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Salute

Crea Sanità: quanto è “differenziata” l’assistenza sociosanitaria nelle Regioni

Matteo Ferrandes

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Regioni ancora in difficoltà sui principali indicatori dell’assistenza sociosanitaria: dove sono i disagi e dove le spese “catastrofiche” per l’assistenza.
Nord e Sud sempre divisi. La perequazione vale almeno 15 miliardi nel medio periodo. Quali azioni possibili per evitare disomogeneità e disequità soprattutto sul territorio

 

Il CREA Sanità conferma il gap sanitario tra Regioni (soprattutto tra Nord e Sud, ma non solo) lanciato come allarme da sindacati, associazioni, Società scientifiche e Istituti nazionali di ricerca durante l’iter del Ddl sull’autonomia differenziata approvato al Senato e ora all’esame della Camera. E i dati del Centro di ricerca, riconosciuto da Eurostat, Istat, Cnel e Ministero della Salute, composto da economisti, epidemiologi, ingegneri biomedici, giuristi, statistici, vanno anche al di là dell’analisi dei Lea (Livelli essenziali di assistenza), mettendo in rapporto gli indicatori sanitari con quelli sociosanitari e sociali.

 

Nel 2023, secondo le analisi pubblicate a Giugno nell’XI Rapporto Crea Sanità sulle Performance Regionali (IN ALLEGATO LE SCHEDE REGIONALI), otto Regioni/Province autonome sono ‘promosse’ (di cui tre a pieni voti), sette ‘rimandate’ e sei ‘bocciate’ alla prova delle performance valutate su sei dimensioni: Appropriatezza, Equità, Sociale, Esiti, Economico-finanziaria, Innovazione.

Il dato è statisticamente rilevante in quanto “media” le preferenze di oltre 100 stakeholder del servizio sanitario (direttori generali di aziende sanitarie, professionisti sanitari, istituzioni, utenti e industria).

Le conferme o le novità sulla valutazione stanno per arrivare con lo sviluppo della nuova analisi già in fase di realizzazione e che sarà conclusa a fine primavera 2024.

Nel 2023 Veneto, Trento e Bolzano hanno ottenuto il miglior risultato (con punteggi che superano la soglia del 50% del risultato massimo ottenibile, rispettivamente: 59%, 55% e 52%).

Toscana, Piemonte, Emilia-Romagna, Lombardia e Marche vanno abbastanza bene, con livelli dell’indice di Performance compresi tra il 47% e il 49 %. Le buone notizie finiscono qui: se Liguria, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Umbria, Molise, Valle d’Aosta e Abruzzo raggiungono livelli di performance abbastanza omogenei, seppure inferiori, compresi nel range 37-43%, Sicilia, Puglia, Sardegna, Campania, Basilicata e Calabria, hanno livelli di performance inferiori al 32 per cento.

In sostanza la valutazione divide in due l’Italia, con circa 29 milioni di cittadini nelle prime otto Regioni che possono stare relativamente tranquilli e altri 29 milioni nelle Regioni rimanenti che potrebbero avere serie difficoltà nei vari aspetti delle dimensioni considerate.


Da una valutazione intermedia della situazione regionale, elaborata in occasione della presentazione a gennaio del 19° Rapporto, Crea Sanità (IN ALLEGATO LE SCHEDE REGIONALI ), rispetto a cinque capitoli analizzati nel Rapporto (esiti, equità, prevenzione, assistenza ospedaliera ed extra-ospedaliera, assistenza farmaceutica), alcune Regioni riescono a ottenere mediamente valori superiori alla media nazionale, ma molte presentano valori inferiori, e per tutte si registrano alti e bassi rispetto agli anni precedenti con differenze marcate nei servizi e nell’assistenza.

I capitoli del Rapporto misurano dodici indicatori: mortalità evitabile, prevenibile e trattabile (per 1.000 ab.); quota famiglie i) impoverite (%), ii)soggette a spese sanitarie catastrofiche, iii) con disagio economico per spese sanitarie (%); coperture vaccinali contro l’influenza nell’anziano 65+ (%); eccesso ponderale nei bambini di 8-9 anni (%); fumatori adulti 18-69 anni (%); tasso di ospedalizzazione standard acuti ordinari (per 1.000 ab.); variazione assistiti in istituti o centri di riabilitazione accreditati 2020/2017 (%); variazione delle prestazioni di specialistica ambulatoriale pro-capite 2021/2019 (%); quota di persone 75+ che ha fatto ricorso all’assistenza domiciliare (%); scostamento dal tetto della spesa farmaceutica totale pro-capite (in euro).

