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Ambiente

Pantelleria, stagione di migrazione straordinaria

Redazione

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Una stagione di migrazione straordinaria a Pantelleria
Salve cara Direttrice e cari lettori del Giornale di Pantelleria, vi scrivo per
comunicarvi che l’attività di recupero e cura dell’avifauna dell’Associazione
l’Avamposto continua la sua opera sull’isola di Pantelleria.
Come molti si saranno accorti questa nuova stagione di migrazione degli
uccelli sembra essere ancor più spettacolare e straordinaria dei precedenti anni,
per il numero e per le tante specie che si possono ammirare nelle ultime
settimane su tutta l’isola.
Tale evento è tanto straordinario che per evitare una strage di migliaia di piccoli
uccelli sfreccianti in ogni direzione ad opera delle auto, si è provveduto a fare
un comunicato all’Ente Parco.
Così si sono innescate le giuste sinergie, l’Ente Parco ha contattato il Comune
di Pantelleria, che prontamente ha emesso un annuncio pubblico per fare
moderare la velocità degli automobilisti nel tratto del Lago di Venere e ovunque
vi fossero altissime concentrazioni di piccoli uccelli come rondini, balestrucci,
balie dal collare, cutrettole e tanti altri passeriformi che hanno scelto l’isola
come luogo di stazionamento per rifocillarsi e ristorarsi dalla faticosa
migrazione.
Nelle ultime settimane l’Associazione ha avuto un gran da fare, infatti insieme
agli uccelli direttamente recuperati, mi sono stati consegnati dall’Ispettore
Forestale Paolo Landolina e dagli abitanti di Pantelleria che ringrazio
vivamente in tutto ben quindici uccelli, perlopiù irundinidi: 4 rondini comuni,
una rara rondine rossiccia, purtroppo deceduta, 4 balestrucci, 2 topini, e altri
uccelli; come una rarissima Schiribilla, purtroppo anch’essa deceduta dopo
poche ore dalla consegna, nel suo caso l’Università di Palermo ha richiesto il
corpo per l’imbalsamazione e l’esposizione nel museo naturalistico di Palermo,
2 balie dal collare, un lui piccolo, un pigliamosche e in ultimo, oggi 27 aprile
un bellissimo e variopinto gruccione con una grave ferita causata da un morso
di un gatto, consegnatomi anch’esso dall’Ispettore Paolo Landolina.
La maggiore causa di morte o di ferimento è stata causata dall’impatto con le
auto, due dall’attacco di un gatto, una balia dal collare (deceduta) e il gruccione,

la Schiribilla è deceduta per denutrizione e disidratazione.
Purtroppo può capitare che molte specie arrivando stremate per la migrazione e
non trovando nell’immediato fonti d’acqua e di cibo non riescano a riprendere le
forze.
Solo la metà di essi sono stati liberati dopo che si sono ripresi dopo una breve
degenza e dallo stordimento dell’impatto e facciamo i nostri migliori auguri di
guarigione allo splendido gruccione, che se dovesse reagire alle prime cure,
verrà spedito al Centro di Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza della Lipu.
Gli uccelli sono messaggeri dell’anima, ci inducono ad alzare gli occhi in cielo
e a dimenticare per un attimo le brutture della vita.


Ogni giorno con il loro canto, i loro colori, il loro leggiadro volo ci donano
grazia e bellezza, ci ispirano e portano gioia nei nostri cuori, aiutano gli
agricoltori nella lotta contro i parassiti e gli insetti nocivi e sono indicatori
insostituibili della salute dell’intero pianeta Terra e hanno scelto Pantelleria.
A Pantelleria ci sono sempre più uccelli e questo è un segnale inequivocabile
che l’intera comunità dovrebbe cogliere e ben interpretare.
Dovrebbe accorgersi quanto sia prezioso questo segnale e agire di conseguenza,
anche perché Pantelleria con la loro presenza è ancora più meravigliosa.
Sono tante le piccole grandi azioni che ognuno può fare per rispondere
positivamente e dare loro il nostro più caloroso benvenuto.
Una tra tutte e forse la più importante è l’apporto di acqua, soprattutto nei
periodi di maggiore siccità.
Questa carenza può essere risolta ponendo delle ciotole d’acqua in quanti più
giardini e dammusi panteschi, in punti dove non possano essere raggiunte dai
gatti, per esempio appendendole ai rami degli alberi o ponendole al centro di
fitti rovi e cespugli.
Meglio porre una pietra al centro della ciotola, in modo che gli uccelli possano
bere e rinfrescarsi più facilmente.
Da parte nostra per ottemperare alla carenza di acqua peculiare dell’isola, è
stato richiesto all’Ente Parco di Pantelleria la messa in opera di uno o più punti
d’acqua dolce, che con le apposite strutture ben mimetizzate potrebbero essere
utilizzati anche come ottimali punti per l’osservazione ornitologica.
Naturalmente questa scarsità d’acqua, comporta un grave pericolo per i continui
danni ambientali provocati dagli incendi dolosi e per questo argomento
dedicherò un approfondito articolo per avvisare la popolazione su come agire e
poter difendersi dalle possibili conseguenze catastrofiche di tali pratiche
criminali.
Un altro aiuto significativo può essere dato dalla semplice moderazione della
velocità degli automobilisti e dei camionisti nei luoghi di massima

