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Economia

Pantelleria, domenica 3 aprile candidature e votazioni rappresentanti di ogni categoria merceologica

Redazione

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CHIAMATA IMPORTANTE PER I COMMERCIANTI DI PANTELLERIA

 

Domenica 3 aprile 2022, dalle 15.45, si terrà presso la sala del Bar Tikirriki, via borgo Italia 7,  Pantelleria (TP), la prima assemblea dell’associazione “IMMAGINA PANTELLERIA”.

Da anni i commercianti panteschi e non solo, cercano un modo per portare i problemi propri e quelli dell’intera comunità sul tavolo delle istituzioni, in modo da poter programmare strategie che possano puntare allo sviluppo della nostra isola, tenendo presente le esigenze che il territorio esprime.

Con questo intento nasce quest’associazione che cerca di proporre una voce unica e forte per le imprese che operano sul territorio al fine di essere ascoltati.

E’ importante che ogni categoria merceologica abbia un rappresentate che possa portare al tavolo le problematiche relative al proprio comparto ma anche idee, progetti e proposte per migliorarli. Per questo è importante che i commercianti uniti partecipino ed esprimano il proprio voto.

L’assemblea vedrà le dimissioni dell’attuale consiglio di amministrazione fondatori Associazione al

fine di formare una nuova dirigenza democratica tramite votazione. Chiunque voglia rappresentare la propria categoria può presentare la propria candidatura nei giorni precedenti la riunione tramite email info@immaginapantelleria.com o presentandola durante l’assemblea.

 

 

Di seguito le 9 macro categorie da rappresentare:

Identificazione categorie merceologiche
Nome Categoria: Attività incluse:
Ricettività Alberghi – B&B – resort – etc.
Commercio al dettaglio Fiorai -ricambi auto- orto frutta- alimentari- abbigliamento – accessori- etc
Ristoranti e bar Ristoranti – tavola calda- trattorie -bar – gelateria- etc
Autonoleggi Autonoleggi – taxi – noleggio con conducente etc
Attività Nautiche Noleggio barche senza conducente – noleggio barche con conducente -lavori portuali
Immobiliare Geometri. Architetti – ingegneri- imprese edili – agenti immobiliari – agenzie di affari etc
Servizi turistici e non Agenzie escursionistiche -agenzie marittime – agenzie di viaggi- audio service- intrattenimento – etc
Artigiani Parrucchieri- estetisti- elettricisti- idraulici- manutenzione – giardinaggio
Agricoltura Aziende agricole- produzione di prodotti tipici- aziende vinicole

 

 

 

All’ordine del giorno ci sono altri temi importanti come:

 

  1. Posizione  Associazione nei confronti  disservizi Telecom del giugno 21. L’Associazione ha già nel luglio 21 dato mandato ai propri legali di procedere legalmente nei confronti dell’inerzia di Telecom. Adesso l’assemblea è chiamata a prendere una decisione sulla prosecuzione richiesta danni arrecati alla comunità attraverso una causa legale comune ( Class Action )

 

  1. Relazione degli incontri di presentazione con Comune ed Ente Parco

 

  1. Relazione incontro con Comune in merito fondi PNRR “Isole verdi”

 

  1. Posizione Associazione in merito collegamenti aerei DAT in imminente scadenza di contratto.

 

 

Considerata l’importanza dell’Assemblea, è fondamentale la partecipazione dei soci e di chiunque voglia associarsi. Qualora si fosse impossibilitati, sarà possibile farsi rappresentare da altra persona di propria fiducia, purché munita di apposita delega scritta.

 

 Facsimile di delega

 

 

 

Economia

Autonomie locali, 115 milioni per i Comuni siciliani dal Fondo per investimenti 2026. Ecco quanto a Pantelleria

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 Elenco completo di tutti i comuni siciliani, tra cui Pantelleria, Favignana e Lampedusa

È stato approvato con decreto del presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, in qualità di assessore ad interim per le Autonomie locali, il piano di riparto dei 115 milioni di euro del bilancio regionale destinati per il 2026 al Fondo per investimenti dei Comuni siciliani.

Le risorse, previste dall’ultima legge di Stabilità, sono assegnate alle amministrazioni secondo i parametri previsti dalla normativa regionale e possono essere utilizzate anche per il pagamento delle quote capitale dei mutui accesi per spese di investimento.

