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Il ritorno degli zii dalla Germania in Sicilia e l’amore sfortunato di una giovane siracusana “Pillirina”

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Il ritorno degli zii dalla Germania in Sicilia anni ‘70 e l’amore sfortunato di una giovane siracusana “Pillirina”

U CUNTU ’U sennu – stamu piddennu ’u sennu – ti ni stai accuggennu- unni stamu jennu a finiri ’ccu stu munnu ca sta ’mpazzennu – luceunu ’i stiddi dda – la’ luntanu supra ’u mari li cosi cari parunu cchiù beddi – nan sacciu cchi fu a ieri visti ’a motti – addummisciuta ’nda ’na gnuni – nan si uosi arrusbigghiari.

Il senno – stiamo perdendo il senno – te ne stai accorgendo dove stiamo andando a finire – con questo mondo che sta impazzendo – lucevano le stelle – lontano sopra il mare – le cose care sembrano più belle – non so che fu ieri – ieri ho visto la morte – addormentata in un angolo non si volle svegliare. Franco Battiato La simpatia di zia Maria e della sua famiglia faceva scattare un clima di attesa che prendeva tutti i parenti ragusani. Anche quando si stava avvicinando il tempo delle ferie estive si creava un clima di aspettativa per l’arrivo della bella stagione. Purtroppo, l’epoca del consumismo molte volte rischia di far passare in secondo piano il ricordo dei bei tempi semplici e genuini di una volta…

Ogni anno zia Maria con tutta la famiglia ritornava a Ragusa, al suo paese natale. Tanti anni fa, lei e il giovane marito di origine Siracusana Vincenzo, avevano dovuto abbandonare la propria terra e prendere il treno che li avrebbe portati dopo un lungo viaggio verso uno stato straniero dove avevano trovato gente sconosciuta che parlava una lingua di cui non conoscevano una parola… (il tedesco…). Era stato molto difficile abituarsi a vivere lontano dalla famiglia, dalla loro terra, dalle persone della propria città e regione (la Sicilia…) che conoscevano e che amavano. Un po’ alla volta, però, la zia era riuscita ad inserirsi nel nuovo ambiente. Ma pur vivendo in un paese così diverso dal suo, zia Maria e suo marito non avevano abbandonato le loro tradizioni e, soprattutto, non avevano mai mancato all’appuntamento annuale con i parenti rimasti in Sicilia sia nella città di Siracusa che di Ragusa.

Quando mancavano un paio di mesi all’arrivo di zia Maria, in casa dei parenti il clima di attesa si faceva di giorno in giorno sempre più percepibile. Le telefonate fra l’Italia e la Germania si moltiplicavano. – Sì, sì, va tutto bene – diceva zia Maria con voce rassicurante – Non vi preoccupate, arriviamo per il giorno fissato. Il piccolo Costantino non ha più la febbre!

– Sono proprio contenta! – rispondeva una voce dall’Italia (era mia madre la Pina… con il telefono di colore nero installato nel corridoio vicino alla porta d’ingresso…) – Vi aspettiamo tutti, mi raccomando. E raccomanda a tuo marito di correre piano! Chi va piano, va sano e va lontano. I familiari della zia Maria fissavano, nel frattempo, il calendario per le ferie, secondo le regole tradizionali dell’ospitalità: un giorno a pranzo di qua, poi a cena di là, il giorno dopo una gita in una località, il giorno seguente in un’altra e così via.

Zia Maria sapeva di poter contare su una grande famiglia che attendeva ogni anno il suo ritorno con entusiasmo sempre crescente e circondandola di tanto affetto e simpatia che coinvolgevano via via le due città di appartenenza sia dello Zio Vincenzo (Siracusa) che della zia Maria (Ragusa). Ecco perché il ritorno alle due città natie diventava per zia Maria e per lo zio Vincenzo un appuntamento obbligatorio. Come si poteva rinunciare all’amore che ricevevano da tante persone? Anche per i suoi parenti siciliani quell’appuntamento voleva dire ritornare indietro di tanti anni, ricordare tante persone che non c’erano più. Fare, insomma, un pieno di ricordi e d’amore che durava tutto un anno. E i regali che portava zia Maria? Perché lei si ricordava di tutti: dall’ultimo nato alla persona più anziana. I regali erano graditi, s’intende, ma solo perché dentro i pacchi colorati, oltre al regalo, c’era l’amore di zia Maria e di zio Vincenzo.

