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Cultura

“Pantelleria Isola Maestra”, sul libro di Franca Zona note di Angelo Fumuso

Redazione

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In un tempo in cui si parla di sviluppi sostenibili, di nuove strade da percorrere per l’isola, questo libro di Franca Zona giunge a fagiolo. Mi  ha dato spunto a riflessioni e ragionamenti che ho voluto bloccare scrivendo.

Pantelleria, l’isola Maestra, gia’ il titolo e’ molto eloquente: il termine Maestra e’ azzecatissimo. Maestro e’ colui che insegna e allora poniamoci il quesito, : ma cosa ci insegna la nostra isola? Quali saperi ci trasmette ?

“Pantelleria luogo antropologico che non si lascia affascinare dal nuovo che avanza”, troviamo a a pagina otto. In un vecchio biglietto di auguri, che qualche anno fa ricevetti, cera una dedica che ancora ricordo. “Non sei vecchio, sei solo antico”. Due sinonimi che sinonimi non sono, vecchio si addice ad una cosa obsoleta che non si adopera piu’ caduta in disuso in quanto il suo uso e’ stato superato. Antico e’ una cosa il cui valore e uso si continua nel tempo ed e’ valido sempre. Scusatemi l’ardire di paragonarmi alla mia isola, ma sono convinto che  io e la mia isola, siamo antichi !

Il sapere che ci trasmette e’ un sapere antico fatto di adattamento, di sopravvivenza, di usi e costumi atti a superare e domare le difficoltà che vivere e sopravivere in un isola ha posto ai nostri antenati. 

Parliamo sempre di bellezza 

“Insula una,facies mille “. Mai definizione e’ stata cosi’ calzante per definire l di qualche decennio fa.a nostra isola, ” lo scoglio nero” come lo chiamo io. Nei varia anni, parlando con gli amici che sono venuti nell’isola , che sentendo il perimetro dell’isola mi dicevano apertamente , ma e’ un isola che si puo’ girare tranquillamente a piedi. Che si possa girare a piedi, volendo, e’ cosa fattibile!  basta essere dei buoni maratoneti! Ma venendo sull’isola e toccando con mano l’orografia dell’isola si capisce bene che questa, nel suo piccolo, e’ un continente! Ci si rende conto subito che ci vuole un’auto o magari uno scooter, anche considerando la brevità delle vacanze ( una settimana ) rispetto ad una volta ( un mese).

La natura unica e indomabile si presenta con innumerevoli ” facies’, ora calma statica , ora impetuosa con un vento travolgente di Maestrale ed una costante di Scirocco. Pensiamo sempre di poterla domare, ma Lei strappa le redini e si alza prepotente e impietosa, carattere indomito.

Ricordo nell’unica e irrepetibile conferenza dell’amico e Archeologo Nicolinaffigura il pantesco come un contadino che da’ le spalle al mare e guardai in tal senso ilaffigura il racconto di una nave da guerra inglese che attracco davanti all’isola convinta di essere al sicuro e se ne dovette scappare di corsa  di corsa per non finire sugli scogli della lanterna. Osa che  ancora oggi accade: pensiamo al peschereccio e allo jacth cronaca di qualche decennio fa.

Il pantesco rappresenta una pecularieta’ piu’ importante: Abitante di un isola posta al centro del Mediterraneo, tra le coste africane e siciliane, sempreAGRICOLTURA. terra di conquista contesa tra i popoli africani e i popoli europei, non e’ amante del mare ! Preferisce sempre l’AGRICOLTURA.oggetiva

Nel suo libro, raffigura il pantesco come un contadino che da’ le spalle al mare, per rivolgere il suo sguardo all’interno dell’Isola. Se non e’ questa la piu’ grandeari Dammusi i e delle contrade in un primo periodo, ari contraddizione e pecularieta’ del mondo !

Come ben dice l’Archeologo Thomas Scifer, l’isola e’ ben visibile  dall’ Africa che tra l’altro e piu’ vicina, rispetto alla Sicilia. L’isola di origine vulcanica, e’ stata abitata  per prima dagli uccelli nel loro processo di migrazione dall’Europa all’Africa  e viceversa., , infatti fu chiamata ” Iranim” L’isola degli struzzi”. Cosi’ fu colonizzata da Cartagine ed entro a fare parte della loro federazione. Era un isola Stato con la sua moneta, il suo esercito e il suo governo.

Ripeto il pantesco non guarda il mare, guarda l’ierno dell’isola, infatti lui e’ prettamente contadino piuttosto che marinaio.

Il pescatore lo fa solo per diletto specialmente quando lavora nei terreni, Da piccolo di dietro isola, stanco di nutrirsi  di zibibbo e dei prodotti del suo orto. Infatti i pescatori professionisti si sono contati sempre sulle dita di una mano. 

