Cultura
Erice, arriva il XVII Meeting di OPTIMA: biodiversità mediterranea e restauro dei giardini storici
Erice, 20 settembre 2023 – Dal 20 al 23 settembre a Erice arriva il XVII Meeting di OPTIMA, un evento di grande rilevanza per la conservazione della biodiversità mediterranea, con un programma esteso e dettagliato, che si terrà presso la Sala conferenze Palazzo Sales e l’Istituto Blackett-San Domenico. L’OPTIMA Meeting è organizzato da OPTIMA (Organization for the Phyto Taxonomic Investigation of the Mediterranean Area) in collaborazione con l’Università degli studi di Palermo e PLANTA, un centro di studi e ricerche su ambiente, biodiversità, con sede a Palermo.
L’OPTIMA Meeting è un’importante occasione per esperti, ricercatori e accademici provenienti da Europa, Nord Africa e Medio Oriente, per condividere e discutere le ultime scoperte e innovazioni nel campo delle scienze applicate e ambientali. L’evento offre un’opportunità unica di scambio di conoscenze, stimolanti discussioni e networking tra gli oltre 150 partecipanti. Durante i tre giorni del meeting, verranno presentate relazioni, studi e ricerche su una vasta gamma di argomenti, tra cui l’ambiente, la sostenibilità, la gestione delle risorse naturali, l’ecologia. I relatori sono esperti di fama internazionale, leader nel loro campo, che condivideranno le loro esperienze e risultati scientifici di rilevanza globale. La Sala conferenze di Palazzo Sales e l’Istituto Blackett-San Domenico forniranno l’ambiente ideale per gli incontri scientifici e favoriranno lo scambio di idee e la collaborazione tra i partecipanti.
L’OPTIMA Meeting è aperto a studenti, ricercatori, accademici e a tutti coloro che sono interessati ad approfondire le tematiche scientifiche in ambito applicato e ambientale. È un’opportunità unica per rimanere aggiornati sulle ultime scoperte scientifiche e per contribuire allo sviluppo di soluzioni innovative per le sfide attuali e future.
Particolare attenzione verrà data ai Giardini Storici con la Tavola Rotonda dedicata al “Restauro del Giardino del Balio di Erice” che sarà finanziato dal Ministero della Cultura nell’ambito del PNRR. Un importante momento di riflessione e condivisione sul futuro di questo prezioso patrimonio culturale. L’evento si svolgerà il 22 settembre nell’Aula Magna P.A.M. Dirac dell’Istituto Blackett-San Domenico, a Erice, dalle 16:30 alle 19:00.
La presenza di illustri partecipanti, tra cui la sindaca di Erice, Daniela Toscano, e il presidente di Grandi Giardini Italiani, Judith Wade, dimostra l’attenzione e l’impegno dedicato a questo progetto di restauro. Le relazioni dei vari esperti internazionali, come Benito Valdès e Mohamed Rejdali, offriranno preziosi spunti su esperienze di restauro e valorizzazione di giardini storici in contesti diversi, fornendo un’ampia prospettiva.
Saranno attenzionati progetti di restauro dei giardini storici in Italia, come quelli presentati da Donato Chiatante, Claudio Littardi, Pietro Pavone, Ignazio Camarda, Franco Palla e altri, che rappresentano un impegno concreto per preservare e valorizzare il patrimonio verde.
Inoltre, l’attenzione agli alberi storici e alle problematiche legate alla loro conservazione, saranno oggetto di discussione, con contributi significativi da parte di esperti come Ignazio Camarda e Franco Palla.
La presenza di Christiane Garnero Morena, con la sua prospettiva mediterranea, arricchirà ulteriormente il dibattito sulle peculiarità del restauro dei giardini in Sicilia.
Il progetto di restauro del Giardino del Balio di Erice, presentato da Francesco Maria Raimondo, sarà un importante caso di studio. Si parlerà della sottovalutazione del progetto di restauro del Parco dendrologico di Villa Whitaker a Malfitano, presentata da Franco Pedrotti.
Infine, i contributi di Salvatore Denaro, Lina Bellanca e Mimma Fontana offriranno prospettive da parte degli attori locali e delle autorità preposte alla conservazione e promozione di questo patrimonio. Le conclusioni dell’evento saranno affidate al Vice Sindaco di Erice Gianni Mauro.
L’evento fa parte di Erice Estate 2023, la programmazione culturale di grande rilevanza promossa dal Comune di Erice in collaborazione con la Fondazione Erice Arte, Fondazione Ettore Majorana, Funierice, oltre a numerose associazioni e artisti.
Cultura
Scuola, il calendario 2026/27 delle lezioni in Sicilia
Lezioni dal 15 settembre 2026 al 10 giugno 2027
E’ ufficiale il calendario completo, composto di 206 giorni di lezione.
Oltre alle festività nazionali, si prevedono alcune sospensioni aggiuntive:
- 2 novembre
- 7 dicembre.