Il giorno in cui zia Maria arrivava a Ragusa, i più giovani fra i suoi parenti le facevano da scorta con le auto e le moto fino a casa, mentre i più piccoli giravano per il quartiere dando l’annuncio: – È in arrivo zia Maria a Tedesca…! È in arrivo zio Vincenzo…! Erano gli anni ’70. Ma la sera quando tutti era stanchi e quasi assopiti per la lunga giornata piena di inviti, banchetti e ricordi rievocati… la zia Maria, come di consuetudine, mi dedicava un po' del suo tempo e deliziava quei momenti con racconti e storie che riguardavano la vita che conduceva in Germania e altre storie della nostra amata terra di Sicilia… (la zia Maria era un’ottima maestra e aveva una eccellente capacità oratoria… non comune a tutto il resto della nostra famiglia). Lei mi diceva che Il territorio siciliano era pieno di antiche leggende e storie affascinanti. E proprio ora il sottoscritto vi racconta una storia che mia zia il 5 agosto del 1967 per il mio decimo compleanno mi regalò, una leggenda legata proprio al nostro territorio.

La leggenda della Pillirina Era la leggenda della Pillirina (cioè la Pellegrina) connessa a una grotta che si trovava sulla Punta del Gigante, estremità della Penisola della Maddalena, raggiungibile attraverso i sentieri da via Capo Passero. Questo angolo di Sicilia si caratterizzava per l’acqua cristallina e la natura incontaminata. La zia mi diceva che secondo la leggenda tramandatela da una sua zia suora (dell’ordine del Sacro Cuore di Gesù) del monastero di Caltanissetta…, Tanto tempo fa… una giovane donna si era innamorata di un marinaio, ma il loro amore era contrastato dai genitori di lei, che avrebbero voluto un uomo più facoltoso. Nelle notti di plenilunio, i due si incontravano di nascosto, proprio nella grotta della Pillirina, e si amavano su un tappeto di alghe, trasportate all’intero dalla corrente del mare. A un certo punto, a causa del mare molto agitato, il marinaio non fu più in grado di presentarsi agli appuntamenti. La giovane donna attendeva invano il suo amato fino alla bonaccia dei giorni successivi, ma egli non fece più ritorno. Ferita nell’amore decise di gettarsi in mare, togliendosi la vita. Da allora, i marinai raccontano che durante le notti di luna piena, quando i raggi di luce entrano nella grotta della Pillirina attraverso un foro sulla parete, appare una donna che attende il suo amato. La leggenda di Pillirina raccontatami dalla zia… mi destò un filo di tristezza, che suscitò nella zia una sonora risata… esclamando che era solo una leggenda e che tale doveva rimanere nella mia mente.

 

Una riflessione e uno sguardo attuale sulla leggenda… La Pillirina è un racconto che vuol andare oltre le convenzioni sociali. L’amore non è convenzionale, ma va oltre ogni criterio. Si tratta di un sentimento che non può essere represso da una mentalità che vede la donna priva di decidere per sé stessa. Pillirina riuscì ad aggirare il patriarcato e il classismo, in questo caso da parte della famiglia. La donna infatti vuole decidere ciò che è giusto per lei e per i propri figli. Pillirina nella scelta estrema ha dimostrato tutto l’amore che provava ed è stata una donna coraggiosa. Ha seguito l’impulso dentro di sé. Decise di suicidarsi rifiutando una vita imposta dalla famiglia, sarebbe stata la morte dell’anima per tutta la vita. La leggenda della Pillirina costituisce un esempio per tutte le giovani donne a seguire i propri sogni, legati non necessariamente alle relazioni sentimentali. Coltivare i propri sogni anche se si hanno molti ostacoli davanti.

Un fatto di cronaca legato alla leggenda della Pirillina Un giorno lessi su un giornale locale che vi era stato un ritrovamento nella Grotta della Pillirina. Il fatto mi incuriosì tanto che mi documentai per saperne di più… io quella leggenda non la avevo mai dimenticata… era stata riposta in un piccolo cassetto nella mia memoria… fra i ricordi più cari della mia giovinezza. Leggendo il giornale appurai che un escursionista aveva rinvenuto un cranio, alcuni frammenti ossei e due conchiglie nella grotta che si trova nella periferia di Siracusa, nella penisola della Maddalena e vicino a Capo Murro di Porco. Si pensò che fossero di epoca preistorica e che, dunque, fossero adagiati in una antica sepoltura.

