisti della Massimo Youth Orchestra Enrico Gargano, Riccardo Di Giovanni e Vittoria D’Agostaro, si esibiscono nella Sala ONU del Teatro Massimo con brani di Skrjabin, Rachmaninov, Beethoven, Debussy, Haydn e Liszt. 

Alle 13.00 ai Giardini del Massimo il concerto di Giuseppina Torre, con musiche originali che raccontano le suggestioni, i pensieri e il vissuto dell’artista negli ultimi anni, come un vero e proprio “racconto di vita” in musica.

I Piano Talk quest’anno si svolgono alle 19.30 in Piazzetta Bagnasco: gli unici due appuntamenti del festival senza concerto dal vivo al pianoforte, sono il momento per raccontare la città di Palermo e qualche curiosità sul programma del festival. La Direzione Artistica del festival Ricciarda Belgiojoso e il giornalista Gery Palazzotto dialogano sabato 8 con Davide De Novellis, comandante della stazione dei carabinieri San Filippo Neri allo Zen di Palermo, e domenica 9 con Antonio Balsamo, presidente del Tribunale di Palermo.

Con la direzione artistica di Ricciarda Belgiojoso, il festival è un progetto promosso dal Comune di Palermo, dalla Fondazione Teatro Massimo e dall’Associazione Piano City Milano, in collaborazione con il Conservatorio di Musica “Alessandro Scarlatti” di Palermo e con il patrocinio dell’Università degli Studi di Palermo e dell’Autorità portuale di Palermo. Il festival è reso possibile grazie alla collaborazione con Hermès in sostegno ai talenti. 

Prodotto da Creo Più / h, Piano City Palermo è un progetto con un forte coinvolgimento cittadino, in cui la cittadinanza, i privati e i partner culturali collaborano insieme per una città sempre più vivibile e aperta. Una scommessa che ha incontrato l’entusiasmo e il sostegno dell’intero tessuto culturale e sociale della città: musicisti, aziende, media, istituzioni, associazioni che oggi vedono Piano City Palermo come uno degli eventi diffusi più amati dai cittadini di Palermo, e non solo.

Automotive partner Auto System Volkswagen; supporter Averna; hospitality partner Villa Igiea; partner tecnici Aiarp, Sorrentino, Sinergie, VUE e Visiva.

Media partner di questa edizione: Radio Monte Carlo, La Repubblica, Balarm, Pianosolo.

www.pianocitypalermo.it

www.facebook.com/PianoCityPalermo

www.instagram.com/pianocitypalermo

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Cultura

I racconti del vecchio marinaio. Il voto

Orazio Ferrara

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Una narrazione che si dipana tra Pantelleria, Trapani, e isole Eolie

Questa è una storia di mare, di vento, di salsedine, ma soprattutto di fede e di un miracolo – la voce del vecchio marinaio sembrò impastata di commozione, si fermò un attimo a raccogliere i pensieri di un tempo ormai lontano e riprese – Era la mattina di un giorno del mese di marzo e noi del Madonna di Trapani navigavamo alla volta di Napoli con un carico di vino passito di Pantelleria.

Fino a quel momento il viaggio era stato più che tranquillo, tanto che il capitano Vito ci disse di non aver mai incontrato un mare così calmo in un mese di marzo.

Così ci disse e il volto diventò subitaneamente pensieroso, come presentisse qualcosa. Il vecchio lupo di mare stava all’erta. Eravamo al traverso dell’isola di Stromboli con il suo immancabile pennacchio di fumo bianco, quando il cielo, che poco prima era di un azzurro terso, si fece improvvisamente livido, del colore del piombo. Poi un forte vento di libeccio cominciò ad urlare tutta la sua rabbia e sconvolse il mare e gli animi di tutti noi. Sembrava l’inferno apparso sul mare.