concentrazione di uccelli, dove un andatura di 20 – 30 Km orari sarebbe
l’ideale.
Un ulteriore attenzione riducendo la velocità andrebbe rivolta anche nei mesi di
maggio e giugno, quando i giovani nidiacei di ogni specie si apprestano a fare i
primi voli e per questo estremamente inesperti e vulnerabili, tanto che spesso si
attardano sui cigli delle strade.
Inoltre moderando la velocità rendiamo più sicura la nostra guida e quella degli
altri.
Un altro contributo fondamentale potrebbero darlo tutti i proprietari e amici dei
gatti e sull’isola ce ne sono molti, mettendo un collarino con una piccola
campanella.
Questa semplice accortezza potrebbe evitare che vada in porto più del 90%
degli attacchi dei nostri amici felini all’avifauna.
Un altro bellissimo dono che potremmo fare agli uccelli ma anche ai pipistrelli,
è la costruzione di apposite casette nido da porre nei dammusi a ridosso dei
venti e nei luoghi meno frequentati dell’abitazione.
Naturalmente un apporto enorme potrebbero darlo gli agricoltori dell’isola con
una cooperazione coscienziosa e consapevole con la terra, bandendo totalmente
dalla loro pratica agricola l’uso di pesticidi e diserbanti, che purtroppo è ancora
molto frequente sull’isola.
Infatti è ampiamente comprovato da svariati studi scientifici che tale insana
pratica di immettere veleni tossici per la vita, sia altamente deleteria non solo
per la terra, che col tempo si impoverisce fino a divenire una terra morta, arida
e priva di insetti impollinatori e biodiversità, ma incide drammaticamente
anche sulla salute degli esseri umani.
E gli studi indicano chiaramente che il glifosato, diffusamente in uso a
Pantelleria è altamente cancerogeno, mutogeno e tossico per la riproduzione e
risulta essere pericoloso soprattutto per i bambini, gli anziani e le donne in
gravidanza.
Non solo, sterminando le piante erbacee con l’uso di questi veleni chimici, la
terra perde ben presto la capacità di trattenere l’umidità, bloccando così il
naturale ciclo dell’evaporazione e della precipitazione delle particelle d’acqua,
inducendo un impoverimento così drastico degli ecosistemi e tale che in certi
terreni non si riesce a vedere un filo d’erba neanche con la lente
d’ingrandimento, tanto meno un fiore e a lungo andare si creeranno la
condizione ideali per il pericoloso processo di desertificazione.
Insieme a questi veleni tossici andrebbero banditi dall’isola anche le esche per
la derattizzazione e veleni per conigli.
Bisogna comprendere che i roditori una volta intossicati, prima di morire si
aggirano storditi tra i campi e divengono facile preda di rapaci diurni e notturni

