Sociale
Pantelleria, più di 3000 euro raccolti per il pulmino dell’Albero Azzurro: il successo della serata e della socialità
Pantelleria: partecipazione e successo per la serata di beneficenza per L’Albero Azzurro. Raccolti più di 3.000 euro, primo passo per acquistare il pulmino
Tantissima gente ha partecipato alla serata di beneficenza di ieri sera al Circolo Agricolo di Scauri, per raccogliere fondi da destinare all’Associazione L’Albero Azzurro per l’acquisto di un pulmino destinato ai ragazzi ‘speciali’ dell’Associazione.
Seppur organizzata in soli 5 giorni, la raccolta fondi con sottoscrizione a premi, culminata nella serata-evento di ieri, ha portato alla raccolta di 3.092,00€, una raccolta considerata parziale per due motivi. Il primo è che continuano ad arrivare donazioni e il secondo è che si è trattato di un primo passo per arrivare alla somma necessaria per l’acquisto del pulmino.
Un percorso che servirà anche a sensibilizzare la comunità sulla disabilità e a creare appuntamenti e progetti reali di inclusione, perché, proprio come ha sottolineato Giacomo Policardo aprendo la serata sulle emozionanti note di Gianni Belvisi, conoscendosi, stando insieme, si cresce, ci si diverte e soprattutto si impara a fidarsi gli uni degli altri, senza differenze, senza paure.
Lucia Boldi e Francesca Marrucci si sono alternate nella conduzione della serata, spiegando come è nato il progetto, gli scopi e soprattutto sottolineando la grande gara di solidarietà sia nel donare i premi della sottoscrizione (ben 30!) che nel vendere biglietti, acquistarli e fare donazioni.
Il Presidente, Salvino Marino, ha portato il saluto del Circolo che, insieme al Circolo Trieste hanno anche fatto una donazione per la serata e anche la Misericordia ha voluto consegnare il suo contributo ad Angela Rizzo, Presidente dell’Albero Azzurro che ha raccontato la vita associativa dei ragazzi, le attività e il rapporto intenso di amicizia che hanno sviluppato nonostante le differenze tra loro. Sono arrivati anche i saluti di Italo Cucci, Commissario del Parco Nazionale, impegnato a Trapani, e in sala ha rappresentato l’Amministrazione, che era stata invitata, l’Assessore Bonì.
La serata è poi proseguita con un susseguirsi senza sosta di esibizioni notevoli degli artisti che si sono prestati con entusiasmo e tanta emozione a portare le loro performance per la causa, oltre ai già citati Gianni Belvisi, che ha incantato la platea con le atmosfere della sua musica, e Giacomo Policardo, che poi si è esibito anche come rumorista e in un pezzo freestyle di beat box, Eloisa Bernardo, dalla voce suadente e magica da brividi, Caterina D’Aietti, che oltre che poetessa ieri abbiamo scoperto anche pittrice, Charlotte, al secolo Sabina Esposito, che ha dedicato la sua ‘Vorrei me’ alle ragazze de L’Albero Azzurro che l’hanno intonata a memoria, l’ipnotico e istrionico Gianni Bernardo che, come ci ha abituato, ha catturato e coinvolto la platea con la sua maestria e la trascinante Nuccia Farina, che ha dovuto esibirsi in due bis nonostante fosse già stata fatta l’estrazione dei premi e fosse ormai mezzanotte.
Commossa, Angela Rizzo non nasconde l’emozione: “Un grazie di cuore a tutti quelli che si sono prodigati per la riuscita della serata, ai presenti e non presenti che hanno contribuito con le donazioni. Solidarietà, vicinanza, generosità ed emozioni: un mix di tante belle cose che fanno bene al cuore. Nella serata di ieri sera avete fatto sentire i nostri ragazzi ancora più SPECIALI.”
