Cultura
Palermo, al via III edizione del Premio Letterario-Giornalistico “Nadia Toffa”: 30 novembre all’ex Oratorio SS. Elena e Costantino
A Palermo la terza edizione del Premio Letterario- Giornalistico “Nadia Toffa” a cura dell’associazione “Archetipa”. Appuntamento sabato 30 novembre all’ex Oratorio SS. Elena e Costantino
Giunge alla terza edizione il Premio Letterario Giornalistico “Nadia Toffa”, in memoria della conduttrice televisiva e giornalista de “Le Iene” prematuramente scomparsa nel 2019.
Ideato dall’associazione “Archetipa” presieduta da Antonietta Greco con l’obiettivo di promuovere la creatività in ambito letterario e giornalistico, il Premio rappresenta anche un’occasione di confronto sulla condizione della donna nello scenario contemporaneo, tra conquiste, conflitti e obiettivi da raggiungere.
Sarà ancora una volta Palermo a ospitare la cerimonia di premiazione, che si terrà sabato 30 novembre all’ex Oratorio SS. Elena e Costantino, in piazza della Vittoria 23, a partire dalle 10:00.
L’evento, presentato da Antonietta Greco e Miriam Galletti, sarà moderato dalla giornalista Marianna La Barbera e vedrà la partecipazione, in qualità di ospiti, dell’europarlamentare Giuseppe Antoci, presidente della Commissione Politica DMED, dei giornalisti Federica Angeli e Massimo Giletti, del deputato all’ARS e giornalista Ismaele La Vardera e del presidente dell’Ordine dei Giornalisti di Sicilia Roberto Gueli.
Sono quindici i libri selezionati dalla giuria, guidata da Antonietta Greco, tra le opere giunte nei mesi scorsi da tutta Italia.
A contendersi il Premio sono Federica Angeli, Giuliana Covella, Giankarim De Caro, Raffaella Fanelli, Antonio Fiasconaro, Beatrice Galluzzi, Gennaro Giudetti, Angela Iantosca, Diana Ligorio, Lucio Luca, Sara Lucaroni, Bianca Lucia Mazzei, Gino Pantaleone, Raffaella Rossi, Elena Saviano e Luisa Trimarchi.
Tante le novità di quest’anno, a partire dalla sinergia con la Confederazione Italiana Esercenti Commercianti Sicilia: tra coloro che consegneranno i riconoscimenti, figura anche il presidente regionale dell’associazione di categoria Salvatore Bivona.
L’organizzazione dell’evento ha previsto anche la consegna di alcuni Premi speciali a opere che si sono distinte per i contenuti di promozione sociale e legalità.
Tra i partners dell’edizione 2024 – patrocinata dall’Assemblea Regionale Siciliana, dal Comune di Palermo e dall’Ordine dei Giornalisti di Sicilia – ci sono il Lions Club Palermo Monte Pellegrino, l’Associazione Siciliana Leucemie e Tumori Infantili, l’ASD Sea Sails and Scuba, l’ASD Piume d’argento, L’Abbeveratoio, Siciliando, Biancaeva, Vitalba Canino, ESFO, Margi Soprana Marmi, BCsicilia e “Centro d’arte Raffaello”.
Quest’ultimo donerà all’associazione “Archetipa” un ritratto di Nadia Toffa realizzato dall’artista palermitano Marco Favata, nome di punta della galleria palermitana che vede alla direzione artistica Sabrina Di Gesaro.
Durante i lavori, ci sarà spazio anche per la proiezione di alcune scene del film “Scianèl”, che sarà insignito dalla direttrice dell’ Ufficio per l’Esecuzione Penale Esterna di Trapani Rosanna Provenzano.
Prevista la partecipazione del direttore dell’Istituto Penale per Minorenni di Palermo Clara Pangaro e del funzionario della professionalità pedagogica Laura Costa che ha collaborato, insieme all’equipe, alla realizzazione della pellicola, la cui sceneggiatura è stata realizzata dai giovani ristretti del “Malaspina”.