Lo spirito unitario e di collaborazione reciproca, cosa rara per il pantesco che come contadino ha sempre una visione sempre una visione sogg” vinni in “casa”. Casa ettiva, si vede solamente quando nacquero le contrade che unitariamente costruirono chiesa e Circolo

CIRCOLO – quando nella presentazione avete nominato i Circoli Panteschi, mi sono ritornati alla mente alcuni discorsi. L’isola per molti secoli e’ stata riserva di caccia del Re. Quando questo vincolo cadde, i Panteschi cominciarono a colonizzare di terreni per l’Agricoltura l’isola, oltre i terreni vicino il capoluogo.

 Costruirono dei piccoli Dammusi monocamera e la stalla per lo Sceccu. Quando i terreni erano confinanti, si crearono le contrade.  Unitariamente gli abitanti delle contrade, costruirono Chiesa e Circolo.

E per me il termine Circolo riechceggia questo significato di unitarieta’ di eguaglianza tra gli abitanti. Un po’ come la tavola  rotonda di Re Artu’,  presieduta da lui con i cavalieri in una posizione egualitaria con tutti. Il presidente era ed e’ eletto dai soci e le cariche sociali, ruotano come nella Repubblica di Atene. Da piccolo sentivo sempre dire agli anziani ” turnamu ‘casa” . Casa era il paese , il capoluogo dell’Isola, cioe’ Pantelleria centro. E questo per avvolorare la precarieta’ del vari Dammusi i, sparsi sull’isola e l’attaccamento al centro dell’Isola, cioe’ Pantelleria Centro.

Sicuramente usero’ il libro di Franca come una bussola, un Bignami  che mi fara’ guida nel mio cammino alla scoperta della mia isola.

Angelo Fumuso

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Spettacolo

Sal Da Vinci parteciperà all’Eurovision 2026? La sua risposta è già nella canzone “Per Sempre Si”

Redazione

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Sal Da Vinci sarà tra i protagonisti dell’Eurovision Song Contest 2026. L’annuncio è arrivato il 1°
marzo, quando l’artista ha confermato ufficialmente la propria partecipazione alla manifestazione
musicale europea, rispondendo alla rituale domanda sulla presenza italiana alla competizione. Una
conferma che proietta il cantante su un palco internazionale tra i più seguiti al mondo.
La conferma in conferenza stampa
Durante la conferenza stampa del 1° marzo, Sal Da Vinci ha spiegato di aver accettato l’invito fin
dal primo momento, richiamando anche il titolo del brano presentato al Festival con una frase
significativa: ha dichiarato di aver detto “Per sempre sì” all’Eurovision. L’artista ha evidenziato di
sentire il peso della responsabilità nel portare la propria musica in un contesto europeo, ma allo
stesso tempo di voler vivere questa esperienza con entusiasmo e orgoglio.
la partecipazione all’Eurovision 2026
La manifestazione Eurosvision Song Contest 2026 si svolgerà a Vienna, coinvolgendo Sal Da Vinci
nelle tre serate programmate. Le date ufficiali sono 12 maggio 2026, 14 maggio 2026 e 16 maggio
2026, comprendendo due semifinali e la finale. L’evento riunisce artisti provenienti da diverse
nazioni europee davanti a un pubblico internazionale e a milioni di telespettatori.
Un nuovo capitolo nel percorso artistico
La partecipazione all’Eurovision 2026 segna un nuovo capitolo nel cammino professionale di Sal Da
Vinci, chiamato a confrontarsi con una platea europea e con una delle contestazioni musicali più
rilevanti a livello internazionale.
L’Accademia delle Prefi augura al vincitore di Sanremo 2026 di ottenere la giusta affermazione del
suo talento canoro a livello Europeo.

Salvatore Battaglia
Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

Pantelleria Capitale del Mare, questa volta no. Passa Ravenna per il 2026

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Questa mattina alle ore 11.30, dalla Sala Monumentale presso Palazzo Chigi si è tenuta la nomina della capitale del Mare, alla presenza del Ministro ad hoc, Nello Musumeci.
Musumeci “Questa iniziativa nata da una conversazione con alcuni collaboratori è nata per rendere competitivo il valore di una comunità con il suo rapporto con il mare. Il Governo ha al centro del programma la valorizzazione del mare. Questo significa avviare una interlocuzione seria e diretta specie con le comunità che vivono di mare.
“Abbiamo 8000 chilometri di costa circa lungo le quali ci sono città di mare e città con il mare. Quest’ultima fa del mare un paesaggio ma non ne dà caratteristica, come la città di mare che è condizionata nella sua economia, nel suo linguaggio.
“E’ questo divario che va superato.
“Non si può parlare di queste località solo per quattro mesi l’anno.
“Le isole minori durante l’inverno non vivono gli stessi diritti.”

Diverse località della Sicilia si sono contese il titolo ambito di Capitale del Mare. Ma passa Ravenna, perchè la risposta al bando è stata più allineata, con una valutazione unanime della giuria.

Già intanto si pensa alla prossima candidatura per il 2027.

