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Nuova Pallacanestro Marsala, sconfitta in casa con CUS Catania: passano gli etnei per 67-76

Redazione

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I ragazzi di Grillo si esprimono bene per tre quarti di gara ma sciupano tutto subendo un break decisivo nell’ultima frazione. Prossima partita ancora in casa il 27 Ottobre contro “Peppino Cocuzza” Basket Milazzo

Marsala 20/10/2024 – Con una prestazione buona per tre quarti di gara ma sprecona nel finale la Nuova Pallacanestro Marsala perde in casa nella terza giornata di campionato contro il CUS Catania, che si aggiudica la trasferta a Capo Lilybeo per 67-76.

I primi canestri dell’incontro arrivano solo dopo tre minuti di gioco. Gli etnei partono bene andando subito in vantaggio dalla lunetta con Duval che al termine dell’incontro risulterà il migliore marcatore con ben 25 punti a referto. Nel primo quarto le due squadre si rincorrono ma non riescono ad accumulare vantaggio l’una sull’altra. Sul finale della prima frazione è però decisivo Abrignani: il giovane play marsalese pareggia i conti due volte prima con un canestro da tre punti, poi con una bella incursione in area ed infine con un assist per Tartamella che permette alla NPM di andare al primo riposo sul 21-19.

Il secondo periodo è favorevole ancora ai marsalesi, che punto dopo punto allargano il vantaggio fino al +8 grazie ad una tripla di Donato e andando a segno con Linares, Miculis e Tartamella. A pochi secondi dall’intervallo lungo sul 35-29 ci pensa però Duval a riportare in partita il CUS Catania con due centri consecutivi dai 6 metri e 75 che fissano il punteggio sul 37-35.

Il terzo quarto vede i locali mantenersi in vantaggio ma poco capaci di cogliere il break decisivo. A metà cronometro la NPM va a +6 ma non bastano le realizzazioni di Stankovic e Miculis contro le incursioni di Arena, Farruggio e Signorelli per gli etnei che trovano il pareggio del 53 pari in contropiede su una palla persa a due minuti dalla sirena. Nel finale del terzo periodo è capitan Frisella a mantenere i suoi in vantaggio: la sua provvidenziale tripla vale il 58-55.

Nel quarto periodo trascorrono ben tre minuti prima che le due squadre vadano a segno. I ragazzi di Grillo rimangono avanti per 6 minuti fino al pareggio del 64-64 dalla lunetta di Farruggio. Troppe però le palle perse da parte dei lilybetani, che consentono agli etnei di mettere a segno un parziale di ben 12-3 nei 3′ 40” finali, con il solo Miculis a centrare il canestro per i locali e gli affondi di Farruggio e Duval ad allargare il gap fino al 67-76 finale.

Appuntamento il 27 Ottobre alle ore 18:00 al PalaMedipower per la quarta giornata del campionato di Serie C Unica girone Q che per la NPM si disputerà ancora in casa contro il Peppino Cocuzza Basket Milazzo.

TABELLINO:
Nuova Pallacanestro Marsala – CUS Catania 67-76
Parziali: 21-19, 16-16, 21-20, 9-21.

Nuova Pallacanestro Marsala: Farruggia 3, Miculis 17, Cucchiara, Abrignani 7, Donato 3, Linares 2, Gentile, Frisella 11, Stankovic 10, Tartamella 9, Niang 5, Chen n.e..
Allenatore: Giuseppe Grillo

CUS Catania: Arena 14, Vasta 5, Corselli 4, Duval 25, Santonocito n.e., Arfaoui n.e., Signorelli 14, Marchese n.e., Pennisi 3, Farruggio 12.
Allenatore: Gabriele Giorgianni

Arbitri: Barbera di Trapani e Sguali di Porto Empedocle (AG)

Sport

Pantelleria, grande successo per il primo Trofeo di Palla Tamburello “La Perla Nera”

Redazione

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Si è concluso con grande successo il primo Trofeo di Palla Tamburello “La Perla Nera” sull’isola di Pantelleria , che ha visto la partecipazione di sei squadre militanti nella Serie A maschile.

La riuscita della manifestazione è stata possibile grazie alla collaborazione e all’impegno di numerose figure che hanno creduto fortemente nel progetto. Un ruolo fondamentale è stato svolto dal presidente dell’Airone dei Venti, Felice Pantano, da Salvatore Plaia (componente della commissione nazionale Indoor e presidente della Easy Play), da Girolamo Dioguardi (presidente della squadra Frecce Azzurre e delegato regionale Sicilia), da Daniele Dell’Utri, presidente della società Cives, arbitro internazionale di pallatamburello ,nonché docente di Ed.Fisica. Fondamentale è stato anche il patrocinio del Comune di Pantelleria e, in particolare, il sostegno dell’Assessore Giusy D’Aietti, che fin dal primo momento si è dimostrata disponibile e favorevole all’organizzazione della manifestazione, collaborando attivamente alla sua ottima riuscita.