La settimana scorsa la Regione aveva approvato anche la ripartizione dei 289 milioni di euro di risorse regionali che spettano agli enti locali per il 2026 per le spese correnti relative alle funzioni proprie, autorizzando il pagamento delle prime tre trimestralità.

Il decreto sul Fondo per investimenti dei Comuni, con le relative tabelle di attribuzione delle somme, è pubblicato sul portale istituzionale della Regione Siciliana.

Consulta il decreto, comprendente la tabella di riparto

Ecco quanto a Pantelleria:

 

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Economia

Crisi di Hormuz: carburanti fino al +45% e bollette sempre più care

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Più di 3.000 petroliere al mese attraversano il passaggio di Hormuz, un corridoio largo poco più di 33 chilometri in uno dei punti più stretti. È da qui che passa una quota decisiva del petrolio marittimo mondiale, e la scelta iraniana di limitare i transiti ha trasformato una crisi militare in uno shock economico immediato. Il punto non riguarda solo il Golfo: il rincaro di greggio, diesel, gas e carburanti per l’aviazione si riflette già sui costi di trasporto, sui prezzi industriali e sulle aspettative d’inflazione in Europa e negli Stati Uniti. In uno scenario simile tornano centrali sia il mercato energetico sia il costo dell’energia elettrica, perché ogni tensione sulle materie prime si trasmette rapidamente a famiglie e imprese.

Il corridoio energetico del Golfo
La novità delle ultime ore è che lo Stretto non risulta chiuso in modo assoluto, ma sottoposto a un filtro politico e commerciale. Teheran sta usando il passaggio come leva selettiva, penalizzando i nemici e favorendo partner e Paesi ritenuti non ostili, mentre sull’area pesa anche l’ultimatum statunitense di un possibile intervento per riaprire la rotta. Alcune petroliere sono riuscite ad attraversare in sicurezza e anche l’Iraq ha comunicato la possibilità di far transitare il proprio greggio, segnale di una restrizione variabile più che di una serrata totale.

È proprio questa gestione discrezionale a rendere la crisi più destabilizzante per i mercati. Il problema non è soltanto la quantità di barili che rischia di fermarsi, ma l’incertezza sulla regolarità delle consegne e sui costi assicurativi e logistici per gli armatori. In un sistema che vive di flussi continui, anche un canale formalmente aperto ma politicamente instabile produce tensione sui futures, spinge in alto il prezzo del greggio e allarga il premio di rischio sull’intera catena energetica.

Gli effetti su carburanti e inflazione
La ricaduta più visibile è già quella sui carburanti. I dati più recenti mostrano un forte aumento dei prezzi negli Stati Uniti:

Dall’inizio del conflitto la benzina è salita del 37%, passando da 2,98 a 4,08 dollari al gallone.
Il diesel è aumentato del 45% in un mese, mostrando una reazione ancora più violenta alla crisi di approvvigionamento.
Il dato è rilevante anche per l’Europa, perché il diesel resta la base del trasporto merci e di molte filiere industriali.
Quando sale il diesel, l’effetto non si ferma alla pompa ma si trasferisce su logistica, distribuzione e prezzi finali.
In Italia l’allarme si è allargato anche all’aviazione. Si registrano prime limitazioni ai rifornimenti in diversi aeroporti, con alcuni scali senza carburante fino a determinate fasce orarie e altri operativi solo con quantità limitate per specifiche categorie di voli. La conseguenza pratica è doppia: famiglie e imprese possono trovarsi davanti a costi più alti, sia nelle bollette della luce sia nelle bollette del gas, mentre governi e banche centrali rischiano di fronteggiare una nuova ondata di rincari importati.

Le mosse diplomatiche e la vulnerabilità europea
Il punto strategico è che l’Occidente dispone di margini limitati e costosi. Nelle ultime settimane si è formato anche un coordinamento internazionale di oltre 40 Paesi interessati alla riapertura e alla sicurezza della rotta. Ma la fragilità europea resta evidente: gli Stati Uniti possono contare di più sulla produzione interna, mentre il vecchio continente continua a subire gli shock esterni attraverso i prezzi dell’energia e i costi di importazione. Per questo la crisi di Hormuz pesa a Bruxelles quasi quanto a Riyad o a Teheran, e rende ancora più sensibile la scelta tra offerte gas e offerte luce in una fase di forte volatilità.

