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Obiettori di coscienza, Safina (PD): “Lo Stato impugna il diritto delle donne. Noi non arretriamo”

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Trapani, 5 agosto 2025 – “Lo Stato ha deciso di impugnare una norma di civiltà. Una legge che non limita nessuno, ma garantisce ciò che già dovrebbe essere garantito per legge: il diritto delle donne a scegliere, e a farlo nei tempi e nei modi previsti dalla legge 194. Non un privilegio, ma un diritto. E io dico con forza: non arretreremo di un passo”.

Dario Safina, deputato regionale del Partito Democratico e primo firmatario della legge approvata lo scorso maggio dall’Assemblea Regionale Siciliana, interviene con fermezza dopo la decisione del Consiglio dei Ministri, su proposta dei ministri Schillaci e Roccella, di impugnare il provvedimento regionale che introduce l’obbligo di assunzione di personale medico non obiettore nelle strutture sanitarie pubbliche dell’isola.

“La legge – precisa Safina – non penalizza né discrimina i medici obiettori ma mira semplicemente a garantire un servizio essenziale garantito dai (LEA Livelli essenziali di assistenza). È una risposta doverosa a un’emergenza che da troppo tempo si consuma nel silenzio: in molte strutture della nostra regione, l’obiezione di coscienza ha superato l’80%, rendendo l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza di fatto impraticabile. Questo è inaccettabile in uno Stato di diritto”.

Il parlamentare regionale contesta duramente le motivazioni del Governo: “Siamo davanti a un atto ideologico, non tecnico. È singolare che uno Stato che negli ultimi anni ha impugnato un numero irrisorio di leggi regionali, riconoscendo di fatto l’autonomia differenziata, scelga proprio questa, e proprio ora, per muovere guerra istituzionale. Dov’erano quando in Italia veniva richiamata per l’inadeguata applicazione della 194? Perché nessuno è intervenuto prima per garantire, anche in Sicilia, un servizio sanitario equo e conforme ai dettami costituzionali?”.

Va ricordato, a tal proposito, che la Relazione annuale del Ministero della Salute sull’applicazione della legge 194/1978 (edizione 2024) segnala un dato allarmante: in Sicilia solo il 47,3% degli ospedali dotati di un reparto di ostetricia e/o ginecologia garantisce l’accesso all’interruzione volontaria di gravidanza, contro una media nazionale del 61,1%. In ben 13 regioni italiane la copertura supera il 60%, mentre l’Isola resta tra le ultime in termini di accessibilità al servizio.

Altro elemento cruciale: l’obiezione di coscienza tra i ginecologi ha raggiunto in Sicilia l’81%, con picchi che in alcune province superano il 90%. Un dato che si traduce in carichi di lavoro insostenibili per i pochissimi medici non obiettori e, di fatto, nella negazione del diritto all’aborto per centinaia di donne ogni anno.

“Il Consiglio dei Ministri – prosegue Safina – afferma che la normativa sull’interruzione volontaria di gravidanza non impone alle regioni di garantire la presenza di personale non obiettore, ma solo l’obbligo di assicurare l’espletamento degli interventi richiesti. Ma proprio qui sta il nodo: le stesse relazioni del Ministero certificano che questo obbligo non viene rispettato. E non è un’opinione, sono i dati ufficiali a dirlo”.

Il parlamentare Dem annuncia battaglia: “Chiederemo al governo regionale e all’Assemblea di resistere, di difendere la legge così com’è. Siamo pronti ad affrontare il giudizio della Corte Costituzionale, convinti della bontà giuridica e morale della norma. Perché non si può continuare a predicare il rispetto della legge 194 e poi negarne l’applicazione nei territori. Non si può pretendere che le donne del Sud vivano un diritto a metà”.

E conclude il deputato Dem: “La Sicilia ha fatto ciò che lo Stato ha sempre evitato: ha guardato in faccia la realtà, ha riconosciuto un problema strutturale e ha tentato di risolverlo. È un atto di responsabilità politica e istituzionale. Chi lo impugna, oggi, si assume la responsabilità di alimentare l’ingiustizia e di compromettere il diritto alla salute e alla dignità delle donne. A questo punto che si commissari la Regione Siciliana sulla garanzia di attuazione della 194. Noi non torneremo indietro.”

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

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Pantelleria, calendario delle farmacie di turno 2026

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Pantelleria Experience ha condiviso il calendario delle farmacie di turno, per l’anno 2026.

Dal  4 Gennaio – al 22 Febbraio

Dal 1° Marzo – al 19 Aprile

Dal 26 aprile – al 14 Giugno

Dal 21 Giugno – al 6 settembre

Dal 13 Settembre – al 1° Novembre

Dall’8 novembre al 27 dicembre

Tutte le info e grafiche sono di Pantelleria Experience

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Salute

Nuovo numero del servizio prenotazione presso Azienda Sanitaria Provinciale Trapani

Redazione

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Da oggi è operativo il nuovo numero del servizio di prenotazione telefonica #CUP dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Trapani:
0923 025025
Chiamando questo numero potrai parlare con operatori dedicati per prenotare le prestazioni sanitarie in modo semplice e diretto.
Il nuovo recapito si affianca ai numeri CUP già attivi 331 1402643 – 331 1402817 – 331 1402591 – 331 1402788 e nelle prossime settimane diventerà l’unico numero di riferimento per le prenotazioni telefoniche CUP.

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Operazione Fish-Net, controlli della Capitaneria di Porto a Pantelleria, Egadi e altre località trapanesi

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Controlli in materia di pesca. Sequestrati oltre 800 kg di prodotto ittico non

tracciato e scaduto E’ in corso l’operazione Fish – Net condotta dai militari della Guardia Costiera di Trapani dedicata ai controlli sulla filiera ittica.

Sotto il coordinamento della Direzione Marittima di Palermo, sono state condotte numerose ispezioni lungo tutto il territorio del Compartimento Marittimo di Trapani, Marsala, Pantelleria, Marettimo, Favignana, San Vito Lo Capo e Castellammare del Golfo.

L’operazione, finalizzata all’individuazione degli illeciti e violazioni della normativa vigente sulla pesca e commercializzazione, ad oggi ha condotto all’elevazione di n. 10 sanzioni amministrative nei confronti di esercizi commerciali nel territorio trapanese per un importo complessivo di 15000€ ed un quantitativo complessivo di circa 800 kg di prodotto ittico (fresco e congelato) sottratto al commercio in quanto non accompagnato da documentazione riportante le informazioni obbligatorie a tutela del consumatore.

L’etichettatura e la documentazione commerciale dei prodotti della pesca forniscono dettagli cruciali sul percorso del prodotto, dalla cattura o dall’allevamento fino al consumatore, il quale deve essere informato sulla provenienza, la data di cattura e le pratiche di produzione sostenibili, rassicurando i consumatori sulle scelte responsabili delle aziende.

La documentazione assicura la tracciabilità del prodotto, un aspetto importante in caso di necessità di carattere sanitario e permette di identificare rapidamente la fonte di un eventuale problema alimentare, supportando interventi rapidi e riducendo il rischio di diffusione di prodotti nocivi, fornendo, nel contempo, informazioni sulla specie ittica, sulle pratiche di pesca o allevamento, e persino sull’impatto ambientale in materia di sostenibilità.

L’attività di controllo continuerà in tutta la giurisdizione competenza del Compartimento marittimo di Trapani al fine di garantire che i prodotti ittici destinati al consumo finale siano di sicura provenienza in un periodo di sensibile aumento della domanda come quello delle festività natalizie.

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