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Politica

Montallegro (AG), Consigliere Comunale Bonifacio aderisce a Fratelli d’Italia

caterina murana

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Nuova adesione a Fratelli d’Italia: Il Presidente del Consiglio comunale di Montallegro Vincenzo Bonifacio ufficializza il suo ingresso nel partito

Continuano a fioccare le adesioni a Fratelli d’Italia in provincia di Agrigento. Quest’oggi, ad annunciare l’ingresso nel partito di Giorgia Meloni è il Presidente del Consiglio comunale di Montallegro, Vincenzo Bonifacio. Eletto a presiedere l’aula consiliare montallegrese a soli venticinque anni, Bonifacio è facente parte di una famiglia da tempo impegnata politicamente ed espressione storica della destra agrigentina (in passato il papà Nino e lo zio Gianfranco sono stati entrambi Consigliere comunale e Vicesindaco di Montallegro). Vincenzo Bonifacio: “Sono davvero entusiasta di ufficializzare la mia adesione a Fratelli d’Italia, partito che rispecchia i principi ed i valori che da sempre hanno caratterizzato il mio percorso in politica. Ringrazio l’ex Assessore regionale, Ruggero Razza, Il dirigente provinciale, Giancarlo Granata, il Commissario provinciale, Giampiero Cannella, e tutti gli amici di Fratelli d’Italia per avermi accolto con affetto in questa grande famiglia”. Tanti sono gli esponenti del partito che hanno voluto dare il loro benvenuto a Vincenzo Bonifacio. Il Commissario provinciale di FdI, Giampiero Cannella: “Esprimo il mio compiacimento per l’adesione del Presidente del Consiglio di Montallegro Vincenzo Bonifacio, che arricchisce la classe dirigente del partito nella provincia agrigentina, oggi più che mai polo attrattivo per molti operatori politici che riconoscono la bontà e la serietà del progetto politico del Presidente Giorgia Meloni”.

L’ex Assessore regionale Ruggero Razza: “Accogliamo con grande affetto in Fratelli d’Italia Vincenzo Bonifacio, persona perbene e politico capace. A lui vanno i miei migliori auguri di buon lavoro”. Giancarlo Granata, dirigente provinciale di FdI: “Formulo il mio benvenuto a Vincenzo Bonifacio, appartenente ad una famiglia che da sempre ha creduto nei valori della destra

politica, conoscendolo, sono sicuro che si distinguerà per il contributo di idee e di azione che saprà dare al partito e alla comunità di Montallegro”.

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Elezioni

Referendum Giustizia: vince il NO. Ecco i SI e i NO a Pantelleria

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Resi pubblici i dati definitivi dell’affluenza al voto sul referendum: sono state scrutinate 61.533 sezioni su 61.533, l’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,93%.

L’Emilia-Romagna è  la regione dove si è votato di più, mentre la Sicilia fanalino di coda per affluenza al referendum sulla giustizia, ultima tra le regioni con circa il 46,1% e Lampedusa il comune meno presente alle urne: solamente il 26,93% della popolazione dell’arcipelago delle Pelagie.
Vince il NO a livello nazionale con il 53%.

I numeri a Pantelleria
Per quanto riguarda Pantelleria, il SI è portato dal 46.12% della popolazione votante, che viene schiacciato dal 53.88%.
Questi i risultati, per una complessiva affluenza alle urbe pari al 34.86%.

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Politica

Pantelleria – Referendum Giustizia, affluenza alle urne nella prima giornata del 22 marzo

Direttore

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Ecco la contrada con maggiori elettori al referendum

Questa mattina alle ore 7,00 si sono aperti i sei seggi elettorali, per votare al Referendum sulla Giustizia – 2026.

Fino alle 22,00 di oggi e dalle ore 7 fino alle 14.00 di domani lunedì 23 marzo sarà ancora possibile esprimere la propria opinione sul referendum con un SI o con un NO.
Nella provincia di Trapani, l’affluenza: Alle ore 12.00 l’8,88 e alle ore 19.00 il 28.15.

Ma vediamo, attraverso il sito del Ministero degli Interni, le affluenze dei cittadini abili al voto alle 
    

                                 ore 12 ore 19
Pantelleria: 6.57 17.78
SEZIONE 1 – Centro: 7,02 17.05
SEZIONE 2 – Centro: 6,85 16.83
 SEZIONE 3 . Centro: 5,29 15.51
SEZIONE 4 – Centro: 6,43 17.74
SEZIONE 5 – Scauri: 5,72 16.34
 SEZIONE 6 – Bukkuram: 7,49 24.70
 SEZIONE 7 – Khamma: 7,46 19.19

   
Per sapere tutti gli aggiornamenti sull’affluenza degli elettori al Referendum della Giustizia, resta connesso con il nostro canale WhatsApp

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Politica

Referendum 22 – 23 marzo 2026, La Francesca (PD) “Le mie ragioni per il NO”

Redazione

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In queste settimane non sono voluto entrare appositamente nella bagarre politica tra destra e sinistra sul referendum ma, ma dopo essermi informato e confrontato, dopo aver riflettuto ed ascoltato trovo giusto esternare le ragioni che mi spingono a votare NO su questa riforma della giustizia che non mi convince, non mi piace e che in qualche modo mi fa anche paura. Ci troviamo di fronte a una riforma imposta dal governo, riforma nata senza nessun passaggio parlamentare, che non migliora in alcun modo la vita dei cittadini né tanto meno il sistema giudiziario.

Una riforma che non affronta nemmeno uno dei problemi della giustizia come la lunghezza dei processi e la mancanza della certezza della pena, temi questi su cui occorre veramente intervenire per rendere la giustizia più giusta e veloce. Io sto dalla parte della Costituzione Italiana, che nasce dopo un ventennio terribile contraddistinto da abusi di potere e guerra; una Costituzione che amo profondamente e che ha creato un giusto equilibrio nella separazione dei poteri, mentre invece con questa riforma si va verso l’indebolimento della magistratura.

Voglio continuare a rimanere dalla parte della costituzione italiana che già prevede una magistratura libera e indipendente, se si vuole una vera separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici basta una semplice legge e non una riforma della costituzione. Inoltre nessun organismo che si rispetti sceglie i propri rappresentanti per sorteggio. Ho deciso di votare NO inoltre perché non ho nessuna fiducia in questo governo che ha fortemente voluto questa riforma, mentre ho sinceramente più fiducia in chi ha scritto settantanove anni fa la nostra costituzione. Il mio dunque è un invito, soprattutto ai più giovani, ad andare a votare convintamente per il NO per difendere la nostra costituzione da una riforma che non serve ai cittadini e non serve in alcun modo a migliorare la giustizia.

Giuseppe La Francesca
Segretario Circolo PD Pantelleria

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