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Cronaca

Migranti – Morto e incendio in campo profughi di Castelvetrano. Intervengono MCL e ALS-MCL Sicilia

Redazione

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MIGRANTE MORTO NELL’INCENDIO DI DUE SERE FA NEL CAMPO DI “CALCESTRUZZI SELINUNTE”. IL CORDOGLIO DEI VERTICI REGIONALI DI MCL E ALS SICILIA, GIORGIO D’ANTONI E PAOLO RAGUSA.

UN PROGETTO IN CANTIERE “PER INTERVENTI ABITATIVI E DI PRIMA ACCOGLIENZA” CON IL COMUNE DI CAMPOBELLO DI MAZARA E LA “FONDAZIONE CON IL SUD”

MORTO E INCENDIO CAMPO MIGRANTI CASTELVETRANO. Intervengono MCL e ALS-MCL SICILIA

vertici regionali di MCL e ALS Sicilia esprimono il proprio cordoglio per la morte del migrante, vittima innocente delle fiamme dell’incendio che, nella tarda serata di ieri, all’interno del “Calcestruzzi Selinunte” in territorio di Castelvetrano, al confine con la città di Campobello di Mazara, ha bruciato il campo spontaneo dove oltre trecento lavoratori stagionali extracomunitari vivevano da tempo in baracche costruite con cartone, pezzi di legno ed eternit.

In merito a questo triste episodio intervengono il Presidente regionale MCL Sicilia, Giorgio D’Antoni, e il Presidente regionale ALS Sicilia, Paolo Ragusa, che è anche il vice presidente nazionale di questo organismo che si propone di combattere razzismo, xenofobia ed emarginazione, promuovendo l’eguaglianza nei diritti e nei doveri degli immigrati, ma anche  l’integrazione e l’inclusione sociale anche in contesti lavorativi. Proprio in loro favore e in questi territori, MCL -insieme al Consorzio “Umana Solidarietà”, al Comune di Campobello di Mazara e a Fondazione con il Sud– ha presentato un progetto non solo per adeguare lo spazio dell’ex oleificio “Fontane d’Oro”, in contrada Erbe Bianche, da adibire stabilmente a “centro di prima accoglienza”, ma anche per organizzare servizi capaci di offrire dignità e sicurezza ai lavoratori stranieri.

Per il Presidente regionale MCL Sicilia, Giorgio D’Antoni, “è una triste vicenda  che purtroppo si ripete in modo inesorabile e, per certi aspetti, paradossale. Già nel 2013 nel limitrofo campo abusivo di Erbe Bianche senza servizi igienici, acqua e luce, avevo perso la vita Ousman (un ragazzo senegalese) per le gravi ustioni riportate in seguito all’esplosione di un fornetto. Successivamente, fu istituito un campo stagionale attrezzato con l’ausilio di Libera e Caritas Diocesana edattivate varie iniziative solidali. Ma, nella precarietà e sull’emozione del momento! Devo riconoscere -aggiunge il presidente di MCL Sicilia– che il sindaco di Campobello di Mazara, Giuseppe Castiglione, solleva da sempre e con forza la questione, trovandosi spesso impotente ad intervenire (poiché non di sua competenza), anche per la sola rimozione dei rifiuti che si accumulano in modo inverosimile lungo la statale che conduce alle località balneari di Triscina e Marinella di Selinunte. D’altro canto il Comune di Castelvetrano (in dissesto finanziario) pare impossibilitato ad intervenire. Mentre la Prefettura di Trapani, a conoscenza del fenomeno, resta imbrigliata nelle procedure, dovendo comunque fronteggiare  l’emergenza degli sbarchi. Pertanto -prosegue Giorgio D’Antoni– ritengo vada evidenziato il progetto che il nostro Movimento, di concerto col Consorzio “Umana Solidarietà “ e con il Comune di Campobello di Mazara, ha portato nei giorni scorsi all’attenzione della ‘Fondazione con il Sud’ proprio per prevenire tali fenomeni di degrado e per assicurare stabilmente ed in modo continuativo un servizio di assistenza igienico-sanitaria, recuperando l’ex oleificio “Fontane d’Oro” in Contrada Erbe Bianche. Il progetto prevede, altresì, azioni di contrasto all’intermediazione illegale ed allo sfruttamento di lavoratori stranieri, favorendo la promozione del lavoro regolare come strumento di integrazione sociale. Nostro malgrado –conclude il presidente Giorgio D’Antoni– siamo stati facili profeti”.