Cultura
Pantelleria, UNIPANT presenta “Storia delle Arti”: viaggio tra visione e interpretazione con il Dott. Cesare Querzola
Al via il 21 aprile il primo seminario gratuito del progetto “Panteschità 3”: un’indagine scientifica ed estetica oltre i pregiudizi del gusto
L’Università Popolare di Pantelleria (UNIPANT) annuncia l’apertura del ciclo di seminari dedicati alla Storia delle Arti, un percorso formativo di alto profilo curato dal
Il primo appuntamento, dal titolo “Particolari e dettagli dell’Arte: dalla fisiologia della visione all’interpretazione”, si terrà martedì 21 aprile alle ore 17.30 presso la sede UNIPANT di Via San Nicola, 42a.
L’iniziativa, a ingresso gratuito, è il primo evento del progetto “Panteschità 3: crescita culturale e inclusione per Pantelleria”, finanziato grazie al Bando di Democrazia Partecipata 2025. L’obiettivo è offrire alla comunità strumenti critici per “imparare a saper vedere e osservare”, decodificando il linguaggio universale delle immagini.
Il Dott. Cesare Querzola, curatore del ciclo, spiega l’approccio innovativo degli incontri: “In questo seminario, come sarà nei prossimi, affronteremo le modalità con cui il nostro sistema visivo e il cervello si pongono di fronte alle immagini e come le opere d’arte del passato e contemporanee stimolino la nostra attenzione.
Le opere sono una forma di linguaggio che esprime una componente simbolica della poetica dell’artista. Cercheremo di entrare ‘dentro all’immagine’, indagando il significato delle opere e andando oltre la dialettica ‘bello/brutto’, per capire come forma, colore e spazio suggeriscano interpretazioni profonde.”
Francesca Marrucci, Presidente di UNIPANT, sottolinea l’importanza del sostegno popolare al progetto: “Siamo davvero contenti di ospitare questi seminari che offrono una disamina delle opere d’arte da punti di vista inconsueti, grazie all’acume del Dott. Querzola.
Con l’occasione vorrei ringraziare quanti hanno votato e scelto il nostro progetto per la Democrazia Partecipata 2025: nei prossimi giorni avvieremo anche le altre proposte di ‘Panteschità 3’. Speriamo che la gratuità di questi incontri sia una buona occasione per approfondire conoscenze e passioni che tutti noi coltiviamo.”
Il seminario rappresenta un’opportunità unica per l’isola di Pantelleria di accedere a una formazione che coniuga neuroscienze, storia e critica d’arte, rendendo la cultura un bene comune e accessibile.
Le date dei prossimi appuntamenti di questo ciclo di seminari saranno annunciate man mano, ma possiamo anticipare gli argomenti che saranno trattati:
- Il magico e il demoniaco nell’Arte
- La rappresentazione dell’occhiale nella Storia dell’Arte dal ‘300 al ‘700
- Stampe ed incisioni in Europa e in Oriente dal ‘400 al ‘700
- Anamorfosi, specchi e aberrazioni: rivelazioni ed inganni nell’Arte
- L’occhio dell’Artista: difetti visivi e stile
- Surrealismo e surrealismi: realtà e sogno
- Arte Fiamminga e Olandese: tra quotidianità e introspezione
Cultura
La Settimana Santa dei Requesens: simboli, autorità e tradizione a Buscemi
Nel contesto della Sicilia feudale, le pratiche religiose non costituivano soltanto momenti di devozione, ma si configuravano spesso come strumenti di rappresentazione e legittimazione del potere.
È in questa prospettiva che si inseriscono le celebrazioni della Settimana Santa a Buscemi, piccolo centro dei monti Iblei, la cui vita comunitaria tra XVI e XVIII secolo appare profondamente segnata dall’autorità della famiglia Requesens.
Una testimonianza preziosa di tali dinamiche è offerta da Paolo Italia nella sua opera “Le pandette di Buscemi”, che raccoglie bandi e ordinanze emanati dai conti di Buscemi dal XVI secolo fino alla metà del XVIII secolo.
Tali disposizioni erano finalizzate prevalentemente alla tutela dei diritti feudali, lasciando emergere, al contempo, le difficili condizioni dei sudditi e la rigidità dell’assetto sociale.
Il rito del Santissimo Sepolcro e la simbologia del potere
Tra le prescrizioni più significative si distingue quella relativa al rito del Santissimo Sepolcro durante il Giovedì Santo.
Nella chiesa madre del paese, l’apposizione dei suggelli al sepolcro rappresentava un momento di particolare solennità.
Tale funzione spettava all’“Eccellentissimo Signore”, ossia al principe, quale detentore dell’autorità civile.