Il passaggio finale riguarda la durata della crisi. Finché Hormuz resterà un rubinetto geopolitico e non una via marittima pienamente neutrale, i mercati continueranno a prezzare tensione, scarsità e possibile escalation. Il punto essenziale è che non serve una chiusura totale per produrre un danno reale, basta la percezione che i flussi possano essere interrotti in qualsiasi momento. È questa incertezza, più ancora della carenza fisica immediata, a spiegare perché una crisi locale nel Golfo stia già diventando una questione globale per energia, trasporti, inflazione e crescita.

Fonte: papernest.it

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Economia

Cooperative organizzazioni della pesca chiedono a Regione Siciliana ristori economici tempestivi: “Gravi criticità a causa delle condizioni meteomarine e posti di lavoro a rischio”

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Attivare e rifinanziare il Fondo di Solidarietà della Pesca, previsto dall’articolo 39 della Legge Regionale 9 del 2019, uno strumento prioritario per garantire un sostegno immediato al comparto.

A chiederlo, sono le organizzazioni di categoria del settore ittico che fanno capo al movimento cooperativo quali UNCI Agroalimentare, CONFCOOPERATIVE-FederAgriPesca, LEGACOOP Agroalimentare, UNICOOP Pesca, AGCI Agrital e altre sigle quali FEDERPESCA Sicilia, COLDIRETTI Pesca, ANAPI Pesca Sicilia, AGRIPESCA Sicilia e Federazione Armatori Siciliani.

Nei giorni scorsi, i rappresentanti delle varie sigle hanno partecipato a un incontro tenutosi a Palermo, nella sede dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, finalizzato ad affrontare la grave condizione di crisi che sta colpendo il settore in Sicilia e a individuare misure urgenti di sostegno e rilancio.

Nell’isola, la produzione complessiva è di oltre un terzo dell’intero comparto nazionale.

Nel corso del confronto con l’assessore Luca Sammartino è stato rappresentato come, a partire dal mese di dicembre 2025, la pesca sia stata fortemente penalizzata da eccezionali avversità meteomarine, che hanno determinato lunghi periodi di fermo forzato delle attività.

A tali criticità si sono aggiunte la diffusa presenza di detriti e rifiuti nei fondali marini, che ostacolano le operazioni di pesca, e l’insorgenza anomala di fenomeni di mucillagine che compromettono ulteriormente la produttività.

Un quadro ulteriormente aggravato, a partire dai primi mesi del 2026, dal significativo incremento del prezzo del carburante, legato alle tensioni internazionali, che incide in maniera determinante sui costi di gestione delle imprese, rendendo in molti casi antieconomica l’uscita in mare.

Le organizzazioni cooperative e datoriali hanno evidenziato la pesantezza della mancata redditività dovuta alla situazione in atto: a farne le spese sono le imprese di pesca e i circa cinquemila marittimi imbarcati, con il concreto rischio di un blocco generalizzato delle marinerie siciliane e gravi ripercussioni sul piano economico e sociale.

In un simile ottica, risulta fondamentale lo stanziamento adeguato di risorse da parte della Regione Siciliana, per assicurare ristori economici tempestivi.

Nello specifico, la proposta presentata prevede l’erogazione di contributi alle imprese del settore, calcolati secondo i criteri già adottati per l’arresto temporaneo delle attività nell’ambito del programma FEAMP e il riconoscimento ai marittimi di un’indennità giornaliera pari a trenta euro per le giornate di inattività.

Ai fini della quantificazione del fabbisogno, è stato stimato un periodo minimo di quarantacinque giorni di fermo attività tra dicembre 2025 e marzo 2026.

Sulla base dei dati aggiornati della flotta siciliana, che annovera circa duemilaquattrocentocinquanta imbarcazioni, e della forza lavoro impiegata, il fabbisogno per il sostegno al reddito dei marittimi è quantificato in circa sette milioni di euro, cui si aggiungono ulteriori e consistenti risorse per il sostegno alle imprese.

Le organizzazioni di categoria hanno pertanto ribadito la necessità di un intervento immediato e straordinario, volto non solo a compensare le perdite subite, ma anche a garantire la continuità operativa e il rilancio di un settore strategico per l’economia e l’occupazione delle aree costiere della Sicilia.

Con gentile richiesta di darne notizia,

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