Sabato 24 si torna all’ora solare. Ma questa volta il cambio d’ora potrebbe davvero “cambiare”
L’appello ai trapanesi: due foto alle
18:30.
Al via campagna “Un’ora sola la vorrei”, con riferimento all’ora legale
La Camera chiude l’indagine e chiede di superare il doppio cambio stagionale, una risoluzione impegna il Governo a portare la proposta in Europa. Consumerismo: dopo anni di battaglia, la svolta è a portata di mano
Nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre torna l’ora solare: alle 3 le lancette andranno spostate indietro di un’ora, alle 2. Si dormirà un’ora in più, ma da domenica il buio arriverà un’ora prima. A Trapani il sole, che sabato tramonterà intorno alle 18:20, domenica scenderà sotto l’orizzonte poco dopo le 17:20. È il rito di ogni autunno, ma quest’anno qualcosa è cambiato davvero: per la prima volta il Parlamento ha messo nero su bianco che il doppio cambio dell’ora va superato, e sul tavolo del Governo c’è una risoluzione che chiede di portare la questione in Europa con l’Italia nel ruolo di apripista.
Dalla petizione al Parlamento: le tappe della battaglia
La richiesta di mantenere l’ora legale tutto l’anno nasce dalla petizione online “Ora legale per sempre” promossa da SIMA e Consumerismo su Change.org, che ha raccolto quasi 360 mila firme. Il 17 novembre 2025 le firme sono state consegnate alla Camera insieme alla richiesta di un’indagine conoscitiva, sostenuta dal deputato Andrea Barabotti.
L’11 marzo 2026 la X Commissione della Camera, competente per Attività produttive, commercio e turismo, ha avviato l’indagine sull’impatto dell’ora legale permanente. Nei mesi successivi sono stati ascoltati gestori della rete elettrica, organizzazioni del commercio, del turismo e della ristorazione, sindacati, associazioni dei consumatori, tra cui la stessa Consumerismo, e la comunità medico scientifica. Le audizioni si sono chiuse il 30 giugno.
Il 1° ottobre la Commissione ha approvato all’unanimità il documento conclusivo, articolato in sette capitoli. Il punto di arrivo è netto: il doppio cambio stagionale dell’ora va superato, per le criticità sanitarie e organizzative che si concentrano nei giorni immediatamente successivi al passaggio. Tra le strade indicate figurano una sperimentazione dell’ora legale, della durata di almeno un ciclo stagionale completo e con un monitoraggio pubblico dei risultati, e un’iniziativa di coordinamento europeo guidata dall’Italia. La Commissione non ha invece scelto in modo definitivo tra ora legale e ora solare permanente, lasciando aperta la valutazione dei rispettivi effetti.
Il 15 ottobre: la risoluzione e la nuova campagna
Alla conferenza stampa “Ora legale sempre. La battaglia continua”, nella Sala Salvadori di Palazzo dei Gruppi Parlamentari, è stata illustrata la risoluzione che ha come primo firmatario l’on. Barabotti. Il testo chiede al Governo tre impegni: riaprire e portare a conclusione in sede europea il negoziato sulla proposta di superamento dei cambi stagionali dell’ora, ferma da anni, sostenendo per l’Italia l’ora legale permanente; trasmettere alla Commissione europea i risultati dell’indagine parlamentare; sostenere, con la partecipazione italiana, una sperimentazione europea dell’ora legale permanente con un monitoraggio degli effetti energetici, sanitari, economici e sociali.
Il passaggio europeo è obbligato: il calendario dei cambi d’ora è fissato da una direttiva comunitaria e l’Italia da sola non può modificarlo. Per questo il cambio di sabato notte resta confermato e, salvo novità, l’ora legale tornerà a fine marzo 2027.
Nella stessa occasione è partita la campagna “Un’ora sola la vorrei”, con un manifesto per l’ora legale permanente già sottoscritto da diverse realtà associative e aperto all’adesione di associazioni, imprese e cittadini attraverso il sito oralegalepersempre.it.