Tanto entusiasmo, tanta allegria, tanta commozione in una serata in cui il messaggio è stato aiutiamoci e fidiamoci l’un l’altro. In tantissimi hanno lavorato alla riuscita dell’evento, dimostrando di aver recepito il messaggio. L’inizio di un percorso di inclusione e coinvolgimento che comprenderà tanti altri eventi, progetti e attività da portare avanti come comunità, senza ghetti né distinzioni.
Sociale
Pantelleria, un viaggio nella legalità con Fiammetta Borsellino nelle scuole, in nome del padre Paolo
Ha avuto inizio la mattina di oggi, 27 aprile 2026, la tre giorni di “In nome di Paolo Borsellino: un viaggio nella legalità.”
Il progetto ideato e curato dall‘Istituto Omnicomprensivo Almanza D’Aietti, vede la partecipazione di diverse scuole a partire dalla elementari, fino alle superiori. Così, sotto lo sguardo attento del Preside Fortunato Di Bartolo e la regia della docente Giovanna Drago, la prima delle tre giornate si è svolta tra cori, disegni, poesie in rima baciata e racconti, che hanno intrattenuto la gremita sala del Circolo La Tinozza del Capoluogo.
Immediata è stata l’introduzione dell’Assessore alla Cultura, nonchè vicesindaco, Adele Pineda, e la presentazione dell’ospite d’eccezione: Fiammetta Borsellino, che è stata il vero comandante del viaggio nella legalità di questa prima tappa.

Lapidarie le parole della figlia del compianto magistrato, barbaramente ucciso nell’attentato di Via d’Amelio, sull’importanza della legalità, come si insegna, come si coltiva con pazienza e positività. Ha colpito tutti una sua espressione, alla domanda di come avesse vissuto la tragica scomparsa ed ella si è dichiarata felice e fiduciosa.
Borsellino e i giovani
Così, Fiammetta Borsellino ha dato il varo al viaggio “Ringrazio tutta la comunità, l’amministrazione comunale, la docente Giovanna Drago per la passione che mette nel fare le cose: non è tanto importante quello che si fa ma come si fa.” Ma il ringraziamento più sentito l’ha rivolto agli studenti, ai giovani, che sono “i veri protagonisti di queste giornate. Senza dimenticare le famiglie, che sono un anello importantissimo di questo percorso. Le famiglie sono il centro dove si sviluppa la nostra vita, la nostra crescita. I genitori devono lavorare in tandem con la scuola. Perchè così come la lotta alla mafia non può essere delegata soltanto ai magistrati, alle forze dell’ordine, così l’azione educativa non deve essere delegata solo alla scuola. Tra quello che si fa a scuola e quello che si fa in famiglia ci deve essere molta coerenza e quello che si deve fare insieme a comune, regione per un sano sviluppo dei ragazzi”.
Quest’ultimo punto è da riferirsi all’importanza di centri sportivi o di aggregazione spontanea per fare musica, teatro, dove si può coltivare la bellezza, unico strumento per sconfiggere le mafie. Quando si coltiva il sapere ci si oppone all’ingoranza, terreno fertile per la mafia per crescere e andare avanti.

La Palermo di Borsellino e il quartiere La Kalsa
Da qui, la Borsellino, con la sua narrazione squisitamente elegante e affascinante, ha compiuto senza sforzi un escursus nell’infanzia del genitore. Una infanzia per niente facile, in un quartiere per niente accogliente come quello di La Kalsa. Si pensi che La Kalsa (o Calza) è uno dei quartieri più antichi e storici di Palermo, fondato nel X secolo durante la dominazione araba come cittadella fortificata dell’emiro. Esso è situato nel centro storico ed è un rione ricco di arte, cultura, palazzi nobiliari e botteghe, oggi riqualificato.
Quando il magistrato era bambino, quella zona palermitana era tra le più degradate e povere della città, anche a seguito delle Guerre, dei terremoti. Eppure Borsellino amava quel quartiere proprio per quella bellezza e importanza storica che ancora lo dominano. Tenero il riferimento al nonno farmacista che ci spiegava ancor più l’esigenza di vivere lì.

