Cultura
Catania, lo chef Jefferson Elias Ribeiro da Silva nuovo campione del mondo di sushi
Lo scorso 20 gennaio, Jefferson Silva ha vinto a Tokyo, in Giappone, il titolo che lo riconosce come miglior chef al mondo della cucina giapponese nell’anno 2023/2024; oltre ad altri titoli come il primo posto nella classifica del sushi tradizionale giapponese chiamato Edomae e il secondo posto nel sushi creativo che corrisponde al sushi contemporaneo che conosciamo.
Lo chef Jefferson Silva, conosciuto in Italia come Chef Tom, lavora in Italia da oltre 7 anni fornendo consulenze in importanti ristoranti come Buddha bar Venezia all’interno dell’hotel Kempinski, Giappone nel centro storico di Napoli e ha tenuto corsi di cucina giapponese alla Nagoya sushi School in uno dei ristoranti più tradizionali di Catania il Dakoky Modern Japanese Cuisine.
LA STORIA
Il “Dakoky” di Catania e Siracusa al campionato mondiale di Sushi in Giappone. C’è un “pezzo” del Dakoky Modern Japanese Cuisine di Catania e Siracusa nella vittoria al campionato del mondo di Sushi: lo chef Jefferson Elias Ribeiro da Silva è infatti il nuovo campione del mondo di sushi WSSI. 39 anni, brasiliano di nazionalità portoghese è uno chef esperto e certificato dal rinomato World Sushi Skills Institute del Ministero dell’Agricoltura giapponese; avendo due Dan giapponesi e quattro Kurobi. Lo scorso 20 gennaio, Jefferson Silva ha vinto a Tokyo, in Giappone, il titolo che lo riconosce come miglior chef al mondo della cucina giapponese nell’anno 2023/2024; oltre ad altri titoli come il primo posto nella classifica del sushi tradizionale giapponese chiamato Edomae e il secondo posto nel sushi creativo che corrisponde al sushi contemporaneo che conosciamo. Negli ultimi cinque anni lo chef Jefferson Silva è stato tra i primi dieci della classifica giapponese e lo scorso anno ha vinto il Signature Sushi Prize al campionato europeo di sushi di Monaco. Lo chef Jefferson Silva, conosciuto in Italia come Chef Tom, lavora in Italia da oltre 7 anni fornendo consulenze in importanti ristoranti come Buddha bar Venezia all’interno dell’hotel Kempinski, Giappone nel centro storico di Napoli e ha tenuto corsi di cucina giapponese alla Nagoya sushi School in uno dei ristoranti più tradizionali di Catania il Dakoky Modern Japanese Cuisine. Un’esperienza prestigiosa che lo ha visto collaborare nella città siciliana con il maestro sommelier del sakè dottor Giuseppe Nobile, unico master sake sommelier della Sicilia.
Il 22 e 23 febbraio chef Tom sarà nuovamente al ristorante Dakoky di Catania, merito d’onore della Nagoya sushi school e sede dell’unica scuola di Sake Sommelier del sud Italia, per un corso inedito con certificato giapponese.
Cultura
Pantelleria, riprendono le escursioni archeologiche con il Centro Giamporcaro
Al via visite sotto il segno dell’Archeologia Bellica
Riapre la stagione delle escursioni del Centro Vito Giamporcarco di Pantelleria.
Mens sana in corpore sano, così il connubio di gite tra i siti archeologici, percorrendo sentieri pieni di storia, natura e bellezza.
Dall’8 marzo al 19 aprile, con ritrovo di fronte la sede del Centro Culturale, un passo alla volta si esplorerà la storia della nostra gloriosa isola.
Punta Spadillo, Kattibuale, Fossa del Russo e Gelkamar, le località oggetto di contemplazione e narrazione da parte delle guide esperte.
I dettagli in locandina.
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Cultura
Papa Leone XVI a Lampedusa. L’annuncio del Sindaco Mannino
E’ di queste ore la notizia della visita del santo Padre a Lampedusa e a renderla nota è proprio il primo cittadino, FIlippo Mannino, in un video dove mal si celano emozione e orgoglio.