Solo dieci Regioni hanno il maggior numero di indicatori, superiori alla media nazionale e sono, tranne la Sicilia, tutte Regioni del Centro-Nord, a partire da Lombardia e Toscana, con 10 indicatori su 12 superiori alla media nazionale, fino alla Puglia che, al contrario, ha 10 indicatori inferiori alla media nazionale su 12.

Gli esempi nelle Regioni dalle rilevazioni del 19° Rapporto Crea Sanità

Ovviamente è diverso il peso dei singoli indicatori nelle singole Regioni. Eccesso di spesa privata, disagi per le famiglie legati alla spesa sanitaria e percentuale di famiglie sottoposte a spese catastrofiche per l’assistenza sanitaria sono gli indicatori negativi più presenti. Quelli relativi alle spese catastrofiche, in negativo sono soprattutto al Sud, mentre al positivo al Centro, ma nel Nord, tranne in Veneto dive sono uno dei due soli in dici negativi, fanno sempre parte degli indicatori positivi, anche se non sempre al top. A questi si aggiungono spesso lo scarso ricorso per gli anziani all’assistenza domiciliare e il basso tasso di assistiti in strutture residenziali e semiresidenziali. “ È evidente – sottolineano gli esperti del Crea Sanità – che il denominatore comune è la debolezza estrema dell’assistenza territoriale sociosanitaria, che spesso genera situazioni di disagio estreme.”

I suggerimenti del Crea Sanità

Crea Sanità nel suo ultimo rapporto di gennaio ha già sottolineato che ‘solo’ per non peggiorare il livello di spesa sanitaria italiana rispetto a quello ben più alto degli altri Paesi Ue sono necessari investimenti extra per almeno 15 miliardi, sia pure diluiti nel medio periodo.

Ma non solo, per evitare che le risorse siano disperse, anche la cura organizzativa deve essere massiccia.

 “ Dall’inizio dello scorso anno a oggi – commenta il Crea Sanità – non c’è ancora stato il necessario miglioramento delle performance regionali che avrebbe consentito di evitare disomogeneità e disuguaglianze nell’assistenza. Oltre agli investimenti, anche dal punto di vista organizzativo-strutturale per poter garantire un’assistenza omogena in tutte le Regioni, sono necessarie alcune scelte”.
“Il SSN – spiega il Crea Sanità – dovrebbe superare l’approccio concentrato sulla mera organizzazione dell’offerta clinica, mirando piuttosto a ripensarla in termini di integrazione con la presa in carico dei bisogni sociali e, più in generale, di adeguamento alla trasformazione dei bisogni, delle aspettative e dei comportamenti di consumo legate all’evoluzione tecnologica. Si devono potenziare i processi di comunicazione e collaborazione all’interno del SSN a partire dalla prevenzione, attraverso una rivoluzione culturale, capace di generare l’adesione della popolazione sull’adozione di stili di vita ‘salutari’ anche snellendo i processi di presa in carico che devono essere multidisciplinari, sviluppando livelli di integrazione tra professionisti e senza duplicazioni.
Va poi evitato l’aumento dell’iniquità, con la crescita dei casi di disagio economico (impoverimento e rinuncia alle cure) per la crescita dei consumi sanitari delle famiglie meno abbienti, anche per colpa della non integrazione del ‘circuito’” privato con quello pubblico e, soprattutto in vista di eventuali diversi gradi di autonomia regionale, vanno rivisti i criteri di riparto del fondo sanitario, da alcuni anni ‘congelati’, a parte l’intervento per inserire dal 2023 il parametro della ‘deprivazione’, una modifica che ha spostato relativamente poco l’allocazione delle risorse. In tutte le Regioni c’è una situazione non equa: nessuna riesce a erogare i Lea con i soli fondi FSN e le entrate proprie, trasformate in imposte per il finanziamento della Sanità, garantiscono un gettito regionale difforme, anche in ragione delle diverse incidenze di residenti esenti. ”

Il grafico dell’evoluzione delle Performance con l’autonomia differenziata

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Salute

A Pasqua torna la campagna AIL contro le malattie del sangue. Pantelleria in prima linea

Redazione

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Come in ogni periodo pasquale che si rispetti anche quest’anno torna in tutte le piazze d’Italia e anche nella nostra isola la Campagna AIL mirata a raccogliere fondi per la ricerca sulle gravi malattie del sangue (Leucemie, linfomi e mielomi).

Le campagne AIL tendono a raccogliere fondi utili alla ricerca attraverso la vendita delle uova pasquali al prezzo simbolico di € 15 che, come sempre, si potranno scegliere sia al cioccolato al latte che fondente; quest’anno, inoltre, si potrà scegliere di contribuire anche con le colombe tradizionali a € 16 ciascuna. Acquistare un uovo o una colomba è comunque un gesto concreto ed importante che sosterrà fattivamente le centinaia di ricercatori e medici che, ogni giorno, si prodigano instancabilmente a rendere sempre più curabili le patologie e le malattie del sangue.

