Cultura
Nel pranzo tradizionale di Pasqua a Pantelleria non può mancare “u cannateddro”
Il pranzo tradizionale in occasione della festività di Pasqua si ripete ora come all’ora.
Con nostalgia mi viene da ricordare mia nonna Marietta, in particolare, che si affaccendava dal giorno prima per accogliere tutti i suoi figli e nipoti davanti alla tradizione culinaria pantesca portata ad Aprilia.
Eravamo 21 in tutto che giungevamo nella sua accogliente casa inebriata di profumi di cucina.
Il suo menù prevedeva:
- agnolotti, ripieni di carne e cervello di capretto, conditi con dolcissima salsa di pomodoro fatta in casa l’estate prima. Ricordo gli schizzi di quel sugo, quando cadeva un agnolotto dalla forchetta: camicie, cravatte e tovaglia si rallegravano di gemme scarlatte.
- capretto al forno, cotto al forno a legna. Il fuoco veniva avviato con i “sarmenti” (i tralci secchi di vite) e ceppi di ulivo, dei quali umori la carne si impregnava acquisendo aromi persistenti. Ammantata da alloro e rosmarino selavatici, la carne assumeva una fragranza che ancora sento tra le papille.
- cassatine, i dolci di pasta ripiena di ricotta condita con cannella, scorza di limone grattugiata e qualche chicca di cioccolato. Cotti al forno, si capisce quando sono pronti quando si vede l’impasto di ricotta fuoriuscire e sfrigolare dalle “ciacche” (fessure) della sfoglia superiore.
- ma il dolce più tipico anche perché creativo e giocoso è “u cannateddro”! Con la rimanenza di pasta delle squarate, si realizzano vere e proprie opere d’arte, che vedono nel cuore un uovo sodo dipinto. Alla decorazione eravamo dediti principalmente noi bambini, intrattenendoci per ore alla ricerca dei colori, dei granelli di zucchero sfidandoci in una vera gara per chi realizzasse il cannateddro più gioioso e saporito.

Cultura
Anno Nuovo, nei versi di Luigia Gabriele
Luigia Gabriele, artista eclettica di Pantelleria che coltiva il piacere per la pittura e per la scrittura in versi, si è soffermata a riflettere sull’Anno Nuovo e così, in un batter di rima, ci racconta;
Nella follia e nel tumulto
d’ogni capodanno
si vorrebbe fulminare
ogni dolore, ogni malanno:
-Che l’anno nuovo
ci porti ogni bene…
(soprattutto quello
che a noi conviene!…)
E, ogni “primo”,
la stessa tiritera,
quella cantata sulle piazze
da mane a sera!…
– Tanti auguri!… felicità!…
bene!… fortuna!…
Sia la volta buona,
e tu possa conquistare
anche la luna…
Quello che non vediamo
(lo scordiamo spesso)
sono le grazie e il bene
che il cielo ci ha concesso,
e prima di far “fagotto”
con gli esecrati mali,
per maledirli
e poi buttarli a mare,
prova a raccogliere
un momento di sostegno
che da cielo t’è venuto
anche se, molto,
non ne sei degno.
Conserviamo menzione
di Dio e dei suoi aiuti
per tutti quei momenti
che, da soli,
non sarebbero vissuti.
Dell’amore del Padre,
della sublime carità,
conserviamo coscienza,
perchè in nessun bene umano
Esso ha riscontro e parvenza.
Luigia Gabriele
Spettacolo
Rebranding Christmas – Natale a Pantelleria” il 2 gennaio al Cineteatro San Gaetano di Scauri
Venerdì 2 gennaio, alle ore 21.00, il Cineteatro San Gaetano di Scauri ospita la proiezione di “Rebranding Christmas – Natale a Pantelleria”, nuovo cortometraggio diretto da Andrea De Santis e Laura Boggero, girato interamente sull’isola.
Il film racconta, in forma di commedia, il tentativo di “ripensare” il Natale come se fosse un marchio da aggiornare: Miss Claus, proprietaria dell’Azienda del Natale, incarica la sua Christmas planner Wanda di trovare un Babbo Natale 2.0, più inclusivo e in linea con la sensibilità contemporanea. Ne nasce un casting di Babbi Natale alternativi, tra cui quelli interpretati da Giacomo Policardo, Saber Ben Ameur e Felice Pantano, affiancati dall’ attrice Cristina Barbagallo nel ruolo di Miss Claus.
Lo spirito del progetto è chiaro: usare il tono leggero della commedia per riflettere in modo non retorico su inclusività, linguaggio e rappresentazione della “diversità”, evitando pietismo e facili moralismi. I protagonisti, alcuni dei quali con disabilità reali, non vengono presentati come “casi”, ma come persone a pieno titolo, con carattere, ironia e autonomia, al centro di una storia che invita a guardare oltre le etichette.
L’ingresso è gratuito, con offerta libera; la prenotazione è consigliata tramite la pagina Billetto del Cineteatro San Gaetano di Pantelleria.
Cultura
Pantelleria perde il grande fotografo e uomo Franco Casano, alias Ciufira
Si è spento all’Ospedale Civico di Palermo, all’età di 93 anni, Franco Casano, detto Ciufira.
L’età avanzata e le condizioni di salute un pò delicate, hanno sentenziato la fine di una vita straordinaria, fatta di immagini immortali, passioni, sensibilità, intelligenza.
La sua antica casa di Khamma, che ha visto mille trasformazioni, era diventata un vero e proprio museo della fotografia, aperto a tutti.
Scriveva, anche, era appassionato di scrittura, di raccontare storie, o meglio di raccontare la sua Pantelleria, dal suo punto di vista di osservatore sagace e capace di fermare il tempo della vita in un clic della sua immancabile macchina fotografica.
Pantelleria, con il fotografo perde un grande personaggio, fonte inesauribile di storia, cultura e intelligenza.
La redazione si stringe al cordoglio dei suoi cari, con sincero affetto.
In copertina immagine dal web
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MARIANO RODO
20:27 - Aprile 18, 2019 at 20:27
quest’estate possiamo organizzare un pranzo con il menu pasquale a I Giardini Dei Rodo