e altri uccelli come gli aironi, oltre che di serpenti, di cani e gatti, che di
conseguenza ne vengono irrimediabilmente intossicati.
E bisogna comprendere anche che se un solo topo causasse la morte di un solo
rapace, si riprodurrebbero automaticamente nell’ambiente più di 100-150 topi,
di cui si sarebbe potuto nutrire l’animale nell’arco di un anno.
Considerando che generalmente una femmina di qualsiasi roditore si riproduce
più volte all’anno, con una gestazione di soli 19-21 giorni, 30-32 per i conigli
dando alla luce da 6 a 12 cuccioli, provate a fare un po i calcoli che
scaturiscono dalle conseguenze di un solo topo o coniglio avvelenato.
Inoltre l’Amministrazione Comunale che ringrazio di cuore per la sensibilità e
solidarietà dimostrata in più occasioni, potrebbe iniziare un progetto
importantissimo di dismissione della obsoleta palificazione elettrica e
provvedere al sotterramento dei cavi elettrici su tutto il territorio dell’isola.
E visto i tempi che corrono e come corre lo sviluppo della tecnologia, spesso
non aspettando nessuno, credo che a questa Amministrazione spetti l’onere di
approfondire l’ostico tema degli effetti dei campi elettromagnetici 5G sugli
organismi viventi, allo stesso tempo basandosi altresì sul sacrosanto principio
di precauzione e senso critico fino a quando non siano completati gli studi sui
rischi sulla salute che potrebbe provocare un ulteriore aumento dei limiti dei
campi e delle frequenze elettromagnetiche del Ddl Concorrenza che porta da 6
Volt metro a 15 V/m l’irradiazione elettromagnetica sul territorio.
Mi pronuncio su ciò, poiché i dati pervenuti sono alquanto allarmanti e sono
sicuro che questa Amministrazione sappia agire di conseguenza e attui le giuste
scelte per il bene collettivo.
Grazie infinite alla Direttrice dell’Ente Parco Sonia Anelli e al Sindaco Fabrizio
D’Ancona per aver provveduto alla preziosa stipula della proroga con l’Ente
Aeroportuale e la Compagnia Aerea locale per regolamentare e consentire il
trasporto aereo dell’avifauna ferita o in difficoltà, ma mi preme anche
sollecitare l’Ente Parco per accelerare la messa in opera della rete di protezione
nella zona della “famigerata” Mofeta del Lago di Venere e nel posizionamento
di appositi dissuasori sonori e di movimento, per mettere definitivamente fine
alla strage silenziosa di centinaia di uccelli e altre creature a causa delle
esalazioni di gas tossico che contraddistinguono l’area.
La natura è sempre generosa, ci dona tutto quanto ci bisogni per vivere.
Spesso prendiamo più del necessario ne approfittiamo, tal volta disprezzando e
distruggendo il dono stesso.
Ma è quando doniamo qualcosa o agiamo per essa che gioviamo realmente alla
natura e quindi a noi stessi.

Ciò che lede la natura lede noi stessi, il male che produciamo inevitabilmente ci
si rivolta contro e la stessa cosa vale per la nostra casa Terra.
Possiamo cambiare in meglio le situazione con le nostre scelte quotidiane, con
piccole grandi azioni che incidano positivamente sul futuro delle nostre vite.
A volte immagino l’isola che ritrovi l’antico splendore, che ritrovi
quell’abbondanza che solo una terra rigogliosa di vita possa dare.
Immagino una comunità che inizi a riconoscersi come una famiglia e cominci a
considerare l’intero creato allo stesso modo.
Il messaggio degli uccelli è chiaro, ci stanno dicendo che loro sono qui insieme
a noi e che basta poco per fare di un isola un paradiso.
E tutti noi possiamo dare un contributo per ricordarci che ciò è possibile.
Grazie dell’accoglienza e dell’attenzione, auguro a tutti ogni bene.
Pantelleria li 28 aprile 2024

Il Presidente dell’Associazione l’Avamposto

Anselmo Consolo

Può interessare: Pantelleria – Lago, tanti animali feriti o morti. L’appello dell’Amministrazione: moderata velocità su strada

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1 Commento

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  1. Avatar

    Giusi Orefice

    21:14 - Aprile 29, 2024 at 21:14

    Dopo tanti anni si continua a parlare di progetti, reti, dissuasori, cartelli e intanto la strage della mofeta continua imperterrita col suo quotidiano tributo di morte.
    E dire che basta semplicemente colmare le conche di terra: il gas è pesante e si comporta come l’acqua. Prima colma le conche, che diventano camere a gas, e poi si sversa in direzione della strada, essendoci la montagna dalla parte opposta.
    Anche a Benicula’ ci sono le stesse esalazioni ma la conformazione della grotta favorisce gli sversamenti verso l’esterno

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Ambiente

Ciclone Harry: insolito soccorso sul Simeto da parte di ufficiale della Guardia Costiera a fine servizio

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Il fiume Simeto, il più importante della Sicilia è stato teatro di un insolito salvataggio per la Capitaneria di Porto locale.