Il gesto di sigillare il sepolcro e di portare al collo la chiave d’argento assumeva un valore che trascendeva la dimensione liturgica: esso costituiva una manifestazione visibile del potere signorile, esercitato anche nello spazio sacro.
La successiva rimozione dei suggelli nel Venerdì Santo sanciva la conclusione del rito, ribadendo simbolicamente il controllo del signore sul tempo e sulle pratiche della comunità.

Continuità istituzionale e gerarchia
Le pandette prevedevano con precisione anche i casi di assenza del principe.
In tali circostanze, il compito veniva affidato al “Secreto”, funzionario incaricato di rappresentare l’autorità feudale.
A lui spettava, in via esclusiva, l’esecuzione del rito, a testimonianza della necessità di garantire continuità istituzionale e rispetto delle gerarchie.
Queste disposizioni evidenziano come l’ordine sociale fosse rigidamente codificato e come anche le pratiche religiose fossero inserite in un sistema normativo volto a evitare qualsiasi forma di ambiguità o autonomia locale.
Il ruolo delle donne nel cerimoniale
Un ulteriore aspetto regolato con attenzione riguarda la partecipazione femminile alle celebrazioni.
L’invito alle gentildonne del paese, in occasione delle funzioni cui prendeva parte la principessa, doveva essere formalmente avanzato dalla moglie del Secreto; in sua assenza, subentravano le mogli del Capitano o del Procapitano.
Questo elemento riflette una società fortemente stratificata, nella quale il rango e le relazioni di rappresentanza determinavano modalità e tempi della partecipazione alla vita religiosa e pubblica.
Religione e controllo sociale
Nel loro insieme, le disposizioni contenute nelle Pandette restituiscono l’immagine di una comunità in cui la dimensione religiosa risultava strettamente intrecciata con quella politica. Le celebrazioni della Settimana Santa non erano soltanto espressione di fede, ma anche occasione per riaffermare l’ordine costituito e il ruolo dominante della famiglia Requesens.
Attraverso rituali codificati e simboli carichi di significato – come la chiave d’argento del Santissimo Sepolcro – il potere feudale si rendeva visibile e tangibile, contribuendo a consolidare un sistema sociale fondato su gerarchie rigide e su un controllo capillare della vita comunitaria.
In questa luce, la tradizione di Buscemi si configura non solo come patrimonio devozionale, ma anche come documento storico di una realtà in cui fede e autorità erano indissolubilmente legate.
Laura Liistro
Cultura
Pantelleria delle processioni: oggi e domenica di Pasqua tra Khamma e Paese. I dettagli
Il COmandante della Polizia Municipale di Pantelleria, Rosario Di Bartolo
ha emesso ordinanza di chiusura temporanea al traffico veicolare per due manifetsazioni che si terranno sia a Khamma che in Capoluogo. Vediamo i dettagli:
Processioni a Khamma
con istanza del Vice Parroco Don Vincen Ramesh Katta, è stata richiesta l’emissione di apposito
provvedimento viabilistico per le processioni religiose in località Tracino:
- la processione della Via Crucis in data 03 aprile 2026 alle ore 16:30 con il seguente percorso: partenza dalla Chiesa di S. Francesco d’Assisi in località Kamma, procedendo lungo la viabilità comunale in direzione Tracino fino alla Chiesa Madonna della Pace in località Tracino;
- la processione della Domenica di Pasqua in data 05 aprile 2026 alle ore 10:00 con il seguente percorso: partenza dalla Chiesa Madonna della Pace di Tracino procedendo lungo la viabilità comunale in direzione Kamma fino alla chiesa San Francesco D’Assisi in località Kamma;
Processioni in Capoluogo
Preso atto che sono previste le seguenti processioni religiose:
● Via Crucis Cittadina in data 03 aprile 2026 alle ore 21:00 che prevede il seguente percorso:
partenza da Via Del Mercato proseguendo su via De Amicis, via Verdi, via Marsala, via
Crispi, Via S. Giacomo, via Conventino, P.zza Cavour, Chiesa Madre;
● Processione dell’Incontro in data 05 aprile 2026 alle ore 10:30 che prevede il seguente
percorso: partenza dalla Chiesa Madre percorrendo la via Arciprete D’Aietti, Corso
Umberto I, Via Manzoni, Via Roma, P.zza Cavour, Chiesa Madre.
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