E questo è quanto dichiara, invece, il Presidente regionale ALS Sicilia, Paolo Ragusa: “Stiamo provando a fare incrociare i bisogni delle persone straniere e le opportunità offerte dalla Fondazione con il Sud, nell’ambito di un avviso di lotta e contrasto del caporalato. Abbiamo messo in campo, attraverso una rete tanto radicata sul territorio quanto prestigiosa sul piano nazionale, un progetto di interventi abitativi e di prima accoglienza capaci di garantire condizioni di  civiltà ai lavoratori stranieri che oggi rappresentano una risorsa preziosa per la economia dei nostri territori. Ora aspettiamo fiduciosi la valutazione che darà la Fondazione alla nostra proposta che può rispondere a questa emergenza emersa in maniera drammatica”.

Trasporti

Pantelleria, finalmente le date dei voli diretti da e per Roma e Milano. Si decolla a fine maggio

Redazione

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Si decolla dal 30 maggio con i diretti fino al 26 settembre
Potenziamento dei Collegamenti Aerei per la Stagione Estiva 2026

Tanti turisti affezionati o alle prime battute con Pantelleria ci scrivono per conoscere le date dei voli diretti da e per Roma Fiumicino e Milano Linate. FInalmete possiamo dare risposte.

La Rete Welcome to Pantelleria è lieta di annunciare il raggiungimento di un obiettivo strategico per l’accessibilità dell’isola in vista della prossima stagione turistica.

Accordo con ITA Airways
A seguito di una complessa fase negoziale, si comunica che è stata ricevuta la proposta formale da parte di ITA Airways per l’attivazione di collegamenti diretti verso Pantelleria. L’accordo, attualmente in fase di finalizzazione, prevede la seguente operatività (frequenza settimanale nella giornata di sabato):

  •  Milano Linate – Pantelleria: dal 30 maggio al 24 ottobre 2026
  •  Roma Fiumicino – Pantelleria: dal 30 maggio al 26 settembre 2026.

Si conferma, inoltre, il consolidamento della tratta da Perugia, operata da HelloFly, che sarà attiva dal 6 giugno al 26 settembre 2026.

Alla luce della nuova programmazione, il gruppo ha ritenuto opportuno non procedere con la contrattualizzazione del volo charter da Milano Malpensa. Tale decisione è stata dettata dalla necessità di ottimizzare le risorse a fronte del sensibile incremento dei costi del carburante aereo, influenzato dal contesto geopolitico internazionale.

Si rende noto che, per garantire la conclusione del suddetto accordo con il vettore di bandiera, la Rete Welcome to Pantelleria ha assunto l’impegno dell’acquisto di una quota di posti volo in vuoto per pieno e al versamento di un contributo diretto pari a 80.000 euro.
Tale onere economico, storicamente sostenuto da fondi pubblici, è stato in questa sede assunto direttamente dagli operatori privati per superare la fase di stallo venutasi a creare nelle trattative con ITA Airways a seguito della pubblicazione del Bando di Promozione Turistica 2026 e 2027 dell’Isola di Pantelleria da parte dell’amministrazione comunale.
La rete continuerà comunque a lavorare in sinergia con le istituzioni preposte per valutare ogni possibile forma di supporto e collaborazione volta a sostenere tale investimento a beneficio della collettività.