Un ringrazimento va anche alle attività locali pantesche, come Despar Supermercati, bar Alchimia, Autonoleggio Roger Rabit, U’macaseno, Bar Tikirriki, palestra BodyExtreme, Eben Ezer supermercati, pizzeria di T. Cinà, Farmacia Ganci, Pub La Pantesca, La Stamperia, Maddalena Vini, la location Qalea e la Pizzeria Marrone. Grazie a tutti loro, l’isola ha potuto realizzare ancor di più la manifestazione, dando il meglio dell’ospitalità.

Un sentito ringraziamento va inoltre all’associazione “Lo zio Tano” per le dirette streaming e le riprese tv che hanno permesso ai familiari che stavano a casa e a tutto il territorio nazionale di poter seguire in diretta le nostre partite. E non è mancata la compagnia di Charlotte che con la sua musica, ha reso il tutto più bello!
L’evento è stato un autentico successo sotto ogni punto di vista: sportivo, tecnico, educativo e promozionale.

Per quanto riguarda lo svolgimento delle partite, ha vinto la squadra BC Palermo, una delle favorite secondo il pronostico. Si sono viste squadre affiatate, scambi di tamburellate emozionanti, partite che sembravano non finire più. Deludente il gioco espresso dalla nostra squadra.
Di 8 giocatori ne ha potuto schierare, solo 4: tra infortuni, impegni inderogabili e assenze, la squadra non ha mostrato il suo bel gioco, creando anche incertezza e malcontento. Ciò ha spinto il presidente a rifondare la squadra con più determinazione con l’idea di introdurre un “allenatore”, determinato a mettere in pratica sia i valori sportivi che sociali.

Gli organizzatori hanno già espresso la volontà di ritornare sull’isola nella prima settimana di ottobre per un nuovo evento dedicato alla palla tamburello e di lavorare fin da subito alla seconda edizione del Trofeo “La Perla Nera”, con l’obiettivo di migliorare ulteriormente ogni dettaglio e rendere la manifestazione ancora più importante e indimenticabile.


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Cultura

Il mare, una chat e un’antica vela: così rinasce la lancia pantesca

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Dalle parole nasce una barca. Eventi speciali tra Francesco Belvisi e Giovanni Ritunno

Per venti mesi un comandante e un designer si sono scritti, scambiandosi misure, fotografie, regolamenti di classe. Alla fine, da quelle parole, è nata una barca. E i due, a oggi, non si sono ancora incontrati.

Marsala, 16 maggio 2026
La lancia non scende in acqua. Il maltempo non lo permette. Il prete la benedice sulla banchina della Lega Navale, qualcuno la bagna con un gesto antico, e per oggi basta così.
Cinque metri e quaranta di pino di Svezia e gelso, una vela latina ancora ripiegata, il fasciame chiaro che aspetta il suo Canale. Sulla fiancata, in dialetto siciliano, un nome: Rusulia. Era Rosalia, la madre del comandante. Era così che la chiamava il padre, a Favignana.

Due voci, un linguaggio antico
Giovanni Ritunno, ufficiale Siremar in pensione, per anni ha governato i traghetti sulla rotta Trapani-Pantelleria. Figlio di pescatori, da bambino costruiva barche con le latte del tonno allo stabilimento Florio. Oggi osserva, gira gli scali, raccoglie lance sarde, gozzi campani, passere istriane, lancioni tunisini. Le confronta, le studia.
Francesco Belvisi, yacht designer, vive tra Milano e Pantelleria. Si occupa di stampa 3D applicata alla nautica e di progettazione di sistemi robotici. Ha un laboratorio dove le tecnologie più recenti servono a costruire cose vecchie di mille anni. Nelle loro conversazioni, per venti mesi, una regola tacita: niente nomi propri, sempre “Ingegnere” e “Comandante”. Una forma di rispetto marinaresca che ha dato peso a ogni decisione.