Non è la prima volta che un pontefice si rechi nelle Pelagie. Infatti, prima di Leone XVI, fu Francesco a portare la propria benedizione e vicinanza.
Ecco cosa dice il Sindaco
Cultura
A Solarino nel 1876 una lezione epocale di Democrazia
Il caso del parroco di Solarino tra storia e presente
Nel 1876, Solarino, piccolo ‘comunello’ siciliano in provincia di Siracusa, fu teatro di una vicenda che oggi appare sorprendentemente moderna. Al centro della storia c’è Santo Bordonaro, parroco rispettato e leader del partito Carani, colpito da un’ammonizione giudiziaria proprio nel pieno delle elezioni amministrative.
La vicenda, ricostruita attraverso verbali ufficiali, lettere pubbliche e denunce, mostra come la politica locale possa intrecciarsi con le dinamiche nazionali, e come le pressioni politiche possano condizionare la magistratura, con effetti sulla vita e la libertà dei cittadini.
Secondo il ricorso presentato dal parroco, l’attacco aveva una causa ben precisa: il peso elettorale del partito Carani-Bordonaro.
La famiglia Bordonaro, agiata e strettamente legata alla rete parentale dei Carani, rappresentava un ostacolo troppo ingombrante per gli avversari.
Per neutralizzarlo, il parroco fu dipinto come individuo pericoloso, sanguinario e manutengolo dei briganti che avevano operato nella zona tra il 1867 e il 1868.
Tra le accuse più gravi veniva riportata la presunta responsabilità nell’omicidio del segretario comunale Giuseppe D’Agostino, avvenuto nel 1866, nonostante Bordonaro fosse stato assolto dai giurati nel 1871 e non avesse precedenti reali.
Il pretore di Floridia, Algide Della Maggiore, su indicazione del Regio Delegato Ermanno Sangiorgi, Questore restato alla Storia per il Rapporto
Sangiorgi, primo resoconto di polizia sulla mafia sicilia, ammonì improvvisamente il parroco.
L’ammonizione privava Bordonaro delle garanzie legali e gli vietava di partecipare alle elezioni o di portare armi. Secondo la difesa, l’atto era arbitrario e privo di fondamento, volto a indebolire un partito politico e non a proteggere la sicurezza pubblica.
I registri della Pretura di Floridia e i rapporti dei carabinieri locali confermavano, al contrario, che Solarino era un paese ordinato, senza minacce reali alla pubblica sicurezza.
A difendere Bordonaro un personaggio chiave che intervenne : il milanese Onorevole Agostino Bertani, medico, vicino all’Unità d’Italia e amico di Carlo Cattaneo,
membro attivo della massoneria italiana.
Bertani, con la sua prefazione in difesa , richiamò l’attenzione del governo sull’arbitrarietà dell’atto, sottolineando il principio fondamentale dell’indipendenza della magistratura: la legge non può piegarsi alle pressioni politiche, nemmeno in un piccolo comune come Solarino.
Come ricordava l’avvocato Accaputo, uomo appartenente all’ambiente della carboneria, in difesa del parroco: “Le spire vorticose della politica avvolgono i cittadini come allora, e la verità scottante che emerge da questa vicenda è che l’arbitrio politico e l’ingerenza nella magistratura cambiano nomi ma non dinamiche”.
Le spire, simili a vortici invisibili, trascinano chiunque si trovi al centro di interessi politici, dai grandi uomini di Stato ai cittadini più pacifici.
La vicenda di Solarino dimostra come anche un piccolo comunello possa diventare specchio di interessi locali e nazionali, e come rivalità patrimoniali e politiche possano influire profondamente sulla libertà dei cittadini. L’ammonizione giudiziaria e lo scioglimento del municipio furono due facce della stessa medaglia: lotte patrimoniali, ambizioni locali e tentativi di indebolire il partito Carani-Bordonaro, il tutto intrecciato con la pressione di figure statali come Sangiorgi.
Oggi, a più di 150 anni di distanza, la storia del parroco ci parla ancora.
I fatti politici legati al crimine organizzato, dagli attentati ai magistrati alle operazioni di Mani Pulite per non dimenticare sistema Siracusa, mostrano come certi comportamenti e mentalità siano modellazioni territoriali tramanda.
Laura Liistro
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