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Cultura

Ennio Fantastichini lo racconta Sandro Bonomo il suo miglior amico a Pantelleria

Direttore

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E’ venuto a mancare ieri Ennio Fantastichini, il grande attore italiano vincitore del David di Donatello come attore non protagonista del film “Mine vaganti”. Aveva solo 63 anni ma una leucemia degenerata con una emorragia celebrale lo ha portato via, mentre era ricoverato a Napoli da quindici giorni. In tutta la sua carriera iniziata nel 1982, e che ha fruttato 50 film, ha sempre ottenuto successo come professionista e come uomo. Ma a Pantelleria c’è chi l’ha conosciuto davvero bene e per potergli rendere il giusto omaggio, abbiamo intervistato Sandro Bonomo.

  • Signor Bonomo vuole raccontarci quando è arrivato Fantastichini a Pantelleria?

“Ennio è venuto sull’isola circa 15 anni fa, ospite di Isabella Ferrari. A quei tempi lavoravo per loro e di conseguenza sono andato a prenderlo all’aeroporto per portarlo a casa. “Egli, dal primo istante, è stato colpito dalla natura, dalla tranquillità e dalla simpatia che ha trovato nei panteschi tanto è vero che appena dopo due giorni decise di acquistare un dammuso.

“Ricordo che ne abbiamo visti diversi ma appena arrivo nella zona di Dietro Isola, senza pensarci due volte, disse:  lo voglio qui!

“In quel posto poteva dare sfogo a tutta la sua personalità: poteva gridare, cantare e tenere la musica a tutto volume con la sola compagnia della natura.

“E da allora iniziò il nostro percorso insieme.

“Mi sono occupato della ristrutturazione del dammuso, ma anche della cura dei terreni e giardini.

“Lui tornava ogni anno, con il figlio, perché Pantelleria l’aveva rapito!”

  • E’ nato così il vostro legame?

“Si e nel tempo diventò sempre più forte, fatto di  fiducia e di rispetto: praticamente eravamo in contatto sempre.

“E nel periodo in cui era a Pantelleria (circa un mese e mezzo l’anno) guai se per un solo giorno per un qualsiasi motivo non mi facevo vedere: per  lui essere a Pantelleria era passare le giornate con me!

Era sufficiente qualsiasi scusa perché ci vedessimo: anche per andare a fare la spesa o andare in un ufficio.

“Lui era così, un amico vero per me, un fratello ma credo che sia stato amico di chiunque l’abbia conosciuto.”

  • Com’era come uomo e come artista?

“Ennio  si arrabbiava quando i suoi colleghi se la tiravano anche per un semplice autografo.

“Lui, al contrario,  se li abbracciava e gli in invitava a casa sua.

“Ricordo che diceva sempre: <<Il momento in cui nessuno più mi chiederà un autografo io sarò un attore finito e se noi abbiamo successo è solo grazie al pubblico!>>

Ecco, questo era Ennio…Un uragano di persona con un cuore di panna, una persona umile, sincera e disponibile con tutti

Gli bastava un amico e una bicchiere di vino per essere felice…

  • Desidera salutare il suo amico attore Ennio Fantastichini?

“Ciao Ennio! Non avrò più la possibilità di vederti ma mai nessuno potrà impedirmi di sentirti dentro al cuore… Riposa in pace guerriero dal cuore nobile!”

Marina Cozzo

Marina Cozzo è nata a Latina il 27 maggio 1967, per ovvietà logistico/sanitarie, da genitori provenienti da Pantelleria, contrada Khamma. Nel 2007 inizia il suo percorso di pubblicista presso la testata giornalistica cartacea L'Apriliano - direttore Adriano Panzironi, redattore Stefano Mengozzi. Nel 2014 le viene proposto di curarsi di Aprilia per Il Corriere della Città – direttore Maria Corrao, testata online e intraprende una collaborazione anche con Essere Donna Magazine – direttore Alga Madia. Il 27 gennaio 2017 l'iscrizione al Consiglio dell'Ordine dei Giornalisti nel Lazio. Ma il sangue isolano audace ed energico caratterizza ogni sua iniziativa la induce nel 2018 ad aprire Il Giornale di Pantelleria.