I numeri emersi dall’indagine
Secondo il contributo di Terna acquisito dalla Commissione, nel 2026 i sette mesi di ora legale porteranno a una riduzione dei consumi elettrici di circa 302 GWh. Estendere l’ora legale anche ai mesi invernali aggiungerebbe circa 160 GWh, per un totale annuo di circa 462 GWh. Valorizzati al costo medio del kilowattora per la famiglia tipo indicato da ARERA, i risparmi corrispondono a circa 120 milioni di euro per il 2026. Terna ha inoltre precisato che, per la gestione della rete elettrica, lo scenario di ora legale permanente non presenta criticità significative.
Sono numeri da leggere con equilibrio: lo stesso documento conclusivo ricorda che il beneficio energetico, pari a circa lo 0,15% del fabbisogno elettrico nazionale, si è ridotto negli ultimi vent’anni con la diffusione dell’illuminazione a LED. Ma il tema non è solo la bolletta.
Commercio, distribuzione, turismo e ristorazione hanno espresso valutazioni favorevoli: più luce nelle ore serali significa centri storici e borghi più frequentati, attività all’aperto più lunghe e una maggiore percezione di sicurezza. I sindacati hanno posto una condizione chiara: la luce in più non deve tradursi in orari di lavoro più lunghi o in meno tempo di riposo. Sul fronte sanitario le posizioni non coincidono: la medicina del sonno indica l’ora solare permanente come la scelta più vicina ai ritmi biologici, mentre altri contributi medici ed epidemiologici si sono espressi in senso favorevole, o comunque non contrario, all’ora legale tutto l’anno. Sulla sicurezza stradale SIMA ha richiamato uno studio secondo cui l’ora legale permanente potrebbe ridurre fino al 13% i decessi di pedoni nelle fasce orarie del mattino e della sera.
Perché riguarda anche Trapani
Per un territorio che punta sulla destagionalizzazione del turismo, tra il centro storico, Erice, le saline e le Egadi, un’ora di luce in più nei pomeriggi d’autunno e d’inverno ha un valore concreto: per chi lavora nella ristorazione e nell’accoglienza, per le famiglie che vivono il lungomare e le piazze, per chi rientra a casa dopo il lavoro. Allo stesso tempo, nelle mattine di dicembre l’alba arriverebbe più tardi, ed è giusto che il dibattito tenga conto anche di scuole, pendolari e lavori all’aperto. È proprio per questo che la proposta guarda a una sperimentazione monitorata.
L’appello ai trapanesi: due foto alle 18:30
Per accompagnare questo passaggio, Consumerismo invita anche i trapanesi a partecipare ad un contest. L’invito è semplice. Sabato 24 ottobre alle 18:30 si scatta una foto, che sia il lungomare, la Torre di Ligny, la piazza sotto casa o la vista dal balcone. Domenica 25 ottobre, alla stessa ora e dallo stesso punto, se ne scatta una seconda. Le due immagini vanno pubblicate dove ciascuno preferisce, sui propri profili social, nei gruppi, nelle chat, con l’hashtag #oralegalepersempre. Il confronto parlerà da solo: nella prima foto la città è ancora nella luce del crepuscolo, nella seconda è già sera piena.
La sfida è stata lanciata il 15 ottobre a Roma, nella conferenza stampa che Consumerismo No Profit e la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) hanno tenuto alla Camera dei Deputati, ed è parte della nuova campagna nazionale “Un’ora sola la vorrei”.
“Oggi il Parlamento riconosce che il doppio passaggio va superato e chiede al Governo di farsi promotore in Europa: è il risultato di una battaglia nata dai cittadini, con quasi 360 mila firme. Questo potrebbe essere uno degli ultimi cambi d’ora, e per Trapani un’ora di luce in più la sera significa più vita in città e più turismo anche fuori stagione”, dichiara Giovanni Riccobono, Delegato Regionale Sicilia e Direttore Generale di Consumerismo No Profit.
In copertina immagine creata da Gemini AI
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