L’uomo che li ha ritrovati era entrato nella grotta della Pillirina per curiosità. Un amico archeologo ha avanzato la sua ipotesi, soprattutto sulla base della presenza delle conchiglie. Furono allertati i carabinieri, che erano intervenuti sul posto. I militari della stazione di Ortigia, proprio di fronte la Pillirina, a loro volta hanno avvertito i carabinieri della Sezione tutela patrimonio culturale e un antropologo della Soprintendenza ai beni culturali di Siracusa.

Gli esperti, durante un successivo sopralluogo nella grotta, hanno prelevato quei resti che in seguito furono sottoposti a più approfondite indagini. La grotta della Pillirina è molto ampia e ben nota ad archeologi ed escursionisti. Si trova in uno dei luoghi più suggestivi dell’area di Siracusa e tutti sapevano dell’antica leggenda. In seguito, gli esperti dichiararono che di certo i resti trovati non risalivano al periodo della preistoria ma avevano una datazione molto più recente e che bisognava aspettare ancora un po'… per la datazione certa. La notizia del ritrovo dei resti in quella grotta destò una certezza fra i più romantici e sentimentali del territorio, fra cui mi annoverai pure io… quei resti erano sicuramente di Pillirina e la leggenda era diventata Storia… (ai posteri l’ardua sentenza…).

Salvatore Battaglia Presidente Accademia delle Prefi

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Rotary Club Pantelleria, intervista al nuovo Presidente Mariano Rodo

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Lo scorso 5 luglio si è tenuto il passaggio di campana del Rotary Club e Pantelleria per il prossimo anno 2026/2027 vedrà la reggenza di Mariano Rodo.
A distanza di vent’anni, Rodo, torna ad indiìossare l’ambito collare rotariano e ci spiega quale sarà il suo programma e la sua politica all’interno del club isolano.

Classe ’62, l’uomo eclettico è presente in moltissime realtà del territorio e così esordisce:  “La premessa è  che nel posto dove si vive si debba avere anche un dovere morale: oltre a stare bene lui, devr fare e dare anche un piccolo contributo all’interesse generale.  Questo interesse generale mi ha portato a ricoprire nel tempo ruoli non necessarimente di profilo economico, ma c’è anche l’aspetto per così dire organizzativo.  Questo fa sì che da 35 anni sono il Presidente della Cooperativa che gestisce i servizi portuali e ormeggi con le navi commerciali, da 26 anni l’amministratore delegato della società di servizi aeroportuali, da 13 ann Presidente di Croce Rossa, da 20 tra Presidente e vari ruoli all’interno del Rotary di Pantelleria.
“Questo è il complesso di attività, a parte quelle professionali che sono quelle che danno l’aspetto reddituale con 42 anni di partita IVA come professionista.”

Comunque lei è una persona fra le più inserite, quella che conosce meglio di tutti il territorio  e che quindi anche nella gestione di una compagine  come il Club del Rotary può portare un contributo significativo proprio perché sai le esigenze dell’isola meglio di chiunque altro. 
Quindi lei adesso come si pone in questa annata di reggenza e da quali presupposti parte?La mia riflessione personale sulle associazioni per le esperienze più che trentennali,  perché tra l’altro ho assolto anche la veste di Presidente dei nostri circoli  per più anni, è che queste realtà per funzionare, tutti dobbiamo essere Presidente, tutti dobbiamo avere, come ho già scritto, il diritto di stare in prima fila, tutti dobbiamo essere propositivi. Sicuramente il Presidente è quella figura giuridicamente riconosciuta quale rappresentante  legale dell’associazione, quindi è quello che ha la rappresentanza all’esterno, è quello  che risponde all’esterno e quindi è quello che a volte deve anche dire no a determinate cose, però una volta che le cose si decidono in modo collegiale a quel punto viene coinvolta tutta la compagine, sia il singolo socio che di tutti assieme e quel progetto va portato avanti. 
“Tornando specificamente nel Rotary, quello che io conto di fare e stimolare affinchè gli altri facciano ciò che a loro piace, perché non è un lavoro, è un servizio, quindi è dare una piccola parte, un piccolo ritaglio del nostro tempo a fare qualcosa che deve piacerci e che ha una ricaduta nei confronti  degli altri e negli altri troviamo le persone che hanno più bisogno di noi o le persone meno fortunate di noi, quindi questo è un pochettino il mio pensiero-“