Cultura

Morto Antonino Zichichi, il fisico nucleare aveva 96 anni

Redazione

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Si è spento all’età di 96 anni Antonino Zichichi, uno dei più celebri fisici italiani e grande volto della divulgazione scientifica in tv. Zichichi ha lasciando un’impronta indelebile nel mondo della scienza e nella comunicazione soprattutto perché ha sempre parlato al grande pubblico.

La notizia ha suscitato profondo cordoglio nel mondo accademico e tra gli spettatori che lo hanno seguito per decenni. Nato a Trapani il 15 ottobre 1929, Zichichi è stato un protagonista assoluto della fisica moderna, con una carriera che ha toccato le più importanti frontiere della ricerca scientifica. Professore emerito di Fisica Superiore presso l’Università di Bologna, il suo lavoro ha spaziato dalla fisica subnucleare alla promozione di una cultura scientifica accessibile a tutti.

Nel corso degli anni, Zichichi è riuscito a rendere comprensibili concetti complessi e questo gli ha permesso di parlare di anche sul piccolo schermo. Per i telespettatori italiani è stato un punto di riferimento: un maestro capace di coniugare competenza accademica e comunicazione, rendendo affascinanti temi che spesso rimangono confinati nei laboratori. La sua scomparsa segna la fine di un’epoca per chi considerava la divulgazione scientifica un ponte tra il sapere specialistico e l’immaginario collettivo. Ad oggi la figura di Zichichi rimane un simbolo curiosità e impegno culturale.

La carriera di Zichichi è caratterizzata da importanti risultati scientifici e di riconoscimenti nazionali e internazionali. Come fisico, ha contribuito allo sviluppo della fisica delle particelle e ha collaborato con istituzioni scientifiche di rilievo mondiali. Autore di oltre 1.100 articoli scientifici e direttore di numerosi esperimenti innovativi, Zichichi era noto per la sua forte fede cattolica, sostenendo spesso che non vi fosse alcun conflitto intrinseco tra scienza e religione. Questa posizione, insieme al suo aperto scetticismo nei confronti dell’evoluzione darwiniana e di alcuni modelli di cambiamento climatico, lo pose spesso al centro di accesi dibattiti all’interno della comunità scientifica. È noto che definisse l’astrologia e la superstizione come una “Hiroshima culturale”.

Salvatore Battaglia

Presidente Accademia delle Prefi

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Cultura

La comunità di Pantelleria si unisce al resto della Nazione nel Giorno del Ricordo

Redazione

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10 febbraio, la nostra Comunità si unisce al resto della Nazione nella solenne commemorazione del Giorno del Ricordo, dedicato alle vittime delle foibe e all’esodo giuliano- dalmata. Il Sindaco comunica che questa ricorrenza rappresenta un momento di memoria condivisa, di raccoglimento e di riflessione profonda su una delle pagine più dolorose della storia italiana del Novecento. Ricordare significa rendere omaggio a quanti persero la vita in circostanze tragiche e a tutte le famiglie che furono costrette ad abbandonare le proprie terre, portando con sé sofferenza, dignità e speranza. La memoria non deve essere motivo di divisione, ma occasione di consapevolezza storica e di unità nazionale. Pantelleria, terra di confine e di identità forti, conosce il valore delle radici e il peso della storia. Per questo motivo, l’Amministrazione Comunale invita la cittadinanza a osservare un momento di raccoglimento, affinché il ricordo diventi impegno concreto per la pace, il rispetto tra i popoli e la tutela della dignità umana. Coltivare la memoria significa educare le nuove generazioni alla responsabilità, alla verità storica e al rifiuto di ogni forma di odio e violenza. Solo attraverso la conoscenza e il dialogo possiamo costruire un futuro fondato sulla convivenza civile e sulla solidarietà. Pantelleria si stringe idealmente alle famiglie delle vittime e rinnova il proprio impegno nel custodire la memoria come patrimonio collettivo della Repubblica.

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Cultura

Morte Zichichi, Schifani: «Ha reso la Sicilia capitale internazionale della scienza»

Redazione

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«Con la scomparsa di Antonino Zichichi l’Italia perde uno scienziato di statura mondiale e un grande divulgatore. Zichichi ha saputo abbinare il suo nome alla Sicilia e al Centro Majorana di Erice, rendendoli un punto di riferimento internazionale per la fisica e per il dialogo tra scienza e cultura. A nome del governo regionale, esprimo il più sentito cordoglio ai familiari e alla comunità scientifica». Lo dichiara il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani.

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