Borsellino giocava a pallone in Piazza Maggiore con i figli e nipoti dei mafiosi: erano tutti insieme. Poi, nella crescita, stava ai ragazzi comprendere da che parte stare e tanti come lui, nati in quel contesto, hanno preferito la legalità, in nome della libertà. Quella gioventù aveva capito che Palermo era bellissima, meravigliosa, ma doveva convivere con cose che non vanno bene. E’ lì che in Paolo e il suo amico Giovanni falcone scatta la voglia di fare qualcosa per la loro terra, per liberarla dal cancro della mafia.
Così Borsellino, osservando la sua Palermo all’inizio della sua carriera forense disse “Palermo non mi piaceva, per questo ho imparato ad amarla, perchè il vero amore consiste nell’amare ciò che non ci piace per poterlo cambiare.” Borsellino capì bene questo concetto, al punto di pensare di rinunciare alla propria libertà per perseguire un obiettivo: la tutela del bene comune, dei diritti, delle regole.

Dopo l’acuto insegnamento sull’amore, che non è ricevere ma dare, Fiammetta Borsellino così ha continuato “Mio padre credeva che per combattere il male è investire e dedicarsi ai giovani,” che rappresentano la manovalanza spiccia della cosca. Da qui, prima di concludere la prima parte del suo intervento, la Fiammetta Borsellino ha spiegato che “la mafia è una mentalità sbagliata, che si può annidare in ciascuno di noi nel momento in cui cediamo a comportamenti sbagliati anche verso i compagni, gli amici. Si pensi che non si nasce mafiosi, ma si cresce semplicemente in un contesto dove la violenza è il linguaggio più attraene.”
Il compione ha previsto più di un intervento corale da parte degli alunni della Dante Alighieri e della scuola di Khamma
Inni agli eroi, alla loro determinanzione, al loro rifiuto categorico di accettare un sistema fatto di delinquenza, prepotenza, omertà.
E’ stata nel complesso una mattinata fatta di emozioni, sia per l’ospite, sia per tutto il pubblico. Ricordi, sentimenti, tutti esposti con tatto, umiltà ed eleganza, e questo ha fatto si che ciascuno dei presenti si sentisse vicino alla vittima Paolo Borsellino, come fosse un parte di sè.
Molto spazio si è dedicato anche a coloro che hanno perso la vita per proteggere quella del magistrato antimafia, poichè ciascuno di loro ha compiuto le stesse rinunce alla libertà personale in nome della stessa libertà collettiva. Uomini e donne che accompagnavano in ogni momento della giornata tutt i membri della famiglia, anche quando spesso venivano a Pantelleria, isola amata da colui che aveva il ruolo di Procuratore della Repubblica di Marsala.
Così, quella piccola grande donna ci ha fatto compiere un ulteriore viaggio nelle passioni del padre, ad iniziare dalla pesca, da Gadir, dalla barca, rendendo sempre più umano un eroe che potrebbe sembrare irraggiungibile e che ha insegnato che tutti noi possiamo diventare eroi contro la mafia.
Ed è con una risposta ad una domanda, sull’esistenza di Fiammetta dopo quel maledetto 19 luglio 1992: “io sono felice“, felice degli insegnamenti del papà che l’hanno strutturata positiva e propositiva e ricca di quel sapere e di quella sensibilità tanto rare quanto preziose.

Programma progetto
Domani il programma prosegue con la seguente scaletta:
SECONDA GIORNATA: Martedì 28 Aprile 2026 dalle ore 9.30 alle ore13.00: Primo turno: 9:30-11:00: Istituto di Istruzione Superiore: partecipano le classi del primo biennio di tutti gli indirizzi. Secondo turno: 11:30- 13:00: classi del secondo biennio e del quinto anno di tutti gli indirizzi.
