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Giovedì 29 ottobre 2026

Incendi boschivi: il Parco di Pantelleria alle prove di Erice sulle nuove tecnologie di rilevamento precoce

Incendi boschivi: il Parco di Pantelleria alle prove di Erice sulle nuove tecnologie di rilevamento precoce
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Satelliti, sensori, telecamere e droni messi alla prova con fuochi reali controllati al Bosco di
San Matteo. L’Ente Parco valuta con la Protezione Civile regionale una possibile
sperimentazione sull’isola
L’Ente Parco Nazionale Isola di Pantelleria, con l’Ingegnere Gaspare Inglese, su invito del
Servizio di Protezione Civile per la Provincia di Trapani della Regione Siciliana, ha preso
parte all’esercitazione “WFE 2026 – Erice Wildfire Technology Field Testing Program” che si
è svolta lo scorso fine settimana nel Bosco di San Matteo a Erice ed al Comando Provinciale
dei Vigili del Fuoco di Trapani.
Si tratta della prima campagna di prove in campo del Progetto
Emergenza Incendi promosso da Regione Siciliana, Comune di Erice e Fondazione Ettore
Majorana, in collaborazione con il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco. Vi hanno preso parte
anche il Corpo Forestale della Regione Siciliana, il Dipartimento regionale della Protezione
Civile e il volontariato di protezione civile.
L’obiettivo era verificare sul campo quali tecnologie permettano di individuare un incendio sul
nascere, quando è ancora di limitate dimensioni e facile da domare.
Durante le prove, dirette e presidiate dai Vigili del Fuoco, sono stati accesi fuochi controllati,
sia a fiamma libera sia a forte produzione di fumo.

Su ciascuno di essi sono stati misurati i
tempi di rilevamento applicando diversi sistemi: satelliti in grado di individuare dallo spazio il
calore prodotto dal fuoco; reti di sensori installati nel bosco, alimentati a energia solare, che
“fiutano” il fumo prima ancora che compaiano le fiamme; telecamere intelligenti che
riconoscono automaticamente fumo e fiamme; droni per la verifica rapida delle segnalazioni.
I risultati, elaborati dalla Fondazione Ettore Majorana con il supporto di ricercatori
internazionali, permetteranno di confrontare le diverse tecnologie a parità di condizioni.

Tale esercitazione rappresenta una prova molto importante per Pantelleria, colpita molto
duramente in passato da incendi devastanti. Ricordiamo ad esempio l’incendio del maggio
2016 le cui fiamme percorsero centinaia di ettari della Montagna Grande o quello divampato
nell’agosto 2022 che minacciò case e strutture tra Cala Cinque Denti e Gadir ed anche quello
del luglio 2023 in località Khamma – Punta Rubasacchi.
Su un’isola i soccorsi impiegano più tempo ad arrivare dalla terraferma. Scoprire un incendio
rapidamente può fare la differenza tra un focolaio spento sul nascere e un disastro per il
patrimonio naturale, l’agricoltura e la sicurezza delle persone.
Gli uffici del Parco, unitamente al Servizio S.16 del Dipartimento regionale della Protezione
Civile, stanno elaborando una prima valutazione sull’applicabilità del modello all’isola. Sulla
base dei risultati di Erice, l’Ente Parco e la Protezione Civile regionale valuteranno
l’eventuale l’avvio di un progetto pilota a Pantelleria.


“Il nostro Parco custodisce un patrimonio naturale e un paesaggio agrario unici, che gli
incendi hanno già ferito in passato
” afferma Italo Cucci, Presidente del Parco.

“Partecipare a
questa sperimentazione significa portare a Pantelleria le migliori conoscenze disponibili per
proteggerlo, insieme alle istituzioni che ogni giorno lavorano per la sicurezza del territorio.Abbiamo visto all’opera, su fuochi reali, tecnologie molto diverse tra loro”
dice Gaspare
Inglese
. “Ora il lavoro è capire quali si adattano meglio alle caratteristiche della nostra isola: il
vento, la morfologia, le aree interne difficili da raggiungere.
”

La prevenzione resta nelle mani di tutti. In attesa delle nuove tecnologie, la prima sentinella
contro gli incendi resta la comunità.
L’Ente Parco ricorda a residenti e visitatori di segnalare immediatamente ogni principio di
incendio al numero di emergenza 112 o al 1515 del Corpo Forestale. Le segnalazioni devono
indicare il luogo con la massima precisione possibile.
Valgono inoltre le prescrizioni regionali
sull’uso del fuoco e sulla pulizia dei terreni incolti nei pressi delle abitazioni,
indipendentemente dalla stagione dell’anno.

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