Pantelleria, singolari “clienti” al ristorante La Risacca. Il salvataggio di Antonino Busetta
Nei giorni scorsi abbiamo diramato la notizia di volatili diversi per numero e specie, soccorsi e salvati da volontari anche occasionali.
Un cicogna, che ha rivisto la libertà giusto ieri 16 agosto, in quel di Sibà; un falco pellegrino, un fenicottero rosa e anche di un barbagianni.
Tutti esemplari magnifici con una loro storia singolare: a ciascuno il proprio destino.
Parlando del barbagianni possiamo dire che la sua di storia suscita un mix di tenerezza e divertimento.
Immaginatevi il pennuto che si presenta al noto ristorante pantesco La Risacca.
Immaginatevi il compostissimo, solerte e nobile Antonino Busetta che si avvede del magnifico rapace e vole dargli una “spintarella” per prendere il volo. Ma l’animale sembrava non in forma. Così il metre del locale ha chiamato immediatamente l’esperto ornitologo Anselmo Consolo. Senza la prontezza e l’attenzione di Antonino, il magnifico barbagianni sarebbe stato spacciato e destinato alla morte.
Questi, da accertamenti di immediata applicazione, ha compreso il problema: il barbagianni era in uno stato di avvelenamento da ratticida.
Ma ecco come l’ornitologo racconta l’episodio:
“La sera di giovedì 10 settembre ho ricevuto una
chiamata dal caro amico Antonino Busetta, impeccabile ed
elegante direttore del famoso ristorante La Risacca, per soccorrere
un magnifico Barbagianni che aveva urtato contro la vetrata
durante l’ora di cena.

Giunto immediatamente sul posto ho notato con piacere come
Antonino e il personale del ristorante fossero stati ineccepibili
anche nel recupero da manuale effettuato e nel mettere in
sicurezza l’animale all’interno di una scatola ben arieggiata.
Fortunatamente l’impatto non ha provocato ferite gravi, se non un
po di stordimento, il vero problema del rapace notturno, come
abbiamo compreso in seguito, era di altra natura. Purtroppo il
Barbagianni presentava infatti chiari sintomi di intossicazione,
dovuti con tutta probabilità all’ingestione di un topo avvelenato.
Era inoltre disidratato e gravemente denutrito già prima
dell’incidente che è stato una conseguenza del suo indebolimento.
Seguito i dettami del veterinario ed esperto ornitologo Egidio
Mallia per le prime critiche 48 ore le cure a base di carbone attivo,
vitamine e i primi sofferti bocconi di carne stanno dando i primi
buoni risultati. Negli ultimi giorni si nota un netto miglioramento
delle sue condizioni anche se è ancora presto per considerarlo del
tutto fuori pericolo.
Una riflessione sul veleno: Se l’animale non dovesse farcela chi
usa ancora il veleno per liberarsi dei topi dovrebbe riflettere: un
singolo Barbagianni consuma circa 1000 topi all’anno, se si
considera una famiglia, (la coppia di adulti con i suoi piccoli nel
periodo di cova e allevamento) il consumo di roditori supera le
3000 unità annue. Visto il ritmo riproduttivo dei roditori
immaginate cosa significhi lasciare liberi di riprodursi 3000 topi in
un anno: Non a caso i Barbagianni sono considerati i migliori
amici e collaboratori degli agricoltori per quanto siano
indubbiamente i più formidabili cacciatori di topi. Una tipica
azione umana superficiale e stolta finisce per ritorcersi contro di
noi, causando un enorme danno ecologico e ambientale. Prima o
poi anche i più incoscienti dovranno comprendere l’enormità degli
squilibri causati da gesti insensati come l’uso di veleni pericolosi
per la vita di tutte le creature.”
Bravo al metre Antonino Busetta, all’intero staff de La Risacca e non di meno al solerte e sensibile Anselmo Consolo.
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Per approfondire: Salvati a Pantelleria cicogna da annegamento, un falco ferito, barbagianni da veleno e fenicottero smarrito
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