Dalla prima foto all’ultimo chiodo
Tutto comincia nel settembre 2024 con poche foto di lance sarde mandate via WhatsApp. Si discute della lunghezza, prima 5,20 metri poi 5,40. Si studia il regolamento della vela latina, si guarda al campionato italiano di Porto Santo Stefano.
Il comandante immagina, l’ingegnere disegna e modella. A ottobre arriva un imprevisto di salute. Il comandante chiede di accantonare tutto. Il progetto rischia di saltare. Belvisi non si arresta davvero: continua a limare i disegni in silenzio. Poco prima di Natale arrivano le forme definitive.
Passano le settimane, e a un certo punto è il comandante stesso a decidere di riprendere. A maggio 2025 il cantiere apre. Intorno ai due si forma una piccola corte di artigiani che attraversa il mare. Salvatore Lapillo costruisce la barca a Marsala. Francesco Bonanno, maestro d’ascia detto il Vikingo, ottantadue anni, fa l’antenna in mezza giornata. Emanuele Martinez, della veleria Zenitram, calcola posizione dell’albero e piano velico. Peppe Frettitta impellicciato la coperta in mogano sapelli, curvata a seguire la barca.
Antonio Enea, nostromo del Paolo Veronese, diventa il corriere marittimo del progetto: il timone parte da Pantelleria, attraversa il Canale custodito a bordo, arriva a Trapani. Una staffetta che le lance pantesche, in fondo, fanno da sempre. A un certo punto, fra una misura e l’altra, una frase di Belvisi resta sospesa nella chat come una mezza filosofia di vita: “le rifiniture prendono più tempo della costruzione.”

Il giorno del varo
Quel sabato di maggio Belvisi è bloccato a Pantelleria, sta ancora lavorando al progetto del timone, e un imprevisto lo trattiene sull’isola. Non riesce a imbarcarsi. Scrive: “Un timone ben fatto è il modo migliore per salutare la barca e accompagnarla al mare, anche senza esserci.” Il comandante risponde sereno, da isolano a isolano. Il mare è cattivo, la barca non viene calata. Resta a terra, benedetta e bagnata, in attesa del vero varo tecnico. Pochi giorni dopo, finalmente, la Rusulia tocca l’acqua. La linea di galleggiamento è quella giusta, l’assetto perfetto. “La barca era progettata bene”, dirà il comandante.

Due uomini che non si sono ancora visti
Ed è qui il dettaglio più sorprendente di tutta questa storia.
A oggi, comandante e ingegnere non si sono mai incontrati di persona. Belvisi non ha ancora visto la sua barca. Conosce ogni misura del fasciame, ogni grado di curvatura delle ordinate, sa esattamente quanto pesa l’antenna e dove va la scassa dell’albero, ma la Rusulia in carne e legno non l’ha ancora toccata. La conosce solo dai video del comandante e dalle foto dei cantieri. Una visita a bordo, per la messa a punto e i dettagli, è già fissata nel calendario di entrambi.
Quando arriverà, sarà la prima stretta di mano dopo quasi due anni di chat.

Una seconda lancia, e una scuola
Mentre quella di Marsala riceveva le ultime mani di pittura, a Pantelleria era già partito il cantiere di una seconda lancia, lunga 5,10 metri, costruita a Natale insieme a un gruppo di studenti dell’isola. Il sogno adesso si allarga: far scendere Lapillo da Marsala per avviare corsi di formazione, fondere in bronzo i bozzelli partendo da modelli stampati in 3D, mantenere bigotte in cipresso e bozzelli in frassino.
Certe cose si fanno come si sono sempre fatte. E quando non si possono fare così, si trova il modo di rispettarle lo stesso.

Tre lezioni di una storia di mare
Una barca di legno, nel 2026, non è un manufatto: è una rete di persone. Togli un nodo, il velaio o il nostromo del traghetto, e non c’è più.

Il digitale non sostituisce il mestiere, lo accompagna. La macchina a controllo numerico taglia le ordinate disegnate al computer, ma sono la sgorbia e l’occhio del maestro d’ascia a decidere se quella curva è giusta.
Le linee giuste non muoiono mai. La lancia pantesca somiglia alla passera istriana, alle lance sarde, ai lancioni di Kerkennah. Cugine. Un’unica grande famiglia di scafi che il Mediterraneo si è inventato perché tengono il mare, perché sanno come si porta un’antenna al vento.
In fondo è bastato questo. Due persone che per quasi due anni si sono scritte senza mai vedersi in faccia. Un nome di donna in dialetto siciliano scritto sulla fiancata.
E una forma antica è tornata a galleggiare.

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Sport

Pantelleria, dal 29 e 31 maggio a Scauri si torna a veleggiare con 3ª tappa Campionato Italiano WingFoil

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Ordinanza di interdizione

Venerdì 29 maggio, dalle ore 12.00 alle ore 18.00, sabato 30 maggio dalle ore 10.00 alle ore 18.00 e domenica 30 maggio dalle ore 10.00 alle ore 16.00, il Circolo Velico Isola di Pantelleria ospiterà la 3ª tappa del Campionato Italiano di WingFoil.
Arena eletta per la circostanza, torna il Porto di Scauri. All’uopo, il Comandante della Capitaneria di Porto, Ten. di Vascello Giuseppe Marrone, ha emesso ordinanza di interdizione dello specchio d’acqua antistante la baia.

Di seguito il documento integrale:
Ordinanza Registrata

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