La rete Welcome to Pantelleria desidera infine esprimere un sentito ringraziamento a chi, specialmente negli ultimi giorni, ha contribuito a questo importante risultato, confermando ancora una volta come la collaborazione e il coordinamento possano generare opportunità di crescita e sviluppo per l’intera isola.

Ulteriori dettagli operativi relativi ai voli e agli orari saranno comunicati nelle prossime settimane.

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Economia

Cooperative organizzazioni della pesca chiedono a Regione Siciliana ristori economici tempestivi: “Gravi criticità a causa delle condizioni meteomarine e posti di lavoro a rischio”

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Attivare e rifinanziare il Fondo di Solidarietà della Pesca, previsto dall’articolo 39 della Legge Regionale 9 del 2019, uno strumento prioritario per garantire un sostegno immediato al comparto.

A chiederlo, sono le organizzazioni di categoria del settore ittico che fanno capo al movimento cooperativo quali UNCI Agroalimentare, CONFCOOPERATIVE-FederAgriPesca, LEGACOOP Agroalimentare, UNICOOP Pesca, AGCI Agrital e altre sigle quali FEDERPESCA Sicilia, COLDIRETTI Pesca, ANAPI Pesca Sicilia, AGRIPESCA Sicilia e Federazione Armatori Siciliani.

Nei giorni scorsi, i rappresentanti delle varie sigle hanno partecipato a un incontro tenutosi a Palermo, nella sede dell’assessorato regionale dell’Agricoltura, dello Sviluppo Rurale e della Pesca Mediterranea, finalizzato ad affrontare la grave condizione di crisi che sta colpendo il settore in Sicilia e a individuare misure urgenti di sostegno e rilancio.

Nell’isola, la produzione complessiva è di oltre un terzo dell’intero comparto nazionale.

Nel corso del confronto con l’assessore Luca Sammartino è stato rappresentato come, a partire dal mese di dicembre 2025, la pesca sia stata fortemente penalizzata da eccezionali avversità meteomarine, che hanno determinato lunghi periodi di fermo forzato delle attività.

A tali criticità si sono aggiunte la diffusa presenza di detriti e rifiuti nei fondali marini, che ostacolano le operazioni di pesca, e l’insorgenza anomala di fenomeni di mucillagine che compromettono ulteriormente la produttività.

Un quadro ulteriormente aggravato, a partire dai primi mesi del 2026, dal significativo incremento del prezzo del carburante, legato alle tensioni internazionali, che incide in maniera determinante sui costi di gestione delle imprese, rendendo in molti casi antieconomica l’uscita in mare.

Le organizzazioni cooperative e datoriali hanno evidenziato la pesantezza della mancata redditività dovuta alla situazione in atto: a farne le spese sono le imprese di pesca e i circa cinquemila marittimi imbarcati, con il concreto rischio di un blocco generalizzato delle marinerie siciliane e gravi ripercussioni sul piano economico e sociale.

In un simile ottica, risulta fondamentale lo stanziamento adeguato di risorse da parte della Regione Siciliana, per assicurare ristori economici tempestivi.

Nello specifico, la proposta presentata prevede l’erogazione di contributi alle imprese del settore, calcolati secondo i criteri già adottati per l’arresto temporaneo delle attività nell’ambito del programma FEAMP e il riconoscimento ai marittimi di un’indennità giornaliera pari a trenta euro per le giornate di inattività.

Ai fini della quantificazione del fabbisogno, è stato stimato un periodo minimo di quarantacinque giorni di fermo attività tra dicembre 2025 e marzo 2026.

Sulla base dei dati aggiornati della flotta siciliana, che annovera circa duemilaquattrocentocinquanta imbarcazioni, e della forza lavoro impiegata, il fabbisogno per il sostegno al reddito dei marittimi è quantificato in circa sette milioni di euro, cui si aggiungono ulteriori e consistenti risorse per il sostegno alle imprese.

