Cronaca
Condannato a 11 anni di carcere tunisino per l'omicidio Fontana a Pantelleria
E’ stato condannato ad 11 anni di carcere Mohamed Ben Mariem, il tunisino accusato di aver ucciso a coltellate Maurizio Fontana, la sera del 9 gennaio 2018, a Pantelleria. La sentenza è stata emessa al termine del processo con rito abbreviato, dal Gup di Marsala, che ha concesso al nordafricano l’attenuante della provocazione, dal momento che avrebbe reagito a un’aggressione. La vittima, deceduta qualche ora dopo al pronto soccorso dell’isola, avrebbe prima colpito l’aggressore in testa con una bottiglia di vetro. Il Fontana era già noto ai Carabinieri di Pantelleria dalle quali indagini sarebbe che la vittima colpì con una bottiglia di vetro Ben Mariem, dopo che un suo amico polacco gli aveva rifetito di esser stato aggredito dal reo a colpi di bastone. Cinque i fendenti che hanno stroncato la vita del 48enne. Il Pubblico Ministero aveva derubricato l’accusa di omicidio volontario in eccesso colposo di legittima difesa, invocando una condanna a due anni di reclusione (leggi anche: Assassinio a Pantelleria. Il reo avrebbe agito per legittima difesa). Ma alla fine per il magistrato, però, si è trattato di omicidio volontario. Oltre alla pena carceraria il Giudice per l’udienza preliminare ha condannato l’imputato al risarcimento danni verso i famigliari della vittima, costituiti parte civile, pari a 100mila euro.
Economia
GIUSTIZIA; OCF: “INACCETTABILE LA LIQUIDAZIONE DI € 20 PER L’ATTIVITÀ PROFESSIONALE DI UN AVVOCATO. MORTIFICATA LA DIGNITÀ DELLA DIFESA”
Roma 15 maggio 2026 – L’Organismo Congressuale Forense esprime profonda preoccupazione e ferma indignazione per la recente decisione con cui il Giudice di Pace di Trapani ha ritenuto equa la liquidazione di appena € 20 quale compenso professionale per l’attività svolta da un avvocato del Foro di Caltanissetta, nell’assistenza legale a un cittadino tunisino trattenuto presso il CPR di Trapani.
Una simile determinazione non rappresenta soltanto un importo simbolicamente offensivo, ma costituisce un grave vulnus alla dignità della professione forense, oltre che un segnale allarmante sul progressivo svilimento del ruolo dell’avvocatura nell’amministrazione della giustizia.
Il compenso professionale dell’avvocato non può essere ridotto ad una valutazione meramente burocratica o irrisoria, sganciata dal valore costituzionale della funzione difensiva. Dietro ogni attività professionale vi sono studio, preparazione, responsabilità, aggiornamento continuo e assunzione di obblighi deontologici che meritano rispetto e adeguato riconoscimento.
Liquidazioni di tale natura rischiano di compromettere concretamente il diritto di difesa dei cittadini, scoraggiando soprattutto i più giovani professionisti e alimentando una deriva incompatibile con i principi di equità, proporzionalità e giusto compenso sanciti dall’ordinamento.
L’OCF richiama pertanto tutte le autorità competenti alla necessità di garantire criteri di liquidazione rispettosi della funzione costituzionale dell’avvocato e coerenti con i parametri normativi vigenti, evitando decisioni che finiscono per umiliare l’intera categoria forense.
L’avvocatura italiana non può accettare che il lavoro professionale venga svilito fino al punto da essere remunerato con importi offensivi della dignità del professionista e del servizio reso alla collettività.
L’OCF continuerà a vigilare e ad intervenire con determinazione affinché siano tutelati il decoro della professione e il diritto dei cittadini ad una difesa effettiva e qualificata.
Così in una nota l’Organismo Congressuale Forense (OCF).
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Ambiente
Pantelleria, calendarrio distribuzione acqua a Rekhale – maggio 2026

La distribuzione di acqua a Khamma..-Tracino e Scauri, per il mese di maggio 2026, ancora non è stata resa nota.
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Ambiente
Rimossa la carcassa di un tonno dal lungomare interessato dai lavori del waterfront
Il Sindaco comunica che, a seguito della segnalazione della Capitaneria di Porto relativa alla presenza della carcassa di un tonno sul lungomare interessato dai lavori del waterfront, il Comune di Pantelleria è intervenuto per la rimozione.
L’intervento è stato effettuato dagli operai comunali, secondo quanto disposto dall’ordinanza del veterinario competente. La rimozione si è resa necessaria per garantire la corretta gestione sanitaria dell’area e tutelare l’igiene e la sicurezza pubblica. Si ringraziano la Capitaneria di Porto per la segnalazione, gli operai del Comune per l’intervento effettuato e l’Assessore Adriano Minardi, che ha seguito le attività necessarie per conto dell’Amministrazione comunale.
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