Comunità
Pantelleria doc. Si torna a parlare dell’importanza di conservare la tipicità isolana anche nell’imbottigliamento
E’ ancora sempre aperto il tema della Pantelleria doc come unica connotazione da non assimilirsi a quella della Sicilia.
L’orgoglio isolano trapela sotto ogni profilo, sopratutto a fronte della difesa di una tipicità straordinaria di Pantelleria che non deve essere confusa in un calderone generico regionale.
Così, ieri, il Centro Culturale Gianporcaro di Pantelleria ci ha mandato un suo pensiero, concentrando l’attenzione, questa volta, sull’imbottigliamento del pregiato e raffinato nettare pantesco.
Agli agricoltori (eroici) interessa, sicuramente, che la bottiglia venga riempita del succo dei grappoli di zibibbo frutto della propria terra e del proprio lavoro e che non si ricorra a sostitutivi, che sviliscono il prodotto originario con cadute negative anche sull’economia locale e non si è contrari che imprese del settore vengano da fuori a lavorare a Pantelleria . L’ imbottigliamento in loco è previsto nelle doc e nelle docg e a Pantelleria è stata concessa una deroga anche se con delle limitazioni che permette l’imbottigliamento fuori isola di Pantelleria da tanti non ritenuta opportuna.
L’ imbottigliamento oltre a creare opportunità di lavoro nell’isola darebbe maggiori garanzie ai clienti.
Si dice che lo zibibbo non è esclusivo di Pantelleria ma non si fa presente di dove proviene e si sottintende la provenienza di Pantelleria oppure si parla solo di Pantelleria per dire dello zibibbo.
Fra il ventaglio di tipologie dei moscati di Pantelleria si era giunti ad accettare il moscato liquoroso e si sapeva che l’ggiunta d’alcool era alcool prodotto da uve zibibbo di Pantelleria, in quanto l’ unica distilleria presente sul territorio era quella dell’A.A.P. tutto a vantaggio dell’agricoltore pantesco che vedeva una richiesta piena dello zibibbo che produceva con tanta fatica .
Sociale
Malamovida: nasce a Palermo l’associazione #NoMaranza. Tra i fondatori chef Natale Giunta e Stefania Petyx
La presentazione al Macc al Molo Trapezoidale, col taglio del nastro della mostra #SìMaranza del fotografo Alessio Falzone
A meno di due mesi dalla diffusione di un video virale in cui lo chef Natale Giunta, titolare del locale Citysea, denunciava il fenomeno della violenza all’uscita dei locali di Palermo, sarà presentata la neo costituita Associazione “#NoMaranza. Per una movida sicura per cittadini e imprenditori” per manifestare la volontà di reagire e riappropriarsi degli spazi pubblici senza paura. All’incontro, che si svolgerà giovedì 5 marzo alle ore 17,00 al Marina Convention Center al Molo Trapezoidale di via Filippo Patti, 30, parteciperanno i co-fondatori dell’associazione, presieduta da Giunta, che sono l’avvocato Mario Bellavista, vicepresidente; Stefania Petyx, segretario e i consiglieri Milvia Averna, Maria Geraci, Fausta Catalano e Valeria Egle Giallombardo.
In occasione della presentazione dell’Associazione #NoMaranza sono state invitate a confrontarsi sul tema della sicurezza: autorità, stampa, rappresentanti degli esercizi pubblici oltre che tutti i liberi cittadini che vorranno partecipare. Alla fine del dibattito nel maxi schermo della Sala Marina del Macc e nel foyer saranno proiettate e messe in mostra le immagini della mostra #SìMaranza, un racconto del fotografo palermitano Alessio Falzone della movida pulita e di come non necessariamente l’abito faccia il monaco.
La stampa e i cittadini sono invitati a partecipare.
Cultura
Papa Leone XVI a Lampedusa. L’annuncio del Sindaco Mannino
E’ di queste ore la notizia della visita del santo Padre a Lampedusa e a renderla nota è proprio il primo cittadino, FIlippo Mannino, in un video dove mal si celano emozione e orgoglio.
Non è la prima volta che un pontefice si rechi nelle Pelagie. Infatti, prima di Leone XVI, fu Francesco a portare la propria benedizione e vicinanza.
Ecco cosa dice il Sindaco
Attualità
Pantelleria perde un pezzo di storia del Borgo: Carmelo Giuffrida nobiluomo amato e stimato
Ecco quando i funerali
Si è spento, all’età di 83anni, presso l’ospedale Sant’Antonio Abate di Trapani, Carmelo Giuffrida, titolare del panificio storico Pinuzzu U Palirmitano.

L’artigiano, pezzo forte dell’imprenditoria di Pantelleria Centro, era noto per la sua maestria nell’arte di creare il pane, ereditata dal padre. Ma era altresì stimato per il suo buon cuore, la sua generosità e quello spiccato e tanto raro istinto filantropico che lo induceva a donare, a fare del bene, ma rigorosamente in silenzio.
Tanti i suoi gesti di aiuto verso i meno fortunati e che si scoprono a distanza di tempo e non per sua “confessione”.
Ma la cosa che maggiormente regalava con impulso bonario e mai malizioso, era il suo sorriso pacifico, rincuorante, luminoso. L’imprenditore lascerà un vuoto enorme nella collettività, così come tra i suoi cari: la moglie, figli, nipoti e le sorelle cui era legatissimo.
Con questo lutto condiviso, una luce si è spenta sull’isola.
I funerali si terranno presso la Chiesa Madre Ss Salvarore di Pantelleria Centro domani alle ore 9.30.
Purtroppo la salma sarebbe dovuta essere trasportata dalla nave, ma è rimasta,ferma a Trapani per le condizioni meteomarine avverse di questi giorni.
La redazione esprime il proprio cordoglio e porge sentite condoglianze.
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