L’AIL ha aiutato e aiuta tuttora migliaia di persone a curarsi e ci auguriamo che, nel futuro, queste malattie possano essere sempre più curabili o finalmente essere debellate e perché ciò accada, ognuno di noi dovrà fare la sua parte così come avviene con le migliaia di volontari di tutta l’Italia che credono e sostengono l’associazione proprio come farebbe un buon padre di famiglia. Anche i volontari AIL dell’isola contribuiscono alla ricerca proponendo solidariamente al pubblico le uova e le colombe che potranno essere acquistate sotto il capannone del Bar Tikirriki domenica 22 marzo p.v. dalle ore 10:00 alle 13:00, grazie anche alla fattiva disponibilità di Davide Valenza e Samuel Gorgone.

Vi aspettiamo tutti per aiutare la Ricerca a sconfiggere definitivamente queste malattie. Per informazioni sulle attività dell’AIL potrete sempre contattare la dott.ssa Marisa Di Piazza mob.: 328.4672604 o Stefano Ruggeri mob.: 333.2570314

Stefano Ruggeri
Volontario AIL

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Salute

Al via la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica 2026 di Lilt. A Palermo, visite gratuite, camper e lotta al fumo

Redazione

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Dalle degustazioni di odio d’oliva allo yoga all’alba per il Festival della Prevenzione. Il video dei Badaboom, star dei social, per Lilt

Il mese di marzo vede Lilt, Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori, doppiamente impegnata per la diffusione dei corretti stili di vita alleati contro il cancro. Prenderà il via da sabato 21 a domenica 29 marzo, la Settimana Nazionale per la Prevenzione Oncologica (SNPO), promossa da Lilt, istituita con decreto del presidente del Consiglio dei Ministri e giunta alla sua 25a edizione. Rappresenta uno degli appuntamenti più rilevanti nel panorama della prevenzione in Italia, con l’obiettivo di diffondere l’importanza dei corretti stili di vita e sensibilizzare sull’importanza della diagnosi precoce. Tra i suoi cardini: corretta alimentazione, movimento e lotta contro il fumo. In contemporanea da Milano parte dal 23 marzo, per il terzo anno, il Festival della prevenzione. Palermo è una delle 12 città che lo accoglie con un fitto calendario di eventi gratuiti e prenotabili all’indirizzo info@liltpalermo.it. La sede di Lilt Palermo, presieduta da Letizia Davì, si trova in via Ammiraglio Thaon di Revel, 10.

Consulenze gratuite e informazione. Anche i Badaboom per Lilt Palermo

Secondo gli studi scientifici, fino al 40% dei tumori è evitabile grazie a corretti stili di vita e Lilt rilancia il ruolo della dieta Mediterranea e dell’olio extra vergine di oliva, ricco di polifenoli e acido oleico, con consulenze gratuite presso i suoi centri il 24 e il 26 marzo. Da domenica 22 a martedì 24 marzo, ci sarà Il carrello della salute, con video su consigli nutrizionali e consulenze di acquisti consapevoli di alimenti della salute, a cura di Marta Sideli, Alessia Calandra ed Eleonora Colletti. Il 25 marzo lezione di pilates posturale per l’adozione di corretti stili di vita e incontri a scuola con genitori e persino nonni. Il 28 marzo un’uscita in Dragon Boat, disciplina sportiva di origine cinese, nonché una pratica di riabilitazione psicofisica per le donne operate di tumore al seno.

Per l’occasione, il duo comico palermitano, I Badaboom, composto da Alessandro Aiello e Giuliana Di Stefano, due attori che fanno coppia fissa nella vita e nel lavoro, molto amato dal pubblico, ha realizzato un video speciale, proprio su alimentazione e nutrizione dove si scopre che, a volte, il mito della gastronomia locale, il panino con le panelle a colazione, può essere meglio di cappuccino e cornetto.

Il Festival della prevenzione

Numerose sono le attività previste a Palermo, dal 23 marzo al 29 marzo, anche per il Festival della Prevenzione. Lunedì 23 marzo, mattina, all’Istituto Internazionale Montessori, con Alessia Calandra, un incontro con alunni scuola primaria e infanzia su scelte alimentari consapevoli e sane. Mercoledì 25 marzo, con il progetto Unaprol – Evoschool e il professore Mario Terrasi, Degustazione di olio, nella Sala Noir – Cinema Rouge Et Noir. Giovedì 26 marzo, di mattina nella sede di Lilt, Percorsi di disassuefazione dal fumo, con consulenze gratuite con psicologi e psicoterapeuti per la dismissione del fumo di sigaretta. Sempre giovedì, di pomeriggio, all’Associazione Cantieri Formativi Mursia, con la Fondazione ITS Albatros e l’Istituto di Istruzione Superiore Ugo Mursia, l’evento La Prevenzione è servita – Show Cooking con Marta Sideli e una cooking class con la nutrizionista di Lilt Palermo.