Le organizzazioni di categoria hanno pertanto ribadito la necessità di un intervento immediato e straordinario, volto non solo a compensare le perdite subite, ma anche a garantire la continuità operativa e il rilancio di un settore strategico per l’economia e l’occupazione delle aree costiere della Sicilia.

Con gentile richiesta di darne notizia,

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Economia

Pantelleria – Caro energia “una questione ancora irrisolta”. Il punto di The Dammuso Circle

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Pantelleria, 2 aprile 2026 –

L’energia rappresenta oggi uno dei principali fattori di criticità per le isole minori italiane e, in particolare, per Pantelleria, dove il costo della vita continua a risentire in modo significativo della condizione di insularità. In questi territori, la produzione di energia avviene ancora in larga parte attraverso sistemi isolati e non interconnessi alla rete nazionale, con costi strutturalmente più elevati rispetto alla terraferma. Una condizione che incide direttamente sulla quotidianità dei residenti, sull’attività delle imprese e sulla sostenibilità economica dell’intero sistema locale. In Italia esistono meccanismi di compensazione tecnica dei costi di produzione dell’energia nelle isole minori non interconnesse, ma non esiste una vera perequazione fiscale o tariffaria in grado di garantire condizioni equivalenti a quelle della terraferma.

Mentre altri Paesi europei hanno scelto di intervenire direttamente sul costo finale dell’energia per cittadini e imprese, garantendo un’effettiva equità territoriale — come avviene in Spagna, dove nelle isole il prezzo dell’energia è sostanzialmente allineato a quello della penisola anche grazie a regimi fiscali agevolati, o in Francia, dove vige un principio di uguaglianza tariffaria su tutto il territorio nazionale — nel nostro Paese il sistema continua a operare a monte, senza incidere in modo strutturale sulla spesa energetica di chi vive e lavora sulle isole.

Questa situazione determina uno svantaggio competitivo evidente e penalizza non solo i residenti, ma anche l’intero sistema economico locale, influenzando negativamente il turismo, gli investimenti e la possibilità stessa di uno sviluppo sostenibile. Pantelleria, come molte altre isole minori, si trova così a dover affrontare un paradosso: da un lato è chiamata a valorizzare il proprio patrimonio ambientale e paesaggistico, dall’altro continua a sostenere costi energetici più elevati proprio a causa della sua condizione geografica. 

In questo contesto, diventa sempre più urgente aprire una riflessione seria e strutturata sulle politiche energetiche dedicate alle isole minori, che non si limiti al sostegno dei costi di produzione, ma introduca strumenti concreti in grado di garantire una reale equità per cittadini e imprese.
Accanto a ciò, è necessario favorire lo sviluppo di modelli energetici innovativi e sostenibili, come le comunità energetiche locali, che possano contribuire a ridurre la dipendenza da fonti fossili. Questo percorso, tuttavia, deve essere accompagnato da una visione attenta e responsabile: gli interventi legati alla produzione di energia da fonti rinnovabili devono essere progettati e realizzati in modo da non compromettere l’identità paesaggistica e architettonica dell’isola.

Pantelleria non è un territorio qualsiasi, ma un sistema delicato e unico, in cui ogni equilibrio va preservato.

Per questo è fondamentale che ogni scelta energetica tenga conto del valore culturale, ambientale e storico del paesaggio, evitando soluzioni invasive o incompatibili con il contesto.
Chi vive e investe sull’isola non è soltanto un fruitore, ma un custode del territorio. E proprio da questa consapevolezza deve partire un modello di sviluppo che coniughi sostenibilità, innovazione e rispetto.
Garantire condizioni di vita e di competitività analoghe a quelle della terraferma non rappresenta un privilegio, ma un principio di equità territoriale che dovrebbe essere riconosciuto e attuato in modo pieno.

The Dammuso CircleAssociazione dei proprietari di dammusi di Pantelleria
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