Le vele, stracciate in alcune parti, furono subito ammainate e si restò in balia dei marosi. Onde alte come palazzi iniziarono a far ballare paurosamente il veliero, dovemmo legarci con funi per non farci buttare in mare dalla furia degli elementi. Il timone non rispondeva più e l’acqua imbarcata faceva inclinare lo scafo in modo pericoloso. Dopo un po’ eravamo completamente fuori rotta e la deriva ci spingeva verso i faraglioni di Lipari. Così, se non ci avesse inghiottiti l’abisso, ci saremmo sfracellati sulle rocce.
Sembrava che il destino ormai avesse lanciato per noi i dadi della malasorte.
Patrun Vitu, immobile,stretto al timone, capì subito che tutta la perizia marinaresca sua e dell’equipaggio quella volta non sarebbe bastata. E disse sottovoce
“lu mari è amaru e lu marinaru mori a mmari”.

Io e qualcun altro, pur nel rumoroso fragore della burrasca, percepimmo chiaramente quelle parole. E il cuore si gelò, ci attendeva dunque “morte per acqua”, la triste dizione dei documenti delle capitanerie di porto per i caduti e i dispersi in mare. Fu allora che capitan Vito tirò fuori dal petto una collanina d’oro con appesa una medaglietta anch’essa d’oro, che portava sempre indosso.

Baciò la piccola medaglia raffigurante San Francesco di Paola, santo patrono di noi marinai, e recitò con quanto fiato aveva in corpo: O Francesco di Paola, fa’ che ogni nave conservi la sua rotta

e ogni navigante la sua fede. Trattieni i venti e placa le tempeste, nell’ora del pericolo distendi il tuo mantello e porta tutti a salvamento. Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, Amen. Aveva appena terminato che una cresta d’onda immane stava per abbattersi come un maglio sulla coperta dell’imbarcazione. Certamente sarebbe stata la fine. E fu allora che accadde l’inspiegabile.

I più dissero poi che un raggio di luce accecante aveva squarciato le nubi, illuminando un tratto di mare calmo proprio davanti alla prua, come se un mantello invisibile fosse stato steso sopra l’acqua per spianare le onde. Ma io lo vidi, con questi poveri e indegni occhi, stava lì, nello squarcio di nubi, e dal cuore si sprigionava un raggio di luce che illuminava e indicava un pezzo di mare calmo. Io lo vidi, con questi poveri e indegni occhi, ed era proprio lui, San Francesco di Paola il potente protettore di noi gente di mare. Sopra il veliero il vento calò di colpo, permettendoci di alzare un po’ di vela e di manovrare per raggiungere quel fazzoletto di mare calmo. E ci ritrovammo nelle tranquille acque di una caletta riparata dell’isola di Salina.

Eravamo salvi. Il mantello, che aveva permesso un giorno lontano a San Francesco di attraversare indenne le perigliose acque dello stretto di Messina, questa volta era stato steso dal Santo per noi e ci aveva portati tutti a salvamento. I danni al Madonna di Trapani non erano stati poi così gravi e così, dopo le riparazioni più urgenti e necessarie, riprendemmo la rotta alla volta di Napoli.

Navigavamo già in vista delle coste calabre, quando patron Vito ci disse che avremmo fatto una sosta non prevista, ci saremmo fermati al porto di Paola e da lì, dopo averci fatto dipingere un ex voto su tavoletta di legno da un esperto pittore, ci saremmo tutti recati a piedi scalzi al santuario di San Francesco per ringraziare il Santo della grazia ricevuta. E così si fece. Il capitano procedeva in testa alla fila, portando tra le braccia la tavoletta dipinta, e noi lo seguivamo. Tutti eravamo scalzi per quella ripida pietraia con sassi spesso aguzzi, ma non sentivamo dolori o sofferenze di sorta. Eravamo marinai e umili pellegrini ad un tempo. Quando giungemmo all’imponente santuario, nei cui antri sotterranei aveva vissuto in severa disciplina il Santo, un groppo alla gola assalì ciascuno di noi. Un sacerdote benedisse la tavoletta votiva, dopo di che fu appesa alle pareti.

Quella tavoletta recava scritto: V.F.G.A., per grazia ricevuta da San Francesco di Paola l’equipaggio del Madonna di Trapani salvo all’Eolie.

Nell’uscire guardai in alto, verso la volta, e vidi appesi, sospesi nell’aria, tanti modellini di velieri, anch’essi ex-voti di marinai. Immobili nel tempo, quei piccoli velieri sembravano navigare adesso non più nell’acqua, ma nella preghiera.