Il weekend del Festival della Prevenzione a Palermo, inizierà venerdì 27 marzo con un camper in piazza Magione, davanti alla chiesa della Magione, per le Visite di Prevenzione oncologica, indicazioni all’autopalpazione e agli screening urologiche, dermatologiche e senologiche e consulenze nutrizionali, con il professore Nicola Pavan e i medici Caterina Sammartino e Simona Lupo. Sabato 28 marzo Mindfulness con Ennio Iannitto, pratica di meditazione per ridurre lo stress, gestire la sofferenza interiore e migliorare il benessere psicofisico. Infine, domenica 29 marzo, Yoga City all’alba con Desireè Burgio, yoga guidata, pensata come momento di promozione della salute attraverso respiro, movimento dolce e ascolto del corpo.

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Cultura

Pantelleria, arriva nelle scuole il progetto “Sport e salute orale” – Screening odontoiatrico con Giovanni Palermo e Dario Ferrante

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Nuovo progetto del Rotary a Pantelleria, con i dottori Giovanni Palermo e Dario Ferrante

Prende il via, mercoledì 25 marzo 2026 dalle ore 9.00, presso l’Istituto Omnicomprensivo di Pantelleria, “Sport e salute orale” – Screening odontoiatrico nelle scuole dell’isola.

Il progetto ideato e curato grazie al Rotary Club – Distretto 2010 Sicilia e Maltai sarà esposto ai ragazzi della Scuola Dante Alighieri dal Dr. Giovanni Palermo e dal Dr. Dario Ferrante.

La commissione distrettuale del Rotary quest’anno vuole  dare la possibilità a tutti gli odontoiatri del distretto Sicilia-Malta di condividere, come ogni anno, un progetto nel territorio. 

Quest’anno si tratta di “Sport e salute orale”, perché c’è una correlazione tra la postura articolare della mandibola e l’acquisizione cattiva abitudini viziate da male occlusioni che possono essere fattori di crescita e possono determinare delle difficoltà a quell’atleta, a quel tipo di sport e poter essere efficienti al 100%. 

L’intento dei due noti dentisti è quello di portare a conoscenza di questo rapporto sport-salute orale, le persone, a partire dalle scuole medie fino ad arrivare alle palestre, arrivare alle istituzioni.

Le casistiche a Pantelleria

A Pantelleria ci sono delle casistiche che  dagli 8 ai 15 anni il 70% della popolazione fa sport: chi  pallacanestro, chi  calcio, chi tennis.
Con “Sport e salute orale” i due professionisti metteranno a conoscenza i ragazzi che se si sentono la bocca chiusa male o vedono qualche loro postura in una posizione diversa.

“Lo Sport e la Salute Orale”

Lo sport è da sempre riconosciuto come uno degli elementi chiave per il benessere fisico e mentale dell’individuo. Meno noto, ma altrettanto importante, è il legame che esiste tra attività sportiva e salute orale. Un rapporto che può influire in modo significativo, sia in positivo che in negativo, sulla qualità della vita e sulle prestazioni fisiche degli atleti, siano essi professionisti o amatori.

Il lato positivo dello sport Chi pratica sport tende ad adottare uno stile di vita più sano e attento alla prevenzione. La disciplina insita nella pratica sportiva può riflettersi anche in una maggiore cura dell’igiene personale, inclusa quella orale. Gli atleti, soprattutto a livello agonistico, sono spesso sottoposti a controlli medici periodici, che includono anche valutazioni odontoiatriche.

La salute orale come fattore di performance Una buona salute orale non è soltanto un obiettivo di prevenzione, ma un vero e proprio fattore che può influenzare le performance atletiche.

Infezioni orali, male occlusioni, o disfunzioni dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM) possono compromettere il benessere generale e limitare la capacità di allenarsi e gareggiare. È quindi fondamentale promuovere l’educazione alla salute orale fin dalla giovane età, con particolare attenzione ai contesti sportivi.

Obiettivi del Progetto Distrettuale 2110 – Governatore Sergio Malizia – Anno Rotariano 2025/26  

L’obiettivo della Commissione Odontoiatrica del Distretto Rotary 2110 è di:

  • Sensibilizzare studenti, famiglie, allenatori e dirigenti sportivi sull’importanza della salute orale per chi pratica attività fisica;
  • Promuovere iniziative educative nelle scuole e nei circoli sportivi;
  • Diffondere buone pratiche di igiene orale e prevenzione;
  • Favorire l’accesso a controlli odontoiatrici regolari per giovani sportivi.

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