Le vacanze di Natale sono fissate dal 23 dicembre 2026 al 7 gennaio 2027, mentre quelle di Pasqua si svolgeranno dal 25 al 30 marzo 2027.
Per l’anno 2026/2027 gli studenti torneranno in classe il 15 settembre 2026, mentre la chiusura delle attività didattiche è fissata al 10 giugno 2027.
Così stabilisce il decreto dell’assessore regionale all’Istruzione Mimmo Turano, che disciplina l’organizzazione delle attività per tutte le scuole dell’Isola.
Il provvedimento definisce tempi, sospensioni e durata dell’anno scolastico, fornendo un quadro completo per famiglie, studenti e personale.
Per la scuola dell’infanzia è prevista una durata diversa: le attività termineranno il 30 giugno 2027. Tuttavia, dal 10 giugno potranno restare attive solo le sezioni necessarie a garantire il servizio.
Le festività e le sospensioni
Oltre alle festività nazionali, il calendario prevede alcune sospensioni ma per il 15 maggio, giornata dell’Autonomia siciliana, non è prevista la sospensione delle lezioni.
L’autonomia delle scuole
Il decreto lascia comunque margini di autonomia agli istituti scolastici. I consigli di circolo o d’istituto potranno infatti modificare, con criteri di flessibilità, le date di inizio e di sospensione delle attività.
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Cultura
Pantelleria, successo del progetto Erasmus+ tra agricoltura eroica ed energie rinnovabili
Nonostante il clima avverso, gli studenti francesi scoprono l’accoglienza pantesca e lanciano una campagna per promuovere l’isola tra i giovani europei
Si è conclusa con successo la prima fase del progetto Erasmus+ dell’UNIPANT a Pantelleria, che ha visto protagonisti un gruppo di studenti francesi dell’organizzazione 3PA impegnati in un percorso formativo d’eccellenza focalizzato su agricoltura ed energie rinnovabili.
Nonostante una primavera insolitamente piovosa, i giovani partecipanti hanno vissuto un’esperienza di immersione totale nel contesto isolano, apprezzando non solo i paesaggi iconici, ma soprattutto il calore e la generosità della comunità locale.
L’iniziativa, coordinata dalla rete UNIPANT, è stata resa possibile grazie al patrocinio oneroso del Parco Nazionale Isola di Pantelleria, il cui intervento è stato determinante per coprire i costi logistici dell’isola, spesso superiori alle tariffe standard Erasmus, garantendo così la fattibilità di un progetto che altrimenti avrebbe rischiato di non realizzarsi, come accaduto già per altri gruppi che volevano visitare l’isola.
Il programma didattico, strutturato come un corso “su misura”, ha integrato lezioni teoriche e pratiche sul campo, coinvolgendo attivamente il Parco, la SMEDE, il Comune di Pantelleria e numerose realtà imprenditoriali e associative del territorio. Questa sinergia non ha rappresentato solo un momento di alto valore educativo per gli studenti, ma ha generato un impatto economico significativo per l’indotto locale in una stagione turistica non ancora avviata. I ragazzi hanno analizzato il modello pantesco di resilienza e innovazione, focalizzandosi sulle tecniche agricole tradizionali e sulle sfide della transizione energetica in un contesto isolano.
Durante il soggiorno, i partecipanti hanno redatto una lettera formale indirizzata al Sindaco Fabrizio D’Ancona e al Commissario del Parco Italo Cucci, condividendo le proprie riflessioni sul futuro dell’isola da una prospettiva europea. Inoltre, gli studenti hanno ideato una campagna pubblicitaria e social mirata ad attrarre i propri coetanei a Pantelleria, evidenziando l’interesse per il volontariato agricolo (raccolta di uva, capperi, olive) e l’apicoltura. I dati raccolti tramite questionari di valutazione saranno presentati a inizio luglio, insieme ai risultati del secondo gruppo di studenti atteso sull’isola dall’11 al 17 maggio.
Il “Final Assignment” prodotto dai due gruppi sarà pubblicato sul portale degli Erasmus Results della Commissione Europea e sui principali canali social internazionali del programma.
L’impegno di UNIPANT non si ferma qui: dopo la sessione di maggio, sono già previsti nuovi scambi culturali che coinvolgeranno l’Università Popolare di Udine, Brain Academy, e la Pro Loco di Marino, creando un ponte tra Pantelleria, i Castelli Romani e il Friuli. L’esperienza ha dimostrato come l'”Effetto Erasmus” possa contagiare positivamente anche la popolazione adulta, rafforzando il senso di appartenenza a una comunità europea unita e solidale.