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Cultura

Modica mette le mani in pasta: inaugurata l’unica sede siciliana di “Scuola Italiana Pizzaioli”. La Sicilia entra nel network mondiale della pizza

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C’è un profumo che racconta futuro, impasti che lievitano e sogni che prendono forma. Da ieri Modica non è soltanto capitale del cioccolato e gioiello barocco: è anche la casa siciliana della formazione d’eccellenza per pizzaioli. Tra applausi, la presenza di numerosi operatori del settore e pizze appena sfornate, ha aperto ufficialmente l’unica sede nell’isola di “Scuola Italiana Pizzaioli”. In questo modo la Sicilia entra nel network mondiale della pizza. Ospitata nei laboratori di formazione di Nigro Catering, in via Sorda–Sampieri, la scuola punta a fare di Modica e dell’area del Sud Est un un riferimento per il mondo della pizza, con uno sguardo ai nuovi trend e alla crescente professionalizzazione del settore.

Del resto oggi il pizzaiolo è tecnico, gastronomo, imprenditore. A fare gli onori di casa è stato Carmelo Nigro, presidente di Nigro Catering, che ha sottolineato il valore strategico dell’iniziativa: “Abbiamo investito in una sala formazione moderna e attrezzata, immaginandola come uno spazio vivo, capace di generare crescita. Ospitare una realtà di questo livello significa renderla ancora più funzionale e dare un contributo concreto allo sviluppo del mercato”.

Tra gli interventi, quello di Giorgio Agugiaro, presidente di Agugiaro & Figna Molini, che ha richiamato il legame tra qualità della cucina italiana e selezione delle materie prime: “La bontà della nostra cucina italiana nasce da ingredienti straordinari. Nel caso della pizza, tutto parte dalla farina: occorrono prodotti eccellenti e professionisti capaci di interpretarli al meglio. Solo così si può costruire un risultato davvero distintivo”. Un messaggio che si inserisce perfettamente nella filosofia della scuola, da oltre 35 anni impegnata a coniugare tecnica, scienza e manualità. Il sindaco Maria Monisteri ha salutato con entusiasmo l’apertura della sede modicana: “Modica è conosciuta nel mondo per il suo cioccolato e per il barocco, ma oggi dimostra di essere anche una città capace di attrarre nuove opportunità formative e professionali.

La presenza dell’unica sede siciliana di questa scuola rafforza la nostra identità di territorio dinamico e aperto alla crescita”. Un riconoscimento importante per una città che amplia così la propria offerta formativa in ambito enogastronomico, come ribadito anche da Enrico Bonardo, direttore commerciale e marketing di “Scuola Italiana Pizzaioli” che ha sottolineato l’ampia offerta didattica. “Crediamo profondamente nel valore della formazione. Ogni giorno mettiamo in comune esperienza, passione e competenze con chi desidera trasformare l’arte della pizza in una professione solida e riconosciuta”.


Bonardo ha ricordato i numeri di una realtà fondata nel 1988: oltre 20.000 pizzaioli formati, 100 Master Istruttori e 44 sedi didattiche in 20 Paesi nel mondo, frutto di un percorso costruito su basi scientifiche e su un costante aggiornamento. “Il pizzaiolo di oggi – ha spiegato – non è solo un esecutore. Deve conoscere gli impasti in profondità, saper scegliere e valorizzare le materie prime, comprendere aspetti nutrizionali e gestionali. È un professionista che unisce competenze tecniche e capacità imprenditoriali”. Ampio spazio è stato dedicato ai diversi percorsi: dai corsi professionali pizzaiolo di primo livello e avanzato, ai programmi di alta formazione per professionisti ed imprenditori della ristorazione, fino ai corsi di specializzazione sui nuovi trend – dall’attenzione al benessere e alle lievitazioni alternative fino all’approccio gourmet.

Tra le proposte di punta anche il corso pizza gourmet, realizzato in collaborazione con Alma – la Scuola Internazionale di Cucina Italiana, e le sinergie con l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo, a testimonianza di un dialogo costante tra mondo accademico e professionale. Bonardo ha inoltre evidenziato l’importanza del percorso formativo certificato, che garantisce selezione rigorosa dei docenti, criteri chiari di valutazione e la supervisione di un comitato tecnico multidisciplinare. Grande attenzione è rivolta ai cambiamenti del mercato: pizza e benessere, impasti alternativi, proposte vegetali, contaminazioni gourmet e prodotti da forno legati allo street food. Un aggiornamento costante che consente ai pizzaioli di ampliare l’offerta, intercettare nuove fasce di clientela e rafforzare la competitività delle proprie pizzerie.

L’inaugurazione si è conclusa con una degustazione di pizze appena sfornate dai Master Istruttori presenti, dimostrazione concreta di tecnica, ricerca e cura delle materie prime. Per poter avere informazioni e accedere ai corsi è possibile collegarsi al sito web scuolaitalianapizzaioli.it

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