Orazio Ferrara

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Cultura

La lingua siciliana: un patrimoniu vivu chi parra di nuàutri

Redazione

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In occasioni di la Jurnata Nazionali di lu Dialettu e di li Lingui Locali (17 di Jinnaru)

Ogni 17 di Jinnaru, l’Unioni Nazionali Pro Loco d’Italia (UNPLI) ricorda a tutti nuàutri ca l’Italia è fatta di tanti vuci, tanti storî, tanti maneri di parrari. È la Jurnata Nazionali di lu Dialettu e di li Lingui Locali, ‘n appuntamentu chi voli ammustrari la granni ricchizza linguìstica di lu nostru Paìsi. Ntra sti vuci, una di chiddi chiù antichi e chiù ricchi è senza dubbiu la lingua siciliana.

 

Na lingua, no un dialettu

Lu sicilianu è na lingua romanza autònoma, cu na tradizioni scritta ca accumincia già nta lu XIII sèculu, quannu la Scola Siciliana di Federicu II la scigghìu comu lingua di cultura pi cumpòniri poesìi ca firriaru e foru ammirati pi tutta la penìsula. Parramu di na lingua cu na grammàtica, na sintassi, un lèssicu e na storia propia: un patrimoniu chi nun apparteni sulu a l’ìsula, ma a tutta la cultura italiana e avissi a èssiri tutelatu.

 

Un patrimoniu chi si trasmetti

Pi tanti siciliani, lu sicilianu è la lingua di la casa, di la strata, di l’amicizia, di li ricordi. È la lingua di li nanni, di li storî cuntati di picciriddu, di li pruverbi chi nsìgnanu la vita megghiu di qualunqui manuali. Ma è puru na lingua chi oji si scrivi, si studìa e si nsigna (macari a l’universitati “La Manuba” di Tunisi), si canta, si usa nta li social e qualchi vota puru nta li menzi di cumunicazioni.

Parrari sicilianu oji

 

Nta la Jurnata Nazionali di lu Dialettu e di li Lingui Locali, lu sicilianu si prisenta comu na lingua viva, dinàmica, capaci di parrari di zocchegghiè: di cultura e di pulìtica; di scenza e di ambienti; di travagghiu e di migrazioni; di identità e di futuru. Nun è nostalgìa: è cuscenza. Nun è folclori: è dirittu linguìsticu. Nun è passatu: è prisenza.

La disfida di dumani

La disfida è fari capiri ca usari la lingua siciliana no è un ritornu nnarreri, ma un passu avanti: pi dari dignità a na tradizioni millenaria; pi custruiri educazioni linguìstica plurali; pi fari di l’Italia un Paìsi chi rispetta e promovi la diversità. La lingua siciliana è un ponti: ntra generazioni, ntra cumunità, ntra storî. E ogni vota ca la scrivemu o la parramu, stu ponti si rinforza.

‘N invitu

 

Nta sta jurnata – ca l’Accademia di la Lingua Siciliana cèlebra cu na diretta YouTube a li tri e menza – l’invitu è sìmplici: parrati sicilianu, scrivìtilu, usàtilu. Picchì ogni palora è un pezzu di storia, e ogni storia è un pezzu di libertà.

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Spettacolo

Casting comparse Makari 5 23 e 24 gennaio

Redazione

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CASTING COMPARSE MAKARI 5

Stiamo cercando Uomini e Donne tra i 18 e gli 80 anni di età, residenti in provincia di Trapani

Luogo e date:
23 GENNAIO: Uffici Movie Sicily – Via Giuseppe Cesarò 99/B Erice Casa Santa (Tp)
24 GENNAIO: San Vito Lo Capo – Teatro Comunale

La produzione comunica che saranno esclusi dalla selezione i dipendenti della pubblica amministrazione e le categorie di pensionati non abilitati al lavoro dipendente ( Es: Quota 100)

Le riprese avranno luogo da Febbraio a Giugno 2026 in provincia di Trapani
Le responsabili del Casting figurazioni saranno Erika e Valeria di Talè Casting

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