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Politica

Ars: Sicilia, Giambona “Reddito di povertà è misura da spot elettorale”

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PALERMO (08 Novembre 2024) – “Con l’approvazione delle variazioni di bilancio la novità che mi lascia incredulo, e che mortifica le famiglie siciliane bisognose di sostegno, è l’introduzione del reddito di povertà. Una misura da spot elettorale che Schifani finanzia con soli 30 milioni di euro per contrastare, a detta sua e della maggioranza di centrodestra, il fenomeno sempre più dilagante della povertà in Sicilia”. A dirlo è il vice-presidente del gruppo parlamentare siciliano PD, Mario Giambona, riguardo all’istituzione del reddito di povertà arrivato dopo l’approvazione di ieri sera delle variazioni di bilancio previste dalla finanziaria quater. “Prima di portare avanti norme che riguardano il contrasto di emergenze sociali come quelle della povertà è necessario acquisire consapevolezza a riguardo – continua -. L’inadeguatezza mostrata dal governo Schifani su un tema così delicato è disarmante perché stanziare solo 30 milioni di euro per le famiglie siciliane in difficoltà è un vero e proprio schiaffo a chi si attendeva un sostentamento”. Giambona poi analizza i numeri che hanno portato all’istituzione del reddito di povertà e agli effetti economici che avrà sui beneficiari della manovra. “Se si considera che gli ex percettori del reddito di cittadinanza sono 74000, allora è chiaro che ogni ex percettore otterrà da questa manovra un’entrata pari a 400 euro annui, che mensilmente sono circa 30 euro al mese, ovvero meno di un euro al giorno. Una somma risibile che non avrà alcun effetto sul contrasto alla povertà e che serve solo da cassa di risonanza per motivi propagandistici – ha concluso -. Insomma una delle tante norme che Schifani, e la maggioranza di centrodestra, ha portato avanti per motivi di puro consenso elettorale e che noi contestiamo nella sua mancanza di strutturalità, e di metodo nel mancato coinvolgimento di attori sociali come Caritas e Cei”.

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Elezioni

Referendum Giustizia: vince il NO. Ecco i SI e i NO a Pantelleria

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Resi pubblici i dati definitivi dell’affluenza al voto sul referendum: sono state scrutinate 61.533 sezioni su 61.533, l’affluenza al voto per il referendum costituzionale sulla riforma della giustizia è al 58,93%.

L’Emilia-Romagna è  la regione dove si è votato di più, mentre la Sicilia fanalino di coda per affluenza al referendum sulla giustizia, ultima tra le regioni con circa il 46,1% e Lampedusa il comune meno presente alle urne: solamente il 26,93% della popolazione dell’arcipelago delle Pelagie.
Vince il NO a livello nazionale con il 53%.

I numeri a Pantelleria
Per quanto riguarda Pantelleria, il SI è portato dal 46.12% della popolazione votante, che viene schiacciato dal 53.88%.
Questi i risultati, per una complessiva affluenza alle urbe pari al 34.86%.

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Politica

Pantelleria – Referendum Giustizia, affluenza alle urne nella prima giornata del 22 marzo

Direttore

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Ecco la contrada con maggiori elettori al referendum

Questa mattina alle ore 7,00 si sono aperti i sei seggi elettorali, per votare al Referendum sulla Giustizia – 2026.

Fino alle 22,00 di oggi e dalle ore 7 fino alle 14.00 di domani lunedì 23 marzo sarà ancora possibile esprimere la propria opinione sul referendum con un SI o con un NO.
Nella provincia di Trapani, l’affluenza: Alle ore 12.00 l’8,88 e alle ore 19.00 il 28.15.

Ma vediamo, attraverso il sito del Ministero degli Interni, le affluenze dei cittadini abili al voto alle 
    

                                 ore 12 ore 19
Pantelleria: 6.57 17.78
SEZIONE 1 – Centro: 7,02 17.05
SEZIONE 2 – Centro: 6,85 16.83
 SEZIONE 3 . Centro: 5,29 15.51
SEZIONE 4 – Centro: 6,43 17.74
SEZIONE 5 – Scauri: 5,72 16.34
 SEZIONE 6 – Bukkuram: 7,49 24.70
 SEZIONE 7 – Khamma: 7,46 19.19

   
Per sapere tutti gli aggiornamenti sull’affluenza degli elettori al Referendum della Giustizia, resta connesso con il nostro canale WhatsApp

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Politica

Referendum 22 – 23 marzo 2026, La Francesca (PD) “Le mie ragioni per il NO”

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In queste settimane non sono voluto entrare appositamente nella bagarre politica tra destra e sinistra sul referendum ma, ma dopo essermi informato e confrontato, dopo aver riflettuto ed ascoltato trovo giusto esternare le ragioni che mi spingono a votare NO su questa riforma della giustizia che non mi convince, non mi piace e che in qualche modo mi fa anche paura. Ci troviamo di fronte a una riforma imposta dal governo, riforma nata senza nessun passaggio parlamentare, che non migliora in alcun modo la vita dei cittadini né tanto meno il sistema giudiziario.

Una riforma che non affronta nemmeno uno dei problemi della giustizia come la lunghezza dei processi e la mancanza della certezza della pena, temi questi su cui occorre veramente intervenire per rendere la giustizia più giusta e veloce. Io sto dalla parte della Costituzione Italiana, che nasce dopo un ventennio terribile contraddistinto da abusi di potere e guerra; una Costituzione che amo profondamente e che ha creato un giusto equilibrio nella separazione dei poteri, mentre invece con questa riforma si va verso l’indebolimento della magistratura.

Voglio continuare a rimanere dalla parte della costituzione italiana che già prevede una magistratura libera e indipendente, se si vuole una vera separazione delle carriere tra pubblici ministeri e giudici basta una semplice legge e non una riforma della costituzione. Inoltre nessun organismo che si rispetti sceglie i propri rappresentanti per sorteggio. Ho deciso di votare NO inoltre perché non ho nessuna fiducia in questo governo che ha fortemente voluto questa riforma, mentre ho sinceramente più fiducia in chi ha scritto settantanove anni fa la nostra costituzione. Il mio dunque è un invito, soprattutto ai più giovani, ad andare a votare convintamente per il NO per difendere la nostra costituzione da una riforma che non serve ai cittadini e non serve in alcun modo a migliorare la giustizia.

Giuseppe La Francesca
Segretario Circolo PD Pantelleria

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