Lei durante la serata di Passaggio di Campana sottolineavi la necessità di creare un po’  un collante per quest’associazione, succede spesso che si perda entusiasmo, ci si stanchi, e bisogna riportare il piacere alla partecipazione, lei come pensa di porsi per arginare questa situazione e quale attività promuoverà?Diciamo che purtroppo rientra anche un po’ nella nostra indole, quella di essere ogni tanto propositivi, lavoriamo come matti, però poi magari nel momento siamo un po’ assenti. Ora, senza scendere tanto nel passato, sicuramente quello che dobbiamo dare è ridare un’immagine di presenza sul territorio, ma non per le attività, perché le attività che tutti i  miei predecessori hanno fatto sono state tutte delle primarie attività che hanno avuto una grossa ricaduta sul territorio, dove diverse persone ne hanno beneficiato, per quello che  facciamo e che abbiamo fatto in questi vent’anni siamo molto apprezzati a livello di distretto,  a livello di governatori presenti, passati e futuri.  Quello che dobbiamo sforzarci secondo me a dare è a creare un’immagine del club sull’isola,  quindi riuscire a essere identificati singolarmente e tutt’assieme come componente del Rotary,  quel Rotary che fa, che ha fatto, che rappresenta a Pantelleria e nel mondo. 
“Ritengo che questa può essere una delle ipotesi, tant’è quella di iniziare a vederci più  spesso, a fare degli incontri pubblici più spesso.  Abbiamo concordato che nel periodo estivo, che è quello più pesante per tutti perché lavoriamo tutti, il giovedì mattina  faremo alle 8, quindi di buona mattina, una colazione  con tutti i soci che ci sono. Io cercherò anche di  catalizzare magari eventuali altri Rotariani che per motivi di  vacanza, che  hanno interesse sull’isola e coinvolgerli nella convivialità anche del caffè e magari periodicamente andare oltre con qualche iniziativa e utilizzare,  nel senso buon termine, queste persone per dei progetti che magari per noi sono molto interessanti e per loro sono di facile attuazione.”

L’ultima domanda, la prima attività che c’è in programma è la Messa di San Giacomo, il 25 luglio, ci vuole raccontsre questa ricorrenza?  “”Tanti anni fa, dopo una bellissima domenica di tutti i soci e famiglie in giro per tutte le chiesette dell’isola, abbiamo deciso di adottare la chiesa di San Giacomo. 
Come chiesa di San Giacomo per quanto riguarda gli interventi abbiamo innanzitutto recuperato il dipinto che c’è dentro, poi abbiamo stimolato il nostro compaesano sempre attento  e disponibile Michele Cossiro a donarci il progetto dell’altare che con delle maestranze  locali abbiamo realizzato: è molto bello, molto particolare e continuiamo ad occuparcene per le piccole necessità dalla banale bolletta della Smede alle piccole imbiancature che servono a tenerla ordinata – Quindi in occasione della ricorrenza di San Giacomo il prossimo 25 alle 19 andremo  a celebrare la Santa Messa con i parroci della nostra parrocchia.”

Una sua ultima battuta di chiusura? “Auguro a tutti, buon Rotary a tutti considerando che il Rotary non è un’associazione elittaria, è un’associazione che nel 1905 è stata costruita da comune persone, tra cui un carbonaio, proprio col solo fine e principio di fare del bene: se ci mettiamo assieme possiamo aiutare e fare qualcosa-
Come diceva il nostro  precedente governatore, Sergio Malizia” da soli si va veloce, insieme si va lontano.”