Intervento insolito per un pilota della Guardia Costiera, lo scorso 21 gennaio, dopo il passaggio del ciclone Harry.

Non si è trattato di un classico intervento in mare, ma di una operazione di recupero di un uomo e del suo cavallo, entrambi in difficoltà a causa dello straripamento del fiume Simeto. L’insolita attività è stata portata a termine grazie al tempestivo aiuto di un Ufficiale della Guardia Costiera, che rientrava a casa al termine del servizio.

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Pantelleria e Popoli Terme insieme alla Fiera di Parigi. Assessore Bonì “miriamo ad un termalismo fuori stagione”

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Per un turismo destagionalizzato, il progetto sulle terme pantesche

Il successo di Abruzzo Benessere alla Fiera di Parigi, con la forza di Pantelleria e Popoli Terme unite nella promozione del turismo sostenibile. Dopo i quattro giorni di Fiera Mondiale del Termalismo (Parigi 22/25 gennaio), il bilancio della partecipazione, organizzata dalla Agenzia per la promozione del Turismo Sostenibile per Popoli Terme, Pantelleria e la Regione Abruzzo è di grande soddisfazione e successo.
Lo stand allestito in collaborazione con l’associazione dei Comuni Termali, presieduta da Franca Roso, ha avuto tantissimi visitatori, interessati a visitare i centri termali promossi
, con benefici già riscontrati: Popoli Terme ha potuto avvalersi della fama internazionale di Pantelleria, mentre l’isola ha potuto valorizzare le sue indubbie risorse di terme naturali, grazie alla presenza organizzata delle Terme Abruzzesi.

“La possibilità di far conoscere al meglio il nostro programma Abruzzo Regione del Benessere grazie a due convegni tematici nella Fiera ho costituito un momento di grande rilevanza nella strategia di promozione del progetto e della promozione del turismo sostenibile che lo caratterizza; non solo Popoli Terme, ma l’intera Regione con le quattro città partecipanti (Avezzano, Fossacesia, Pineto e Sulmona) ha potuto beneficiare di una vetrina così importante e prestigiosa, in grado di rafforzare il nostro prodotto turistico su uno scenario internazionale”, sottolinea il Consigliere Regionale Luca De Renzis che ha presenziato i due convegni e partecipato alle attività del desk APTS. Il momento clou della partecipazione è stata sicuramente la sottoscrizione del Patto di Collaborazione tra Pantelleria e Popoli Terme in un quadro che interessa non solo il turismo, ma anche altri campi di grande rilevanza come agroalimentare, formazione, servizi ecc.

“È il secondo anno che la nostra città calca un palcoscenico così importante, ciò che costituisce motivo di orgoglio per me che ho creduto dall’inizio a far intraprendere una direzione turistico termale alla nostra realtà territoriale.

“Con il Sindaco D’Ancona c’è stata intesa sin da subito e presto ci saranno incontri di approfondimento sui vari temi che abbiamo trattato”, sottolinea il Sindaco di Popoli Terme, Moriondo Santoro.

“Con la sottoscrizione del Patto di collaborazione con l’APTS di Popoli Terme, il Comune di Pantelleria ha inteso avviare un percorso strategico finalizzato alla valorizzazione degli straordinari fenomeni di termalismo naturale presenti sull’isola, un patrimonio di inestimabile valore ambientale e culturale che rappresenta uno degli elementi identitari più significativi del territorio.
“Tali risorse, da sempre apprezzate dalla comunità locale e dalla popolazione turistica, costituiscono un punto di forza imprescindibile per lo sviluppo di un’offerta turistica qualificata e sostenibile”, conclude il Sindaco Fabrizio D’Ancona.

Per il Sindaco di Pantelleria, era presente a Parigi l’Assessore Massimo Bonì, che così ci ha dichiarato:

 “Siamo stati a questa fiera,  insieme con questo paese abruzzese Popoli Terme, dove sono già sperimentati gli investimenti nelle terme: perché loro ce l’avevano, per un periodo sono state chiuse e da 4-5 anni le hanno riaperte riuscendo il turismo termale a 11 mesi all’anno. 
“Arrivando in fiera, in sostituzione del Sindaco D’Ancona, ho incontrato sia quello di Popoli che il presidente di questa associazione di promozione turistica che anche la presidentessa dell’ANCOT (associazione nazionale dei comuni termali).
“Insieme abbiamo cercato di capire, in questa sede al di là della promozione turistica vera e propria che abbiamo fatto stando ai banchi,  come sono organizzati questi luoghi termali? Cosa dobbiamo fare noi per avere turismo termale? Se intendiamo fare un progetto  cercando di valorizzare Sateria piuttosto che Gadir, devo capire come lo devo gestire materialmente per poter avere un successo.
“Così andremo in Abruzzo a vedere come si sono materialmente organizzati. Stiamo facendo questa riqualificazione del progetto e lo stiamo presentando al Gal affinché poi lo depositi per una richiesta di finanziamento all’Europa per un lancio della nostra isola anche sul termalismo, che serve ad allargare il periodo turistico.”