Si ringraziano per la preziosa collaborazione: Carmine Vitale, Davide Emma, Antonella Mogavero, Dammusi Due Gatti, Qalea Resort e Vito Oddo, Ristorante Il Dammuso, Ristorante La Conchiglia, Francesco La Grutta, Maestrello Pizza, Cicci, Giampaolo Rampini e Resilea APS, Battista Belvisi, Graziella Pavia, Denny Almanza, Giuliana Serracchioli, Antonio Gravagna, Massimiliano Ferrara, Paola Zuercher, Lucia Boldi, Sabina Esposito, Giacomo Policardo, Giuseppe Belvisi e il Circolo San Vito, Bonomo&Giglio con Antonietta Valenza, Emilia Bombace e la Cooperativa Capperi, Gaetano Bonomo e lo staff SMEDE (Fulvio, Carlo e Vincenzo), Carole Bernardo, Alice Bernardo, Pub La Panteska, Angelo Parisi, Salvatore Gambino e Marcello Sparacio.
Ambiente
Parco di Pantelleria protagonista a Vallecorsa alla “Scuola dell’Arte della costruzione dei Muretti a Secco”
Un’esperienza fondata sul confronto tra territorio con paesaggi rurali storici di estremo valore Si è appena conclusa la “Scuola dell’Arte della costruzione dei Muretti a Secco” di Vallecorsa (Frosinone). E il Parco Nazionale Isola di Pantelleria c’era. Con una delegazione guidata da Carmine Vitale, direttore f.f. dell’Ente Parco, e da Giuseppe Maccotta, titolare dell’Azienda “I Giardini di Tanit”.
Una partecipazione che ha sancito un ideale gemellaggio tra due luoghi apparentemente lontani ma uniti da una stessa architettura rurale. Quella dei muretti a secco e di un modello agricolo eroico. Come Pantelleria, infatti, anche Vallecorsa (celebre città dell’olio) fonda la propria identità sugli uliveti coltivati sui terrazzamenti. Qui, nella città della Ciociaria, nel paesaggio degli “Uliveti terrazzati” iscritti al Registro dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico del MASAF del Parco Naturale Regionale dei Monti Ausoni e Lago di Fondi, proprio qui gli ulivi sono “sorretti” dalle “macére” (nome locale dato ai muretti a secco) esattamente come quelli panteschi, entrambi riconosciuti dall’UNESCO come Patrimonio Immateriale dell’Umanità.
Le dichiarazioni di Carmine Vitale
“È stata una esperienza molto interessante fondata proprio sul confronto fra territori che
presentano dei paesaggi rurali storici di estremo valore. Stando sul campo abbiamo potuto
accertare, come esistano problematiche e valori comuni: confrontarsi con altre realtà
territoriali rafforza anche il modo di come e dove agire per mitigare le criticità o piuttosto
che valorizzare le risorse del territorio” ha detto Carmine Vitale.
Le dichiarazioni di Giuseeppe Maccotta
“Impressionante la
capacità dell’uomo nel trovare il modo di come fare vivere l’ulivo in un contesto ambientale
arido senza acqua come i panteschi.
“Volevo principalmente ringraziare Italo Cucci e Carmine Vitale del parco Nazionale di
Pantelleria per avermi invitato a partecipare a questo evento. Sono stati tre giorni ricchi di
esperienze emozionanti, a iniziare dall’accoglienza molto calorosa del Sindaco e di tutta la
giunta comunale” ha dichiarato Giuseppe Maccotta.
“Tre giorni di scambi di idee e sapori. Ho avuto anche la soddisfazione di mettere in campo le nostre tecniche di lavoro con le loro e ieri come ultimo giorno abbiamo costruito un muro a secco assieme a mastri del posto. Questo confronto è stato utile per capire che seppure lontani abbiamo molti punti in comune: la tecnica per costruire i muri a secco, uguale alla nostra, lo spirito di stare assieme e l’amore per la nostra terra. Uno dei problemi che ci accomuna è la mancanza dei giovani che purtroppo non credono più all’agricoltura, elemento fondante della nostra cultura”.
Agricoltura o, come dice Italo Cucci, AGRICULTURA, “occhio alla terra e massima attenzione allo spirito creativo. Come ricorda Pio X, Papa Sarto, gli uomini non guardano più il cielo. È ora di ricominciare”. Il dialogo tra “macére” laziali e muretti a secco panteschi non è solo estetico, ma funzionale. In entrambi i casi la maestria umana ha permesso di trasformare pendii impervi, non coltivabili, in terreni produttivi. Una tecnica che sfida la scarsità idrica e la forza degli elementi.
La presenza di Giuseppe Maccotta testimonia la volontà del Parco Nazionale di Pantelleria di trasferire queste competenze direttamente alle aziende del territorio garantendo che
l’arte dei muretti a secco venga tramandata come pratica viva a garanzia della difesa del territorio dall’abbandono e dal dissesto idrogeologico e del suo sviluppo sostenibile.
Il direttivo dell’Associazione dei Paesaggi Rurali di Interesse Storico (PRIS) ha suggerito di organizzare una tappa a Pantelleria per scoprire la diversità dei contesti rurali identitari rappresentati.
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