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Cultura

Giacomo Leopardi nella chiave di lettura dei prof Certa e Marchica. Da Sciacca a Recanati il mondo del Poeta

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Un importante riconoscimento culturale per Sciacca, e la provincia di Agrigento tutta, arriva dalla città di Recanati, patria di Giacomo Leopardi.
Giovedì 28 maggio 2026, presso la prestigiosa Sala Foschi del Centro Nazionale di Studi Leopardiani (CNSL), si è svolta la presentazione dei volumi “Leopardi e il suo mondo” e “Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro”, firmati dai professori saccensi Stefano Certa e Angela Marchica, coniugi e studiosi appassionati dell’opera leopardiana, che hanno portato nel cuore della cultura leopardiana nazionale il frutto di anni di studio e ricerca dedicati al grande poeta recanatese. Particolarmente rilevante il fatto che entrambe le pubblicazioni siano state accolte con favore dalla famiglia Leopardi e siano già entrate a far parte della biblioteca moderna di Casa Leopardi e della biblioteca del Centro Nazionale di Studi Leopardiani di Recanati, due tra i più importanti punti di riferimento per gli studi leopardiani in Italia.

L’evento, patrocinato dal Comune di Recanati, dal Liceo Classico “Giacomo Leopardi” e dal FAI Orto sul Colle dell’Infinito, ha rappresentato un importante momento di confronto culturale e scientifico, registrando l’apprezzamento delle istituzioni locali e degli studiosi presenti. I due autori saccensi sono i primi biografi siciliani di Giacomo Leopardi che presentano i loro libri al CNSL di Recanati I due autori sono stati accolti dal Presidente del Centro Nazionale di Studi Leopardiani, dott. Fabio Corvatta, dall’Assessore alla Cultura del Comune di Recanati, dott. Ettore Pelati, e dal Dirigente del Liceo Classico “Giacomo Leopardi”, prof. Ermanno Bracalente. Durante l’incontro, introdotto dal Presidente Corvatta, Stefano Certa e Angela Marchica hanno guidato il pubblico in un affascinante percorso tra letteratura, ricerca storica e curiosità biografiche, offrendo una lettura originale della figura di Giacomo Leopardi e suscitando grande interesse tra i presenti.

Docenti di matematica e fisica, Stefano Certa e Angela Marchica condividono da anni non soltanto l’attività professionale, ma anche una intensa attività di ricerca culturale. La loro scelta di utilizzare la biografia come strumento privilegiato per comprendere l’uomo Leopardi ha consentito di portare alla luce episodi e aspetti spesso trascurati dalla storiografia tradizionale.

Il volume “Leopardi e il suo mondo”, una monumentale biografia di 760 pagine, propone una ricostruzione approfondita della vita del poeta, arricchita da documenti inediti e rari, poco conosciuti, con particolare attenzione agli aspetti più umani e personali del grande recanatese, per stabilire un più forte rapporto emozionale con il poeta. Il libro contiene, inoltre, nel capitolo sui rapporti tra Leopardi e alcuni intellettuali siciliani dell’epoca (marchese Tommaso Gargallo …).

Il secondo libro, “Giacomo Leopardi – Scienza Filosofia e Teatro”, raccoglie invece undici Operette morali selezionate, ridotte e adattate dagli autori per favorire l’avvicinamento dei lettori contemporanei al pensiero leopardiano, evidenziandone i legami con la scienza, la filosofia e il teatro. Alcune di queste Operette sono già state rappresentate presso i Licei “R. Politi” di Agrigento, “E. Fermi” di Sciacca, “M. L. King” di Favara, “M. Cipolla” di Castelvetrano e altri, e in due Istituti Comprensivi di Sciacca, riscuotendo tanti consensi fra gli alunni e i docenti. Per i professori Stefano Certa e Angela Marchica, la presentazione a Recanati ha rappresentato un momento particolarmente emozionante e prestigioso, coronamento di un percorso di studio che ha trovato riconoscimento proprio nella città simbolo del poeta. Un risultato che dà lustro non solo agli autori, ma anche alle comunità agrigentina e saccense, che possono oggi annoverare tra i propri concittadini studiosi apprezzati in uno dei più autorevoli centri culturali dedicati a Giacomo Leopardi.

La giornata si è conclusa in un clima di grande partecipazione, confermando il valore di una ricerca capace di restituire al pubblico un Leopardi inedito, più umano, vicino e sorprendentemente attuale. In occasione della presentazione, hanno appreso dall’Assessore alla cultura di Recanati che sono in corso i primi contatti per un gemellaggio tra i comuni di Sciacca e Recanati.

