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Cronaca

Eliana Esposito (SL) candidata Presidente-Regione Siciliana sulla sentenza del processo Borsellino: “Lo Stato assolve se stesso)

Redazione

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Così Eliana Esposito sull’assoluzione integrale nei depistaggi del processo Borsellino: “Lo Stato italiano non ha vergogna nell’ingannare i Siciliani oltre che offenderli. Per i Giudici della Repubblica, ci sono stati, sì, depistaggi per nascondere i veri responsabili dell’omicidio, questi responsabili venivano da apparati dello Stato, ma i relativi reati sono … prescritti. Per non esserlo ci dovrebbe essere l’aggravante mafiosa che, naturalmente, giusto in questo caso è esclusa. Lo Stato italiano non può condannare gli omicidi di mafia, come sempre, perché dovrebbe condannare se stesso.

 

 

Come ai tempi di Andreotti, arriva all’ultimo sempre un giudice a insabbiare tutto. Ricapitoliamo: Borsellino non è stato ucciso dalla mafia, era un depistaggio, questo depistaggio viene dagli apparati dello Stato, quindi Borsellino, direttamente o no, è stato ucciso dallo Stato, o da apparati deviati dello stesso (diciamo così) ma non si tratta di roba mafiosa, bensì di roba vecchia, che possiamo tranquillamente archiviare. Giusto? E perché lo Stato, o i suoi “apparati deviati”, non ebbe neanche tempo di “incaricare” la mafia del crimine, ma lo esercitò in prima persona? Cosa sapeva Borsellino sui rapporti Stato-Mafia e quindi sull’omicidio di Falcone per cui dovevano chiudergli la bocca subito? Per noi è tutto anche troppo chiaro!

Alla Sicilia restano le menzogne, le ipocrisie delle “navi della legalità”, le accuse razziste di mafia, il lutto inguaribile per la perdita di coloro che lottano per liberarci dalla mafia, e, quando serve, di subire i crimini. Questa è la dominazione italiana, da sempre”.

Segreteria

Siciliani Liberi

Cronaca

Pantelleria, malore a bordo di mercantile: marinaio soccorso da Guardia Costiera

Redazione

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Si è conclusa con successo una delicata operazione di soccorso medico d’urgenza nelle acque pantesche coordinata dal 12° Maritime Rescue Sub Centre (MRSC) della Direzione Marittima di Palermo. Nella prima mattinata del 6 maggio infatti, i militari della Guardia Costiera di Pantelleria hanno tratto in salvo un marittimo imbarcato su una nave mercantile che è stato colto da un malore mentre l’unità navigava al largo dell’isola.

L’allarme è scattato intorno alle 07.30 quando il Comando di bordo dell’unità, una portarinfuse che si trovava in acque internazionali a circa 30 miglia a est dell’isola, ha lanciato una richiesta di assistenza immediata in quanto un membro dell’equipaggio accusava un forte malessere addominale.

La Guardia Costiera ha prontamente messo in comunicazione l’unità con il personale sanitario del C.I.R.M. (Centro Internazionale Radio Medico) che, considerate le condizioni dichiarate dal paziente, ha richiesto l’immediata evacuazione medica (c.d. MEDEVAC) e pertanto è stato disposto l’immediato intervento della motovedetta SAR CP 310, dislocata presso il porto di Pantelleria, che ha prontamente mollato gli ormeggi per intercettare il mercantile, che nel frattempo ha deviato la propria rotta per avvicinarsi il più possibile all’isola.


L’incontro tra le due unità è avvenuto intorno alle 09.00 in mare aperto, dove, con una manovra rapida e precisa, l’uomo è stato trasbordato sulla motovedetta, che ha poi fatto rotta di rientro verso il porto di Pantelleria alla massima velocità. Ad attendere i soccorritori sulla banchina, alle 10.15, era già presente un’autoambulanza del SEUS – 118, preventivamente allertato dal Comando. Dopo le prime cure prestate al momento dello sbarco, il marittimo è stato trasferito d’urgenza presso il locale Presidio Ospedaliero «B. Nagar» per i successivi accertamenti.

L’intera operazione, coordinata con rapidità e perizia, ha messo in luce la fondamentale sinergia tra le varie componenti coinvolte, garantendo il tempestivo affidamento del paziente alle cure dei sanitari e scongiurando conseguenze potenzialmente ben più gravi.

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Economia

Attivazione piattaforma IRFIS per finanziamenti agevolati alle imprese del commercio

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Il Sindaco informa la cittadinanza che la Regione Siciliana ha attivato la piattaforma IRFIS per la concessione di finanziamenti agevolati destinati alle imprese del settore commercio operanti in Sicilia.

A partire dal 5 maggio è possibile presentare le domande online per accedere alle misure, che prevedono due linee di intervento: una dedicata agli investimenti e una al capitale circolante.

Le agevolazioni sono rivolte alle micro, piccole e medie imprese del commercio e rappresentano un’opportunità concreta per sostenere le attività del territorio, favorendone lo sviluppo e la continuità operativa.

I finanziamenti prevedono condizioni particolarmente vantaggiose, con importi differenziati in base alla tipologia di intervento. Si invitano le imprese interessate ad approfondire i dettagli e le modalità di accesso consultando il sito della Regione Siciliana al seguente link: https://www.regione.sicilia.it/la-regione-informa/commercio-attiva-piattaforma-irfis-finanziamenti- agevolati

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Cronaca

Pantelleria, controlli NIL sulla sicurezza sul lavoro: 3 persone denunicate per falsi attestati

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La contestazione a ditta impegnata in appalto pubblico

I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Trapani, unitamente ai colleghi della Stazione Carabinieri di Pantelleria hanno deferito in stato di libertà all’Autorità di Trapani n.3 persone per i reati di falsità ideologica e materiale durante dei controlli sulla sicurezza sul lavoro.

I militari del NIL nel corso di un accertamento eseguito presso una ditta impegnata a eseguire lavori edili in esecuzione a un appalto pubblico sull’isola hanno riscontrato la verosimile falsità degli attestati di corsi formazione antincendio e formazione generale e specifico rilasciati in favore dei lavoratori da parte di una società esercente attività di consulenza in materia di sicurezza e salute sui posti lavoro e avente sede legale in provincia di Catania.

Ciò stante venivano deferiti alla compente AG il legale rappresentate della società operante nel settore della sicurezza e salute sul posto di lavoro, il legale rappresentate della società in favore del quale venivano eseguiti i lavori e un ingegnere. L’accertamento ha permesso di risalire all’ente che ha rilasciato i certificati che ha portato alla denuncia della legale rappresentante.

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