Dopo il successo dell’esperienza parigina, nei prossimi giorni l’APTS e le due amministrazioni comunali verificheranno la possibilità di partecipazione congiunta ad altre Fiere in programma nel 2026.

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È uscito il terzo numero de “La Voce del Parco”, un racconto di Pantelleria tra memoria, natura e futuro

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È uscito il terzo numero de “La Voce del Parco”, il magazine quadrimestrale dell’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria che continua il suo percorso di racconto dell’isola come luogo vivace attraversato da storie, ricerca scientifica, visioni condivise. Un numero che unisce memoria e futuro, divulgazione e scienza, narrazione e tutela.

Le pagine si aprono con il ricordo di un “nostro concittadino”, Giorgio Armani, che aveva scelto l’isola come luogo dell’anima. Una presenza discreta e costante per oltre mezzo secolo. E con il racconto di Ornella Vanoni, lei solo di passaggio ma protagonista di una stagione irripetibile dell’isola, quando Pantelleria era crocevia di cultura e brillante mondanità.

Due modi diversi di attraversare l’isola ma entrambi parte della sua memoria. Ampio spazio è dedicato al territorio fatto di natura e biodiversità, con i contributi scientifici degli entomologi dell’Università di Palermo sul monitoraggio degli Apoidei selvatici, piccoli grandi protagonisti della salute degli ecosistemi e indicatori preziosi della qualità dell’ambiente. Una ricerca che conferma il ruolo del Parco come presidio di conoscenza e conservazione. Al centro del numero il percorso “Pantelleria 2030” intrapreso da Ente Parco e Comune per costruire l’Agenda 2030 locale ispirata agli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite. Un percorso partecipato che mette al centro i cittadini, le loro visioni, i loro desideri e la responsabilità condivisa di immaginare il futuro dell’isola.

Una Pantelleria che guarda avanti ma senza dimenticare le sue radici ben ancorate alle tradizioni. Si va poi alla scoperta di un luogo degradato dell’isola che nasconde invece un grande valore storico e naturalistico tutto da riscoprire: l’Arenella e Punta Sidèri, cerniera delicata tra paesaggio urbano, costa e Kuddie Rosse. Continua inoltre la valorizzazione della rete sentieristica del Parco, con un itinerario che accompagna lo sguardo del visitatore lungo la costa, tra mare, archeologia e paesaggi vulcanici. Spazio poi alla cultura che significa anche parole. Questo numero raccoglie infatti un lavoro prezioso sui termini toponomastici dell’isola.

Un vero e proprio Dizionario che è un atto di tutela della memoria linguistica e orale, patrimonio fragile e identitario, da valorizzare e ricordare oggi affinché non vada dimenticato in futuro. Si racconta il ritorno alle antiche tradizioni dell’isola quando l’asino pantesco era protagonista della vita quotidiana dei suoi abitanti. Una razza oggi ritrovata e valorizzata, messa al centro del progetto “Pantelleria Asinabile” che intreccia educazione, turismo lento, comunità, relazione profonda tra uomo e animale.

Infine Pantelleria nel mondo, inserita in un atlante delle isole rare d’Europa, accanto a Lofoten, Bornholm e Symi. Un’isola che non ha bisogno di esotismi perché la sua unicità risiede nella forza dei suoi aspri paesaggi vulcanici, nella sua cultura stratificata nei secoli, nella capacità di ispirare artisti, studiosi, scrittori.

“La Voce del Parco” si conferma uno spazio narrativo corale, uno strumento di riscoperta e condivisione, un luogo di ascolto e restituzione di una Pantelleria autentica. Un nuovo numero in cui immergersi con lentezza e con l’animo pronto a farsi sorprendere.

Di seguito il link per scaricare la copia

https://static.parconazionalepantelleria.it/pdf/LaVocedelParco3.pdf

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