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Pantelleria, 20 luglio per l’Internationale Moon Day va in scena “Luna e Psiche” con un programma imperdibile

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Luna e Psiche è organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto. Tanti ospiti per celebrare il satellite più inneggiato in assoluto

Lunedì 20 luglio Pantelleria ospiterà la seconda edizione della Festa Internazionale della Luna. L’evento, organizzato dal Circolo culturale Corso Umberto, con il patrocinio del Comune, si svolgerà nell’omonima strada, per l’occasione zona pedonale.

Istituita nel 2021 dall’ONU, la ricorrenza intende promuovere, attraverso l’International Moon Day, una rete mondiale di eventi organizzati da agenzie spaziali, istituzioni e associazioni di semplici cittadini, interesse e curiosità nei confronti dell’unico, amatissimo, satellite naturale terrestre.
La data non è casuale e ci riporta al 20 luglio del 1969 con il primo allunaggio umano da parte dell’equipaggio dell’Apollo 11. 
A Pantelleria la festa diventa una celebrazione collettiva che intreccia performance artistiche, mostre fotografiche e momenti condivisi per esplorare la relazione profonda tra la Luna e la psiche umana.

Il programma
A partire dalle h.19.00 il Corso ospiterà Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterà il suo libro “Volevo un tè al limone. La mia vita da bipolare” proposto al Premio Strega 2026. Il termine “bipolare” contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtà. Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come l’oscillare continuo (ciclicità) che non si può fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

A seguire, alle h. 20.30, l’adattamento scenico curato da Antonietta Valenza e Lucia Boldi, di una delle novelle piu’ intense di Luigi Pirandello: “Ciaula scopre la Luna” interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali, alla 21.30 la Festa entra nel vivo con “Lunario”, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi.

Il Lunario è un viaggio poetico ispirato all’opera di Alfredo Cattabiani, attraverso lo scorrere dei mesi e delle stagioni: un rito festoso che attinge alle radici profonde del Centro e del Sud Italia. A guidare il pubblico è il Custode del Tempo Sospeso, un saggio viandante e sognatore che vive con gli occhi rivolti al cielo.

Tra miti, proverbi e leggende intrecciati alle musiche e alle danze tradizionali del Centro e Sud Italia, Il Lunario diventa un rito scenico che celebra il legame profondo tra l’essere umano, la natura e il tempo che ritorna.

Durante la serata, inoltre, sarà possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari “Rocce lunari”, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre all’Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo “catturerà” le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Il Circolo Culturale Corso Umberto con il Patrocinio del Comune di Pantelleria presenta

Festa Internazionale della Luna II Edizione

LUNA e PSICHE – 20 luglio 2026

H.19.00 il Corso ospita Fabio Macaluso che, in dialogo con Ferruccio Osimo, psichiatra e scrittore, presenterà il suo libro “Volevo un tè al limone. La mia vita da bipolare” proposto al Premio Strega 2026. Il termine “bipolare” contiene il concetto dei due poli, due estremi, due facce della stessa realtà. Come la luna piena e la luna nuova, come la luce e il buio, come l’oscillare continuo (ciclicità) che non si può fermare ma che bisogna saper navigare per poter sopravvivere.

H. 20.30, “Ciaula scopre la Luna” di Luigi Pirandello, adattamento scenico a cura di Antonietta Valenza e Lucia Boldi, interpretata dagli abitanti di Corso Umberto.

A conclusione, dopo un intermezzo conviviale con degustazioni di produttori locali:

H. 21.30 “Lunario”, spettacolo di Teatro/Danza con le danzatrici di pizzica Giulia Pesole e Viola Centi e il musicista/narratore Gabriele Manfredi. Le sonorità popolari e la danza della pizzica interpretano la “memoria sociale” del Sud con le tradizioni legate alla cultura contadina in rapporto alle fasi lunari.

Durante la serata, inoltre, sarà possibile visitare, presso il Micro Spazio Hydra di Corso Umberto 17, la mostra fotografica di Nicola Ferrari “Rocce lunari”, che esplora il paesaggio costiero di Pantelleria, mentre all’Info Point di Astronomy Pantelleria, Leonardo Puleo “catturerà” le immagini del cielo per proiettarle su schermo in diretta.

Corso Umberto I – Piazzetta Nazario Sauro Pantelleria Centro

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