TERZA GIORNATA: Mercoledì 29 Aprile 2026 dalle ore 10.00 alle ore 11.00: MOMENTO MUSICALE FINALE presso il cortile del plesso di Via San Nicola della Scuola Secondaria di primo grado
Le alunne e gli alunni della Scuola Secondaria di primo grado, guidati dai Docenti di strumento musicale e con la partecipazione delle alunne e degli alunni delle classi quinte della Scuola Primaria, eseguiranno un saggio musicale, alla presenza della Dott.ssa Fiammetta Borsellino.
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Salute
Nasce il nuoto in acque libere per salvamento “Sea Rescue Dragon”: la sfida in mare della FISA che rivoluziona il salvataggio in Italia
PULSANO (TA), 17 aprile 2026 – Le acque di Pulsano hanno tenuto a battesimo del Nuoto in Acque Libere per Salvamento “Sea Rescue Dragon”, ideato e realizzato dalla FISA (Federazione Italiana Salvamento Acquatico). L’addestramento, svoltosi il 16 aprile, è il pilastro operativo di un nuovo settore che punta a ridefinire gli standard della sicurezza balneare nel nostro Paese.
La svolta istituzionale e la nuova guida
Il progetto nasce a seguito della nomina del 24 febbraio 2026, quando il Presidente Nazionale FISA, Raffaele Perrotta, ha affidato a Ivan Marrocco l’incarico di Responsabile Nazionale di questo specifico settore. Con la Sea Rescue Dragon, la FISA apre ufficialmente una divisione finora inesistente in Italia, colmando un vuoto fondamentale per la formazione e l’addestramento degli Assistenti Bagnanti.
Perché “Sea Rescue Dragon”?
Questo addestramento è stato progettato come una prova di forza, tecnica e resilienza. Per la FISA, il Nuoto in Acque Libere rappresenta la disciplina base per ogni bagnino, il fondamento su cui si poggiano tutte le altre attività di salvamento.
“Un Assistente Bagnanti deve essere in grado di operare in qualsiasi condizione meteo-marina”, spiegano dalla Federazione. “La Sea Rescue Dragon nasce per addestrare i nostri professionisti ad affrontare il mare aperto, garantendo una prontezza operativa che solo il confronto costante con l’acqua libera può dare.”
Il debutto a Pulsano con la FISA Taranto
A inaugurare questa prima storica sessione è stato il gruppo della FISA Taranto. I partecipanti si sono misurati in un contesto che unisce l’agonismo all’addestramento specifico, portando in acqua quei valori di coraggio e preparazione tecnica che la Federazione promuove su tutto il territorio nazionale.
Un nuovo standard per l’Italia
Con la realizzazione della Sea Rescue Dragon, la FISA lancia un messaggio chiaro: la sicurezza dei bagnanti passa attraverso una formazione continua e specialistica. Sotto la guida di Ivan Marrocco, l’ addestramento e gli eventi di gare diventeranno il punto di riferimento per testare le capacità dei soccorritori italiani, elevando il nuoto di fondo a strumento indispensabile per la salvaguardia della vita umana in mare.
Cultura
Pantelleria – Festa della Liberazione, tutti in piazza a celebrare la libertà e la democrazia
Il Comune di Pantelleria invita la cittadinanza a partecipare alla breve cerimonia che si terrà in occasione della Festa della Liberazione.
L’appuntamento è in programma sabato 25 aprile 2026, alle ore 10.30, in Piazza Cavour.
Un momento di raccoglimento e memoria condivisa, nel ricordo dei valori della libertà e della democrazia.
L’anniversario della liberazione d’Italia è una festa nazionale della Repubblica Italiana, che si celebra ogni 25 aprile per celebrare la liberazione dell’Italia dal nazifascismo e la fine dell’occupazione nazista con l’abolizione del regime fascista.
Questa data rappresenta il simbolo della Resistenza dei partigiani, portando intrinsecamente un profondo significato politico e militare.
Questa giornata fu dichiarata festa nazionale il 22 aprile 1946, su proposta del Presidente del Consiglio Alcide De Gasperi.
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